19,086 research outputs found

    Le ricerche di Aldo Visalberghi in campo didattico

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    Il capitolo presenta gli interessi principali di studio e di ricerca di Aldo Visalberghi, preceduti da una breve parentesi biografica: delinea alcuni aspetti del pensiero di John Dewey quali fonti di ispirazione del pedagogista triestino; descrive la pedagogia esperienziale come sapere didattico-educativo da lui sostenuto; sintetizza il suo interesse per la valutazione nel processo educativo; descrive le variabili del condizionamento sociale nell’educazione scolastica da lui individuate; rileva la dimensione formativa della ricerca da lui valorizzata; evidenzia il valore sociale che Visalberghi attribuiva all’insegnamento e all’apprendimento; sottolinea il carattere ludiforme che egli assegnava all’apprendimento, in specie nella scuola materna. Le argomentazioni sviluppate dimostrano quanto l’attività accademica di Visalberghi fosse animata da un’autentica passione educativa e scientifica e, al contempo, informata dalla sua profonda consapevolezza che il miglioramento della qualità dell’istruzione scolastica italiana dovesse necessariamente dipendere dalla formazione pedagogico-didattica degli insegnanti e che questa dovesse formare in loro un’autentica mentalità di ricerca

    Note esplicative a piè di pagina

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    Il documento presenta 12 note a piè di pagina che esplicitano il significato di alcuni lemmi specialistici afferenti all'ambito della "Teoria e storia della Didattica". La loro presenza nella monografia intitolata "La ricerca didattica in Italia (1950-2020)" è funzionale alla comprensione di alcuni importanti temi presentati nel corpo del testo dei primi tre capitoli

    Costruire il proprio progetto di vita professionale al liceo: un ponte per l’università

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    Con questo contributo, si vogliono presentare i primi risultati di una ricerca-intervento biennale avviata nel mese di dicembre 2022 presso il Liceo Ginnasio “Francesco Scaduto” (indirizzo “Scienze Umane”) di Bagheria con l’intento di migliorare in 118 studenti di 16-17 anni, la positività dell’immagine del “sé” attuale, la percezione della propria autoefficacia generale, la capacità decisionale ed il grado di chiarezza della scelta universitaria mediante la partecipazione a quattro tipi di attività previste da un PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) afferente al PNRR (INVESTIMENTO 1.6: “Orientamento attivo nella transizione scuola-università”): una esperienza di didattica universitaria in un ambito disciplinare affine agli insegnamenti previsti dal curriculum degli studi del liceo delle scienze umane (12 ore dall’1 al 20 dicembre 2022) per conoscere come si insegna all’università; quattro sessioni mensili di scrittura espressiva di 30 minuti ciascuna (da dicembre 2022 a marzo 2023) per chiarirsi lo stato attuale dei propri interessi, attitudini, competenze, motivazioni, obiettivi formativo-professionali e condizionamenti percepiti; quattro colloqui mensili di orientamento (da dicembre 2022 a marzo 2023) per chiarirsi gradualmente che cosa vorrebbero e potrebbero fare dopo la maturità liceale; la costruzione di un portfolio digitale (12 ore nel mese di marzo 2023) per approfondire la consapevolezza del percorso di orientamento fatto fino a quel momento nell’ambito del PCTO. Le sessioni di scrittura espressiva, i colloqui di orientamento e la costruzione del portfolio digitale sono a cura di una équipe costituita da cinque studentesse universitarie frequentanti il primo anno del corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche (cross-age tutoring), opportunamente formate per svolgere le predette attività. I dati che si stanno raccogliendo in questa prima annualità della ricerca saranno confrontati con quelli che si ricaveranno dallo stesso gruppo di studenti liceali al termine della seconda annualità del progetto. Si ipotizza che, al termine della ricerca-intervento, almeno il 75% degli studenti effettuerà una scelta formativa-universitaria coerente con il proprio progetto di vita professionale

    Su alcuni temi di architettura e urbanistica leptitana: un aggiornamento bibliografico al contributo di Antonino Di Vita

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    Il contributo esamina lo studio di Antonino Di Vita sulla stoà a Sud del Macellum, edito all'interno del volume, proponendo un aggiornamento dei principali temi trattati, urbanistici e architettonici, alla luce delle ricerche più recenti

    Introduzione

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    Questa breve introduzione preannuncia i temi che sono sviluppati nella monografia "La ricerca didattica in Italia (1950-2020)", esplicita lo scopo per cui è stata scritta e chi sono i destinatari di essa; indica altresì la presenza di un glossario di lemmi specialistici che aiutano il lettore a comprendere meglio i presupposti storico-epistemologici della Didattica, le teorie dell’apprendimento, i metodi, gli strumenti e le tecniche della ricerca empirica in campo educativo ed i criteri generali di classificazione delle ricerche didattiche

    Metodologia di analisi del ciclo di vita di una cella a carbonati fusi

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    In attuazione del protocollo di Kyoto, e sulla base delle decisione assunta successivamente dall'Unione Europea, l'Italia dovrà ridurre, entro il 2008-2012, le proprie emissioni di CO2 e degli altri gas serra nella misura del 6,5% rispetto ai valori del 1990 (555 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti). Si è valutato che le emissioni dell’Italia hanno una traiettoria crescente che renderebbero oggettivamente difficile, con le sole risorse interne, il rispetto degli impegni di riduzione assunti al momento della ratifica del Protocollo di Kyoto e degli accordi di “burden sharing” presi con i 15 Paesi dell’Unione Europea. Il sistema ideale per la riduzione delle problematiche ambientali si basa su vettori energetici: • Ad impatto ambientale, locale e globale, tendente a zero; • Producibili da una pluralità di fonti, tra loro intercambiabili e disponibili su larga scala per le generazioni future; • Distribuibili preferibilmente in rete. L’idrogeno è un vettore capace di soddisfare questi requisiti. L’impatto ambientale locale negli usi finali è nullo o estremamente ridotto. Esso può essere prodotto da fonti fossili, con possibilità di ridurre l’impatto ambientale globale attraverso la cattura e lo stoccaggio permanente della CO2. Oppure può essere prodotto da fonti rinnovabili e da energia nucleare. Lo sviluppo dell’idrogeno come vettore energetico richiede però la predisposizione di una vasta gamma di tecnologie integrate. Infatti, pur essendo l’idrogeno già ampiamente utilizzato nell’industria, soprattutto nei processi della chimica e della raffinazione, la sua diffusione come vettore energetico richiede miglioramenti sostanziali, per resa e costi, delle tecnologie esistenti e verosimilmente anche lo sviluppo di tecnologie interamente nuove per renderne l’impiego economico ed affidabile in tutte le varie fasi della catena tecnologica. Lo studio effettuato si propone di valutare gli impatti ambientali e le prestazioni termodinamiche del sistema cogenerativo con cella a carbonati fusi e di confrontarli con un impianto di cogenerazione con turbina a gas. La cella a combustibile a carbonati fusi (MoltenCarbonateFuelCell) ha il grande vantaggio di produrre energia elettrica, sostituendo lo step della combustione con quello di una conversione chimica, by-passando le limitazioni del ciclo di Carnot, raggiungendo, così, un rendimento elettrico medio del 50% rispetto ad un rendimento elettrico medio di una macchina tradizionale, come la turbina a gas, che è del 25-35%. L’analisi fatta nella presente tesi è stata condotta utilizzando la metodologia dell’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment). Secondo la norma ISO 14040 la LCA “ è un procedimento oggettivo di valutazione dei carichi energetici ed ambientali relativi ad un prodotto, processo o attività, effettuato attraverso l’identificazione e la quantificazione dell’energia, dei materiali utilizzati e delle emissioni rilasciate nell’ambiente per valutarne l’impatto e per identificare e valutare le opportunità di miglioramento. La valutazione prende in considerazione l’intero ciclo di vita del prodotto, processo o attività, passando dall’estrazione e trasformazione delle materie prime, fabbricazione del prodotto, trasporto, uso e dismissione finale”. Molto di recente è stato sviluppato nella pratica di LCA anche lo smaltimento e la rigenerabilità dei materiali costituenti il prodotto, al fine di non trascurare i potenziali riutilizzi e riciclaggi di componenti o parti del prodotto. Per effettuare l’analisi dell’impatto ambientale associato al ciclo di vita, si è utilizzata la metodica SUMMA (Sustainability Multicriteria Multiscale Assessment). Essa nasce dall’esigenza di integrare i differenti punti di vista degli strumenti di indagine, al fine di determinare degli indicatori a monte del prodotto finito quali: -il consumo di risorse (determinato mediante MFA) e di energia (EEA), -la prestazione termodinamica (exergia), e -l’ecological footprint (emergia), per la quantificazione del costo ambientale; e indicatori a valle del processo relativi alle emissioni e ottenibili mediante il metodo CML2. L’unità funzionale cui la suddetta analisi è stata applicata è una monocella a combustibile a carbonati fusi di dimensioni 1250 x 650 mm (area 0,81 m2), in modo tale che fornisca una potenza di 1 kW. Lo studio del ciclo di vita è stato effettuato analizzando il processo di produzione della cella. Si parte dalla fase di dosaggio e di miscelazione degli ingredienti della sospensione necessaria alla preparazione dei componenti, fino alla fase di formatura su nastro, con la quale si arriva alla produzione degli elettrodi e della matrice allo stato “verde”, cioè lo stato delle componenti della cella che non hanno ancora subito il trattamento termico. Fino alla produzione del verde il processo produttivo della sezione attiva della cella è sempre lo stesso a meno di differenze riguardanti la composizione della sospensione e i tempi di colatura sul nastro. Successivamente la matrice non necessita più di alcun trattamento, mentre il catodo e l’anodo, invece, subiscono i trattamenti termici di deceratura e di sinterizzazione; l’anodo è sottoposto, anche, ai trattamenti di preossidazione e impregnazione. L’impianto è munito di un sistema a carboni attivi per il recupero dei solventi, che rappresenta l’ultimo step del processo produttivo di colatura su nastro. Successivamente si è passati allo studio dell’impianto di cogenerazione a cella a combustibile, ipotizzato avere una potenza di 2 MW elettrici e composto da 4 blocchi da 500 kW, ognuno dei quali composto da due moduli da 250, a loro volta formati da due stack di celle da 125 kW assemblati secondo la configurazione TWINSTACK “SERIE 500”, brevettata e prodotta da Ansaldo. Il tempo di funzionamento dell’ impianto è stato assunto pari a 40000 h operative, che rappresentano l’obiettivo di convenienza economica dell’investimento. La cella si è ipotizzato avere un rendimento elettrico pari al 50% e un rendimento relativo alla cogenerazione pari al 90%, quindi si è assunta l’ipotesi di recupero del calore, con un apposito scambiatore, dai gas esausti provenienti dal sistema cella. Per la produzione di energia sia elettrica che termica, si è ipotizzata un’operatività della cella intorno all’80% della potenza nominale, quindi un valore di energia elettrica prodotta pari a 64 milioni di kWeh e un valore di energia termica di circa 52 milioni di kWth, valori relativi a tutto il tempo di funzionamento della cella (40000ore). I risultati ottenuti mostrano che l’intensità materiale della produzione elettrica su scala globale è pari a 1903 g/kWeh. L’acqua rappresenta il 57%, l’aria il 28%, la parte abiotica il 15% dell’intensità materiale totale. Le efficienze dell’impianto sono molto elevate sia dal punto di vista energetico che exergetico. Per ciò che riguarda il contributo all’effetto serra l’impianto di cogenerazione con la cella a carbonati fusi rilascia circa 508 kg di CO2 per kWeh, il contributo relativo all’acidificazione delle precipitazioni è pari a 0.30kg di SO2 per kWeh. L’LCA è stata successivamente applicata all’impianto di cogenerazione presso il Centro Ricerche “Casaccia” di Roma per valutare gli impatti ambientali ed energetici e confrontarli con quelli inerenti ad un sistema di cogenerazione con cella a combustibile a carbonati fusi. La vita utile dell’impianto di cogenerazione con turbina a gas è stata ipotizzata pari a 20 anni. La turbina si è stabilito avere un rendimento elettrico medio del 25%. Per l’analisi della fase operativa della turbina a gas si è redatto un programma giornaliero di funzionamento, relativo ad un intero anno, grazie alla notevole mole di informazioni registrate dal sistema di acquisizione dati dell’impianto, che permette di quantificare la produzione dell’energia elettrica e termica, il consumo di gas naturale e i fumi in funzione della temperatura giornaliera e in funzione del carico impostato. Inoltre si è redatto il programma di utilizzo giornaliero del sistema per richiamare all’attenzione come la turbina risenta, in maniera significativa, della variazione della temperatura esterna. Si è ottenuta un’operatività della turbina intorno all’80% della potenza nominale per l’intero anno dell’ipotizzato funzionamento, quindi un valore dell’energia elettrica annua prodotta di circa 16 milioni di kWeh e un valore di energia termica annua di circa 35 milioni di kWth. Gli indicatori esaminati mostrano nel complesso una prestazione migliore del sistema cella a combustibile a carbonati fusi. Si può affermare che: • L’impianto CCCF già fornisce ottime prestazioni rispetto ad un impianto tradizionale di pari potenza, ma mentre l’impianto con turbina a gas è un impianto a tecnologia avanzata e già collaudata, l’impianto CCCF è un impianto pilota, ancora allo stato di prototipo e, quindi con ampi margini di miglioramento. • I miglioramenti del sistema cella devono essere incentrati, oltre che sulle efficienze, sulla produzione dello stack di celle, perché ciò non comporterebbe miglioramenti in termini di efficienze elettriche, ma ridurrebbe le intensità materiali ed emergetiche. • Le dimensioni dell’impianto CCCF potrebbero rappresentare un problema, perché al raddoppio della potenza installata anche le dimensioni dell’impianto quasi raddoppiano. Per ottenere un impianto più compatto, sarebbe opportuno aumentare la densità di corrente delle celle. • Il sistema turbina dipende dal carico e dalla temperatura. Il sistema cella risulta, invece, non essere funzione di tali parametri. Ha una notevole modularità. Inoltre emette un minore quantitativo di inquinanti. • La produzione di calore co-generativo è più efficiente nell’impianto a cella a combustibile

    Glossario

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    Il glossario è costituito da 25 lemmi specialistici che aiutano il lettore a comprendere meglio i presupposti storico-epistemologici della Didattica, le teorie dell’apprendimento, i metodi, gli strumenti e le tecniche della ricerca empirica in campo educativo ed i criteri generali di classificazione delle ricerche didattiche. Questi lemmi sono contrassegnati con degli asterischi nel corpo del testo

    Progetto professionale e soft skills negli studenti liceali

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    In questo contributo si descrivono, in primo luogo, le metodologie educative utilizzate in alcune ricerche italiane negli ultimi venti anni per aiutare gli studenti del liceo a costruire il loro progetto di vita formativo-professionale; in secondo luogo, si presentano le fasi e i risultati della prima parte di una ricerca-intervento sull’orientamento dal liceo all’università svolta nella città di Palermo nell’anno scolastico 2018-2019; in terzo luogo, si espongono le tre attività formative (sessioni di scrittura espressiva, colloqui di orientamento e laboratori interdisciplinari Scuola-Università) previste durante la seconda annualità per consentire ai liceali di saggiare i loro interessi di studio universitario, per ridurre il gap tra le conoscenze acquisite dagli alunni alla fine del liceo e quelle richieste all’inizio degli studi universitari e per potenziare il loro senso di autoefficacia, l’immagine del proprio sé e la capacità decisionale.Firstly, the author of this paper describes the educational methodologies used in some Italian researches in the last twenty years to help high school students to build their educational-professional life project; secondly, the phases and results of the first part of a research-intervention on guidance from high school to university carried out in the city of Palermo in the school year 2018-2019 are presented; thirdly, three training activities (expressive writing sessions, guidance interviews and School-University interdisciplinary workshops) planned during the second year are presented to allow high school students to test their university study interests, to reduce the gap between knowledges acquired by pupils at the end of high school and those required at the beginning of the University studies and to enhance their self-efficacy, self-image and decision making skill

    Percorsi di riflessione etica sul valore umano ed educativo della sofferenza. Alcune definizioni operative

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    La concezione personalistica cristiana permette una corretta visione antropologi- ca ed etica che fonda le riflessioni delle scienze umane (sociologia, psicologia, pedagogia, scienze della comunicazione) che vogliono analizzare le situazioni in cui versano il paziente oncologico terminale, i suoi familiari e coloro che si occupano dell’attività di assistenza clinico-sanitaria, sociale e volontaria. Se- condo tale concezione, la “persona” è un’unità inscindibile di corpo, psiche e spirito, di sesso maschile e femminile, destinata a una dimensione trascendente e ultraterrena dell’essere. La persona ammalata di cancro, in questa visione, non può essere ridotta a mero agglomerato psicofisico, a un individuo o a un essere umano che ha perso qualcosa di essenziale di sé a causa di una grave malattia. La persona umana è più della sua malattia, la sua ricchezza d’essere eccede di gran lunga il suo possibile stato di infermità. Essa non è mai riducibile alla sua malat- tia: questo è il motivo principale per cui il paziente va trattato come persona fino al momento della morte. Sulla scorta di tali convinzioni, si profila un compito alquanto delicato ed esigente per gli operatori professionali e per i volontari che vogliono assistere autenticamente i pazienti oncologici terminali fino al decesso, e i loro parenti anche nel post-mortem favorendo un’adeguata elaborazione del lutto. Ciò, per loro, non può realizzarsi senza una costante formazione umanistica finaliz- zata all’acquisizione di precise competenze morali, affettive e relazionali, e senza un continuo confronto orientato al superamento di possibili limiti personali.The personalistic Christian conception allows a correct anthropological and ethical vision that bases the reflections of human sciences (sociology, psychology, pedagogy, communication sciences) that want to analyze the situations of the terminal cancer patient, his / her family members and those engaged in clinical, social, and voluntary care. According to this conception, the "person" is an inseparable unit of body, psyche and spirit, male and female, destined to a transcendental and ultraterranal dimension of being. A person with cancer, in this vision, can not be reduced to mere psychophysical agglomeration, an individual or a human being who has lost something essential because of a serious illness. The human person is more than his illness, his wealth of being far beyond his possible state of infirmity. It is never reducible to its illness: this is the main reason why the patient should be treated as a person until the time of death. On the basis of such beliefs, a rather delicate and demanding task is required of professional workers and volunteers who want to truly assist terminal cancer patients until death and their relatives also in post-mortem treatment, favoring proper grieving process. This, for them, can not be accomplished without constant humanistic training aimed at the acquisition of precise moral, affective and relational skills, and without a continuous comparison aimed at overcoming personal limits

    Dal liceo all’università: un modello sperimentale di orientamento

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    In questo articolo, sono presentati il quadro teorico, le ipotesi, il disegno sperimentale e le fasi di una ricerca appena iniziata in sei scuole superiori di Palermo. Questa ricerca ha lo scopo di ridurre negli studenti il divario tra le conoscenze acquisite alla fine degli studi liceali e quelle richieste all'inizio dei corsi universitari e rafforzare la capacità di formulare il proprio progetto di vita professionale. Si sperimenterà l’azione congiunta di tre tipi di interventi: la scrittura espressiva per prefigurare il proprio futuro formativo-professionale, il colloquio di orientamento per esercitare la propria capacità decisionali e la conduzione di seminari pomeridiani tenuti da un professore universitario e da un insegnante di liceo che insegnano la stessa disciplina. Si intende verificare se la partecipazione a questa iniziativa facilita, negli studenti del liceo, lo sviluppo di tre competenze trasversali che incidono significativamente sul processo di maturazione della scelta formativo-professionale: l'immagine adeguata del «sé» attuale, l’autoefficacia percepita e la e capacità decisionale.In this paper, the theoretical framework, hypotheses, experimental design and phases of a research just begun in six high schools of Palermo are presented. This research is aimed at 1) reducing in the students the gap between the acquired knowledges at the end of high school courses and those required at the beginning of university courses, and 2) strengthing the ability to formulate their own professional life project. The joint action of three types of interventions will experiment: expressive writing to prefigure one’s own educational-professional future, the guidance interview to exercise one’s decision-making skill and the conduction of afternoon teaching workshops held by a university professor and a high school teacher from the same discipline. It intends to verify if the participation in this initiative facilitate, in high school students, the development of three transversal skills that significantly affect the process of maturation of the educational-professional choice: the adequate image of the current «oneself», the perceived self-efficacy and the decision-making skill
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