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Architettura sacra e celebrazione profana : la facciata palladiana della chiesa di San Pietro di Castello
Il saggio ricostruisce le vicende storiche legate al progetto della facciata della chiesa di San Pietro di Castello di Venezia, all’epoca del patriarca Vincenzo Diedo (1556-1559). Il dato storico significativo è il coinvolgimento nel 1558-1559 di Andrea Palladio (1508-1580), impegnato per la prima volta nella sua carriera in un progetto per un edificio religioso. Anche se realizzata con modifiche nel 1596, molto dopo la morte di Palladio, la facciata attuale riduce ma non annulla la forza d’impatto del progetto originario, che nel riprendere e rielaborare le forme romane antiche dell’arco trionfale si ricollega ai modelli di Leon Battista Alberti e alla ricerca architettonica del primo Cinquecento romano
Vedo : Vedo is an enhanced detector for objects. Un sistema di riconoscimento di oggetti su drone volante
LAUREA SPECIALISTICALo scopo di questo progetto è quello di sviluppare un sistema di riconoscimento di oggetti che analizza in tempo reale il flusso video prodotto da una camera mobile.Secondo importante obiettivo raggiunto è che l'esecuzione di tale compito viene effettuata in tempi molto brevi che risultano minori di quelli ottenuti dalle implementazioni già esistenti di altri metodi
Barmaz : frammenti di memoria e futuro delle rovine. Rigenerazione di un borgo valdostano come centro vinicolo
LAUREA MAGISTRALEÈ il risultato di un’indagine volta ad indagare il fenomeno dell’abbandono dei paesi in Italia. L’obiettivo perseguito è stato quello di trovare un metodo che possa fungere da modello per il recupero di borghi dismessi in funzione della riattivazione di un dato territorio.
Metodo applicato, poi, alla frazione abbandonata di Barmaz, nel comune di Saint-Denis, in Valle d’Aosta. Paese che risale al ‘600 e abbandonato negli anni ’50 per migrazione volontaria. L’ottima esposizione al sole ed il clima mite permettevano la crescita di vite, alberi da frutto e ortaggi. Con i cambiamenti economici e sociali vi è stato un abbandono dell’agricoltura e, con esso, lo spopolamento del villaggio di Barmaz.
La Valle Centrale è ricca di terrazzamenti coltivati a vigna, che ne fanno un tratto distintivo della Bassa Valle d’Aosta, perciò si è riscontrata la necessità di creare un centro strategico che promuova la viticoltura in Valle d’Aosta e si è scelta la realtà abbandonata di Barmaz, quale terra anticamente coltivata a vite, per sviluppare questa idea progettuale.
Il progetto si appoggia a Le Chemin des vignobles, un percorso escursionistico che lega le cantine vinicole da Aosta a Point-Saint-Martin, attraversando anche Barmaz, con l’impiego di una ricca segnaletica che raccoglie in pannelli tematici gli aspetti paesaggistici e culturali più significativi di ciascuna delle zone attraversate.
Con la riattivazione delle vigne di Barmaz si è scelto di inserire nei vari edifici funzioni quali: un centro informazioni, per scoprire le cantine della Valle d’Aosta; un locale degustazioni, dove si possono assaporarne i vini e fare corsi per imparare a scoprire i sapori e gli aromi che caratterizzano questa poesia imbottigliata; un albergo, con all’interno un ristorante dove assaggiare i prodotti tipici valdostani; residenze per i gestori di questo centro strategico e infine una cantina vinicola, in cui avverrà la vinificazione in rosso, con annesso punto vendita e accoglienza dei visitatori, da cui si potranno anche ammirare le vigne e il paesaggio circostante
Il quartiere Satellite di Pioltello: storia e tecnica di un fatto urbano
La vicenda narrata in queste pagine ha origine attorno agli anni Cinquanta e Sessanta, in un momento in cui il profilo economico e territoriale di Pioltello è ancora quello di un piccolo comune di prima cintura nella conurbazione metropolitana milanese, allora in via di formazione. Un contesto ancora e per lo più rurale, che tuttavia iniziava a essere investito da impetuose spinte di sviluppo nella fase di prima industrializzazione e ripresa economica postbellica del Paese.
In questo contesto si colloca la vicenda particolare che ha dato luogo nei primi anni Sessanta alla realizzazione di un quartiere – oggi noto come il quartiere Satellite di Pioltello – del tutto particolare, forse più per gli esiti odierni (di cui questo contributo intende favorire una comprensione nel lungo periodo) che non per la vicenda storica in sé, la quale, per quanto rilevante e caratterizzata da alcuni elementi di originalità, non costituisce certamente un unicum negli anni della grande crescita metropolitana di Milano e di molti territori del settentrione d’Italia.
La vicenda narrata in queste pagine consente di mettere a fuoco alcune tra le cause più evidenti e rilevanti tra quelle (certo più numerose, varie e interrelate) che hanno contributo a determinare una quasi immediata compromissione di questo luogo e del suo futuro
Tecniche di recupero avanzato : valutazione sperimentale dell'efficienza di tensioattivi
LAUREA SPECIALISTIC
Sviluppo e validazione di modelli del trasporto d’acqua nelle celle a combustibile a metanolo diretto
LAUREA SPECIALISTICADurante il corso degli ultimi decenni le celle a combustibile sono state molto studiate come tecnologia promettente e, in particolare, quelle a metanolo diretto (DMFC).
Malgrado i notevoli progressi, rimangono aperte ancora alcune problematiche da risolvere, tra queste il controllo del trasporto di metanolo e di acqua. Tali aspetti sono ad oggi largamente studiati sia tramite attività sperimentali che modellistiche, perché hanno una significativa influenza sulle prestazioni delle DMFC.
Il presente lavoro intende proprio ampliare la comprensione dei meccanismi che determinano i flussi d’acqua all’interno di una DMFC, tramite lo sviluppo di modelli matematici. Partendo dai risultati sia sperimentali che modellistici, ottenuti presso il Laboratorio M.R.T. Fuel Cell, si intende studiare i fenomeni che interessano il trasporto d’acqua sia in fase liquida che in fase vapore nei vari componenti della cella.
Si è scelto di analizzare, prima di tutto, il componente più importante nel condizionare il trasporto d’acqua, il gas diffusion layer (GDL) catodico.
E’ stato sviluppato un modello analitico 1D+1D, che riproduce il trasporto diffusivo di vapor acqueo attraverso il GDL, anche in condizioni di transizione di fase.
Il modello ha permesso di studiare approfonditamente l’instaurarsi del fenomeno di flooding ed i suoi effetti, conducendo ad una nuova interpretazione dei meccanismi che regolano il trasporto d’acqua nei GDL. La validazione con risultati sperimentali ha dato esito positivo, confermando che il modello riproduce in modo accurato i principali fenomeni che determinano il trasporto d’acqua nel GDL.
In seguito un modello di DMFC esistente è stato modificato ed integrato per simulare il trasporto di acqua nei diversi componenti, tenendo conto della nuova interpretazione proposta. Anche questo modello è stato sottoposto a calibrazione e validazione con tre tipologie di dati sperimentali: prestazioni, crossover di metanolo, flusso d’acqua al catodo. L’esito positivo ha confermato la validità del modello nel riprodurre i dati sperimentali, avvalorando le interpretazioni proposte.During the last decades, fuel cells, and in particular direct methanol fuel cells (DMFC), have been extensively studied as promising technology for energy conversion.
Despite recently achieved improvements, some crucial issues still have to be solved, among which control of methanol and water trasport. These aspects are today largely studied both through experimental and modeling activities, since they have significant influence on DMFCs performances.
Aim of the present work is to deepen the comprehension of the mechanisms that rule water transport inside a DMFC through the development of mathematical models. Water transport in liquid and vapor phase across different fuel cell components has been investigated starting from data previously obtained at M.R.T Fuel Cell Laboratory of Politecnico di Milano.
As first a 1D+1D model for the study of water transport across cathode gas diffusion layer (GDL) was developed. Such a model reproduces diffusive vapor transport across the GDL also under phase transition. The model allowed an extensive study of flooding onset and of its consequences, leading to a new interpretation of mechanisms that influence water transport in the GDL. Validation of the model was positively obtained through comparison with available experimental results, and confirms that the model accurately reproduces water transport phenomena.
Subsequently, this model has been integrated in an pre-existing complete DMFC model to simulate water transport more precisely by considering new phenomena interpretation. Obtained model was also calibrated with three sets of available experimental data: performances, methanol crossover, cathode water flow. Positive outcome confirmed ability of the model in reproducing experimental data and validity of proposed phenomena interpretation
Dall’informazione al dato di ricerca
Nel processo di costruzione del sistema di categorie ODIS che viene presentato in questo volume, il gruppo di ricerca si è servito esclusivamente di materiale empirico raccolto sul campo in occasione di lezioni (o fasi di queste) in cui il conduttore ha inteso adottare il formato didattico della discussione, nel contesto di diversi ambiti curricolari e ordini di istruzione. Anche gli esempi tipici (oppure i “casi limite”) associati alla descrizione delle categorie di analisi non sono stati costruiti ad arte, ma selezionati all’interno del corpus di trascrizioni messe a disposizione dai componenti il gruppo di ricerca. Sia l’annotazione immediata dell’informazione grezza per mezzo di riprese audiovisive (o di registrazioni sonore), sia quei primi passi nell’analisi che si compiono già con la trascrizione e con la segmentazione dell’evento comunicativo in unità discrete in vista della codificazione vera e propria, concorrono alla costruzione del dato di ricerca e quindi meritano le note di metodo che a essi sono dedicate nei primi quattro paragrafi di questo capitolo, che sono stati scritti con l’intenzione di offrire all’utilizzatore del sistema ODIS le principali indicazioni metodologiche e operative che gli autori hanno potuto trarre sia dall’esperienza fin qui maturata, sia dalla letteratura di ricerca. Accanto all’uso delle informazioni registrate per la ricerca, si rivolge l’attenzione anche verso l’analisi che se ne può fare per finalità di miglioramento professionale nel contesto di interventi formativi.
Nel seguito del capitolo ci si sofferma sulla questione dei livelli di descrizione del discorso e dei tipi di categorie analitiche, un tema che è già stato toccato in altri luoghi di questo volume e che è sotteso anche a quello del trattamento delle osservazioni. In qualche misura, si è inteso qui allargare lo sguardo, anche in prospettiva storica, ai contributi di alcune tradizioni di ricerca che da diverse angolature disciplinari hanno affrontato lo studio dell’interazione verbale nella situazione scolastica
Analisi prestazionale di compressori a palette a geometria statorica ellittica
LAUREA SPECIALISTICAI compressori a palette sono un tipo di compressori volumetrici i cui punti di forza sono l'alta affidabilità e la semplicità costruttiva. L'aspetto più critico di queste macchine è dato dal moto relativo che sussiste tra le palette con le pareti del rotore e con la superficie dello statore. Il contatto tra le parti mobili genera attrito che penalizza il rendimento meccanico della macchina. E' stato sviluppato un modello di compressore a palette innovativo avente una geometria statorica ellittica, nel quale il rotore tocca in due punti di tangenza lo statore. In una rotazione completa dell'albero avvengono due processi in parallelo di compressione e l'incidenza delle perdite per attrito diminuisce.
Il modello sviluppato comprende il calcolo geometrico del compressore con geometria dello statore circolare e con geometria ellittica. E' compreso un modello termodinamico di scambio termico tra aria e olio che calcola l'andamento delle grandezze di stato durante la compressione e ricava l'andamento della pressione. E' stato sviluppato un modello dinamico che considera le forze agenti sulla paletta durante il suo moto e quelle che agiscono sul rotore, in modo da risalire al calcolo della potenza del compressore.
Dopo avere validato sperimentalmente i risultati del modello considerando un compressore a palette convenzionale, si sono investigate le prestazioni del compressore ellittico tramite uno studio parametrico. E' stato svolto un confronto tra le due tipologie di compressore considerando due modalità di iniezione di olio: quella standard in cui l'olio è iniettato tramite getto solido e quella in cui l'olio viene nebulizzato in aspirazione favorendo lo scambio termico tra le due fasi. Nel primo caso il compressore ellittico è più vantaggioso, mentre migliorando la termodinamica del processo di compressione risulta più conveniente il compressore convenzionale. Con la geometria ellittica la macchina risulta meccanicamente molto più equilibrata rispetto a quella convenzionale.Sliding Vane Rotary Compressors (SVRC) are characterized by design semplicity and high reliability. The most critical aspects are the contact between blade tip and stator inner wall and lateral blade surface and rotor slots. These cause friction power loss and decrease mechanical efficiency.
A new model of the compressor with an innovative design has been developed. The innovative design consists of an elliptical stator with two contact points with the rotor. During the rotation of the rotor two compression processes take place and friction loss compared with the total amount of shatf power decreases.
The program includes a section which defines the geometry of the compressor with both circular and elliptical stator and a thermodinamic model that calculates pressure and temperature trends of the working fluids during compression. Forces on the vane and on the rotor were investigated in order to obtain the total input power of the compressor.
The model has been validated with experimental data for conventional geometry. The performances of the elliptical compressor were studied trought a parametric analysis which considers one individual design variable at a time. Finally a comparision between the two configurations of SVRC was conducted at the same operating conditions, in order to find out the best solution. In this comparision two types of oil injection were considered: the conventional injection after inlet port and the introducion of atomized oil during the intake process. Numerical results show that in the first case elliptical configuration is preferred, but improving the thermodinamycs of the process the benefits are more relevant in the conventional compressor
Dinamica di cristallizzazione in leghe GeSbTe e suo impatto sull'affidabilità delle memorie a cambiamento di fase
LAUREA MAGISTRALELe memorie a cambiamento di fase (Phase Change Memory, PCM) sono,
ad oggi, una delle alternative più promettenti per sostituire e/o affiancare
l’attuale tecnologia FLASH, la quale sta raggiungendo velocemente il proprio
limite in termini di scalabilità. Le memorie PCM sono di tipo resistivo e si
basano sulle peculiari proprietà delle leghe calcogenure, le quali manifestano
una transizione reversibile tra due fasi stabili, una cristallina ed una amorfa.
Queste sono caratterizzate da differenti proprietà termiche ma soprattutto
elettriche che permettono l’inserimento delle PCM nel campo delle memorie
non volatili. Argomento di particolare interesse è la loro affidabilità, i cui
fattori limitanti possono essere la ritenzione del dato nel tempo, i disturbi
termici in programmazione e lettura e le continue operazioni di scrittura,
definite in letteratura con il termine ciclatura.
É proprio in questo ambito che si inserisce il presente lavoro di Tesi di Laurea
Magistrale svolto presso il centro R&D di Micron. In particolare, attraverso
le simulazioni numeriche TCAD effettuate, è stata studiata la dinamica
di cristallizzazione del materiale calcogenuro, una lega ternaria di Ge:Sb:Te
che viene generalmente indicata con la sigla GST. Considerando separatamente
i fenomeni di nucleazione e crescita è stato possibile mettere a punto
un modello che descrivesse la transizione dalla fase amorfa, metastabile, a
quella cristallina. Questa calibrazione è stata effettuata prendendo come
riferimento le misure di ritenzione isoterma. In seguito, utilizzando il modello
implementato, le simulazioni effettuate hanno permesso di esaminare il
disturbo in programmazione dei bit limitrofi per diverse strutture delle celle
PCM e il degrado che si osserva in alcuni materiali del dispositivo durante
la ciclatura del dato
La Pineta Marradi di Castiglioncello: verso una razionale riqualificazione.
La Pineta Marradi di Castiglioncello (Comune di Rosignano Marittimo, Provincia di Livorno) è un ampio spazio verde (7,5 ha), apprezzato da residenti e villeggianti per il suo valore paesaggistico-ornamentale, la fruibilità per gli utenti e la felice collocazione fronte-mare. Purtroppo, l’età vetusta e la non sempre ottimale gestione nel tempo del patrimonio arboreo hanno contribuito alla creazione di situazioni di potenziale pericolo per il cittadino (nel caso di schianti e crolli di branche o di interi alberi) e impongono profonde riflessioni circa gli interventi più urgenti da mettere in atto, pur tenendo presenti le ristrettezze economiche che affliggono da tempo gli enti locali. Con questa filosofia, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno attivare una forma di collaborazione istituzionale con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, allo scopo di procedere a una ricognizione dettagliata degli alberi, con esami visivi e strumentali (dendropenetrometria e diagnostica per immagini), al fine di mettere in evidenza situazioni critiche (es. attacchi di parassiti xilofagi, presenza di carie del legno, inclinazione, difetti strutturali e meccanici) e, quindi, individuare percorsi di riqualificazione e ottimizzazione che dovranno necessariamente prevedere il reinserimento di nuovi alberi in sostituzione di quelli ormai vetusti e a rischio che saranno abbattuti. Il tutto in un contesto fortemente condiviso con i portatori di interesse, Amministrazione Comunale e cittadini in prima fila. Il lavoro svolto fornisce un accurato quadro generale di riferimento sul quale sarà basata la successiva fase di riprogettazione dell’intera area che l’Amministrazione Comunale affiderà ad affermati professionisti del settore, sulla base dell’esito di un concorso di idee che ha visto 21 partecipanti. Nel dettaglio, ciascun esemplare (in totale 1589 piante) è stato cartellinato e inserito in una scheda analitica che comprende l’attribuzione a una classe di propensione al cedimento, sulla base dei protocolli della Società Italiana di Arboricoltura; contestualmente sono specificate indicazioni arboricolturali e selvicolturali per eventuali interventi (potature, abbattimenti, etc.), in relazione anche alla tipologia del bersaglio e alla sua sensibilità
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