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    Neural Network-Based Virtual Measurement of Road Vehicle Wheel Displacements

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    In the automotive industry, sensors play a crucial role in enabling the advancement of autonomous vehicles. However, physical sensors often present challenges due to their cost or practical limitations. Consequently, virtual sensors offer a viable and cost-effective alternative, where relevant metrics can be estimated using available data and mathematical models. This paper introduces a virtual sensor designed to measure the vertical displacement of a road vehicle’s wheels, specifically aimed at enhancing the control of the vehicle’s suspension systems. The virtual sensor utilizes a multi-output neural network to predict the displacements of all four wheels simultaneously. Inputs to the network include longitudinal, lateral, and vertical accelerations from an InertialMeasurement Unit (IMU), along with anti-roll torques from both front and rear anti-roll bars, and currents in the actuators of active suspensions.Experimental validationwas conducted using data collected from a Range Rover vehicle, demonstrating the efficacy of the virtual sensor in measuring vertical displacements of unsprung masses. Results were assessed through comparison with measurements obtained from a physical sensor, with Root Mean Square Error (RMSE) values confirming the accuracy of the virtual sensor’s estimations

    Estimation of Lateral Wheel-Rail Contact Forces and Track Irregularities Through a Nonlinear Constrained Estimator

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    The running safety of railway vehicles depends on the real-time knowledge of wheel-rail contact interactions. The nonlinear nature of the latter, coupled with the random wear statuses of railway tracks, make difficult their direct measurement. Dedicated sensors are needed, but noise from wheel-rail contact harshness can corrupt measurements.Anonlinear state observer based on a Constrained Unscented Kalman Filter, which allows for constraining the estimated railway vehicle states and parameters, is proposed in the present work to estimate lateral wheel-rail contact forces and moments and identify lateral track irregularities. The developed technique can be applied for monitoring continuously the track conditions through in-service railway vehicles, enhancing control system effectiveness by estimating wheel-rail contact interactions based on measurements provided by onboard sensors

    L’architettura del paesaggio del Villaggio Olimpico. Strutture e sequenze di spazi

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    Il volume raccoglie gli esiti della ricerca "Quattro quartieri. Progetto di ricerca su complessi di edilizia residenziale pubblica a Roma", condotta presso il Dipartimento di Architettura e Progetto dell'Università di Roma La Sapienza e il Dipartimento di Architettura dell'Università Roma Tre, con l’obiettivo di studiare quattro importanti quartieri di edilizia residenziale pubblica romana del XX secolo - Villaggio Olimpico, Decima, Trullo, Prima Valle - e produrre indirizzi di progetto. Questo saggio restituisce un’interpretazione del Villaggio Olimpico di Roma dal punto di vista del progetto degli spazi aperti, con un doppio intento: comparativo, tra le proposte di disegno del quartiere avanzate nel corso della sua gestazione e l’esito della realizzazione; proiettivo, ravvisandovi possibili opportunità di progetto per migliorarne la condizione attuale. Il Villaggio si colloca, nella rappresentazione accumulata da innumerevoli studi che vi si sono dedicati, nell’ambito di un’applicazione italiana, anzi, pervasivamente romana, del modello urbano modernista. Progettato per un’occasione del tutto peculiare - l’ospitalità delle delegazioni sportive, con addetti e giornalisti, dei Paesi partecipanti alla XVII Olimpiade celebrata a Roma nel 1960 - e poi convertito in quartiere di residenze pubbliche per l’INCIS, il Villaggio partecipa dell’esperienza più ampia, e per alcuni aspetti generalizzabile, della costruzione dei paesaggi della città pubblica, condotta nelle città europee di grandi e medie dimensioni nei decenni subito successivi al secondo dopoguerra. Esiste di essi un cliché assai chiaro, che li accomuna tutti nonostante le peculiarità di ogni progetto e luogo. I caratteri e le forme degli spazi aperti vi collaborano in modo decisivo: eccessiva quantità, uniformità, assenza di gerarchie, monotonia dei contesti. Le ingenti distese di verde modernista sono la parte quantitativamente preponderante dell’insediamento, ma inefficace per farne qualificante esperienza pratica ed estetica, incerta in termini spaziali, misera in contenuti ambientali, povera in qualità paesaggistica; appaiono nella manifestazione più atopica ed essenziale del prato bidimensionale, nel tempo involontariamente sostituito, alle nostre latitudini, dallo sviluppo spontaneo di praterie arborate, arbusteti, forme embrionali di gariga o macchia boscata, in un insieme confuso che tradisce l’assenza di un’intenzione spaziale riconoscibile. L’esplorazione attuale del Villaggio può facilmente restituire la condizione descritta. Tuttavia, nelle proposte originarie, rintracciabili nei disegni autografi di Luigi Moretti per il progetto urbano del Villaggio, è possibile rinvenire prove significative per un’altra lettura, che infine può portarci a interpretare il quartiere come applicazione, alla scala urbana, dell’attitudine dell’autore al comporre lo spazio operando sul “vuoto”. Avanziamo l’ipotesi di poter rinvenire negli spazi aperti del Villaggio lo stesso ruolo degli spazi interni di un edificio, intendendoli perciò come ragione di nascimento della fabbrica, fabbrica che in tal caso è un quartiere urbano concepito come un insieme compiuto. Per farlo, ci muoveremo strumentalmente secondo tre traiettorie, che corrispondono ai filtri interpretativi emersi in seno alla ricerca “Quattro Quartieri” - soglia, tempo, soggetto - e chiameremo come testimoni alcuni ulteriori passaggi de “Strutture e sequenze di spazi”, pubblicato da Moretti su Spazio nel 1953, immaginando la continua parafrasi da spazio “interno” a spazio a spazio “aperto” e da “architettura” a “città”

    Redesigning Seosomun Memorial Museum and Park in Seoul, South Korea. Workshop di progettazione.

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    Workshop di progettazione svoltosi a Seoul presso il College of Architecture della Myongji University dal 4 all' 11 gennaio 2013 con 29 studenti della Sapienza, delllo IUAV e della Myongji University di Seoul. Responsabili scientifici: Jinyoung Chun, Federico De Matteis, Luca Reale. Tutor: V. Frasgini, M. Pattarini, M. Romano

    Redesigning Seosomun Memorial Park in Seoul Workshop internazionale di progettazione architettonica

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    workshop di progettazione svoltosi a Seoul presso il College of Architecture della Myongji University dal 4 all’11 gennaio 2013 con 29 studenti della Sapienza,dello IUAV di Venezia e della Myongji University di Seoul. Responsabili scientifici: Jinyoung Chun (CAMU), Federico De Matteis, Luca Reale (Sapienza).Tutor: Valentina Frasghini, Manuela Pattarini, Michela Roman

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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