138 research outputs found
Drosscaoe e rifiuti urbani
Drosscape e Rifiuti urbani raccoglie i saggi e le sperimentazioni progettuale dell'Unità di ricerca di Pescara nell'ambito del Prin Recycle Italy. Nuovi cicli di vita per archtietture e infrastrutture della città e del territorio. Il contributo è inserito nel Capitolo n. 2 Drosscape (a cura di Carlo Gasparrini, Vincenzo Bagnato, Matteo di Venosa, Paola Guarini, Anna Terracciano) nel libro Recycle Italy, Atlante (a cura di Lorenzo Fabian e Stefano Munarin).
Il contributo indaga le potenzialità rigenerative per i paesaggi urbani e territoriali, associate al progetto integrato della filiera dei rifiuti solidi urbani
Sette Piani di Ricostruzione
Il saggio fa parte del volume "Pianificare la ricostruzione. Sette esperienze
dall'Abruzzo" (A. Clementi, M. di Venosa, a cura di) in cui si illustrano le
esperienze di ricerca condotte da un gruppo di ricercatori dell'Università
G.d'Annunzio per la redazione dei Piani di ricostruzione per i Comuni
dell’area omogenea 5 (Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli,
Montebello di Bertona, Ofena, Popoli)
Il cammino dei fari come progetto di territorio. Il caso di Punta Penna a Vasto
I fari sono considerati come nodi di centralità dei contesti locali e territoriali interessati dall’attraversamento delle reti della slow mobility. Le loro prospettive di tutela e di valorizzazione si associano, quindi, ad una lettura multidimensionale delle risorse di milieu, quest’ultime intese come il sistema dei valori storico-culturali, economici, sociali e simbolici
che qualificano il territorio entro cui i fari si collocano.
Il saggio verifica le implicazione progettuali di tale orientamento metodologico indagando il caso di studio del faro di Punta Penna a Vasto
BikeFku. Linee guida per la mobilità ciclabile della regione Abruzzo
IL volume presenta i risultati della ricerca condotta dal Dipartimento di Architettura di Pescara per conto della regione Abruzzo sul tema della pianificazione integrata delle reti ciclabili regionali interconnesse con le infrastrutture della mobilità ciclabile di interesse europeo, nazionale e locale.
I materiali illustrati nel libro testimoniano l’approccio territoriale, intedisciplinare e transcalare che qualifica le fasi di interpretazione dei contesti e di definizione dei quadri progettuali alle varie scale d’intervento.
La ricerca delinea uno scenario di riferimento sulla mobilità ciclabile regionale che opera da un lato, come cornice di coerenza per l’attuazione degli interventi alla scala locale, dall’altro, come dispositivo strategico per l’allocazione delle risorse economiche disponibili nella programmazione finanziaria vigente.
L’interesse di questa pubblicazione risiede, quindi, nell’attualità del tema e nella convergenza di alcuni quadri di riferimento istituzionali ed operativi. La ricerca costituisce, infatti, il principale riferimento metodologico ed operativo per la stesura del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC) previsto dalla legge regionale abruzzese n. 8/13 e dalla legge nazionale n. 2/2018
La pianificazione delle reti ciclabili. Temi, contenuti ed esiti di una ricerca sperimentale per la regione Abruzzo
Il tema della mobilità ciclabile riveste una sua rilevanza nell’attuale dibattito
disciplinare dell’urbanistica che discute i contenuti d’innovazione del piano e del progetto di fronte alla sfida della transizione ecologica e digitale
Il cammino di fari come progetto di territorio. L’area di Punta Penna come caso di studio.
I fari rappresentano centralità territoriali in grado di attivare processi di tutela e valorizzazione dei contesti in cui si inseriscono.
Con questa ipotesi di lavoro, il saggio descrive il progetto di territorio che interessa l'area di Punta Penna a Vasto
Obiettivi, contenuti ed esiti dell’attività di ricerca
Il contributo sintettitta gli esiti delle attività di ricerca del Dipartimento di Arvhiettura di Pescara a favore del Comune di CAstelnuovo Vomano
Port Waterfront. Space in Transition
The port waterfront is an interaction space between urban communities, port infrastructures and water. It isn’t a physical border; it’s, on the contrary, a frontier, an interchange and transition zone with multiple values and meanings as space of protection, safety, wealth, merchandise, territorial integration and social identification. The port waterfront is also an amazing narrative space. In literature, as well as in filmography, the urban area bordering the port is described as a dynamic space whose emotional value is associated with movement, flow of people and goods. The waterfront of contemporary city-port has changed scale and quality values due to some interrelated socio-economic dynamics, including those of settlements metropolitanization, ports clusterization and more generally, of restructuring of production system and evolution of transport technologies.Within the current changing scenarios, the port waterfront is a territorial interface that serves as risk mitation device imposed by the ongoing environmental and climate crisis. The article explores this last research perspective observing the case study of Taranto. Moreover, the essay underlines the need to innovate mapping and design frameworks, governances and well-establisched decision-making processes to consider the multiple identity of port and its multilevel territorial interrelations. Moreover, the essay describes the contents of an applied research exsperience for the planning city-port interface in the city of Taranto.Il waterfront portuale è uno spazio d’interazione tra le comunità urbane, l’infrastruttura portuale e l’acqua. Non è un limite fisico; è al contrario, una frontiera, una zona di interscambio e di transizione dai molteplici valori e significati: luogo di riparo e di sicurezza, di ricchezza e di mercanzia, di integrazione territoriale ed identificazione sociale. Il waterfront portuale è anche uno straordinario spazio narrativo. In letteratura come nell’immaginario cinematografico, l’area urbana di confine con lo scalo portuale viene descritta come uno luogo dinamico il cui valore emozionale si associa al movimento, al flusso continuo delle merci e delle persone. Il waterfront della città-porto contemporanea ha cambiato scala e valori di qualità in relazione ad alcune interrelate dinamiche socio-economiche, tra cui quelle di metropolizzazione dei sistemi insediativi, clusterizzazione dei nodi portuali e, più in generale, di ristrutturazione dei sistemi produttivi ed evoluzione delle tecnologie di trasporto. All’interno degli attuali scenari di cambiamento, il waterfront portuale è una interfaccia territoriale che funge da dispositivo per la mitigazione dei rischi imposti dalla crisi climatica ed ambientale in atto. L’articolo esplora tale ultima prospettiva di ricerca osservando il caso di Taranto. Il saggio sottolinea, inoltre, la necessità d’innovare i quadri descrittivi e progettuali, le governance e i processi decisionali consolidati, per tener conto della natura dinamica del porto e delle sue multilivello relazioni territoriali
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