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    Christianissimus princeps: note sulla politica ecclesiastica di Filippo Maria Visconti

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    ITALIANO: Muovendo da alcuni aspetti della sua politica ecclesiastica – provvista beneficiaria, fiscalità nei confronti del clero, fondazione di patronati ducali, relazioni con ordini religiosi – il saggio mostra l’ampiezza degli interventi di Filippo Maria Visconti nei confronti delle chiese e del clero del ducato. Se da un lato l’istituzione di benefici e il sostegno a ordini religiosi miravano ad avvalorare e a veicolare l’immagine di principe devoto ed attento alle necessità delle Chiese, dall’altro l’istituzione di economi preposti all’amministrazione dei benefici vacanti, l’esercizio della fiscalità anche nei confronti degli ecclesiastici, il sostegno alla predicazione di Minori osservanti in funzione antifazionaria, l’istituzione di numerosi benefici sottoposti al patronato visconteo anche presso località poste in punti nevralgici del ducato, delineano l’aspirazione del principe ad esercitare un controllo capillare sulle istituzioni ecclesiastiche del dominio, avvalendosene anche per consolidare la presenza e l’immagine dell’autorità signorile sul territorio. / ENGLISH: Starting from some aspects of his ecclesiastical policy – provisions, foundation of beneficia, taxation of clergy, ducal patronage, relations with religious orders – the essay shows the extent of the action of Filippo Maria Visconti towards churches and towards the clergy of the duchy. The foundation of beneficia and the support to religious orders aimed to validate and to convey the image of his devotion and his attention to the needs of the Church. Other important elements are the establishment of yconomi, who were responsible for the administration of the vacant churches; the taxation of clergy, the support to the Observant Franciscans preaching against factions, as well as the foundation of several beneficia even in focal places of the duchy. These aspects show the aspiration of the prince to exercise fine-grained control over ecclesiastical institutions and to use them to support the structure of the State, and to strengthen the presence and the image of his authority over the duchy

    Le concessioni di cittadinanza nel quadro dei provvedimenti di politica economica di Filippo Maria

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    ITALIANO: Mentre nei decenni di Gian Galeazzo (1385-1402) e di Giovanni Maria (1402-1412) le litterae civilitatis rispecchiano soprattutto il network politico dei Visconti, negli anni di Filippo Maria (1412-1447) i 97 privilegi, per 180 nuovi cittadini, illustrano invece le scelte di politica economica del signore. Durante il suo governo, il terzo duca di Milano operò precisi interventi di natura fiscale che favorirono il segmento mercantile e al contempo penalizzarono la componente feudale della società. I nuovi cittadini milanesi costituiscono un indicatore sia dell’attenzione prestata da Filippo Maria alla mercatura e all’artigianato sia dell’efficacia dei provvedimenti ducali a favore di tali attività. / ENGLISH: Throughout the ages of Gian Galeazzo and Giovanni Maria (respectively, 1385-1402 and 1402-1412) the litterae civilitatis especially reflect the political network of the Visconti dynasty. Conversely, the 97 privileges for 180 new citizens issued from 1412 to 1447, reveal the ducal choices about economic policy. During his government, the third duke of Milan implemented specific fiscal politics in order to support the commercial sectors, and, at the same time, to lower the influence of the feudal part of the society. The creation of new citizens of Milan is a realistic indicator of the great attention of the prince towards merchants and artisans

    Il ducato di Filippo Maria Visconti, 1412-1447. Economia, politica, cultura

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    ITALIANO: La dominazione di Filippo Maria Visconti in Lombardia (1412-1447) fu il risultato di un tentativo, solo parzialmente riuscito, di ricomporre i vasti territori già dominati dal primo duca, Giangaleazzo Visconti. Per trentacinque anni, il terzo duca di Milano governò uno stato ampio, ricco e prospero, ne rafforzò le istituzioni, coltivò alte ambizioni monarchiche e proclamò idee di pace, di concordia e di giustizia. L’uso delle armi e della diplomazia e il serrato confronto con gli attori politici, sociali ed economici del dominio furono gli strumenti adottati per rafforzare e consolidare il dominio ducale. Gli autori di questo volume illustrano i modelli politici sottostanti all’esercizio dell’autorità del duca, i modi di relazione che si stabilirono tra autorità e sudditi, la costruzione dell’apparato simbolico e ideologico, la committenza artistica del principe, la politica ecclesiastica e le vicende religiose del ducato sullo sfondo dei concili di Costanza e Basilea. Sono inoltre analizzati alcuni specifici momenti della politica ducale: gli atti di dedizione del 1412, l’assetto geopolitico fissato nel 1435 dopo la vittoria di Ponza, la crisi degli ultimi anni del ducato caratterizzata dalla spietata esecutività delle pratiche di governo. Il libro, in definitiva, vuole offrire una visione più approfondita e problematica della dominazione del terzo duca di Milano, che nei suoi chiaroscuri risulta essere un momento importante della stabilizzazione degli assetti dello stato regionale lombardo. / ENGLISH: Filippo Maria Visconti’s lombard domination (1442-1447) was the issue of an attempt, only partially achieved, of restoring the extended territorial State built by the first duke of Milan, Giangaleazzo Visconti. For 35 years, Filippo Maria – the third duke of Milan – ruled over a wide, rich and prosperous State, strenghten its institutions, cultivate high political ambitions and proclaimed elevated ideas of peace, faith and justice. The use either of weapons and diplomacy and the close dialog with the social and economic actors, were the instruments for strenghten and stabilize the ducal rule. The authors of this volume describe the political models informing the ducal authority, the relations between prince and subjects, the building of symbols and ideological values, the princely art patronage, the ecclesiastical politics at the time of the Basel-Costance conciles. Furthermore, the book deal with some specific moments of the ducal politics: the oaths of loyalty of 1412, the geopolitical assets fixed after the victory of Ponza (1435), the last years when a practice of coercion and a fierce exercise of power was dictated. This book, ultimately, aims to offer a more deep and problematic vision of this domination which, with his contrasts and contradictions, represents an important step for the stabilisation of the new regional State’s assets and purposes

    Memoria di Filippo Maria Pontani

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    Analisi del suo metodo traduttivo di F. M. Pontani , dei suoi rapporti con poeti contemporanei e della sua attiva didattica e scientifica

    La politica economica di Filippo Maria Visconti: i traffici, l'Universitas mercatorum, le manifatture tessili e la moneta

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    ITALIANO: Il saggio propone un riepilogo della politica economica di Filippo Maria Visconti prendendo spunto dalla posizione dei mercanti presso il duca e nella società lombarda, per suggerire come i mercanti non solo si adoperassero al servizio del principe ma si avvalessero anche del suo sostegno. L’oggetto principale della fittissima serie degli accordi intercittadini, provvedimenti e decreti emanati da Filippo Maria fu il commercio, riconosciuto quale motore dell’economia dello stato. Il ruolo capitale attribuito ai traffici spiega la riorganizzazione dell’Universitas mercatorum quale organismo giusdicente nelle questioni commerciali, che restituì alla Mercanzia una parte delle competenze che le erano state proprie sino alla prima metà del Trecento. Un secondo ambito di intervento riguarda le manifatture. Nei primi decenni del XV secolo il lanificio lombardo fu in netta espansione, a differenza della produzione dei fustagni che, almeno per quanto riguarda Milano, mostra segni di crisi. Il decreto del 1420 per il lanificio e quelli del 1425 e del 1444 per i fustagni, come l’iniziativa di promuovere il setificio, segnalano la volontà del duca di supervisionare le manifatture dell’intero stato e l’intenzione di rendere autosufficiente la produzione per il mercato interno. Un’iniziativa di riforma monetaria, nel 1436, per aumentare le entrate fiscali, venne però intrapresa quando Milano era divenuta un centro di molto maggiore potenza economica, con un’attiva circolazione di moneta aurea, la valuta dell’alta finanza e del commercio internazionale, mentre il fallimento della riforma va spiegato con il fatto che la società lombarda nelle sue componenti artigiane e agrarie era stata pesantemente penalizzata dalla svalutazione della moneta d’argento. / ENGLISH: The contribution presents a summary of the economic policy of Filippo Maria Visconti, starting from the position of merchants in Lombard society, which not only served the duke’s interests but also took advantage of his support. The main object of several treatises, measures and decrees issued by Filippo Maria was trade, recognized as the engine of the State economy. The fundamental role attributed to trade explains the reorganization of the Universitas mercatorum, which returned to the merchant guild part of the authority held until the first half of the 14th century. A second area of intervention relates to industry. In the first decades of the 15th century the Lombard wool industry was in full growth, unlike the cotton cloth production that, at least as far as Milan, shows signs of crisis. Filippo Maria, with a decree about wool in 1420 and two decrees in 1425 and 1444 for cotton cloth, as well as promoting silk manufacture, intended to control manufacturing of the entire State to make textile production self-sufficient for the domestic market. An initiative of monetary reform was undertaken in 1436, when Milan was a city of great economic power, with a golden coin circulation, the currency of high finance and international trade, while its failure must be explained by the fact that Lombard society in its artisan and agricultural components had been heavily penalized by the devaluation of silver coin

    Il ducato di Filippo Maria Visconti, 1412-1447. Economia, politica, cultura. Premessa

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    La dominazione di Filippo Maria Visconti in Lombardia (1412-1447) fu il risultato di un tentativo, solo parzialmente riuscito, di ricomporre i vasti territori già dominati dal primo duca, Giangaleazzo Visconti. Per trentacinque anni, il terzo duca di Milano governò uno stato ampio, ricco e prospero, ne rafforzò le istituzioni, coltivò alte ambizioni monarchiche e proclamò idee di pace, di concordia e di giustizia. L’uso delle armi e della diplomazia e il serrato confronto con gli attori politici, sociali ed economici del dominio furono gli strumenti adottati per rafforzare e consolidare il dominio ducale. Gli autori di questo volume illustrano i modelli politici sottostanti all’esercizio dell’autorità del duca, i modi di relazione che si stabilirono tra autorità e sudditi, la costruzione dell’apparato simbolico e ideologico, la committenza artistica del principe, la politica ecclesiastica e le vicende religiose del ducato sullo sfondo dei concili di Costanza e Basilea. Sono inoltre analizzati alcuni specifici momenti della politica ducale: gli atti di dedizione del 1412, l’assetto geopolitico fissato nel 1435 dopo la vittoria di Ponza, la crisi degli ultimi anni del ducato caratterizzata dalla spietata esecutività delle pratiche di governo. Il libro, in definitiva, vuole offrire una visione più approfondita e problematica della dominazione del terzo duca di Milano, che nei suoi chiaroscuri risulta essere un momento importante della stabilizzazione degli assetti dello stato regionale lombardo.Filippo Maria Visconti’s lombard domination (1442-1447) was the issue of an attempt, only partially achieved, of restoring the extended territorial State built by the first duke of Milan, Giangaleazzo Visconti. For 35 years, Filippo Maria – the third duke of Milan – ruled over a wide, rich and prosperous State, strenghten its institutions, cultivate high political ambitions and proclaimed elevated ideas of peace, faith and justice. The use either of weapons and diplomacy and the close dialog with the social and economic actors, were the instruments for strenghten and stabilize the ducal rule. The authors of this volume describe the political models informing the ducal authority, the relations between prince and subjects, the building of symbols and ideological values, the princely art patronage, the ecclesiastical politics at the time of the Basel-Costance conciles. Furthermore, the book deal with some specific moments of the ducal politics: the oaths of loyalty of 1412, the geopolitical assets fixed after the victory of Ponza (1435), the last years when a practice of coercion and a fierce exercise of power was dictated. This book, ultimately, aims to offer a more deep and problematic vision of this domination which, with his contrasts and contradictions, represents an important step for the stabilisation of the new regional State’s assets and purposes

    Immagine di potere e prassi di governo. Note sulla politica feudale di Filippo Maria Visconti

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    Il libro si focalizza non tanto sull’uso del contratto feudale da parte di Filippo Maria Visconti, già oggetto di una tradizione storiografica, quanto sull’evoluzione di una concezione del potere che investe anche i rapporti feudali: il duca, da primus inter pares che firma i trattati di pace assieme ai suoi feudatari, si trasforma progressivamente in un “monarca” territoriale, che sostituisce ad una relazione puramente personale, come il legame vassallatico, la più vincolante subordinazione connessa all’appartenenza territoriale.The book focuses not so much on the use of feudal contract by Filippo Maria Visconti, subject of a well-established historical tradition, as on the evolution of a theoretical conception of power that also affects the feudal relationship: the duke, from primus inter pares who signs the truces along with its feudal lords, gradually becomes a territorial "monarch", who mingles to the purely personal relationship, as the bond of vassalage, the most binding subordination connected to territorial belonging

    La politica ecclesiastica di Filippo Maria Visconti e il concilio di Basilea

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    ITALIANO: Il contributo si propone di illustrare, soprattutto sulla base di indagini condotte sulla documentazione inedita per le diocesi di Como e Milano, l’effettiva possibilità di intervento da parte del concilio di Basilea nella gestione delle res ecclesiasticae del dominio visconteo e offrire alcuni spunti sull’attività di un gruppo di prelati attivi negli stessi anni al governo delle diocesi del Ducato di Milano. L’analisi, bisognosa di ulteriori approfondimenti, si incentra sull’identificazione delle caratteristiche che li accomunarono dal punto di vista della formazione, delle relazioni interpersonali e dell’attività di governo delle strutture ecclesiastiche loro affidate. / ENGLISH: Mainly drawing on surveys conducted on the unpublished documentation for the dioceses of Como and Milan, this paper aims to show the actual possibility of intervention by the Council of Basel in the management of the Res Ecclesiasticae in the Visconti dominion. The paper also offers some insights on the activities of a group of prelates active in the same years in leading positions in the dioceses of the Duchy of Milan. The analysis, in need of further study, focuses on identifying the common characteristics of this group of leading prelates, from the point of view of their education and culture, interpersonal relationships and approach to the government of the ecclesiastical institutions

    Il ducato di Filippo Maria Visconti, 1412-1447. Economia, politica, cultura

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    La dominazione di Filippo Maria Visconti in Lombardia (1412-1447) fu il risultato di un tentativo, solo parzialmente riuscito, di ricomporre i vasti territori gi\ue0 dominati dal primo duca, Giangaleazzo Visconti. Per trentacinque anni, il terzo duca di Milano govern\uf2 uno stato ampio, ricco e prospero, ne rafforz\uf2 le istituzioni, coltiv\uf2 alte ambizioni monarchiche e proclam\uf2 idee di pace, di concordia e di giustizia. L’uso delle armi e della diplomazia e il serrato confronto con gli attori politici, sociali ed economici del dominio furono gli strumenti adottati per rafforzare e consolidare il dominio ducale. Gli autori di questo volume illustrano i modelli politici sottostanti all’esercizio dell’autorit\ue0 del duca, i modi di relazione che si stabilirono tra autorit\ue0 e sudditi, la costruzione dell’apparato simbolico e ideologico, la committenza artistica del principe, la politica ecclesiastica e le vicende religiose del ducato sullo sfondo dei concili di Costanza e Basilea. Sono inoltre analizzati alcuni specifici momenti della politica ducale: gli atti di dedizione del 1412, l’assetto geopolitico fissato nel 1435 dopo la vittoria di Ponza, la crisi degli ultimi anni del ducato caratterizzata dalla spietata esecutivit\ue0 delle pratiche di governo. Il libro, in definitiva, vuole offrire una visione pi\uf9 approfondita e problematica della dominazione del terzo duca di Milano, che nei suoi chiaroscuri risulta essere un momento importante della stabilizzazione degli assetti dello stato regionale lombardo

    L'influenza di Beccaria nello Stato pontificio: il trattato di Filippo Maria Renazzi

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    Il lavoro analizza approfonditamente i quattro volumi degli Elementa juris criminalis di Filippo Maria Renazzi allo scopo di ricostruire le sue fonti e in particolare di verificare la portata dell'influenza di Beccaria del quale il docente romano a lungo è stato considerato un mero interprete. La ricerca dimostra che tale giudizio è superato e riduttivo in quanto sottovaluta l'importanza dell'opera di Renazzi che, lungi dall'essere una imitazione del suo modello, ha sviluppato un sistema originale. La dottrina di questo giurista è basata su principi che, pur ispirandosi all'Illuminismo, restano fedeli alla tradizione cattolica e i suoi lavori esprimono un evidente sforzo di conciliare le idee nuove con i valori cristiani. Viene messo in luce come l'autore miri costantemente ad armonizzare gli istituti del diritto comune con le tendenze della scienza giuridica moderna e realizzi in tal modo un compromesso tra la tradizione e le esigenze di riforma della sua epoca, diffondendo teorie e metodi avanzati nell'ambiente fortemente conservatore dello Stato pontificio e dell'Università di Roma del XVIII secolo
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