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Numerical Investigation of Pull-In Instability in a Micro-Switch MEMS Device through the Pseudo-Spectral Method
A pseudo-spectral approximation is presented to solve the problem of pull-in instability in a cantilever micro-switch. As well known, pull-in instability arises when the acting force reaches a critical threshold beyond which equilibrium is no longer possible. In particular, Coulomb electrostatic force is considered, although the method can be easily generalized to account for fringe as well as Casimir effects. A numerical comparison is presented between a pseudo-spectral and a Finite Element (FE) approximation of the problem, both methods employing the same number of degrees of freedom. It is shown that the pseudo-spectral method appears more effective in accurately approximating the behavior of the cantilever near its tip. This fact is crucial to capturing the threshold voltage on the verge of pull-in. Conversely, the FE approximation presents rapid successions of attracting/repulsing regions along the cantilever, which are not restricted to the near pull-in regime
Correction to: Efficacy of Collagenase Clostridium histolyticum (Xiapex®) in Patients with the Acute Phase of Peyronie’s Disease (Clinical Drug Investigation, (2020), 40, 6, (583-588), 10.1007/s40261-020-00916-4)
The original version of this article unfortunately contained a mistake. The fifth author’s given name is Francesco and the family name is Lotti. Title page: Authors’ names, which previously read: Andrea Cocci, Fabrizio Di Maida, Giorgio Ivan Russo, Paolo Capogrosso, Lotti Francesco, Michele Rizzo, Marina Di Mauro, Andrea Salonia, Gianmartin Cito, Marco Falcone, Andrea Romano, Gaia Polloni, Juan Ignacio Martinez-Salamanca, Esaù Fernández-Pascual, Andrea Minervini & Nicola Mondaini Should read: Andrea Cocci, Fabrizio Di Maida, Giorgio Ivan Russo, Paolo Capogrosso, Francesco Lotti, Michele Rizzo, Marina Di Mauro, Andrea Salonia, Gianmartin Cito, Marco Falcone, Andrea Romano, Gaia Polloni, Juan Ignacio Martinez- Salamanca, Esaù Fernández-Pascual, Andrea Minervini & Nicola Mondain
La metodica wastewater based epidemiology come proxy di quantificazione del consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione: l’esperienza della città di Palermo.
INTRODUZIONE
Le istituzioni europee e la comunità scientifica hanno, recentemente, definito un nuovo modello di sorveglianza attiva della potenziale diffusione delle droghe nella collettività, la Wastewater Based Epidemiology (WBE), attraverso la ricerca analitica delle molecole e dei loro metaboliti nelle acque reflue cittadine. Lo scopo di questo lavoro è stato la valutazione di una preliminare applicazione di METODIca WBE nella città di Palermo, poco studiata in precedenti analisi a livello nazionale e internazionale.
METODI
Sono stati prelevati 28 campioni (2 litri cad) di refluo medio delle 24 ore in ingresso ai due depuratori di Palermo (WP1=45.000 ab. eq.; WP2=330.000 ab. eq.) in un periodo compreso tra giugno e novembre 2015. I campioni sono stati prefiltrati, concentrati ed infine analizzati (200 mml) mediante tecnica di spettrometria di massa LC-MS/MS. Gli analiti ricercati sono stati Cocaina, Benzoilecgonina (BEG), THC-COOH e Amfetamine (MDA, MDE, MDMA, Metamfetamine). È stato effettuato, inoltre, il calcolo della quantità di sostanza stupefacente consumata nella popolazione (gr/die/1.000 abitanti e dosi/die/1.000 abitanti).
RISULTATI
I RISULTATI ottenuti sono illustrati nella tabella 1. I consumi di sostanze stupefacenti registrati nella città di Palermo (gr/die/1000 ab) sono RISULTATI i seguenti = Cocaina=0,145 (1,45 dosi/1000 ab); THC=4,37 (35,00 dosi/1000 ab), Amfetamine=Non quantificabili. CONCLUSIONI
L’applicazione della metodologia WBE può essere considerata uno strumento aggiuntivo ai classici indicatori indiretti del consumo di droghe nella collettività a disposizione delle istituzioni per comprendere meglio il fenomeno delle tossicodipendenze e per attuare azioni di contrasto e politiche di educazione sanitaria più efficaci finalizzate alla prevenzione
The Stagnone of Marsala lagoon
The Stagnone of Marsala is an oligotrophic lagoon situated on the western
coast of Sicily. The area has been under study since the mid-nineteenth
century. Research has focused on its physiographic, chemical-physical,
biological, ecological features and, particularly, on submerged vegetation. Its
main biotic component, a meadow of Posidonia oceanica, is distributed among
peculiar reef formations inside and outside the lagoon, which are extremely
interesting from an ecological and environmental point of view. The seagrass
grows near to its thermal and salinity tolerance level in the inner lagoon, where
it is partially replaced by Cymodocea nodosa and Caulerpa prolifera meadows.
Algal assemblages are characterised by both attached and/or unattached
seaweeds that accumulate in areas of different extension, where they remain
lying freely and slowly rolling on the seabed. Over the past few years, as a
result of the global climate change, a noticeable reduction in the lagoon
biodiversity has occurred due to decreased water exchange, and an increase in
both confinement and temperature. Therefore, a consistent, suitable and well organised monitoring plan should be developed for the protection and the
recovery of the Stagnone of Marsala lagoon
Il destino dei microinquinanti negli impianti di depurazione e nei corpi idrici.
• Monitoraggio di droghe in quattro impianti di depurazione siciliani e in un corpo idrico ricettore. • Elevata presenza nei reflui influenti a tutti gli impianti monitorati di THC-COOH e BEG, metaboliti rispettivamente della cannabis e della cocaina. • Fenomeni di degradazione naturale ad opera del biota e/o di accumulo nei sedimenti del corpo idrico ricettore comportano la riduzione delle concentrazione di THC-COOH
Dimostrazione di una attività tirosinasica nelle cellule di Kupffer di Rana esculenta L
Uso di sistemi acustici ad alta risoluzione nel monitoraggio del limite inferiore di Posidonia oceanica nel Golfo di Palermo
FOSFORILAZIONE DEL FATTORE DI INIZIO DELLA TRADUZIONE eIF2 IN LINEE CELLULARI DI MELANOMA
La proteina eIF2, un eterotrimero formato dalle subunità alpha, beta e gamma, è un fattore essenziale nella fase di inizio della sintesi proteica eucariotica. eIF2 è una G-protein che, nella forma attiva legata al GTP, interagisce con il tRNA iniziatore (Met-tRNAi) facilitandone il legame alla subunità ribosomiale 40S e permettendo così la corretta individuazione del codone di inizio. L'interazione codone-anticodone provoca l'idrolisi del GTP ed il rilascio di un complesso inattivo eIF2-GDP. La riattivazione di eIF2 è catalizzata dal fattore di riciclaggio eIF2B che permette lo scambio GDP/GTP. Dato il suo ruolo centrale nella traduzione, eIF2 è il bersaglio principale dei meccanismi di regolazione traduzionale negli eucarioti. La modulazione funzionale di eIF2 viene effettuata mediante la fosforilazione della sua subunità alpha in corrispondenza della Serina 51. Nella forma fosforilata, eIF2 si comporta come un inibitore competitivo di eIF2B, impedendo lo scambio GDP/GTP e causando così il blocco della traduzione. Questo meccanismo di controllo opera in varie condizioni di stress cellulare, come infezioni virali, shock termico e carenze nutrizionali, le quali portano all'attivazione di chinasi specifiche quali PKR, PERK, GCN2, HRI. Negli ultimi anni è emersa con evidenza sempre maggiore l'importanza dei meccanismi di controllo traduzionale nel modulare le funzioni cellulari. In particolare, diversi studi recenti hanno evidenziato come disfunzioni nella regolazione della sintesi proteica siano coinvolte nella trasformazione tumorale. In questo studio abbiamo analizzato i livelli di espressione e di fosforilazione di eIF2 alpha in linee cellulari di melanoma: tumori primari e metastatici altamente invasivi. Mediante anticorpi capaci di riconoscere in modo specifico la subunità alpha di eIF2 nella forma fosforilata e non fosforilata, abbiamo messo in evidenza come il fattore non subisca evidenti variazioni quantitative nelle diverse linee cellulari. Tuttavia, la progressione verso l'invasività appare essere accompagnata da un incremento nella frazione di eIF2 alpha fosforilata, suggerendo che il comportamento metastatico attivi i meccanismi di trasduzione del segnale che rispondono allo stress cellulare
Recupero dei fondali degradati del Golfo di Palermo: studio preliminare di riforestazione con Posidonia oceanica
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