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    About the presence of termites in Florence

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    This work highlights the problem of the presence of the termites Reticulitermes lucifugus and Kalotermes flavicollis, detected in an area of the historic center of Florence (Italy). Pest management was immediately undertaken by a specific monitoring program to determine the status of the infestation, identifying the critical elements and their potential impact on the structures involved, as well as outlining the necessary control measures. Analyzing the area, several colonies of both termite species were detected, some located within the wooden flooring of a gym and some others outdoor, in tree stumps and in necrosated roots at the base of some trees. Two episodes of collapsed tall trees were also reported. Termites were detected also in other areas of the city of Florence, such as the Cascine park and the Boboli garden, where many trees were clearly infested by K. flavicollis. This work allowed to realize that problems with termite infestations could be higher than expected, by seriously threatening the historical and artistic heritage of the city and by causing trees weakening in public areas, thus also threatening the people safety. Taking into account these findings, we suggest to extend the termite survey to the entire city and to establish a working group, with multidisciplinary competences, able to develop a proper prevention and control program aimed at the protection of cultural heritage and management of tree health in public parks

    Sulla presenza di termiti in un area del centro di Firenze.

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    Il seguente lavoro si pone l’obiettivo di evidenziare la problematica relativa alla presenza di termiti rilevata in un’area del centro storico di Firenze, gestita mediante l’immediata attivazione di uno specifico monitoraggio per definire lo stato attuale dell’infestazione individuando gli elementi di particolare criticità presenti ed il loro impatto potenziale sulle strutture coinvolte, nonché delineare le eventuali misure di controllo che si rendono necessarie. L’area in questione si trova in un parco che si estende per 32 ettari, e l'impianto architettonico del complesso, che risale all’ottocento, presenta svariate palazzine adibite oggi ad edifici aventi diverse funzioni. A metà settembre 2013, presso una palestra localizzata al piano terra di uno degli edifici del complesso in questione, era stata segnalata la presenza di termiti. Dal sopralluogo svolto è emersa una forte infestazione attiva all’interno della pavimentazione in legno, dove gran parte dei listelli del parquet appariva seriamente danneggiata. Il legno attaccato presentava numerose gallerie interne tappezzate di escrementi ed evidenti tracce di “legno di sostituzione”, oltre a camminamenti tipici delle termiti sotterranee appartenenti alla famiglia dei Rhinotermitidae. L’analisi entomologica dei campioni raccolti ha portato a identificare la compresenza tra le specie Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis. Analizzando l’area esterna circostante sono state poi individuate diverse colonie di entrambe le specie, situate in ceppi di legno ed alla base di diversi alberi, Tigli e Platani. Inoltre il personale tecnico del complesso ha segnalato alcuni recenti episodi di cedimento di alberature ad alto fusto. Nell’area è stato subito attivato un progetto, attualmente in corso, finalizzato ad accertare la distribuzione degli xilofagi, il loro grado di attività e l’entità dei danni causati sia agli edifici sia alle alberature circostanti. E’ stato inoltre avviato un monitoraggio specifico delle termiti sotterranee con esche a base cellulosica attivate con appositi attrattivi e posizionate, parzialmente interrate, in corrispondenza delle aree critiche rilevate durante i sopralluoghi. Dal punto di vista strutturale, nell’area in oggetto sono stati individuati dei fattori predisponenti legati alle caratteristiche storiche delle costruzioni, quali la contiguità degli edifici e la presenza di antiche opere sotterranee in cui talvolta si verifica risalita di umidità capillare. Questi fattori rendono particolarmente complessa la gestione dell’infestazione termitica, con difficoltà intrinseche nel localizzare e raggiungere i siti infestati e nel verificare l’efficacia dei trattamenti che saranno eseguiti

    Monitoraggio e prevenzione dopo il sisma del maggio 2012

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    In seguito ad un evento tragico come il terremoto del maggio 2012, la comunità inizia ad intraprendere una particolare procedura di riorganizzazione sociale che, sviluppandosi a più riprese, si concretizza in una serie di peculiari configurazioni ambientali. In questa circostanza l’ambiente urbano si modifica sensibilmente e le strutture abitative tendono a riversarsi negli spazi aperti, nelle tendopoli della Protezione Civile, nei campi autogestiti ed in accampamenti spontanei, luoghi improvvisati dove la popolazione si trova a vivere in condizioni estremamente ravvicinate, dovendo condividere in spazi ristretti i necessari servizi essenziali, determinando situazioni di criticità igienico sanitaria e specifiche problematiche, come ad esempio la gestione degli alimenti e la prevenzione dagli animali indesiderati. In tali realtà, rese ancora più critiche dalle ondate di calore ed afa che durante il periodo estivo investono tutto il territorio, gli interventi di prevenzione e lotta agli infestanti divengono essenziali, anche in funzione del loro impatto dal punto di vista sanitario e soprattutto psicologico. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, sul territorio terremotato della provincia di Modena è stato creato un gruppo di lavoro formato dai tecnici dell’ASL locale e da entomologi ed esperti nella disinfestazione, in grado di gettare le basi per lo sviluppo di una sinergia d’azione capace di mettere in atto, in tempi brevi, una serie di interventi mirati nelle aree critiche individuate. E’ stato quindi attivato un sistema di monitoraggio per tutte le specie di artropodi potenzialmente presenti nelle aree sensibili dei vari centri di accoglienza localizzati sul territorio (inizialmente 36 tendopoli e, dall’ottobre 2012, 9 aree MAP oltre alle cosiddette “Zone Rosse” nei centri storici dei 9 comuni coinvolti). Attraverso questa azione di monitoraggio, condivisione e collaborazione, si è riusciti ad ottenere, nonostante la caotica situazione generale, l’esecuzione di specifiche azioni migliorative, sia strutturali sia procedurali, che hanno permesso di risolvere le circostanze più gravose prima che divenissero problematiche, portando notevoli benefici alla gestione generale dell’emergenza. La segnalazione delle criticità legate allo sviluppo di insetti e roditori ha messo in evidenza una serie di carenze strutturali e di gestione intrinseche ai centri di accoglienza, la cui verifica preventiva potrebbe divenire determinante per le future esperienze. Per questa ragione è in corso di sviluppo un manuale contenente le linee guida per la gestione delle criticità legate alla presenza di animali indesiderati nelle aree di accoglienza analizzate nei comuni della pianura modenese dopo il sisma del 2012. Saranno quindi presentati i dati e gli approfondimenti relativi alle attività di monitoraggio generale svolte ed alle analisi specifiche condotte nei diversi ambiti d’indagine, considerando come principali infestazioni quelle di Ditteri muscidi (Musca domestica L.), Ditteri nematoceri (Culex spp. ed Aedes spp.) ed Imenotteri formicidi (Lasius spp., Solenopsis fugax, Crematogaster scutellaris, ecc.), oltre a particolari ritrovamenti in specifiche situazioni, tra le quali: 1) Campi tendopoli: analizzate le criticità legate alla conformazione ed alla gestione delle cucine, delle dispense, dei depositi rifiuti, degli scarichi fognari e non, dell’erba di sfalcio, degli animali domestici, fino alle tende stesse. 2) Magazzini predisposti per il conferimento delle donazioni: analizzati gli insetti rinvenuti nelle derrate alimentari, quali riso e farina, stoccate all’interno di capannoni e tendoni. 3) Moduli Abitativi Provvisori: un approccio critico allo studio di queste strutture ha permesso di rilevare gravi difetti di tipo costruttivo negli edifici, quali la presenza di numerose cavità e vani privi di finiture. Questi difetti sono critici in quanto consentono l’accesso ed il rifugio a insetti e roditori. 4) Zone Rosse: sono presentate le problematiche generali legate agli infestanti, ed in particolare è stata analizzata una macelleria del centro storico di Mirandola in cui si è documentato lo sfarfallamento di Imenotteri pteromalidi (Nasonia vitripennis) da pupari di Calliphora vicina

    Pest control in situazioni d’emergenza: l’esperienza nelle aree coinvolte dal sisma del maggio 2012

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    Viene descritta l'esperienza di gestione degli animali indesiderati nelle aree di stoccaggio, preparazione e distribuzione degli alimenti, a seguito del sisma del maggio 2012, nelle aree della Provincia di Modena. Grazie alla creazione di un gruppo tecnico che ha coinvolto entomologi, operatori esperti di disinfestazione e tecnici delle Ausl locali, in collaborazione con i responsabili della Protezione Civile e dei Comuni interessati, si è attuata una sinergia d’azione che ha consentito, in tempi brevi, di attuare una serie di interventi mirati nelle aree critiche individuate. Grazie all’esperienza svolta è stato sviluppato un vademecum riepilogativo delle azioni da intraprendere per la gestione delle criticità legate alla presenza di animali indesiderati nelle aree di stoccaggio, preparazione e distribuzione degli alimenti, da utilizzare in analoghe situazioni di emergenza adottando fin da subito strategie utili a prevenire potenziali rischi igienico-sanitari

    Caccia alle “cimici” aliene: il ruolo del disinfestatore

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    Vengono descritte le linee guida sul comportamento da tenere da parte di cittadini e disinfestatori nel caso di infestazioni da cimici asiatiche Halyomorpha halys dentro alle abitazion

    Progetto di autocontrollo nelle piccole strutture ristorative della Rep. di San Marino

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    Viene descritta l’esperienza innovativa svolta nella Repubblica di San Marino, in cui è stato sviluppato un progetto tecnico finalizzato ad integrare, con risvolti pratici, il Piano di Prevenzione Igienico Sanitaria previsto dal DR n°32 del 9/3/2005 coinvolgendo direttamente i gestori delle piccole strutture ristorative (quali cucine, mense e ristoranti), attraverso una collaborazione diretta nello sviluppo delle procedure S.S.O.P. di prevenzione e monitoraggio degli animali indesiderati. Con l’intento di sviluppare il piano specifico in questione, il 16 Dicembre 2011, presso il Dipartimento di Prevenzione della Repubblica di San Marino, è stato presentato un “Protocollo di valutazione del piano degli infestanti nella ristorazione collettiva”, la cui prerogativa principale sta nella creazione della figura dell’Auto-controllore, ovvero nel coinvolgimento del gestore e dello staff interno la realtà produttiva per razionalizzare le operazioni di controllo igienico sanitario. In sostanza l’Auto-controllore è un osservatore attento e scrupoloso, in grado di rilevare meglio di chiunque altro le criticità più occulte nell’ambito di una realtà a lui molto familiare, definendo di conseguenza, nel modo più ragionevole ed efficiente, le azioni da intraprendere a livello strutturale e comportamentale. Il progetto si delinea in 3 fasi: 1) Accreditamento all’I.S.S. attraverso la compilazione di una “check list strutturale”; 2) Attuazione guidata di uno specifico programma di monitoraggio; 3) Analisi annuale attraverso una “check list di autovalutazione”. Lo sviluppo di una procedura razionale, in grado di coinvolgere queste realtà in un programma di “autogestione controllata”, crea i presupposti per l’ottenimento di importanti migliorie sviluppate dallo stesso gestore attraverso misure di prevenzione ed adeguamento strutturale

    La coesistenza tra insetti ed alimenti nelle aree coinvolte dal sisma del maggio 2012

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    In seguito ad un evento tragico come il terremoto, la comunità inizia ad intraprendere una particolare procedura di riorganizzazione sociale che, sviluppandosi a più riprese, si concretizza in una serie di peculiari configurazioni ambientali ove talvolta si vengono a creare specifiche criticità, come ad esempio la gestione degli alimenti e la prevenzione dagli animali indesiderati. In questa circostanza l’ambiente urbano si modifica sensibilmente e la struttura abitativa tende a riversarsi negli spazi aperti, nelle tendopoli della Protezione civile, nei campi autogestiti ed in accampamenti spontanei, luoghi improvvisati dove la popolazione si trova a vivere in condizioni estremamente ravvicinate, dovendo condividere in spazi ristretti i necessari servizi essenziali, determinando situazioni di criticità igienico sanitaria. La conoscenza dettagliata del contesto ambientale e la possibilità di avere informazioni strutturate circa il quadro in cui operare, consente di gestire al meglio un programma di interventi per la prevenzione ed il controllo degli animali indesiderati. Tale azione combinata si deve distinguere per razionalità e concretezza, dettagliando le modalità necessarie per garantire l’attuazione di strategie mirate di prevenzione, controllo e bonifica. Con questo obiettivo nelle aree terremotate del modenese, è stato attivato, fin dalle prime fasi dell’emergenza, un sistema di monitoraggio generico delle specie di insetti presenti nelle aree adibite a cucina e dispensa alimentare, dislocate nei vari campi di accoglienza localizzati sul territorio. Attraverso l’impiego di trappole luminose, pannelli cromotropici e campionamenti diretti, svolti nelle aree sensibili e nei luoghi a spiccata criticità, è attualmente in corso la raccolta periodica e l’analisi dell’entomofauna allo scopo di condurre un progetto di controllo sull’ambiente rivolto a proteggere la salute delle persone attivando azioni di contenimento mirato e contribuendo al mantenimento della varietà di specie non dannose che rappresentano risorsa essenziale di vita per l’ecosistema

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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