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L’esposizione di arte antica di Napoli nel 1877: un’occasione per rivendicare i fasti passati
Nel 1877 si svolsero a Napoli l’Esposizione Nazionale di Belle Arti, la Mostra d’Arte Antica ed il III Convegno Artistico. Questa iniziativa non è affatto un evento isolato, ma si inserisce in un periodo in cui le esposizioni di belle arti erano spesso accompagnate a mostre d’arte antica. A Parma, sette anni prima, si erano susseguite una serie di manifestazioni in cui la figura di Correggio aveva assunto un ruolo importante nell’autoaffermazione locale e nazionale. Nel 1872, a Milano, questo schema verrà ripetuto e perfezionato con una programmazione sempre più orientata verso una specificità locale associata al territorio. L’articolo approfondisce il discorso creato intorno all’arte antica napoletana, in occasione di queste tre manifestazioni, come tentativo di affermazione di uno status identitario dentro il neonato stato italiano, evidenziando le sfide e le contraddizioni affrontate in questo processo e il loro impatto sulla storiografia meridionale
Lo Stato contro l’opposizione: sorveglianza e controllo politico nell’Italia del secondo dopoguerra
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Costituzioni a confronto. Statuto albertino e costituzione romana, quale modello per la costituzione italiana del 1948? Una comparazione storica
Hannah Arendt e la Teoria del Giudizio politico. L’analisi delle condizioni politiche contemporanee attraverso Kant
Il controllo dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno sul Partito Socialista Italiano nel 1954
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Mafiosi e confino di polizia dal fascismo alla nascita della Repubblica
Questo volume raccoglie gli atti del convegno Destra radicale, concezione dello Stato e criminalità organizzata. Dal regime fascista alle Commissioni antimafia tenutosi a Campobasso tra il 5 e il 6 dicembre 2024, nell’ambito delle attività del Prin 2022 – Nazioni in armi. Violenza, istituzioni e società nel Mezzogiorno contemporaneo 1794-2022. La decisione di dedicare la due giorni al tema delle organizzazioni criminali e, più in particolare, al loro rapporto con la cultura istituzionale della destra radicale nasceva, paradossalmente, dalla presa d’atto dell’apparente marginalità mafiosa delle aree interne sulle quali insiste l’Università del Molise. Ma a fronte di questo dato di fatto, l'ipotesi di lavoro era quella di un’indiscutibile valenza nazionale dei fenomeni criminali di lunga durata che, sebbene germogliati nel Mezzogiorno borbonico nei primi decenni dell’Ottocento, si consolidavano e prosperavano nel corso di tutta la successiva vicenda unitaria del Paese
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