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    Report del Convegno su L’uomo nel pensiero di Bonaventura da Bagnoregio. Ad 800 anni dalla nascita del Doctor Seraphicus, Università degli Studi di Trento, 5-6 ottobre 2017

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    In occasione dell’ottavo centenario dalla nascita di Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274), il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento ha ospitato un convegno, organizzato da Irene Zavattero, dedicato al tema dell’antropologia di Bonaventura e articolato in due giornate di lavoro. Sono intervenuti quali relatori: Letterio Mauro, Alessandro Ghisalberti, Andrea Di Maio, Rafael Pascual, Davide Riserbato, Massimiliano Lenzi, Paola Muller, Elisa Cuttini e Irene Zavatter

    Intorno al futuro. Volontà e contingenza secondo Duns Scoto. Introduzione, testo e traduzione di Lectura, I, d. 39.

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    This volume fits into the context of philosophical reflection recent on the medieval debate on future contingents. It presents the first Italian translation of Duns Scotus's Lectura, I, d. 39, text assumed by historiography as "a cornerstone" of philosophy of all times. The translation, accompanied by a commentary (Ernesto Dezza) and two in-depth essays (Andrea Nannini, Davide Riserbato), fills a gap, conspicuous as regards the study of Scotus in Italy, making more usable this text. Lectura, I. d. 39 redefines the way of understanding the possible/ contingent modality, paving the way for the logical consideration of possibility and the synchronicity of contingency

    Fenomeno & Fondamento. Ricerca dell’Assoluto. Studi in onore di Antonio Margaritti

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    A celebrare il valore umano e intellettuale di Antonio Margaritti è stato convocato da Samuele Pinna e Davide Riserbato, un “nugolo di testimoni” qualificati (se vogliamo adottare la bella immagine di Ebrei 12,1): cardinali e vescovi, teologi e filosofi noti e apprezzati, ex-alunni riconoscenti si sono impegnati a dimostrare, attraverso i loro saggi, che «le maniere semplici» di «un uomo che valeva molto», non sono state «prese per indizio di poco valore». E l’hanno fatto attraverso un arcobaleno di generi letterari. Infatti, dai ricordi personali (...), si procede all’interno dell’orizzonte delle analisi filosofiche e fenomenologiche, si percorre l’ambito teologico fondamentale e sistematico, si compiono incursioni suggestive anche nell’esegesi salmica, si offrono indagini storico-critiche nel pensiero medievale, ma non si ignora neppure la teologia pastoral

    L'essere degli accidenti nell'Eucaristia

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    Al centro del trattato sull’Eucaristia di Giovanni Duns Scoto, nel IV libro del suo Commento alle Sentenze, si trovano incastonate due questioni dedicate all’essere degli accidenti. Esse vantano un notevole interesse teoretico, non soltanto per un’adeguata comprensione della teologia eucaristica del maestro scozzese, ma soprattutto per definire la relazione da lui istituita tra metafisica e teologia, che rappresenta uno dei temi cardine del suo pensiero. È qui offerta la traduzione di tali questioni in cui il Sottile si interroga sullo statuto ontologico degli accidenti, corredata da introduzione, note e apparati. Il volume è curato da Davide Riserbato, Docente a contratto di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Professore regolarmente invitato presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum e presso la Cattedra Marco Arosio di Alti Studi Medievali dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Roma), dove tiene corsi di Storia della filosofia medieval

    Analecta Cisterciensia 62 (2012)

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    Bernardin Schellenberger, Ein cisterciensischer "Simplicius Simplicissimus" aus dem Dreißigjährigen Krieg: Die Reisebeschreibung des Tennenbacher Paters Conrad Burger, 3-217. Franz Machilek, Abt Eugen Montag von Ebrach (1741-1811). Ordensmann, Vertreter der katholischen Aufklärung, Streiter für die Reichsunmittelbarkeit seines Klosters, 218-253. Marcin Starzynski, Geschichte des Wappens der Cistercienserabtei in Mogila, 254-289. Davide Riserbato, La Rosa Mistica. Intenso lirismo e suggestione..

    Lo statuto epistemologico della teologia nell’opera di Bonaventura da Bagnoregio. Ricognizione storiografica

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    L’opera postuma di Marco Arosio († 2009) mira alla ricostruzione delle interpretazioni storiografiche relative alla nozione di intellectus fidei in san Bonaventura. Si tratta di una densa ricognizione delle interpretazioni che i molti interpreti del pensiero e dell’opera di San Bonaventura hanno pubblicato, a partire dalla ideazione e dalla edizione degli Opera omnia da parte dei Padri di Quaracchi negli ultimi decenni del sec. XIX, e si attesta quale strumento indispensabile per chiunque desideri avere una sicura chiave d’accesso alla vasta bibliografia bonaventuriana degli ultimi 150 anni, o perlomeno fino agli anni ’90 del secolo scors

    Inevidenza della fede e struttura non dimostrativa della teologia in Gerardo da Bologna († 1317). Figura medievale della teologia

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    Nell’alveo della ricerca sulla quaestio della teologia come scienza, inaugurata da M.-D. Chenu e proseguita da I. Biffi, ci proponiamo di continuare l’indagine di quest’ultimo, sotto il profilo del metodo e – in certo modo – dei contenuti. Dal punto di vista del metodo, esaminando cioè con attenzione «le diverse componenti che contribuiscono alla creazione e determinazione della figura all’interno del «brano» preso in considerazione», con la precisa intenzione di «costruire la figura in certo modo astratta della teologia che in quel teologo – o in una «scuola» – si recepisce, quasi la «geometria» di tale teologia, la sua «forma» nell’intelligenza della fede». Quanto ai contenuti, l’intento consiste nel riprendere la trama di questo «racconto» introducendo nuovi protagonisti, mirando cioè alla ricostruzione delle immagini o «figure» della teologia di alcuni autori del secolo XIV. In particolare, la scelta ricaduta su Gerardo da Bologna, come prima «campionatura», non manca di essere di per sé giustificata e significativa: da un lato, per la considerevole attenzione che il carmelitano riserva all’analisi metodologica nella sua Summa – a nostro avviso ragione già di per sé sufficiente a giustificarne quantomeno l’interesse da questo punto di vista –; dall’altro, perché la sua indole eclettica conferisce al suo storico il privilegio di muoversi con agio nel confronto con le prospettive degli autori a lui precedenti o contemporanei, non senza la fatica di identificare i quidam, e attribuire un soggetto ai vari dicunt. Si individueranno pertanto le connessioni storiche tra gli autori evocati, già in questo primo contributo, pur nell’interesse relativo di tali connessioni «di fronte all’«assoluto» che tali figure astratte sono chiamate a rappresentare

    Tutto liscio... come loglio? Ricapitolazione del disegno unitario

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    Tutto liscio... come loglio? – il titolo allude alla parabola evangelica del grano e della zizzania (il “loglio”, appunto), oggetto della meditazione di Giacomo Biffi che abbiamo posto come Introduzione all’intero volume – è una domanda, forse un po’ retorica, che vuole suggerire che quando si coltiva il male, il loglio, nulla può filare via liscio come... l’oli

    Donne moderne del medioevo

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    Al declinare del mondo feudale, tra il XII e il XIV secolo, nelle Fiandre e in altre parti d'Europa, assistiamo a un fenomeno di straordinaria modernità unito a una grande profondità religiosa. Delle donne laiche, in questo già precorritrici dei tempi, si fanno carico di opere di carità e di assistenza in una società sempre più divisa a causa degli sviluppi cittadini tra abbienti e nuovi poveri. Si tratta delle beghine, e tra esse spiccano personalità di forte spessore. Il fatto che il termine "beghine" abbia oggi preso un carattere quasi simbolo di un pietismo superstizioso fa parte di quelle sovversioni di significato che la storia conosce. L'evento delle beghine pertiene anzitutto alla storia della Chiesa, a una interpretazione del cristianesimo come vocazione a sovvenire agli altri per amore del Cristo fattosi uomo e sacrificatosi per l'uomo. Spiritualità moderna che prepara figure come san Vincenzo de' Paoli con secoli di anticipo. Ma anche evento storico che mostra la crisi di un mondo che, modernizzandosi, si prepara, in nome dei nuovi lavori della vita cittadina, a lasciare indietro chi non è fortunato. Le figure di Hadewijch di Anversa, Mectilde di Magdeburgo e Margherita Porete non fanno solo parte della storia della mistica, ma sono a un tempo segno di una radicale critica social

    Bonaventura e il fondamento di ogni conoscenza certa

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    This paper focuses on the gnoseological implications involved in suggestive perspectives developed in De mysterio Trinitatis, q. 1, a. 1. According to Bonaventure, indubitabilitas of a proposition (verum) depends on knowledge certitude of the predicated reality (veritas). In particular, this cognitive foundation will be identified by the Franciscan Master answering the question concerning the existence of God («utrum Deum esse sit verum indubitabile»). For existence of God seems to rise to a paradigm of knowledge transcendental conditions and certitude. A very interesting treatment of this paradigm is the Bonaventurian approach to unum argumentum of Anselm of Canterbury, examined from a not immediately ontological point of vie
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