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    Trame. Pratiche e saperi per un’ecologia politica situata

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    Di quali narr/azioni abbiamo bisogno per intrecciare nuove relazioni tra noi umani, le altre specie viventi e il pianeta Terra? Questo interrogativo è il nodo attorno cui si è sviluppato il lavoro collettivo di Trame – volume che apre la collana Ecologie politiche del presente (Epp), curata dal gruppo formatosi a partire dall’omonimo laboratorio . Un libro che nasce da una serie di incontri, speculazioni e intrecci, e che ha a Napoli il perno della sua matassa pratico-discorsiva ed ecologico-politica . L’ecologia politica è il filo che lega la straordinaria varietà di contributi racchiusi in questo volume, nato da una elaborazione condivisa e collettiva a partire da tre cicli di iniziative organizzate a Napoli da Epp tra il 2018 e il 2020 . Epp nasce come spazio laboratoriale e di convergenza tra studiosə e attivistə provenienti da varie discipline e da diverse esperienze di ricerca, all’incrocio tra le istituzioni accademiche e culturali e i movimenti di lotta

    Babele allo specchio. Dinamiche topologiche nelle opera di Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora

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    Il saggio si occupa di delineare i cambiamenti nella percezione dello spazio creati a partire dalle interferenze tra diverse lingue e spazi vissuti. La trasformazione nello spazio creata nelle scritture di due autrici in particolare: Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora viene definita topologica a partire dalle considerazioni sulla topologia di Vilém Flusser. Lo spazio delle dinamiche topologiche è quello della torre di Babele che però subisce le deformazioni dovute al passaggio attraverso lo specchio lacaniano. L'analisi di queste opere ci porta in un gioco di costruzione e distruzione di identità e percezione dello spazio che ci aiuta a comprendere la percezione dello spazio contemporaneo

    La soglia sostenibile. Una lettura ecocritica di "Blumen" di Peter Waterhouse

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    In questo articolo si propone una lettura ecocritica del poemetto "Blumen" opera di Peter Waterhouse. In quest'opea infatti lo scritture propone una prospettiva da cui guardare i suoi "paesaggi testuali" che è quella delle api. "Siamo api" si legge più volte nell'opera questo attraversamento non solo è fatto con sensi altri ma ci propone una visione senza soluzione di continuità tra natura e artificio tra paesaggio naturale e costruzioni della fabbrica, da qui la lettura ecocritica che viene proposta all'interno di questo saggio

    Die „Seltsamen Sterne“ von Emine Sevgi Özdamar. Eine ‚Poietik‘ des Raums

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    In questo saggio si delinea l'idea di una azione "poetica" esercitata dalla scrittura in relazione alla percezione dello spazio. La letteratura quindi come componente attiva nella costruzione non solo di un immaginario ma quanto di una dimensione percettiva che influisce nella costruzione stessa dello spazio segnando quindi un legame tra spazio concepito e spazio vissuto. In particolare ci si riferisce all'analisi di alcune opere della scrittrice turco-tedesca Emine Sevgi Özdamar

    Recensioni e letture

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    Rosi Braidotti, Transpositions: On Nomadic Ethics(Nadia Manzo) – Beïda Chikhi, Assia Djébar: histoires et fantaisies (Mena Marotta) – Juan Goytisolo, Contra las sagradas formas (Paola Chiara Santoro) – Lisa Hopkins, Screen Adaptations. Shakespeare’s The Tempest. The relationship between Text and Film (Maria Izzo) – Paul Skandera (ed.), Phraseology and Culture in English (Paola Attolino) – Yoko Tawada, Sprachpolizei und Spielpolyglotte (Daniela Allocca)Rosi Braidotti, Transpositions: On Nomadic Ethics(Nadia Manzo) – Beïda Chikhi, Assia Djébar: histoires et fantaisies (Mena Marotta) – Juan Goytisolo, Contra las sagradas formas (Paola Chiara Santoro) – Lisa Hopkins, Screen Adaptations. Shakespeare’s The Tempest. The relationship between Text and Film (Maria Izzo) – Paul Skandera (ed.), Phraseology and Culture in English (Paola Attolino) – Yoko Tawada, Sprachpolizei und Spielpolyglotte (Daniela Allocca

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Transcodificazioni nomadiche. Il Mediterraneo interiore di Marica Bodrožić

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    L'articolo si occupa di analizzare l'importanza del paesaggio e la rielaborazione nella scrittura. Paesaggio come memoria e scrittura come archivio in cui riscoprire luoghi che non esistono più. Così in tedesco si ritrovano memorie della guerra della Ex-Jugoslavia. La scrittura di autrici, come Marica Bodrožić, che scelgono il tedesco come lingua artistica ma portano, un vissuto e memorie di altri luoghi rende la ricerca importante per la ricostruzione di una memoria europea

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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