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    Nuove ‘istituzioni’ contadine e usi collettivi del territorio

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    Le pratiche di neoruralità promuovono e sperimentano nuove modalità d’uso collettivo dei territori agricoli che non sembrano tratteggiare un risultato unico bensì rivelare un ampio processo di mutamento endogeno, sensu Ploeg, che si sviluppa in un insieme crescente di soluzioni locali diversificate e co-evolve nello spazio e nel tempo. Il paper intende approfondire il valore innovativo di queste pratiche riferendosi a diversi filoni di pensiero che hanno sviluppato un’analisi dei beni collettivi (common-pool) e delle relative istituzioni (common-properties), costruendo intorno a questi elementi una riflessione più ampia sui comportamenti cooperativi. Si ritiene infatti che, in determinati contesti e condizioni, l’azione collettiva e le istituzioni da essa emergenti – intese à la Ostrom come ‘insieme di regole operative condivise’ - possano costituire una valida alternativa alla dicotomia Stato-Mercato, nonché delineare di fatto il superamento di altre numerose e radicate dicotomie, a cominciare dalla netta separazione tra campagna e città. Nei contesti delle pratiche neorurali è spesso assai difficile operare semplicistiche distinzioni e, soprattutto, assumere atteggiamenti dualistici. Il contributo si sofferma quindi sul carattere misto delle nuove ‘istituzioni’ contadine, nella convinzione che la portata innovativa e sperimentale ad esse connessa risieda principalmente nella capacità di darsi come terreni di coltura di embrioni di superamento delle molteplici dicotomie che persistono nell'era globale

    Innovazione place-based: il caso delle social street

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    Starting from the evidence that places, namely urban places, are more and more showing up as innovation drivers, which are able to connect, activate and put in synergy spontaneous citizen initiatives, this paper describes the phenomenon of 'social streets', analysing three Italian examples in the light of four interpretative components of the place-based innovation concept, and also discussing some aspects related to the emerging governance structures, as well as the profiles of similarity with the so-called Urban Living Labs (ulls). The conclusion is that the social street experiences can actually contribute to place-based innovation, intended as improving localized social relations

    La dimensione territoriale nell’approccio dei living labs. Verso i territorial living labs per il sostegno alle città e alle regioni‘smart’

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    Le politiche comunitarie di sostegno alla pianificazione spaziale centrate sul policentrismo hanno cercato di innestare dinamiche di cambiamento della situazione di stallo economico e sociale delle regioni periferiche a nord e a sud dell’area centrale del continente europeo. Il policentrismo allude alla possibilità di generazione di nuove centralità in aree deboli come contrasto al declino tendenziale e per rafforzare la coesione territoriale che si affianca alla coesione sociale ed economica nelle principali politiche della UE. Una prosecuzione di queste politiche avviate con l’Esdp e sviluppate in termini di analisi con Espon, è data dai programmi comunitari sulle ICT che coinvolgono direttamente anche le imprese private specializzate del settore. Il tema quindi è la creazione di nuove centralità in regioni dove i fenomeni urbani non riescono o non possono strutturalmente far parte dei sistemi metropolitani mondiali di accumulazione di capitali prevalentemente finanziari che, a loro volta, sono travolti da una crisi che sembra assumere i caratterini di un declino sistemico e strutturale. Le ICT costituiscono un ambito riflessivo e di elaborazione di politiche che possono cambiare le città, non solo di quelle che fanno parte delle aree forti e centrali del continente europeo, ma anche nelle aree deboli dove il concetto di ‘sviluppo’ sembra essere superato in favore di volontà diverse e più centrate a fornire risposte autocentrate alla domanda sociale. E’ su quest’ultima che può attestarsi e concentrarsi l’offerta di tecnologia ed è sulla innovazione sociale che l’avanzamento tecnologico e la creazione di nuovi mercati potrebbero avere una spinta decisiva a livello locale e sovra locale. Il contributo presenta una sintesi dei risultati dell’avvio del progetto Peripheria che riguarda il supporto ad alcune Smart City e Living Labs per sperimentare modi innovativi condivisi in reti di produzione territoriale

    Città a confronto. Campobasso

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    La perdurante vigenza di uno strumento di pianificazione generale vecchio ormai di oltre 35 anni fa di Campobasso un’ulteriore testimonianza dei “tempi lunghi” della pianificazione comunale italiana e della generale sua difficoltà non solo ad anticipare ma anche semplicemente a seguire i processi di evoluzione urbana e territoriale che si manife- stano a livello locale. In tale quadro di generale difficoltà il “caso Campobasso” è per la verità interpretabile come una vicenda di tentavi di innovazione. Non si può tuttavia fare a meno di notare che le spinte più o meno contraddittoriamente innovative mostrate dalla vicenda urbanistica campobassana risultano frenate e confuse dalla coesistenza forzata di modelli di pianificazione intrinsecamente tendenti a darsi come alternativi, e dalla contemporanea tendenza tecnica, e anche normativa, a non ridisegnare i compiti della pianificazione generale coerentemente con la compresenza di altri ormai invalsi istituti pianificatori, volontari od obbligatori che siano
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