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    «Que’ due lettori (forse voleva dire attori)» : Madame de Staël, Leopardi e la traduzione ‘perfetta’

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    Il contributo prende in esame il tema della traduzione nel contesto del dibattito classico-romantico, a partire da un problema interpretativo nella seconda lettera di Madame de Staël alla Biblioteca Italiana. Proprio il brano in cui la scrittrice teorizza l’impossibilità di produrre una completa trasposizione di idee da una lingua all’altra – a causa dell’incolmabile distanza tra la memoria dell’autore e quella del suo interprete – sembra infatti essere stato vittima di un errore di traduzione. Una volta trovato l’errore, è possibile restituire senso a una importante metafora del testo, individuandone la fonte. Questo caso studio consentirà alcune riflessioni sulla questione della perfetta traduzione in Madame de Staël e Leopardi.This paper examines the theme of translation in the classical-romantic debate, starting from an interpretative issue in Madame de Staël’s second letter to the Biblioteca Italiana. The passage where the writer theorises that it is impossible to produce a perfect translation – considering the unbridgeable distance between the memory of the author and the translator’s one – includes indeed a translation’s mistake. Once the error is found, it is possible to restore the original meaning of this text’s metaphor by discovering its source. This case study will shed light on the problem of the perfect translation in Madame de Staël and Leopardi

    «Quel poco che ancora oggi resiste». Per un commento ad altri versi di Eugenio Montale

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    This paper examines the last collection of poems by Eugenio Montale, still lacking a complete commentary. Its intertextuality has been focused on, by analyzing the different types of quotations and identifying some new sources. Pointing out the cultural references and the internal quotations from Montale's previous works, particularly in prose, has allowed to shed light on the creative process typical of this late production. These first contributions aim to serve as a starting point for a more extensive interpretation of these almost unexplored texts, pending a complete commentary to the Altri versi

    «Il mondo può / fare a meno di tutto, anche di sé». Montale, Sartre e il tema della fama in “All’alba”

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    Il contributo analizza una delle ultime poesie composte da Montale, All’alba, mettendone in luce il ricco gioco intertestuale e la peculiare modalità compositiva. Scritto in occasione della morte di Sartre, il testo combina il ricordo di un episodio infantile di caccia nell’orto di Monterosso con la riflessione, mediata dalla filosofia esistenzialista, sulla possibilità di acquisire l’immortalità tramite la gloria letteraria, uno dei temi chiave degli Altri versi. Commentare All’alba consente alcune considerazioni generali sulla settima raccolta e sulla fisionomia che Montale, nella sua ultima fase creativa, sapientemente combinando antichi inediti e nuovi testi, volle conferire alla conclusione del suo libro poetico.This paper analyses one of the last poems by Montale, All’alba, highlighting its rich intertextual play and its peculiar compositional mode. Written immediately after Sartre’s death, the poem combines the autobiographical memory of hunting in the garden of Monterosso with the thought, mediated by existentialist philosophy, on the possibility of acquiring immortality through literary glory, which is one of the key themes of Altri versi. This commentary allows some general notes on the seventh collection of poems and on the shape that Montale, in his last creative phase, wisely combining unpublished texts and new ones, decided to confer on the conclusion of his poetic book

    Con altra voce : echi, variazioni e dissonanze nell'espressione letteraria

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    Prendendo le mosse dal fruttuoso dialogo interdisciplinare avviato in occasione del Seminario dottorale internazionale Con altra voce (Pisa, Scuola Normale Superiore, ottobre 2018), i saggi contenuti in questo volume intendono esplorare il concetto di ‘voce’ nella creazione letteraria, declinandolo secondo svariate prospettive d’indagine. Gli echi persistenti che le voci dei personaggi letterari lasciano dietro di sé, le variazioni che innervano la voce autoriale, esaltandone la specificità e le dissonanze introdotte nel discorso letterario dal coro di voci marginalizzate che reclamano ascolto, sono i nuclei tematici attorno ai quali i saggi si sviluppano, in una struttura polifonica in cui a essere protagonista è la voce intesa non soltanto come elemento archetipico, ma anche e soprattutto come forza creatrice e polimorfo veicolo artistico
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