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    CONSIDERAZIONI SUL MANOSCRITTO DELLA TRADUZIONE VITRUVIANA DI JEAN MARTIN ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA DI TORINO

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    Il saggio si focalizza sull'analisi del manoscritto torinese della traduzione vitruviana in francese di Jean Martin

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Manoscritto BAV Urb. lat. 1411. Libro di musica (Chansonnier)

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    Il contributo presenta il codice musicale Urb.lat.1411 (uno dei più antichi chansonniers allestiti in Italia, in uso nella cerchia medicea intorno agli anni Sessanta del Quattrocento e donato da Piero di Cosimo a Piero d'Arcangelo di Bonaventura, diplomatico e cancelliere al servizio di Federico da Montefeltro) , ne illustra i contenuti musicali e ne evidenzia i peculiari significati che riveste nel contesto culturale e musicale della corte dei Montefeltro. Il contributo evidenzia in particolare il possibile collegamento fra una delle due versioni di O rosa bella tramandata dal codice e la composizione originariamente intarsiata sulle pareti dello Studiolo di Gubbio, oggi non più leggibile

    Musica di corte e Harmonia mundi nel microcosmo umanistico dello Studiolo di Gubbio

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    Lo Studiolo commissionato da Federico da Montefeltro per il suo palazzo di Gubbio a qualche anno di distanza da quello di Urbino, costituisce una testimonianza di eccezionale interesse sui significati assegnati alla musica da Federico sia dal punto di vista istituzionale che da quello ideale e simbolico. Il saggio propone una originale interpretazione iconologico-musicale della decorazione intarsiata sulle pareti del piccolo ambiente, che riflette il panorama reale e simbolico in cui la corte si rispecchia e che visualizza una raffinata variazione del tema celebrativo di Federico come ‘duca musicista’ in senso platonico esposto da Marsilio Ficino nei suoi scritti. Attraverso l’identificazione delle diverse componenti del programma celebrativo, viene ricostruita in particolare la ‘genealogia iconografica’ delle figure musicali, che rinviano dal sensibile all’intelligibile lungo percorsi incrociati in cui la celebrazione della ‘musica’ come fondamento della realtà e quella delle performances predilette dall’ambiente s’intrecciano costantemente, cosicché, nel ‘panorama musicale’ della corte si rispecchia l’ Armonia che Federico da Montefeltro ha realizzato nel suo regno

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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