638 research outputs found

    Impronte

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    IDEE PER LA RAPPRESENTAZIONE, Sesto Seminario di Studi, Struttura Didattica Speciale di Architettura, Università di Catania, Siracusa, 10 maggio 2013. L’atto dell’imprimere consiste nel trasferire una configurazione - bidimensionale o solida - dal supporto fisico di una materia ad un altra. Un’orma nel fango, il rilievo di un reperto con un calco in gesso, l’impronta sul suolo della pianta di un edificio, il trasferimento dell’immagine fotografica sull’emulsione della pellicola configurano in ogni caso la trasmissione (e la duplicazione) di una forma. Il più delle volte l’impronta costituisce il negativo della forma originale. L’azione dell’imprimere, può snodarsi in tempi rapidissimi, come quelli di una timbratura, o scorrere molto lentamente come quando un limite, un segno naturale trasferisce nel corso dei secoli la sua impronta alla forma di una città o di un territorio. Allo stesso modo, la permanenza di un’impronta è in definita, ed essa può documentare un’azione recente o molto lontana nel tempo. Inoltre, come mostrato dai complessi meccanismi di pietrificazione delle impronte fossili, la trasmissione della forma può avvenire in due opposte direzioni, in un reciproco gioco di inversioni speculari, definendo prima un’impronta negativa che a sua volta imprimerà una forma finale positiva, analoga a quella di partenza. Benché spesso si attribuisca alle impronte un valore testimoniale, esse non replicano mai esattamente la forma di ciò che le ha generate ma, nonostante la ricchezza e la vari età dei modi di trasferimento, ne costituiscono piuttosto una trascrizione meccanica. Se è vero che una forma è interpretabile come l’impronta delle forze che l’hanno determinata, d’altra parte ogni impronta può essere anche una falsa traccia , persino impressa volontariamente, come, in Shining, le orme lasciate dal bambino camminando all’indietro sul suolo del labirinto innevato. Ogni impronta è infatti, compiutamente, una rappresentazione della forma che la ha generata e come tale instaura con la sua matrice un rapporto di natura complessa. Questo avviene quando la forma si imprime inconsapevolmente - persino accidentalmente - ed è quindi necessario fare ricorso al dominio di specifiche discipline per interpretare le tracce impresse, come avviene nella lettura dell’impronta genetica o come era d’uso nelle indagini delle impronte stilistiche nel “metodo morelliano”. Allo stesso modo ciò avviene anche quando l’atto dell’imprimere è preparato attraverso una scrupolosa e consapevole elaborazione della matrice, come nella stampa calcografica, nella costruzione degli stampi di fusione o la realizzazione di complesse casseforme per il calcestruzzo; precisione e dettaglio in questi casi diventano parti integranti del patrimonio genetico delle impronte. Forse in questi casi risulta ancora più evidente come, investendo anche il rapporto reciproco tra “positivo” e “negativo”, la riflessione sul tema dell’impronta, possa spingersi sino all’indagine della correlazione tra figura e sfondo nell’immagine e tra forma e spazio in architettura, come mostrato da Luigi Moretti nella rappresentazione volumetrica degli spazi interni intesi come matrici della forma architettonica. Se è vero, inoltre, che ogni impronta configura una rappresentazione, per converso la rappresentazione può essere intesa come l’impronta culturale di un preciso momento storico, assieme alle interpretazioni che su di essa si imprimono come concrezioni. Il sesto seminario di Idee per la rappresentazione vuole quest’anno proporre il tema dell’impronta come uno dei nodi della riflessione sul rapporto tra la forma e la sua rappresentazione, nell’ambito dell’architettura e degli studi visuali, coinvolgendo come di consueto i contributi di altre discipline

    Tra socialdemocrazie e Perestrojka. Le relazioni internazionali del Pci attraverso le carte di Alessandro Natta

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    This essay reconstructs the foreign policy of the Italian Communist Party during the four years of Alessandro Natta’s secretariat (1984-1988) through largely original archival documentation, from the Alessandro Natta Fonds of the Historical Archive of the Chamber of Deputies. Natta’s papers are also cross-referenced with those kept in the PCI Archive at the Gramsci Foundation. The author analyses the relationship that the PCI establishes with Gorbachev’s Perestroika, Deng’s China, and European social democracies during the last years of the Cold War

    Idee per la rappresentazione 5 - ATOPIE

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    Il libro contiene gli atti del 5° Seminario Internazionale di Studi del ciclo "Idee per la rappresentazione" (Napoli, 4 maggio 2012). Il tema sviluppato dai relatori e nei contributi è quello delle Atopie. Il libro contiene inoltre i saggi introduttivi degli stessi curatori che anticipano il tema del 6° Seminario di Studi (Siracusa 2013) dal titolo "Impronte

    CORTI ISLAMICHE NEL REGNO UNITO. FORME DI ADR E PROVE DI DIALOGO

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    Le versioni liberali del multiculturalismo suggeriscono la necessità di adottare soluzioni giuridiche atte al riconoscimento e al sostegno dei gruppi minoritari, dunque al riconoscimento dei diritti culturali o collettivi, che però devono incontrare alcuni limiti e cautele a protezione della libertà degli individui all’interno dei gruppi. Sul piano giudiziale, questo può comportare che il giudice nell’applicare il diritto, prenda in considerazione sia norme straniere, sia principi e regole del proprio ordinamento per assemblare una norma concreta terza, nuova rispetto alle norme e ai principi degli ordinamenti considerati. In questo studio i temi sin qui tratteggiati verranno affrontati analizzando, in breve, il modello British di integrazione delle minoranze, in particolare di quella islamica (par. 2), e il ruolo e l’influenza delle Shari’a Courts e dei MATs nel processo di circolazione dei modelli giuridici-religiosi nel sistema di riferimento (parr. 3-4-5). Occorre tenere presente che queste Corti, nell’esercizio delle competenze loro riconosciute dall’ordinamento giuridico del Regno Unito, rispondono a quesiti generali e decidono casi concreti negli ambiti più diversi. Si occupano di divorzi, rapporti genitori-figli, eredità, dei doveri della moglie e del marito; ma anche di torti e riparazioni, mutui e contratti. I giudici, solo maschi (tranne qualche eccezione di cui si dirà infra par. 6), interpretano le fonti sacre e la dottrina secondo le varie scuole di pensiero in cui si divide la scienza giuridica musulmana24. Applicando la Sharia, il diritto islamico, essi perpetuano la Rivelazione, coniugandola secondo le necessità del tempo. Gli immigrati che arrivano in Europa, infatti, dopo un’iniziale fase di isolamento finalizzata alla ricerca del lavoro, tendono a unirsi alle proprie comunità di appartenenza, facendo in modo che l’immigrazione tenda a trasformarsi “da individuale” a “familiare e comunitaria”. Questa stabilizzazione degli immigrati, con la conseguente costituzione di famiglie e comunità, alimenta la tendenza a riprodurre in terra straniera le istituzioni della comunità di provenienza, ad applicare le norme e le pratiche tradizionali, rendendo così la comunità straniera portatrice di modelli giuridici nuovi e/o tradizionali. Il quadro normativo in cui si muovono gli extracomunitari presenti in Europa si costituisce, dunque, su un doppio binario: quello formato dalle regole e dalle norme del Paese ospitante e quello formato dalle regole e dalle norme del Paese di origine, dunque tra un official law e un unofficial law. Attraverso l’attività delle Shari’a Courts e dei Muslim Arbitration Tribunals (MATs), le soluzioni giuridiche adottate trovano piena cittadinanza all’interno dell’ordinamento giuridico statuale, seppure con alcuni limiti e nel rispetto di alcune condizioni formali e/o sostanziali (parr. 4-5). Queste istituzioni, infatti, hanno avuto riconoscimento all’interno del sistema quali organismi di risoluzione alternativa delle controversie sotto l’ombrello legislativo dell’Arbitration Act, 1996, così come verrà illustrato nel par. 3

    Dragon Yards Ma de Long. Progetto di un centro culturale multifunzionale sostenibile a Macao. Studio della copertura ambientale attraverso parametrizzazione, analisi della ventilazione naturale e comunicazione del progetto mediante augmented reality

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    LAUREA A CICLO UNICOIl progetto del centro culturale polifunzionale di formazione e ricerca artistica “Dragon Yards”, nato contestualmente all’esperienza del concorso “Premio Compasso Volante 2013”, ha come obiettivo quello di offrire a Coloane, isola a sud di Macao, un’occasione di rinnovamento, attraverso l’insediamento di funzioni nuove e compatibili nell’area degli ex cantieri navali del villaggio di Lai Chi Vun, memoria storica dei trascorsi commerciali della regione. La visita del centro è studiata secondo tre percorsi, con attività e servizi pensati per offrire agli utenti un’esperienza diversificata e coinvolgente. Il primo è il “Welcome & Art Show” e comprende la Hall di accoglienza e le Temporary Exhibition con la promenade panoramica. Il livello intermedio ospita l’itinerario “Perform & Relax”, con il Teatro, le Green Terrace e le Terrazze espositive. Infine, il piano terra è quello di “Live & Love Macau” con gli Atélier, il Cultural Incubator e il Project Hostel. L’idea architettonica del Drago traduce la ricerca preliminare sulla città e la sua cultura, ed è sintetizzabile nel suo aspetto più rappresentativo, ovvero la copertura ambientale. Essa è caratterizzata da un rivestimento in laminato di zincotitanio, un telaio strutturale in acciaio e una tecnologia costruttiva stratificata a secco (struttura/rivestimento), con applicazione di materiali innovativi e soluzioni tecniche ad alta efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Gli appronfondimenti di studio sulla parametrizzazione e il calcolo strutturale della copertura hanno permesso di ottimizzare le risorse e minimizzare i costi dei materiali impiegati; mentre la progettazione ergotecnica del cantiere è stata orientata a garantire la fattibilità e l’esecuzione in sicurezza dei processi costruttivi. Il perseguimento dell’efficienza sul piano energetico ha visto come protagonista lo studio della ventilazione naturale, mezzo indispensabile per il raggiungimento dei livelli di comfort e la riduzione del fabbisogno per raffrescamento. Infine, la complessità dei contenuti integrati di progettazione è stata comunicata al pubblico, mediante l’ideazione di un’interfaccia di Realtà Aumentata, implementata grazie al design con software B.I.M.. L’attività di ricerca e sperimentazione è stata resa possibile dalla collaborazione con le aziende Huntman Polyurethanes - Tioxide Europe S.r.l., per l’esperienza di monitoraggio energetico di un caso reale, e VELUX Italia S.p.A., per il supporto offerto alla realizzazione del progetto pilota VELUXlab Augmented Reality.The design of the multipurpose cultural center of artistic education and research “Dragon Yards”, born from the experience of the competition “Premio Compasso Volante 2013”, aims to offer Coloane, an island in the south of Macao, an opportunity for renewal through the settlement of new and compatible functions in the area of the former shipyards of the village of Lai Chi Vun, historical memory of the past trade in that region. The visit of the center is divided into three paths, with activities and facilities designed to offer users diversified and engaging experiences. The first one, called “Welcome & Art Show”, includes the Welcome Hall and Temporary Exhibitions with a panoramic promenade. The middle floor hosts the path “Perform & Relax”, with a Theatre, the Green Terrace and Exhibition Terraces. Lastly, the ground floor, called “Live & Love Macau”, consists of ten Atéliers, the Cultural Incubator and the Project Hostel. The architectural concept of the Dragon translates the preliminary research about the city and its symbolistic culture, and can be summarized in its most representative element: the environmental roof. It is characterized by a zinc-titanium laminate coating, a structural steel frame and a construction technology type S/E (structure/envelope), with use of innovative materials and technical solutions with high energy efficiency and environmental sustainability. In-depth studies about parameterization and the structural calculation of the coverage allowed to optimize resources and minimize the cost of the materials used; moreover the ergonomics design of the construction site was worked out to ensure the feasibility and safe execution of the construction processes. The pursuit of energy-efficiency was based on the study of natural ventilation, indispensable means to achieve high comfort levels and to reduce the need for cooling. Finally, the complexity of integrated content design was communicated to the public through the design of an Augmented Reality Interface, implemented thanks to the design by BIM software. Our research and experimentation activities were possible thanks to the collaboration with the two companies Huntman Polyurethanes - Tioxide Europe Srl, for the energy monitoring experience about a real case, and VELUX Italy SpA for their support to the implementation of VELUXlab Augmented Reality pilot project

    Dal sole alla pietra: le forme della luce nel progetto del cimitero C. N. Ledoux per il Cimitero di Chaux

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    Le Saline Reali di Arc-et-Senans nella foresta di Chaux fanno parte di una imponente opera territoriale di C. N. Ledoux, progettata nel 1774 e solo parzialmente realizzata, inserita dal 1982 nell’elenco Unesco dei patrimoni dell’umanità. Il progetto del cimitero per la città ideale di Chaux (1785) fa parte del secondo gruppo di architetture progettate da Ledoux, e rimaste incompiute, che avrebbero dovuto svilupparsi intorno alle saline. La necropoli della città ideale di Chaux si sviluppa nel sottosuolo, attraverso una serie di gallerie che conducono a tre corridoi principali, culminanti tutti in un grande ambiente centrale di forma sferica, dotato di un maestoso oculo circolare in sommità. La sfera è per i progettisti visionari del periodo illuminista francese un simbolo caratterizzato da forti e complessi significati: la tavola incisa da Ledoux e intitolata Vue perspective du Cimetière è una rappresentazione singolare ed emblematica poiché non raffigura né un edificio, né un luogo, bensì il sistema planetario, con il globo terrestre per metà coperto di nubi e con i pianeti illuminati dal sole. Ledoux propone una visione astronomica del progetto, probabilmente suggerita dall’entusiasmo per le coeve acquisizioni scientifiche in tal campo, che nel presente lavoro di ricerca siamo andati ad indagare con particolare attenzione. Dopo un’attenta verifica della coerenza architettonica dei grafici mongiani lasciati dall’architetto francese, e attraverso una serie di ipotesi interpretative basate sulla regolarità e sulla simmetria della forma mandalica, cui la pianta del cimitero fa esplicitamente riferimento, è stato possibile costruire un modello 3D dell’intero complesso ipogeo e delle sue sistemazioni esterne alla quota d’ingresso. Il modello virtuale così ottenuto è stato analizzato in funzione dei possibili allineamenti astronomici annuali con il Sole, per la latitudine considerata, e tale ricerca ha condotto allo svelamento di numerosi legami geometrico-proiettivi tra la forma della luce solare in ingresso attraverso l’oculo circolare dell’immensa calotta sferica e la configurazione architettonica delle bucature in essa presenti, che finiscono per coincidere con assoluta precisione con i disegni luminosi che i raggi solari generano in particolari momenti dell’anno. Ad esempio, la trifora disposta a Nord nella nostra ipotesi di geolocalizzazione del cimitero rispetto alle Saline, viene esattamente ricalcata dalla forma luminosa che il cilindro di raggi solari, passanti attraverso l’oculo circolare della cupola, assume nell’intersezione con la superficie sferica i giorni 10 aprile e 2 settembre, alle ore 12.00. Analogamente, data la doppia simmetria ortogonale che caratterizza l’impianto planimetrico, la trifora di NE si trasforma in una effimera figura luminosa nei giorni 30 aprile e 18 agosto, esattamente alle ore 14.00, per poi divenire un segno permanente nella compattezza lapidea dell’architettura non appena la continua mutevolezza dei raggi solari finisce per assumere una differente inclinazione, ovvero una rappresentazione della forma che la ha generata in un complesso rapporto dicotomico con la sua matrice effimera tra stabilità e mutevolezza, incorporeità e compattezza materica

    Analisi qualitativa

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    Il progetto di ricerca elaborato all’interno del percorso LiberaIdee ha previsto un approfondimento condotto con un approccio di tipo qualitativo. In base alla letteratura presente in materia, nonché alle ricerche condotte a livello nazionale e regionale sulla percezione del fenomeno criminale e corruttivo, si è scelto di approfondire l’ambito della produzione di beni e servizi. Il rapporto presenta la sintesi delle prime risultanze che emergono dalle interviste semi-strutturate a esponenti regionali delle associazioni di categoria legate al mondo della produzione di beni e servizi. Il contributo propone nodi tematici e contenuti concettuali emersi dalle interviste in una prima analisi condotta negli ambiti agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione, industria

    Riflessi urbani: un piano integrato per la fruizione del patrimonio visuale di Milano e Bologna

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    La città ha nel tempo consolidato un rapporto privilegiato con la cultura delle immagini, affermandosi come luogo d’elezione della loro produzione, circolazione e conservazione, un ruolo che, dall’invenzione della stampa in poi, neppure l’ubiquità del web ha saputo realmente contenderle e che assume valenza assoluta quando la visualizzazione diventa riflessa, avendo per oggetto l’immagine urbana, sia essa presente passata o futura. La rappresentazione certo-iconografica non costituisce però un repertorio monolitico, poiché molteplici sono le finalità che promuovono la produzione di ciascuna raffigurazione, orientandone lo sguardo e i codici visuali. Inoltre la sua fruizione è ostacolata dalla dispersione in fondi, archivi e musei non intercomunicanti. Oggi però, all’interno di un piano di comunicazione integrato che si avvalga dei nuovi strumenti di rappresentazione, è possibile ricomporre delle immagini di città che, benché complesse e articolate, ne sappiano svelare l’identità e quella volontà di forma che ha tradotto i sistemi economico-funzionali vigenti in riconoscibili idee di un definito ordine fisico. Il contributo illustra un piano di comunicazione culturale per Milano e Bologna che, attraverso l’integrazione fra un apposito webGIS, una mostra multimediale ed un sistema di itinerari urbani, consente la lettura comparata del patrimonio visuale e la comunicazione dell’identità delle due città, svelandone le rispettive e contrastanti immagini: di paradigma d’innovazione e progresso per Milano e di costante fedeltà all’assetto gotico-mercantile per Bologna

    La straordinaria normalità di Felicia

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    Il saggio ripercorre la storia di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Giuseppe Impastato, assassinato dalla mafia il 9 maggio del 1978
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