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    Automated segmentation of tissue images for computerized IHC analysis

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    This paper presents two automated methods for the segmentation ofimmunohistochemical tissue images that overcome the limitations of themanual approach aswell as of the existing computerized techniques. The first independent method, based on unsupervised color clustering, recognizes automatically the target cancerous areas in the specimen and disregards the stroma; the second method, based on colors separation and morphological processing, exploits automated segmentation of the nuclear membranes of the cancerous cells. Extensive experimental results on real tissue images demonstrate the accuracy of our techniques compared to manual segmentations; additional experiments show that our techniques are more effective in immunohistochemical images than popular approaches based on supervised learning or active contours. The proposed procedure can be exploited for any applications that require tissues and cells exploration and to perform reliable and standardized measures of the activity of specific proteins involved in multi-factorial genetic pathologie

    La prescrizione dell'azione sociale di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci di società per azioni

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    La prescrizione dell'azione sociale di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci di società per azion

    Il ritmo dell’italiano ereditario. Il caso di Bedford [UK]

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    Negli studi sul parlato, le metriche ritmiche, proposte a partire dal lavoro di Ramus et. al. [1999] come superamento della tradizionale descrizione del ritmo basata sul concetto di isocronia [Pike 1945, Abercrombie 1967], sono state utilizzate in diversi ambiti, dalle ricerche sulla classificazione delle lingue a quelle sul parlato patologico, non senza critiche e scetticismi [Arvaniti 2012]. Le caratteristiche ritmiche del parlato sono state studiate, inoltre, in situazioni di contatto linguistico, come in contesti di apprendimento di lingue seconde/straniere e nel caso di soggetti bilingui, precoci e tardivi [per una rassegna, si veda Matticchio 2020; tra gli studi sull’italiano, De Meo, Vitale 2018, Mairano et al. 2018]. Gli studi sugli aspetti soprasegmentali - intonazione e ritmo - delle lingue ereditarie, invece, sono piuttosto rari [Coetzee et al. 2015, Yakel 2018] e, a conoscenza di chi scrive, non vi sono lavori che si siano concentrati sulle caratteristiche ritmiche dell’italiano ereditario. L’obiettivo del presente studio è descrivere gli aspetti ritmici della lingua ereditaria di immigrati italiani a Bedford [UK], tutti provenienti da una piccola cittadina della Campania, Montefalcione, ed effettuare una comparazione tra parlanti di prima e seconda generazione. La comunità italiana di Bedford, ampiamente studiata [Guzzo 2014], è stata scelta in quanto caratterizzata da un forte mantenimento delle varietà italoromanze, usate quotidianamente nelle interazioni famigliari, anche dai membri della seconda generazione [Di Salvo 2012]. Per raggiungere questo obiettivo, è stato selezionato un piccolo datast dalle interviste semistrutturate raccolte nell’ambito del progetto di ricerca Transnational Italian: the case of the Italian communities in the UK [Di Salvo 2019]. Dall’intero corpus, sono stati identificati 8 parlanti, con il tentativo di controllare le variabili biografiche che potessero avere un impatto anche sul ritmo del parlato: 4 parlanti di italiano ereditario, emigrati di prima generazione [2 uomini e 2 donne], tutti arrivati in Gran Bretagna da Montefalcione in età adulta e permanentemente residenti a Bedford da almeno 20 anni – HLIta_gen1; 4 parlanti di italiano ereditario, di seconda generazione [2 uomini e 2 donne], nati a Bedford da genitori italiani, originari di Montefalcione – HLIta_gen2. Sono stati, inoltre, selezionati altri 8 parlanti, che hanno costituito i due gruppi di controllo, comparabili a quelli sperimentali per età e sesso: 4 parlanti nativi di italiano residenti a Montefalcione senza pregresse esperienze di migrazione – L1Ita; 4 parlanti nativi di inglese con un background non ereditario – L1Eng. Per l’analisi ritmica, è stata estratta dalla registrazione di ciascun parlante una porzione di almeno 100 s di parlato spontaneo, continuo e monologico, che presentasse una qualità acustica adeguata agli scopi della ricerca (assenza di rumori di fondo e sovrapposizioni). La durata minima dei campioni estratti è stata fissata sulla base di studi precedenti [Pettorino, Maffia 2024]. Le porzioni estratte sono state manualmente segmentate in intervalli vocalici e consonantici con il software Praat [Boersma, Weenink 2022], secondo la metodologia presentata in Maffia et al. [2021]. Sono state successivamente calcolate le metriche ritmiche più utilizzate in letteratura per la descrizione del ritmo del parlato: %V/ΔC [Ramus et al. 1999]; VarcoV/VarcoC [Dellwo, Wagner 2003]; nPVI-V/rPVI-C [Grabe, Low 2002], %V/VtoV [Pettorino et al. 2013]. Per testare la significatività statistica delle differenze riscontrate nei valori delle metriche, sono stati costruiti modelli lineari con il software R [versione 4.3.3], considerando il gruppo [HLIta_gen1, HLIta_gen2, L1Ita, L1Eng] come variabile esplicativa e i valori di ciascuna metrica ritmica come variabile dipendente. I primi risultati confermano la diversa configurazione ritmica delle lingue materne dei gruppi di controllo, italiano e inglese, così come ampiamente attestato in letteratura. Si evidenzia, inoltre, un contributo differenziato delle diverse metriche nel descrivere il ritmo dell’italiano ereditario e nel distinguere i parlanti per generazione di appartenenza. Il confronto tra i due gruppi [gen1 e gen2] permette infatti di rintracciare una tendenza dell’italiano ereditario dalla prima alla seconda generazione allo ‘spostamento’ verso la struttura ritmica della lingua dominante del Paese di residenza [Eng] e di ipotizzare, quindi, un processo di ‘erosione’ del ritmo, così come osservato in altri livelli di analisi linguistica [soprattutto morfologia e sintassi] e per aspetti di fonetica segmentale [Scaglione 2000]

    Regional needs, regional targeting and regional growth: an assessment of EU Cohesion Policy in UK regions

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    With the prospective exit of the UK from the European Union (EU), a crucial question is whether EU Structural Funds have been beneficial for the country and which aspects of Cohesion Policy should be maintained if EU funds are to be replaced. This paper addresses this question through a twofold investigation, assessing not only whether but also how EU funds have contributed to regional growth in the UK from 1994 to 2013. It documents a significant and robust effect of Cohesion Policy in the UK, with higher proportions of Structural Funds associated with higher economic growth both on the whole and particularly in the less developed regions of the country. In addition, it is shown that the strategic orientation of investments also plays a distinct role for regional growth. While concentration of investments on specific pillars seems to have no direct growth effects, unless regions can rely on pre-existing competitive advantages in key development areas, clear evidence is unveiled that targeting investments to specific areas of relative regional need has a significant and autonomous effect on growth. These findings have important implications for the design of regional policy interventions in Britain after Brexit

    La proposta di direttiva sulla gestione delle crisi bancarie e i contratti di assistenza finanziaria intragruppo: qualche considerazione di diritto societario

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    1. premessa; 2. sulla c.d. statutory option e sulla valenza generale della disciplina settoriale; 3. sui presupposti della c.d. asset trasferibility; 4. la nozione di assistenza finanziaria intra-gruppo; 5. l'approvazione del contratto da parte dei soci; 6. assistenza finanziaria intra-gruppo, disciplina delle operazioni con parti correlate e prostergazione dei finanziamenti della controllante

    Continua il contemperamento sbilanciato fra libertà economiche e diritti fondamentali: analisi socio-giuridica del caso C-103/16 Porras Guisado c. Bankia

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    In quest’occasione mi propongo di affrontare il già dibattutissimo tema del bilanciamento fra diritti fondamentali e libertà economiche pur non nell’ormai classico contrasto fra ordinamenti nazionale-sovranazionale. Il lavoro qui svolto ribadisce quanto il contemperamento di diritti e libertà non rappresenti né una questione di principio etico-politica né avente rilevanza limitatamente ai casi giudiziari in cui emerge ma produce implicazioni profonde sul funzionamento e sull’essenza stessa dell’Unione. Le possibilità di un’armonizzazione “nel progresso”, tanto normativa quanto effettiva, discendono in parte non trascurabile dall’equità del contemperamento fra diritti e libertà. L’analisi condotta attiene alla sentenza C- 103/16 Porras Guisado c. Bankia, in cui la libertà del datore di selezionare i lavoratori in uscita nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo confligge con la tutela della lavoratrice nel periodo di maternità. La CGUE è stata chiamata, in particolare, a pronunciarsi sull’interazione fra l’Art. 10, punto 1, della direttiva 92/85 concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, e l’Art. 1, punto 1, della 98/59 sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di licenziamenti collettivi. Le conclusioni dell’Avvocato generale e la decisione della Corte hanno discordato su non pochi punti. Sarà quindi interessante individuare alcuni aspetti controversi della direttiva 92/85 nonché comparare i sentieri interpretativi sul caso.On this occasion, I wish to peruse the already debated topic of the balance between fundamental rights and economic freedoms, which it is not in the, by now, classic contrast between national and supranational systems. The work carried out here reiterates how the reconciliation of rights and freedoms does not represents either a question of ethical-political principle or relevance limited to the judicial cases in which they emerge but it produces profound implications on the functioning and essence of the Union itself. The possibilities of a harmonization “in progress” both normative and effective derive in part from the fairness of the reconciliation between rights and freedoms. The analysis carried out with regards to judgment C- 103/16 Porras Guisado v. Bankia, in which the freedom of the employer to select outgoing workers with a collective dismissal procedure conflicts with the protection of the worker during the period of maternity. The CJEU was called, in particular, to pronounce itself on the interaction between the Art. 10, point 1, of Directive 92/85 concerning the implementation of measures to promote the improvement of safety at work for pregnant workers, workers who have recently given birth or are breastfeeding, and Art. 1, point 1, of 98/59 on the approximation of national legislation on collective redundancies. The conclusions of the Advocate General and the Court’s decision are divided on several points. It will therefore be interesting to identify some controversial aspects of Directive 92/85 and to compare the interpretative paths on the case

    I prestiti dei soci nelle società di persone

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    Il saggio tratta degli apporti di patrimonio, ossia di prestazioni dei soci non imputate a capitale e senza obbligo di restituzione a carico della società, in favore di società di persone. I finanziamenti dei soci, infatti, sono stati fino ad ora studiati nell'ambito delle società di capitali. Uno o più soci di società di persone possono impegnarsi anche con un patto parasociale a sopperire al fabbisogno finanziario della società. Tuttavia, come per i conferimenti, è opportuno predeterminare le prestazioni dei soci. Nel contributo si perviene alla conclusione secondo cui il socio che sostiene finanziariamente la società, anche con pagamenti diretti ai creditori, deve comunicarlo agli altri soci. Si indicano linee-guida per stabilire se il socio abbia rivalsa verso la società e regresso pro quota verso gli altri soci per prestazioni eseguite in aggiunta al conferimento
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