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    PMA e utero artificiale: al di là del principio della ragione universalistica e de-contestualizzata

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    Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, nelle loro diverse forme e potenzialità future, hanno aperto scenari che interrogano non solo l’àmbito etico, ma anche quello giuridico, in quanto rendono possibili ‘scenari’ che in un modo o nell’altro rinviano alla necessità di una loro regolamentazione. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, separando il concepimento dalla sessualità, ‘spostando’ il concepimento al di fuori dei corpi maschili e femminili, ridefiniscono inevitabilmente il senso intenzionato che uomini e donne attribuiscono alla sessualità e al corpo sessuato. Ed è su questo campo, che la sociologia può dare un suo contributo, muovendosi dal livello micro dell’azione individuale, al livello macro delle piú ampie e complesse dinamiche socio-economiche e culturali

    Conversazioni su maternità, paternità, concepimento. Corpi in trasformazione

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    La metafora del corpo sociale, che rimanda a una visione olistica delle relazioni inter e intra gruppi, è diventata realtà. Nello studio delle relazioni istituzionali e affettive tradizionalmente giocate entro lo spazio familiare, emerge in tutta la sua centralità la dimensione del corpo - la pars extensa di Cartesio - come nuova realtà che entra prepotentemente nella costruzione del sociale. Affrontare il tema della famiglia e delle sue più recenti trasformazioni, significa confrontarsi con il tema della procreazione, del concepimento, della sua capacità riproduttiva o della sua mancata capacità di generare figli. Uno scenario che costringe a interrogarsi su quali siano i nuovi ruoli di madre, padre, figli alla luce dell'entrata in scena delle tecniche di genitorialità assistita, che hanno creato nuove connessioni tra famiglia, corpo, tecnica, concepimento, emozioni e felicità

    Felicità tra libertà e dipendenza: la via impervia per il Paradiso

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    Nel nostro immaginario sociale, fatto di idee, pensieri, ideologie, teorie e pratiche, è sorta da pochi decenni una nuova costellazione: felicità, libertà, emozioni, alla quale l’attore sociale guarda con interesse crescente. Tale costellazione indica la via da prendere per arrivare al Paradiso: un nuovo Eden in cui vivere senza l’assillo delle premure, delle preoccupazioni e delle inquietudini che il vivere tra gli altri e con gli altrui necessariamente comporta. La beatitudine della compiutezza solitaria! Le stelle che compongono la nuova costellazione ci sono sempre state, solo che adesso si sono “connesse” creando un moto sincrono che porta alla piena realizzazione del sé. La promessa della felicità, tuttavia, si basa su una contraddizione che, in realtà, l’ideologia corrente non ha risolto: il dilemma tra libertà e dipendenza. Pensare e teorizzare che l’esercizio della libertà sia possibile solo se la dipendenza viene annullata. In realtà la dipendenza non si può sopprimere, perché la vita quotidiana è fatta di intrecci, relazioni connessioni, positive o negative, felici o infelici, gioiose o tristi che costituiscono la rete di un sistema di interdipendenza di cui nessuno può fare a meno, a meno che non si decida di vivere da soli su un’isola, ma senza Venerdì

    Lavoro di cura: emozioni, sentimenti, frustrazioni. La prospettiva sociologica

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    Nella riflessione sociologica cura ed emozioni rappresentano dei grandi assenti, nonostante la loro importanza perché l’emozione è componente basilare dell’azione sociale, la cura è tratto centrale dei processi di riproduzione sociale e culturale. La mercificazione e la costituzione di grandi catene della cura sono processi sociali che da un lato rimarcano il carattere privato e femminile del lavoro di cura e, dall’altro, ne enfatizzano l’ambivalenza. Si presentano qui i risultati dello studio Il rapporto tra il lavoro di cura e le emozioni che questo lavoro suscita, che si è svolto a fine giugno 2018 coinvolgendo, in due web discussion suddivise per genere, 40 soggetti di età 30-60 anni.Obiettivi dello studio erano capire quali emozioni prova il caregiver nell’attività di cura e tratteggiare lo stereotipo del caregiver. Nel presente contributo, l’analisi dei dati cercherà di comprendere la persistenza di stereotipi di genere

    Il welfare del lavoro. Il ruolo dei servizi per l'impiego

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    Da oltre un ventennio, l’Europa fa molto affidamento sulla modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro spingendo ad investire sulle politiche attive e sui servizi per l’impiego. Aumentare l’occupabilità delle persone è anche una risposta alla crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007, che rende sempre più difficile per gli Stati assicurare politiche di sostegno. In un contesto lavorativo sempre più frammentato e differenziato, quali sono le risposte intraprese dai servizi per l’impiego in Italia per rispondere alle nuove sfide emergenti? Quali sono le criticità e le opportunità dei Centri per l’impiego pubblici a cui si affiancano sempre più le Agenzie per il lavoro private e i servizi di Orientamento e Placement delle Università? Quanto pesa il contesto territoriale? La ricerca presentata ha cercato di monitorare e valutare i servizi offerti al fine di proporre soluzioni praticabili, intercettando best practices esportabili da un territorio all’altro e individuando i punti critici su cui è necessario intervenire
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