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Masterplan 1. La via dei Gelsi lungo la FVG6 del Tagliamento - Carpacco
"Il masterplan combina sia un lavoro di ricerca scientifica che una
risposta professionale alle richieste di una pubblica amministrazione.
Il progetto prevede lo studio di un tratto della ciclovia regionale,
la FVG6, lungo il fiume Tagliamento, che è anche lʼoccasione
per la redazione di un progetto di rigenerazione urbana di un
antico borgo rurale in provincia di Udine (Carpacco) e di riqualificazione
paesaggistica di un tratto delle sponde del fiume Tagliamento.
La Carta di Machu Picchu codificava per la prima volta la “Living
City”, proponendo fra le varie un approccio ecologico e legato al
paesaggio e allʼambiente come strumento principale da utilizzare
nei processi di pianificazione e riassetto delle città e del territorio.
Questo progetto parte proprio da questʼidea, ovvero quello di
utilizzare principalmente la dimensione paesaggistica, qui fortemente
caratterizzata dal fiume Tagliamento e dallʼimpronta rurale e
produttiva del baco da seta che ha caratterizzato una importante
stagione economica per i territori e per lo sviluppo di questi borghi
lungo il fiume Tagliamento. Il progetto mira a far emergere queste
tracce, valorizzando assetti vegetazionali, visuali e sistemi insediativi
che si sono sviluppati in simbiosi. Ad esemplificazione di tutto ciò
basti pensare al ruolo di una particolare specie arborea, il gelso,
che ha rivestito nella costruzione della struttura stessa e dei caratteri
delle unità di paesaggio che tassellano i bordi del fiume Tagliamento
ancora oggi. Il ridisegno del masterplan nasce quindi dalla
volontà di far riemergere la struttura paesaggistica ed integrarla ad
un nuovo sistema di percorsi cilcopedonali e ad un telaio viabilistico
connesso con gli spazi pubblici.
Masterplan 3. Riscritture tra fiume, città e storia per lʼex caserma Francescatto a Cividale del Friuli
La complessità della ricerca, nei suoi aspetti operativi e teorici, è ampiamente giustificata dalla specificità relativa al territorio Regionale in cui si inserisce. Il tema delle caserme dismesse è infatti particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia, la Regione più militarizzata dʼItalia, in ragione della sua posizione strategica rispetto alla cortina di ferro che divideva lʼEuropa da nord a sud fino al 1990. Anni a partire dai quali si sono sviluppati profondi mutamenti negli assetti geopolitici dellʼEuropa centrale, e con questi una significativa riduzione del sistema difensivo nel Nord-Est italiano con lo smantellamento di numerosi siti, progressivamente passati nelle disponibilità delle Amministrazioni locali. Ne è derivata una casistica di situazioni che presuppongono lo sviluppo, la trasformazione e il recupero di grandi contenitori o addirittura di grandi complessi urbani da parte di piccole Amministrazioni, piccole città entro le quali si inserisce il caso oggetto del presente studio, che, a fronte di ampie possibilità in divenire, pone altresì problematiche di difficile soluzione da parte di soggetti che spesso non hanno le forze né le risorse sufficienti per massimizzare i benefici ottenibili. La ricerca presentata in questa pubblicazione, inerente al riuso dellʼex caserma Francescatto di Cividale del Friuli, rileva con precisione tali problematiche offrendo una risposta sul piano metodologico e modellistico capace di andare oltre un quadro di esperienze fin qui molto parziale e concettualmente limitato. Trasformare un problema in una risorsa, in una straordinaria occasione di miglioramento, di sviluppo, di crescita a cubatura zero della città derivante da una necessità di conversione e riuso, è stato considerato non tanto un obiettivo, ma paradossalmente un vincolo, unʼistanza richiamata e recepita direttamente dal territorio, quel territorio fatto di piccole città nel quale lʼopportunità è data dallʼampia dotazione di spazi, edifici, attrezzature e superfici lasciate libere, e nel caso specifico, poste in diretta continuità con il centro storico di Cividale del Friuli. Sulla base di tale obiettivo è stato redatto come progetto di apertura, poi condiviso, il cosiddetto “decalogo Francescatto”: un elenco di temi, strategie ed obiettivi che, guidando lʼipotesi di trasformazione e riuso, non solo hanno alimentato progressivamente il quadro delle trasformazioni, ma hanno supportato unʼampia riflessione teorica estesa allʼAmministrazione e alla cittadinanza. Il decalogo, diviso in ambiti concettuali e operativi, concerne i tematismi che li caratterizzano (le relazioni urbane, la strategia, il tempo, il Primo ingresso, le demolizioni, le possibilità di riuso e recupero sostenibile del patrimonio edilizio esistente, la nuova dotazione di verde e il sistema degli spazi aperti, la mobilità e i livelli di accessibilità e di connessione interna ed esterna), come pure gli aspetti meramente funzionali, dʼuso e di dimensionamento, oggetto della trasformazione e del recupero (gli spazi e le attrezzature per il tempo libero, il turismo e lo sport, gli edifici dedicati alla cultura e le strutture didattiche ed espositive, il nuovo sistema della ricettività e ristorazione, gli spazi e le attrezzature per lʼassociazionismo e la comunità) ed infine, a consolidare il programma di riuso, gli edifici per il terziario e le funzioni rare da inserire in unʼottica di più ampio respiro urbano e territorial
LE REGOLE DEL GIOCO. Scenari architettonici e infrastrutturali per l’Aeroporto FVG
Il volume raccoglie l’esito finale della ricerca operativa riguardante il tema dell’intermodalità in termini di risposta tecnica, tipologica, architettonica dei sistemi infrastrutturali, considerando il rapporto di questi con il territorio e il paesaggio. Lo studio è partito dall’ipotesi di sviluppo di un polo intermodale organico all’Aeroporto di Ronchi dei Legionari e integrato con la rete infrastrutturale del trasporto pubblico locale e ferroviario, il tutto calato in un allargato scenario di sostenibilità degli interventi nel medio periodo, aggiornato alle condizioni dell’attuale congiuntura economica. L’attività di verifica delle ipotesi di studio è stata svolta modellando alcuni scenari alternativi tra loro, a due scale, urbanistica e architettonica. In funzione del grado di dettaglio raggiunto, in particolare alla scala architettonica relativa al polo intermodale, è stato possibile individuare un assetto di elevato dettaglio coerente con il quadro dei dati finanziari. Questo ha permesso di riconoscere, tra le alternative valutate, un’univoca proposta quale soluzione da privilegiare. Si è infine provveduto alla verifica urbanistica; gli scenari individuati a questa scala, nel loro insieme, costituiscono invece un quadro di opzioni alternative, definite in base al grado di compatibilità con la soluzione individuata del polo intermodale, quadro assunto quale elemento invariante compatibile con tre diversi regimi e intensità di utilizzo, al fine di verificare una condizione minima, ottimale e di crisi del sistema nel suo complesso. Le alternative possibili individuate testimoniano il grado di versatilità dell'assetto proposto per l'ambito che permette nel suo complesso di optare tanto per uno degli scenari proposti quanto per un assetto complesso che strutturi in modo più articolato le soluzioni offerte
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Ornamento, antinomie e paradossi
2007/2008indagine sul concetto di ornamento in architettura, con particolare riferimento al pensiero di Ernesto N. Rogers, volta a definire un nuovo approccio all'ornamento nell'architettura contemporanea.XX Ciclo197
TOPSCAPE PAYSAGE - Cultural heritage. Gorizia: Borgo del Castello
Borgo del Castello è luogo simbolo della città di Gorizia, ricco di storia e mutazioni identitarie stratificate nel corso di epoche e dominazioni diverse, che si sono susseguite fino a generare una sempre maggiore separazione tra Borgo e città. La creazione di un nuovo scenario paesaggistico, riappacificando le identità territoriali, architettoniche e botaniche con il contesto, ha rappresentato il cuore del progetto di riqualificazione. Nato con la volontà di offrire ai cittadini e ai visitatori un’identità solida e contemporanea, che non fosse semplicemente la somma delle realtà culturali precedenti, grazie a un approccio critico offre un’innovazione vitale nel solco della continuità storica e paesaggistica
Borgo Castello, Gorizia
Progetto di riqualificazione di Piazzale Seghizzi e del Borgo Castello di Gorizi
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