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Recensione di Daria Biagi, Prosaici e moderni. Teoria, traduzione e pratica del romanzo nell’Italia del primo Novecento (Quodlibet, 2022)
Recensione di Daria Biagi, Prosaici e moderni. Teoria, traduzione e pratica del romanzo nell’Italia del primo Novecento. Quodlibet, 2022
«Mirate e giudicate». Il problema del narratore nelle traduzioni ottocentesche dei romanzi goethiani
Ripercorrendo la contrastata ricezione italiana di Goethe, lo studio si sofferma sulla sorte riservata al Goethe “epico”, il romanziere che nonostante il successo europeo del 'Werther' appare relegato per tutto l’Ottocento su un piano decisamente inferiore rispetto al poeta lirico e drammatico. Tra le ragioni di questa subalternità, oltre alla posizione di scarso prestigio che il romanzo come genere letterario ricopre ancora nell’Italia dell’epoca, interviene la singolare “situazione narrativa” che Goethe costruisce nei suoi romanzi: anziché presentarsi nei panni di una voce guida, come le convenzioni dell’epoca
avrebbero prescritto, il suo narratore sembra infatti rinunciare a ogni giudizio morale e accontentarsi – questa l’accusa mossagli da Madame de Staël – di una eccessiva imparzialità. L’affidarsi al giudizio autonomo del lettore si inserisce pienamente nel quadro delle trasformazioni che, a cavallo tra Sette e Ottocento, rendono la lettura di romanzi un’esperienza sempre più silenziosa e individuale, eppure la sperimentazione goethiana è percepita da molti come disturbante, e i traduttori si ingegnano a porvi rimedio con espliciti interventi e manipolazioni testuali. I fraintendimenti che caratterizzano le prime traduzioni italiane del Werther, del Wilhelm Meister e delle Affinità elettive possono essere in gran parte ricondotti alla difficoltà di interpretare il ruolo della voce narrante, e al desiderio di far prevalere quello che, all’inizio del Novecento, Käte Friedemann definirà il “narratore ingenuo” sul “narratore sentimentale”
Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè, Michele Sisto, La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920)
Review of the book La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920) by Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè, Michele Sisto.Il recente volume La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920), a firma di cinque studiosi, tende esplicitamente a caratterizzarsi come presentazione critico-antologica concernente la letteratura tedesca discussa e tradotta in Italia nei primi vent’anni del secolo scorso
Traiettorie: Rosina Pisaneschi
Ricostruzione della traiettoria intellettuale della traduttrice Rosina Pisaneschi
Rec. a Daria Biagi, Prosaici e moderni. Teoria, traduzione e pratica del romanzo nell’Italia del primo Novecento
"Prosaici e Moderni affronta un nodo centrale nella riflessione sulla letteratura del Novecento italiano, quello dell’affermarsi del romanzo
come genere non secondario, è lo fa cercando di comprendere questo fenomeno ricorrendo a una pluralità di metodi e scandagliando più ambiti
del sapere, dalla storia politica alla sociologia, dalla storia dell’editoria
alla stilistica comparata, dalla traduttologia all’estetica. In questo
modo Daria Biagi offre non solo una quantità di informazioni preziose su
una questione storico letteraria, ma mostra come possano proficuamente
essere svolti in modo aperto, comprensivo e sistematico gli studi
sulla traduzione, troppo spesso purtroppo ridotti a indagini molto specifiche
e settoriali, nonostante i proclami di interdisciplinarità o transdisciplinarità
dei Translation Studies
Traiettorie: Alberto Spaini
Ricostruzione della traiettoria intellettuale del traduttore Alberto Spaini
Tra Weltliteratur e parole bugiarde. Sulle traduzioni della letteratura tedesca nell’Ottocento italiano
A partire dal Settecento l’aspirazione a una cultura letteraria in grado di superare i confini non appare più legata a una lingua franca che permetta il dialogo all’interno di una universale “Repubblica delle Lettere”. L’idea di “Weltliteratur” prospettata tra gli altri da Goethe si sviluppa invece a partire da un’intensa attività di traduzione. Essa viene dunque a intrecciarsi, talora a confliggere con la ricerca e l’affermazione delle specifiche identità nazionali.
Alternando riflessioni di carattere generale e studi rivolti a singoli episodi traduttivi, il volume si propone di indagare entro questo contrastato quadro d’insieme la ricezione della letteratura tedesca in Italia, senza trascurare il ruolo di fondamentale mediazione svolto dalla Francia in un simile processo. Si è così cercato di contribuire all’indagine di quella tensione tra l’apertura verso l’estraneo e l’affermazione del proprio che caratterizza l’Ottocento europeo,
osservando come la distanza tra le culture abbia generato talvolta malintesi e “parole bugiarde”, talvolta abbia invece permesso nuove e feconde prospettive di lettura
Recensione di Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè, Michele Sisto, "La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920)", Macerata, Quodlibet Studio, 2018
Pubblicato dall’editore maceratese Quodlibet nella neonata collana «Letteratura tradotta in Italia», il manuale deve la propria forma corale e organica ai lavori del progetto Futuro in Ricerca (2013-2018) Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia: editoria, campo letterario, interferenza, sostenuto dal finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) e coordinato da Michele Sisto con Anna Baldini e Irene Fantappiè, presso, rispettivamente, l’Istituto Italiano di Studi Germanici in Roma,
l’Università per Stranieri di Siena e Sapienza Università di Roma.
Review of Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè, Michele Sisto, "La letteratura tedesca in Italia. Un’introduzione (1900-1920)", Macerata, Quodlibet Studio, 2018.
https://www.quodlibet.it/libro/978882290169
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