13,005 research outputs found

    Il Forum Internazionale delle culture 2013: un’occasione di rigenerazione del centro antico di Napoli

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    Il contributo illustra criticamente una proposta di rigenerazione dello spazio pubblico di via dei Tribunali - il Decumanus Major, luogo strutturante del centro antico di Napoli, coincidente con il nucleo fondativo della città di origine greco-romana -, elaborata dagli autori nell'ambito della terza edizione del Master di II livello in "Progettazione di eccellenza per la città storica. Dalla cultura del recupero alla cultura dell’innovazione"

    Il racconto come evento

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    curatela degli atti di L. Fachinelli e M. Maurin

    Caratteristiche plano-altimetriche di reti di drenaggio alla scala di laboratorio

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    La presente memoria descrive i risultati ottenuti da alcune prove di laboratorio volte alla simulazione, su ristrette scale spazio-temporali, dei processi di formazione ed organizzazione delle reti fluviali. A tal fine, si e' utilizzata un’installazione sperimentale composta da un simulatore di bacino di dimensioni 1.50x1.50 m e profondita' 0.30 m con fessura verticale centrale sul lato di valle ed un simulatore di pioggia composto da 25 sprinkler generante precipitazioni ben nebulizzate e con distribuzione spaziale quasi uniforme. Il simulatore di bacino e' stato riempito con terreno naturale poco coesivo prevalentemente costituito da limo e argilla. Ogni esperimento e' stato condotto assicurando il mantenimento delle stesse condizioni iniziali e al contorno eccezion fatta per la pendenza della superficie erodibile iniziale. L’evoluzione delle reti generate e' stata accuratamente monitorata con un laser scanner e/o un distanziometro laser. Sulla base dei dati acquisiti sono stati ottenuti i modelli digitali delle elevazioni (DEM) ed i relativi reticoli usando il noto algoritmo di O’Callaghan e Mark. Tali reticoli sono stati dapprima gerarchizzati con gli ordinamenti di Horton-Strahler e Shreve e successivamente ne sono state individuate importanti caratteristiche plano-altimetriche. In particolare, qui ne viene discussa la struttura topologica e vengono altresi' commentate le proprieta' altimetriche attraverso la relazione pendenze-aree ed i profili longitudinali delle aste principali. Ne risultano interessanti conformita' con le tipiche strutture e proprieta' di scala delle reti naturali

    La problematica degli indicatori territoriali nell'esperienza della programmazione in Italia

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    Il concetto di “indicatore territoriale” e la sua progressiva introduzione nel quadro degli studi degli anni Settanta di pianificazione nazionale, in una ricerca condotta dall’autore per la redazione del Piano nazionale di sviluppo 1970-1975

    La dialettica del mito nella filosofia tedesca del Novecento

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    La tesi si confronta con la questione del “mito”, considerata muovendo dalla filosofia (ma anche dalla storia) tedesca del Novecento. Sono state perciò trascelte alcune costellazioni di autori – con speciale riguardo a Walter Benjamin –, nell’ambito cronologico compreso fra le due guerre mondiali, al fine di ricondurre a unità teoretica alcune Mythos-Debatten anteriori e ulteriori rispetto alla cosiddetta Mythos-Debatte tardonovecentesca. Ciò anche per sostanziare, suffragandolo, l’assunto speculativo che mýthos e lógos non sono affatto reciprocamente irriducibili, né l’uno può mai estinguersi o risolversi nell’altro; esiste, piuttosto, un lógos precipuo del mýthos. Questa “logica” e questo “discorso” del mito è la dialettica. Il lavoro si ordina, così, intorno a una dialettica “negativa”, esemplata su tre momenti del discorso mitologico tedesco: il momento della Rettung, la “salvazione” del mito, quando intellettuali come Ernst Bloch o Thomas Mann tentano una trasvalutazione umanistica del mito in chiave antinazista; il momento del Dämonische, ambiguo ed esposto, negli anni weimariani, alla spettralità di una dialettica infinita, sovente tragica; da ultimo, il momento della Kritik, riferito, nei primi scritti di Benjamin e Schmitt, al mito della violenza (anche ma non solo quella bellica). I Paralipomeni conclusivi propongono quindi alcune sollecitazioni in direzione di una teoria dialettica del mito

    Riduzione di cromo esavalente in terreni contaminati mediante utilizzo di nano particelle di ferro zero valente (nZVI)

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    Nel presente lavoro si è sperimentato l’impiego di tale agente riducente nel trattamento di un terreno industriale contaminato. A tale scopo, come agenti riducenti, sono stati utilizzati nanoparticelle di ferro zerovalente (nZVI) stabilizzato con carbossi-metil-cellulosa (CMC), e una combinazione di nZVI stabilizzato e ditionite di sodio. Le prove sono state eseguite in batch, a diversi rapporti tra nZVI e ditionite e cromo, nonché variando il pH della soluzione riducente. L'obiettivo di questo lavoro è stato quello di ottimizzare i principali parametri (pH, concentrazione di Fe (0), rapporto solido liquido) per determinare le condizioni ottimali per la riduzione del Cr (VI). Gli esperimenti sono stati condotti su campioni di suolo contaminato prelevati in un’area interessata da attività di rivestimento e finitura superficiale di acciai, caratterizzata da elevate concentrazioni di Cr (VI) e altri metalli pesanti.. E’ stato quindi sviluppato un modello cinetico con il quale correlare i dati sperimentali ed ottenere una stima delle costanti cinetiche della reazione

    La coltivazione della palma da datteri: una linea di continuità dalla preistoria ai nostri giorni

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    Il ritrovamento di grandi quantità di datteri in due siti archeologici, uno dell'Età delFerro nel Sultanato di Oman e uno di Età Classica-Tardo Garamantico in Libia meridionale, hapermesso di ricostruire due episodi nella millenaria storia della coltivazione della palma cheriveste un ruolo fondamentale nell'economia agricola dei paesi subtropicali aridi. Le indaginimorfometriche rivelano, in entrambi i siti, una continuità di valori all’interno dell’intervallodimensionale dei semi. Ciò porta a ipotizzare la presenza di una sola varietà di palma incoltivazione oppure la coesistenza di più varietà e dei loro ibridi

    CHIUSURA DI COLOSTOMIA ED ENUCLEORESEZIONE ROBOTICA DI METASTASI EPATICHE IN PAZIENTE CON PREGRESSA PERITONITE DIFFUSA

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    Introduzione: Sono ormai consolidati i vantaggi della chirurgia mininvasiva nell’ambito della chirurgia epatica. La chirurgia laparoscopica presenta però alcuni limiti intrinseci, in particolare in casi di multiple lesioni e localizzazioni insidiose, che possono essere superati dalla chirurgia robotica. Presentiamo un particolare impiego della chirurgia robotica: chiusura di colostomia ed asportazione di metastasi epatiche robot-assistita, attraverso la colostomia stessa, con la piattaforma robotica da Vinci Si in un paziente con pregressa peritonite generalizzata. Materiali e metodi: Un uomo di 67 anni è stato sottoposto a resezione anteriore del retto per carcinoma complicata da deiscenza dell’anastomosi e peritonite generalizzata con necessità di re-laparotomia con toilette peritoneale, riparazione della deiscenza anastomotica e confezionamento di colostomia. La TC eseguita a tre mesi dall’intervento chirurgico dimostrava la comparsa di multiple metastasi epatiche per cui è stato sottoposto a chemioterapia con progressiva regressione di malattia epatica. Il paziente è stato indirizzato presso il nostro centro e sottoposto ad intervento chirurgico combinato di chiusura di colostomia ed asportazione di metastasi epatiche robotica con l’ausilio del robot da Vinci Si. Risultati: La procedura è stata eseguita con successo in 495 min. È stata eseguita inizialmente un’incisione peristomale sottocostale destra per chiudere la colostomia. La stessa incisione è stata poi utilizzata per il posizionamento di due trocars robotici attraverso il dispositivo GelPort. Nonostante la presenza di tenaci aderenze dovute ai pregressi interventi chirurgici, l’asportazione delle metastasi epatiche (III e VI segmenti) è risultata agevole dopo aver effettuato un’ecografia intraoperatoria. Non si sono verificate complicanze intraoperatorie, il decorso è stato regolare e il paziente è stato dimesso in ottava giornata post-operatoria. Conclusioni: Nella nostra esperienza, la piattaforma da Vinci può offrire alcuni vantaggi nella chirurgia epatica mini-invasiva, specialmente in complessi casi di re-interventi facilitando l’esposizione e la dissezione del parenchima epatico
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