3,012 research outputs found

    Cittadinanza nazionale under evolution e cittadinanza europea under stress tra vecchie e nuove frontiere: le ragioni di un itinerario di ricerca

    No full text
    A trenta anni dalla consacrazione normativa – mediante il Trattato di Maastricht – della cittadinanza dell’Unione europea, la ricerca è finalizzata a sottoporre tale nozione ad una rilettura critica. L’obiettivo è quello di accertarne, nel divenire del processo di integrazione europea, le eventuali potenzialità espansive e (anche) il grado di permeabilità rispetto alle dinamiche evolutive che hanno interessato e continuano ad interessare la (coesistente) cittadinanza nazionale. Quali possono essere, dunque, le nuove “frontiere” di una cittadinanza di una cittadinanza nazionale permanentemente under evolution e quali quelle di una cittadinanza europea che, divenuta da tempo molto più di una market citizenship, sembra apparire “under stress”? Ulteriore obiettivo dell’indagine è quello di verificare i termini di un equilibrio, sempre più fluido e instabile, tra cittadinanza nazionale e cittadinanza europea

    Il G-8 come sistema di autonomia, lea dership collettiva, governance ed interdipendenza tra Stati, organizzazioni internazionali e raggruppamenti di Stati

    No full text
    Il lavoro costituisce la seconda parte del volume curato da M. Panebianco e A. Di Stasi “L’Euro-G8. Contributo alla teoria dello Stato euro-globale” (Giappichelli Editore, 2006) che è stato pubblicato in occasione del primo Summit G8 a presidenza russa (San Pietroburgo). La parte in oggetto si occupa del G8 come “sistema di leadership collettiva, governance ed interdipendenza tra Stati, organizzazioni internazionali e raggruppamenti di Stati”. Nella sua articolazione in tre capitoli il saggio analizza i caratteri essenziali dell’autonomia collettiva di vertice e le peculiarità “istituzionali” di tale raggruppamento internazionale di Stati (primo capitolo), la sua collocazione nel più ampio processo di “polarizzazione” del sistema giuridico mondiale (secondo capitolo) e il cd. “outreach” del G8 (ossia le iniziative out of area) senza tralasciare le conseguenze dell’ampliamento del Gruppo nella composizione allargata a Venti/G20 (capitolo terzo). In un tentativo di “rilettura” della nozione classica di sovranità statuale la disamina del G8 e del suo ruolo nella comunità internazionale e rispetto alle organizzazioni internazionali lato sensu si interseca con alcune complesse problematiche quali la configurazione soggettivo-oggettiva dell’attività concertativa e l’effettività “istituzionale” e procedurale del Gruppo degli Otto

    Donne migranti e violenza di genere nel contesto giuridico internazionale ed europeo/Migrant Women and Gender-based Violence in the International and European Legal Framework

    No full text
    Il Volume, pubblicato nella Collana di studi Freedom, Security & Justice: European Legal Studies ed edito anche in open access (http://www.fsjeurostudies.eu/files/Donne-migranti-e- violenza--2023--1-.pdf), nasce da un progetto culturale che, ideato da alcuni docenti dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, é stato sottoposto alla più ampia condivisione di studiosi di Università ed enti di ricerca italiani ed esteri nonché di operatori del diritto. Esso (si riconduce ed) integra (al) l’insieme delle attività di ricerca promosse nell’ambito del Progetto PRIN 2017 “International Migrations, State, Sovereignty and Human Rights: open legal issues” (Principal Investigator: Prof.ssa Angela Di Stasi). L’oggetto della ricerca è costituito dal delicato tema della violenza rispetto alle donne migranti, alla luce del collegamento violenza/genere/migrazioni ed é analizzato mediante una riflessione collettanea su questioni giuridiche che, in alcuni casi, continuano a non essere sufficientemente esplorate. Il network multidisciplinare che ha realizzato tale opera ha posto plurime competenze e sensibilità giuridiche, metagiuridiche e non giuridiche al servizio della lettura critica ed evolutiva di un fenomeno multidimensionale che, per sua natura, tende a sfuggire a rigidi steccati disciplinari. Il volume declina il tema dell’indagine lungo una doppia direttrice che si riflette nelle due sezioni in cui si articola l’opera: quella relativa alla violenza esercitata contro le donne nei Paesi di origine che assurge a fattore di migrazione “forzata” e quella relativa alla violenza di cui possono essere vittime le donne (tanto migranti “volontarie” che migranti “forzate”) nei Paesi di destinazione con un particolare (ancorché non esclusivo) focus dedicato al nostro Paese. La circolarità dei fenomeni trattati impedisce di creare una netta separazione tra i due piani di indagine ricostruttivi che si intersecano anche con le delicate problematiche che riguardano il viaggio delle donne migranti, dai paesi di origine fino a quelli di accoglienza, e le sue, non infrequenti, criticità. L’auspicio è che la riflessione condotta in questo volume – che non ha la pretesa di esaurire le molteplici facce di un prisma complesso – possa contribuire a consolidare un approccio alla tutela delle donne migranti “vulnerability-based”, fondato su di un’adeguata valutazione della dimensione individuale e di gruppo della loro vulnerabilità (ed eventualmente della loro doppia vulnerabilità) e atto a profilare soluzioni idonee a colmare le lacune esistenti negli strumenti normativi vigenti in una prospettiva human rights based di effettività, equità e di rafforzamento delle attuali garanzie.------------------------------------------------------------------------------- This book, published in the Freedom, Security & Justice: European Legal Studies book series and available in open access (http://www.fsjeurostudies.eu/files/Donne-migranti-e-violenza-- 2023--1-.pdf), is the result of a cultural project conceived by a number of lecturers from the Universities of Salerno and La Sapienza (Rome), and widely shared among scholars from Italian and foreign universities, research institutions, and legal practitioners. It is part of, and related to, the research activities promoted by the 2017 PRIN project “International Migrations, State, Sovereignty and Human Rights: Open Legal Issues” (principal investigator: Prof. Angela Di Stasi). The research is dedicated to the sensitive issue of violence against migrant women in the light of the relationship among violence, gender, and migration, analysed through a collective reflection of the legal issues, which in some cases are still not adequately dealt with. The multidisciplinary network that has produced this work brought together a wide range of legal, meta-legal, and non-legal competences and sensibilities to provide a critical and evolutionary reading of a multidimensional phenomenon that by its very nature tends to elude rigid disciplinary boundaries. This volume examines the topic along two lines of inquiry reflected in the two sections into which the work is divided. The first deals with violence against women in their countries of origin, which becomes a factor of “forced” migration, while the second concerns violence that women (both “voluntary” or “forced” migrants) can suffer in the countries of destination, with a particular (albeit not exclusive) focus on Italy. The circularity of these phenomena prevents a clear distinction between the two reconstructive levels of investigation, which also intersect with delicate issues related to the journey of migrant women, from their countries of origin to the host countries, and the often critical aspects that manifest. The hope is that the analyses and reflections presenting in this volume – without claiming to exhaust the multiple facets of a complex prism – will contribute to the consolidation of a vulnerability-based approach to the protection of migrant women, according to an adequate assessment of the individual and collective dimensions of their vulnerability (and possibly of their double vulnerability), and capable of outlining solutions to fill the gaps in existing legal instruments from a human rights-based perspective with regard to the effectiveness, fairness, and strengthening of existing guarantees

    SAGGIO INTRODUTTIVO/ENSAYO INTRODUCTORIO Cyberviolenza di genere e nuove “frontiere” normative e giurisprudenziali: la direttiva (UE) 2024/1385/Ciberviolencia de género y nuevas “fronteras” normativas y jurisprudenciales: la directiva (UE) 2024/1385

    No full text
    Il saggio contiene una introduzione al volume destinata a individuare il “perimetro” delle nuove “frontiere” normative e giurisprudenziali della cyberviolenza contro le donne (e lato sensu di genere) con riferimento ai più recenti sviluppi in atto e anche agli sviluppi mancati. La direttiva (UE) 2024/1385 viene collocata nel più ampio quadro di riferimento costituito dalle fonti internazionali ed europee che la disciplinano, senza trascurare gli effetti della giurisprudenza (in particolare quella della Corte europea dei diritti dell’uomo) che risulta particolarmente sensibile al tema della violenza contro le donne e, in misura ancora residuale, a quella della violenza online. Le specificità legate alla violenza online rendono, in ogni caso, (e almeno parzialmente) insufficienti le attuali soluzioni normative esistenti, pensate per le forme “classiche” di violenza contro le donne facendo emergere una esigenza di “adattamento/specificazione” del quadro normativo esistente.Este ensayo contiene una introducción al volumen destinada a describir el “perímetro” de las nuevas “fronteras” normativas y jurisprudenciales de la ciberviolencia contra las mujeres (y lato sensu de género) con referencia a los desarrollos más recientes y también a los avances que se han pasado por alto. La directiva (UE) 2024/1385 se sitúa en el marco de referencia más amplio constituido por las fuentes internacionales y europeas que la regulan sin descuidar los efectos de la juris prudencia (en particular la del Tribunal Europeo de Derechos Humanos) particularmente sensible a la cuestión de la violencia contra las mujeres y, en una medida aún residual, a la de la violencia online. Las especificidades relacionadas con la violencia online hacen, en cualquier caso, (y al menos parcialmente) inadecuadas las soluciones jurídicas existentes diseñadas para las formas “clásicas” de violencia contra las mujeres, poniendo de manifiesto la necesidad de “adapta ción/especificación” del marco jurídico existente
    corecore