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Cultura, patrimonio culturale e creatività nelle politiche della ricerca europee / Culture, cultural heritage and creativity in European research policies
Il lavoro dapprima ripercorre l’evoluzione delle politiche della ricerca europee, evidenziando la dinamica degli orientamenti maturati nel corso del tempo. Successivamente focalizza il ruolo della cultura, del patrimonio culturale e della creatività nell’attuale programma quadro Horizon Europe, anche evidenziando le positive modifiche apportate rispetto ad Horizon 2020. Quindi, analizza gli strumenti europei per la ricerca su cultura, patrimonio culturale e creatività nella fase attuativa del programma quadro, evidenziando le potenzialità di ricerca e le opportunità per la comunità scientifica, imprenditoriale e istituzionale italiana. Il lavoro si conclude infine con alcune considerazioni orientate ad un rafforzamento del posizionamento dei temi culturali e creativi nelle politiche della ricerca europee. The paper starts with an overview of the evolution of the European research policies over the time. Then, it focuses on the role of culture, cultural heritage and creativity in the current framework programme Horizon Europe, also through a comparison with its predecessor Horizon 2020. That leads the way to the analysis of the European tools for research on culture, cultural heritage and creativity in the implementing work-programmes, pointing out their potential as well as the opportunities for the scientific, entrepreneurial and institutional community. Finally, the paper raises some considerations on the potential actions aimed at strengthening the role of culture, cultural heritage and creativity in the European research policies
La Crisi Sprecata. Per una riforma dei modelli di governance e di management del patrimonio culturale italiano
Il volume analizza la crisi economico-finanziaria in corso ed i suoi effetti sulla gestione del patrimonio culturale italiano. Evidenzia la necessità di una riforma dei modelli di governance esistenti, attraverso la costituzione di sistemi culturali territoriali, oltre che l'esigenza di un ripensamento del modello manageriale attualmente utilizzato al fine di renderlo maggiormente coerente con le caratteristiche del patrimonio culturale del nostro Paese
La riapertura di un teatro comunale in una prospettiva economico aziendale: forme di gestione e sostenibilità economica
Il presente lavoro ha inteso analizzare le problematiche economico aziendali legate a percorsi di riapertura di un teatro comunale. Recentemente, infatti, nel nostro paese, anche grazie a contributi finanziari esterni, spesso di provenienza comunitaria, si è assistito ad un progressivo riaprirsi di teatri comunali abbandonati o in disuso. Si tratta di un processo di particolare interesse, che necessita di essere considerato anche dalla prospettiva del management. Qualora non si operi in tal senso, infatti, il rischio è quello di dar vita ad una organizzazione strutturalmente in perdita, che incida quindi negativamente sulle risorse pubbliche a disposizione del Comune e, quindi, della comunità locale. In tal senso, risulta essere di importanza essenziale, all’atto della riapertura del teatro, procedere a due ordini di analisi: da un lato l’analisi di quelle che possono essere le più appropriate forme di gestione; dall’altro l’analisi dei criteri e degli strumenti attraverso i quali introdurre sistemi di pianificazione e programmazione delle attività future, al fine di raggiungere condizioni gestionali coerenti con le esigenze di sostenibilità economica
Verso un nuovo modello "Ferrara città d'arte"
L'articolo analizza il caso "Ferrara città d'arte", evidenziandone i profili di governance e di management, ed individuando i possibili scenari di sviluppo futuro.
The article focuses the case of "Ferrara città d'arte", putting in light the governance and management model, and exploring the future development paths
La programmazione ed il controllo della qualità negli enti locali
La capacità di produrre servizi che siano in grado di rispondere, sotto il profilo qualitativo, ai bisogni della comunità locale è uno tra i più significativi elementi che determinano il giudizio dei cittadini nei confronti dell'operato degli enti locali. Anche all'interno delle amministrazioni è dunque emerso, manifestandosi con intensità crescente nel tempo, un maggiore grado di attenzione nei confronti della tematica della qualità dei servizi pubblici locali. Tale tendenza, peraltro, risulta del tutto armonica con il processo in corso volto a sollecitare l'adozione, da parte delle aziende ed amministrazioni pubbliche, di criteri e sistemi gestionali che si ispirino ai principi dell'economia aziendale. Ciò al fine di permettere lo sviluppo di caratteri di funzionamento in grado di favorire l'impiego delle risorse pubbliche secondo logiche di efficacia, sia quantitativa che qualitativa, di efficienza e, quindi, di economicità.
In questo contesto, l'introduzione di politiche volte al miglioramento della qualità dei servizi, in grado, quindi, di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini e del sistema delle imprese presenti sul territorio, risulta essere un fattore di significativo cambiamento negli enti locali. La qualità, infatti, è un fenomeno fortemente pervasivo, che interessa sia i fenomeni della gestione, sia le strutture ed i processi organizzativi, sia i sistemi di rilevazione.
Appare, dunque, particolarmente opportuna l'introduzione, nell'ambito degli enti locali, di specifici meccanismi operativi che consentano un migliore governo della variabile qualitativa. Lo sviluppo di un adeguato sistema di programmazione e controllo della qualità, coerente con le peculiarità di una amministrazione pubblica, può rappresentare, quindi, un significativo step sia per favorire l'adozione di logiche gestionali interne finalizzate ad un migliore impiego delle risorse, sia per garantire un maggiore orientamento alle esigenze dei cittadini da parte degli enti locali
Le amministrazioni pubbliche verso logiche di governo partecipato
Il lavoro affronta la tematica del cambiamento in atto nelle amministrazioni pubbliche italiane, a seguito dei processi di riforma normativa ed istituzionale, focalizzandone i profili economico aziendali.
In questi anni, infatti, le amministrazioni pubbliche italiane stanno assistendo ad un importante processo di riforma dell'assetto istituzionale, al quale si accompagnano specifici interventi legislativi riguardanti i sistemi gestionali, organizzativi e di rilevazione. Recentemente, tale tendenza si è accentuata a seguito di importanti previsioni normative che avranno un impatto di particolare significato sulle amministrazioni pubbliche del nostro Paese.
Si consideri, innanzitutto, la legge n. 42 del 5 maggio 2009, che, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, definisce le linee guida di riferimento per l'evoluzione dell'assetto istituzionale verso un sistema di federalismo fiscale. Si tratta di una legge delega, che traccia lo scenario nel quale si muoverà l'attuazione dei principi del federalismo fiscale e che vedrà quindi interessate sia le amministrazioni pubbliche centrali sia quelle territoriali locali. Non vi è dubbio che l'implementazione del federalismo fiscale avrà rilevanti effetti sia sui bilanci delle amministrazioni pubbliche, sia sulla loro autonomia gestionale, sia sul loro rapporto con i cittadini. In questo caso, la modifica dell'assetto istituzionale si muove secondo le logiche della sussidiarietà verticale, e necessita uno sforzo di analisi e di interpretazione di carattere economico aziendale per comprendere i riflessi che essa avrà sui sistemi gestionali, organizzativi e contabili degli enti.
Parallelamente, nell'anno appena trascorso, è stato anche modificato sensibilmente il contesto normativo dei servizi pubblici locali, nella direzione del rafforzamento delle logiche di sussidiarietà orizzontale. Il recente intervento di riforma dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, attuato con l'articolo 15 del decreto legge n. 135 del 25 settembre 2009, rafforza la tendenza verso processi di privatizzazione e di liberalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica. In questo caso, la privatizzazione della proprietà di aziende pubbliche detenuta da enti territoriali locali, ed il contestuale avvio di un processo di affidamento dei servizi pubblici locali tramite gare, comporta per le amministrazioni pubbliche la possibilità di un passaggio da un ruolo di holding ad un ruolo di ente-regolatore nei confronti delle aziende produttrici del servizio, a garanzia della comunità locale. Considerato infatti che la responsabilità sociale nei confronti dei cittadini rimane propria dell'ente pubblico, emerge chiaramente la necessità di un ripensamento dei suoi sistemi di controllo, che non potranno più essere realizzati in termini di "controllo proprietario", ma dovranno aderire a logiche di "controllo regolatore e negoziale", basandosi soprattutto sullo strumento del contratto di servizio. In modo non dissimile, anche per i servizi pubblici a rilevanza non economica si assiste in questi anni ad un progressivo passaggio da una diretta produzione dei servizi da parte degli enti territoriali ad una prevalente esternalizzazione ad aziende non profit, in linea del resto con le indicazioni costituzionali in tema di sussidiarietà orizzontale. Anche in questo caso, emerge dunque la necessità di un ripensamento dei sistemi di monitoraggio, valutazione e controllo, che devono basarsi soprattutto su logiche relazionali e sulla predisposizione di specifici indicatori associati alle convenzioni poste in essere.
Oltre ai cambiamenti appena evidenziati, nell'anno appena trascorso ulteriori interventi legislativi hanno inciso significativamente sui profili aziendali delle amministrazioni pubbliche sia centrali che locali, ed in particolare sui loro sistemi contabili e di bilancio. Le esigenze e le richieste di armonizzazione dei sistemi contabili e di bilancio delle amministrazioni pubbliche hanno infatti trovato accoglimento in sede legislativa nell'ambito della legge di contabilità e finanza pubblica del 31 dicembre 2009 (legge n. 196). Si tratta di un intervento normativo di particolare rilievo, che nasce dalla necessità di adeguare il contesto normativo e le regole che presiedono al governo della finanza pubblica e alla gestione del bilancio alle esigenze connesse all’adesione dell’Italia all’unione monetaria, all’evoluzione del sistema economico ed al nuovo assetto istituzionale tra stato ed enti territoriali. Anche alla luce delle nuove esigenze collegate al federalismo fiscale, tale normativa innova profondamente il bilancio dello Stato. E del resto, deve essere evidenziato come già negli anni più recenti si sia andato sensibilmente modificando, nella direzione di una maggiore autonomia e responsabilità, il contenuto del sistema di bilancio degli enti territoriali locali.
Ma i cambiamenti normativi che hanno recentemente interessato il sistema delle amministrazioni pubbliche italiane non riguardano solo gli assetti istituzionali ed i sistemi contabili e di bilancio. Un forte stimolo al ripensamento dei sistemi di misurazione, valutazione e comunicazione esterna deriva dal decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (in attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni). In questo caso, sono soprattutto i sistemi di controllo interno ad essere interessati, ed in particolare i sistemi di controllo strategico, di controllo gestionale, di controllo della qualità e di valutazione delle performance.
Appare del tutto evidente come tali interventi normativi non siano slegati tra di loro, ma si muovano all'interno di un unico disegno di riconsiderazione dei sistemi di funzionamento delle amministrazioni pubbliche in una logica di federalismo fiscale e di maggiore vicinanza al cittadino. Si tratta quindi di un cambiamento assai significativo per le amministrazioni pubbliche del nostro Paese, che in un brevissimo arco di tempo vedono modificarsi sensibilmente sia l'assetto istituzionale nel quale si trovano ad operare, sia i tradizionali riferimenti contabili e di bilancio, sia i sistemi di misurazione, valutazione e controllo.
L'obiettivo di questo lavoro è dunque indagare come le amministrazioni pubbliche possano opportunamente aderire a tale percorso di cambiamento. L'ottica di riferimento sarà naturalmente quella della economia aziendale, che coniuga i profili della gestione con quelli della organizzazione e con quelli della rilevazione. In tale ambito, sarà posta una particolare enfasi sugli aspetti contabili e di bilancio, oltre che su quelli riguardanti i sistemi di controllo interno e di trasparenza nei confronti dell'esterno. Si tratta di una riflessione in questo momento necessaria, in quanto lo sforzo di cambiamento è molto rilevante e non riguarda solo gli strumenti da utilizzare ai fini interni ed esterni, ma coinvolge lo stesso rapporto tra le amministrazioni pubbliche ed i cittadini. Il percorso verso il federalismo fiscale, la sussidiarietà verticale, la sussidiarietà orizzontale, il rafforzamento dei processi di privatizzazione e di liberalizzazione dei servizi pubblici locali, costringono non solo a riconsiderare gli strumenti oggi prevalentemente utilizzati, ma anche a ripensare le modalità stesse attraverso le quali si realizzano i processi di pianificazione, misurazione e controllo nelle amministrazioni pubbliche
Scientific Session - Encatc Annual Conference
The scientific session of the Encatc annual conference regards the subject of the management of cultural organizations and heritage in an European perspectiv
Controllo di gestione e carta dei servizi: verso un reale supporto al miglioramento delle performance
Il lavoro evidenzia l'opportunità di procedere nelle amministrazioni pubbliche verso sistemi integrati di controllo, in modo che le logiche di analisi della efficienza economica si combinino con quelle di monitoraggio della qualità dei servizi offert
L'esigenza di misurare le performance ambientali in un'ottica economico-aziendale
Il lavoro pone in evidenza l'esigenza di una modifica dei tradizionali sistemi di contabilità a supporto delle decisioni manageriale, al fine di consentire una valutazione dell'impatto sia economico che ambientale delle iniziative aziendal
Le città come hub culturali
Il settore culturale italiano si trova oggi di fronte ad un paradosso: da un lato la cultura viene sempre più avvertita quale un valore fondamentale per lo sviluppo del Paese, non solo in termini sociali ma anche economici; dall’altro lato la crisi della finanza pubblica italiana non permette di destinare a tale settore le risorse pubbliche necessarie per investimenti di carattere strutturale. Dall'analisi di dati della Ragioneria dello Stato il quadro generale che ne deriva per le istituzioni culturali è quello di una progressiva diminuzione delle risorse pubbliche centrali, cui si contrappongono, con effetti più o meno compensativi a seconda delle diverse aree del Paese, contributi pubblici di enti territoriali e di fondazioni bancarie locali.
Risulta dunque necessario interrogarsi su quali siano le condizioni che, nell’ambito di una città d’arte, consentano il raggiungimento di adeguati gradi di economicità, sia a livello di singola istituzione sia a livello di sistema territoriale nel suo complesso, anche facendo leva sul riconoscimento Unesco
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