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    La sécurité régionale dans l'espace euro-méditerranéen. Processus de Barcelone et Union pour la Méditerranée

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    Di Stasi Angela. La sécurité régionale dans l'espace euro-méditerranéen. Processus de Barcelone et Union pour la Méditerranée. In: Revue juridique de l'Ouest, 2010-2. pp. 183-199

    Principi giurisprudenziali e principi "costituzionali" euro-nazionali in materia di ragionevole durata del processo e del procedimento.

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    L’articolo (pubblicato sulla Rivista di Diritto comunitario e degli scambi internazionali nel 2005) è finalizzato a definire i caratteri della ragionevole durata del processo e del procedimento, transitata nell’ordinamento dell’Unione europea dallo status di principio strutturale di carattere giurisprudenziale a quello di principio normativo se non di vero e proprio “diritto fondamentale”. La rilettura cui sono assoggettati, nel corso dell’indagine, alcuni principi generali del diritto comunitario è tanto endo-ordinamentale (per effetto della compiuta applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, all’epoca incorporata nel Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa) che eso-ordinamentale (in ragione del loro significativo richiamo contenuto, ad esempio, nell’art. 1 della legge n.15 del 2005 “ai principi generali quali ispiratori dell’attività amministrativa”). L’indagine si sofferma, in particolare, sulla diversa natura del diritto alla ragionevole durata del processo nell’ordinamento italiano, nel sistema della Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e nell’ordinamento dell’Unione europea: una diversità non priva di “ricadute” giurisprudenziali, come testimonia la disamina della giurisprudenza della Corte di Giustizia, della Corte di Strasburgo e della Cassazione italiana

    Brevi considerazioni intorno alle nuove frontiere in tema di global commons: sostenibilità dello sviluppo attraverso (meri) atti di soft law?

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    This essay explores the existence of an inescapable relationship between sustainable development and soft law, with special regard to Resolution 66/288 adopted by the General Assembly of the United Nations as outcome of the UN Conference on Sustainable Development (held in Rio de Janeiro, Brazil, on June 20-22, 2012). It is based, on the one hand, on a brief analysis of the Resolution, seen in continuity with respect to previous acts within a more general process of “lawmaking” and, on the other hand, on the analysis of its legal nature. The latter shows that, despite the “soft” nature of the “commitments” set out by the Conference of Rio+20, their ability to fill those normative gaps still left to discretion of States is not affected, since they can potentially play a significant role in the definition of national policies. Moreover, it remains the responsibility of all States to implement these “commitments”, as a corollary of a more general duty of international cooperation, since the major issue at stake is the virtuous and integrated management of environmental sustainability where the environment rises to the status of a “global common”
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