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    Corso di ragioneria. Sunti delle lezioni date alla classe di magistero presso la Regia Scuola superiore di commercio dal prof. Fabio Besta. Parte Prima: Ragioneria teoretica

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    Manoscritto litografato delle lezioni tenute alla classe di magistero da Fabio Besta, docente dal 1872 presso la Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia della prima cattedra universitaria di Ragioneria creata in Italia. Questa prima parte del corso, dedicata alla ragioneria teoretica, avrà un\u27edizione a stampa solo nel 1891.Manoscritto litografato delle lezioni tenute alla classe di magistero da Fabio Besta, docente dal 1872 presso la Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia della prima cattedra universitaria di Ragioneria creata in Italia. Questa prima parte del corso, dedicata alla ragioneria teoretica, avrà un\u27edizione a stampa solo nel 1891

    Corso di ragioneria : sunti delle lezioni date alla classe di magistero presso la Regia Scuola superiore di commercio dal prof. Fabio Besta. Parte Seconda: Contabilità pubblica. Sezione Prima: Contabilità di stato

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    Manoscritto litografato delle lezioni tenute da Fabio Besta alla classe di magistero della Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Secondo Gino Zappa, allievo di Besta e suo successore alla cattedra di Ragioneria a Ca\u27 Foscari, la Contabilità di Stato del Besta è "frutto vigoroso di ingegno eletto e di mediata dottrina, denso di notizie attinte a fonti prime, esempio non superato nell\u27ardua materia di organica trattazione che fa assurgere a dignità di principi , norme diffuse di gestione e di controllo finanziario.

    Fabio Besta : caro e venerato maestro…

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    Riproduzione di una pergamena, fatta eseguire dall\u27Associazione degli antichi studenti, in onore di Fabio Besta per il 40. anno del suo insegnamento. La pergamena è firmata e datata: "Nicola D\u27Urso dis. Roma 1912". Si tratta di una carta di tavola allegata al v. 1. delle "Monografie edite in onore di Fabio Besta nel 40. anniversario del suo insegnamento" (2 voll.)misure originali: 85x67 c

    Orientamenti clinici e terapeutici per il trattamento di un caso di cheratocisti destruente della mandibola

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    Viene presentato un caso di cisti primordiale gravemente destruente del ramo e del corpo mandibolare in un soggetto affetto da Sindrome di Gorlin, in cui si è ricorsi ad un trattamento chirurgico conservativo della neoformazione. Vengono analizzate le tecniche diagnostiche che hanno permesso un tale approccio chirurgico, che è possibile definire “radicale non demolitivo”. Il risultato ottenuto di una guarigione clinica totale che si è mantenuta stabile a distanza di due anni e mezzo si presta a numerose considerazioni: 1) Sulla possibilità di eseguire interventi chirurgici “radicali non demolitivi” in neoformazioni ad aggressività locale qualora venga seguito un protocollo diagnostico volto a definire, nella maniera più approfondita, l’interessamento della componente scheletrica e dei tessuti molli con gli strumenti diagnostica oggi a disposizione, utilizzati ai limiti massimi delle potenzialità, come abbiamo potuto osservare in una casistica specifica. 2) Sulla possibilità di avvalersi di tale metodica chirurgica anche in gravi sindromi displasiche. 3) Sul potere osteogenetico del periostio mandibolare che, nel caso specifico, pur ridotto nella sua estensione per l’azione deostruente ed infiltrante della neoformazione, ha permesso una ricostruzione globale della emimandibola interessata. 4) Sulle prospettive che, con uno studio approfondito del fenomeno, possono aprirsi in tema di riparazione di perdite di sostanza ossea mandibolare

    Ghilarza Summer School. Scuola internazionale di studi gramsciani: Egemonico/subalterno

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    L'edizione 2014 Il 6-7 settembre 2013 si è tenuta a Ghilarza un’anteprima della GSS, con un numero ridotto di relazioni (Fabio Frosini, Sulle “spie” dei “Quaderni del carcere”; Giuseppe Cospito, Le “cautele” nella scrittura carceraria di Gramsci; Peter D. Thomas, Cosa rimane dei subalterni alla luce dello “Stato integrale”?; Cosimo Zene, I subalterni nel mondo: tipologie e nesso con le differenti forme dell’esperienza religiosa). Al termine del seminario il progetto della Ghilarza Summer School è stato presentato in un incontro pubblico. La prima edizione “ufficiale” della GSS si è tenuta dall’8 al 12 settembre 2014 ed ha avuto come tema generale Egemonico/Subalterno. Dopo una lectio magistralis pubblica di Giuseppe Vacca (Sul concetto gramsciano di “egemonia”), le attività si sono articolate in otto sessioni di lavoro, introdotte da altrettante lezioni (Gianni Francioni, Come lavorava Gramsci; Giancarlo Schirru, Egemonico/subalterno nella prospettiva della linguistica; Giuseppe Cospito, Egemonia/egemonico nei “Quaderni del carcere” (e prima); Giovanni Semeraro, I subalterni e la religione; Guido Liguori, Subalterno/-i nei “Quaderni del carcere” (e prima); Peter D. Thomas, Stato, democrazia e cultura dal punto di vista dei subalterni; Fabio Frosini, Utopia, religione, democrazia, subalternità; Marcus E. Green, I subalterni dopo gli studi postcoloniali e culturali). Al termine delle lezioni, si è tenuta una tavola rotonda aperta al pubblico. La prima edizione ha visto la partecipazione come allievi di Luciana Aliaga (Brasile), Francesca Antonini (Italia), Manuela Ausilio (Italia), Eleonora Forenza (Italia), Natalia Gaboardi (Italia), Robert P. Jackson (Gran Bretagna), Ingo Lauggas (Austria), Rodrigo Lima (Brasile), Antonia Lovecchio (Italia), Camila De Góes (Brasile), Daniela Mussi (Brasile), Laura Nieto Sanabria (Messico), M. Cecilia Pato (Argentina), Deise Rosalio Silva (Brasile), Paola Zichi (Italia). Il risultato della GSS 2014 ha dato luogo a un numero monografico (Egemonico/subalterno) della rivista «International Gramsci Journal», vol. 2, n. 1, 2016 (http://ro.uow.edu.au/gramsci/vol2/iss1/)

    Scultura, scrittura, araldica e trofei di guerra a Genova nel 1290. La Lapide di Porto Pisano

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    Questo contributo riconsidera radicalmente uno dei documenti figurativi scultorei più noti del medioevo a Genova, la lapide celebrativa della distruzione del Porto Pisano ad opera di Corrado Doria nel 1290, già sul prospetto di una casa privata del centro antico cittadino e oggi al Museo di Sant'Agostino, funzionale alla ostensione di un trofeo di guerra (una delle maglie della catena che chiudeva il Portio Pisano, altre parti della quale erano state collocati in altri luoghi della città ligure). Di questi trofei si analizzano il rapporto specifico coi luoghi di ostensione, la logica sottostante alle scelte e alle esclusioni, la originaria collocazione e il rapporto con lo spazio urbano e le possibilità effettive di percezione, le strategie di comunicazione; dell'epigrafe., si corregge la lettura del testo, individuando l'identità e la provenienza del vero committente, le procedure, i livelli e le strategie di comunicazione nel quadro più vasto delle scelte d ubicazione e di esposizione in monumenti cittadini di questi elementi quali "perni" di una memoria storica condivisa e identitaria.. Si affrontano poi i problemi del rapporto fra campo, testo e immagine scolpita, nelle sue peculiari caratteristiche formali; la si compara con un altro documento scultoreo analogo per eziologia, cronologia e caratteri formali, la Lapide di Moneglia, della quale si individua la vera iconografia. Chiude il saggio una riflessione sui rapporti tra caratteri formali, contenuto ed effetto di comunicazione

    Scultura e allegoria politica nella Genova romanica: i capitelli della Porta di Santa Fede

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    In due capitelli del protiro della porta occidentale del circuito eretto nel 1155 si rileva l'intento di comunicare in forma allegorica contenuti politici relativi ai rapporti fra Genova e l'imperatore Federico I Barbaross

    Serie 3.1 - Carteggio. Lettere di e a Metelli

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    Documentazione scientifica di Fabio Metelli (1907-1987), direttore dell\u27Istituto di Psicologia dell\u27Università di Padova. 42 unità archivistiche. Sono state individuate due aggregazioni logiche di secondo livello, denominate sottoserie, in base alla tipologia di corrispondenza (se coinvolgeva o meno Metelli e se riguardava un unico evento della sua biografia) e il numero delle unità archivistiche individuate (fascicoli) è aumentato (da 29 a 47). E\u27 stato creato un fascicolo per ogni corrispondente, anche in presenza di una sola lettera. Criteri di datazione. Alcune lettere, sia manoscritte che dattiloscritte, sono prive di data, in quel caso gli estremi cronologici del fascicolo si riferiscono alle lettere datate. Per questa serie, oltre alla data cronica è indicata anche la data topica (ove disponibile), come voce di indice. Criteri di individuazione del corrispondente. Nel caso l\u27individuazione del corrispondente fosse dubbia in quanto per esempio si firma solo col nome (es. fasc. 40 sottoserie Lettere di e a Metelli) si appone a fianco del titolo attribuito del fascicolo il punto di domanda tra parentesi quadre [?]. Criteri di regestazione. Si è evitato di regestare le lettere a carattere più personale-familiare (es. Franceschini, D\u27arcais e Edith)

    Introduzione [a Fabio Merusi]

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    Il pensiero giuridico di Fabio Merus
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