3,177 research outputs found

    Sole, vento, acqua, vegetazione e tecnologia avanzata quali matrici di un nuovo approccio progettuale

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    Il volume contiene scritti e ricerche di Blasi C., Caniglia G. Chiesa G., Dall'O' G., Manzini E., Orsi E., Padovano G

    Le serie di Vegetazione della regione Lazio

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    Il presente lavoro si prefigge di descrivere la vegetazione della regione Lazio con il metodo della Fitosociologia dinamica. Dopo un’introduzione di carattere biogeografico ed un escursus sui principali studi floristici e vegetazionali si passa ad elencare le diverse serie di vegetazione individuate nella regione evidenziandone: distribuzione, fisionomia, struttura, caratterizzazione floristica, caratterizzazione litomorfologica e climatica e i diversi stadi dinamici. La monografia è accompagnata da una cartografia in scala 1:250.000 (resa alla scala 1:500.000)

    Identità e omofobia in Cosa Nostra: un contributo gruppoanalitico soggettuale

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    contribution proposes some reflections on identity, sexuality and homophobia in Mafia contexts. The studies on Mafia psychology have allowed so far to highlight how weak is the identity of people belonging to Mafia criminal organizations and the impossibility to conceive diversity in whatever form it presents itself. Homosexuality in particular represents in these contexts the terrifying fear of otherness and the dread of losing control of the impenetrable rigidity Mafia identity is based on.By using fragments of interviews to justice collaborators, the article highlights that what a man of mafia is really scared of is the essential experience of erotic possession (no matter whether heterosexual or homosexual). Each relationship that, like love, requires ability to get lost in the encounter with the other, terrifies the Mafia man who reacts to this threat of possession with the most primitive weapons of defense: submission and annihilation. The authors look at homophobia from a theoretical subjectual group-analysis perspective, which integrates both emotional, and cognitive and socio-cultural aspects

    Terapia di gruppo in setting comunitario per pazienti con disturbo da uso di sostanze (DUS): un contributo di ricerca

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    La terapia di gruppo è considerata uno dei trattamenti elettivi per i DUS, trovando ampio utilizzo nei setting ambulatoriali e residenziali statunitensi e anglosassoni. Nonostante ciò si registrano significative lacune rispetto alla valutazione dell’efficacia delle psicoterapie di gruppo, soprattutto di matrice psicodinamica. Il presente contributo di ricerca propone un’analisi dell’andamento della coesione e dei fattori terapeutici nell’arco di un anno all’interno di un gruppo psicoterapeutico slow-open in setting comunitario per pazienti DUS. Il gruppo di matrice fenomenologico-esistenziale ha coinvolto 28 pazienti che si sono alternati in funzione dei nuovi ingressi e delle uscite (completamento o drop out). Gli strumenti utilizzati sono la Group/Leader Cohesion Scale (GLCS) e la Therapeutic Group Interaction Factors Scale (TGIF); la cadenza delle somministrazioni è stata la seguente: sedute alternate per il GLMCS e ogni seduta per il TGIF. I risultati indicano livelli elevati di coesione rispetto al gruppo e al terapeuta malgrado le turbolenze istituzionali che attraversano la matrice gruppale (drop out, nuovi ingressi, interruzioni); rispetto ai fattori terapeutici, quelli maggiormente attivi sembrano essere Informazione, Fattori Esistenziali, Universalità, Apprendimento Interpersonale. I risultati appaiono in linea con la ricerca empirica che considera la coesione un costrutto particolarmente rilevante nel predire l’esito positivo delle terapie di gruppo

    Lacune urbane e restauro del nucleo antico di Spalato nel Palazzo di Diocleziano

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    Per interpretare la tensione etica, sottesa ai principi del restauro, nel confronto con le difficoltà della prassi, è parso opportuno presentare un tema che offre con evidenza tale dialettica, in un contesto di rilevanza assoluta: il recupero del centro antico di Spalato nel Palazzo di Diocleziano. Il quadrante sud-est del Palazzo, parte consistente del centro antico, della città, si trova attualmente in una situazione di abbandono e di accentuato degrado, conseguente alle demolizioni effettuate per consentire gli scavi archeologici, alle “ricostruzioni” e al successivo arresto dei lavori. Il recupero dell’area comporta la soluzione di difficili problemi archeologici, architettonici, di conservazione, di riutilizzazione delle antiche fabbriche e di recupero urbano. Questo articolo, che presenta i risultati di una ricerca e di una attività didattica sviluppate presso il Politecnico di Bari, intende promuovere un dibattito che possa contribuire ad una tempestiva soluzione del problema della sopravvivenza dell’eccezionale monumento e della straordinaria testimonianza di civiltà e di arte da esso rappresentata

    Neoemozioni e colletti bianchi. Uno studio qualitativo

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    L’organizzazione criminale Cosa Nostra, nell’ultimo decennio, ha avviato un processo di profonda trasformazione organizzativa e culturale. Gli inevitabili ricambi generazionali, così come il processo di finanziarizzazione e internazionalizzazione della mafia, hanno comportato un progressivo abbandono del modello rigidamente centralista in favore di strutture reticolari collegate tra di loro e ricche di relazioni esterne. I colletti bianchi, punti nodali della rete criminale, svolgono un importante ruolo di cerniera tra l’organizzazione criminale, la politica, l’economia. Obiettivo dello studio è comprendere quali modalità relazionali sostengono il sistema di potere mafioso-clientelare e individuare i vissuti emotivi più frequentemente presenti all’interno dei contesti relazionali mafiosi. Le intercettazioni ambientali rilevate presso il salotto di Giuseppe Guttadauro, medico e capo-mandamento di un quartiere di Palermo, sono una fonte ricchissima per un approfondimento psicologico-clinico delle trasformazioni in atto nell’organizzazione criminale Cosa Nostra. A partire dall’ipotesi che le relazioni sociali nei contesti mafiosi si organizzano emotivamente intorno alla fantasia di possesso dell’altro (Carli, 2005), lo studio mira a mettere in relazione i diversi temi presenti nelle conversazioni tra il boss Guttadauro e il colletto bianco Miceli con i vissuti emotivi attraverso i quali vengono veicolati. La ricerca ha previsto l’utilizzo del software per il Trattamento Automatico Lessicale e Testuale per l'Analisi del Contenuto di un Corpus (TaLTaC2) per l’individuazione delle specificità linguistiche utilizzate dai due protagonisti intercettati e il lavoro di quattro giudici indipendenti per l’individuazione di categorie tematiche e psicologiche per ciascun segmento testuale o episodio relazionale. Dai primi risultati emerge un utilizzo neoemozionale specifico del boss rispetto al colletto bianco

    Il territorio dei flussi : progetto per una complessità sostenibile e creativa

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    LAUREA MAGISTRALELa tesi costituisce un’applicazione sperimentale del metodo strutturale generativo elaborato dai Professori C. Blasi e G. Padovano. In seguito ad un lavoro di studio della metodologia e inquadrandola all’interno del più ampio dibattito contemporaneo sull’approccio alla complessità nel progetto, il gruppo ha sviluppato un’ipotesi progettuale rispetto all’area compresa tra i comuni di Opera, Locate Triulzi e Pieve Emmanuele, a sud di Milano. Attraverso l’individuazione di una serie di principi è stato possibile rileggere il territorio come risultante dalla complessità relazionale di tutti i flussi che lo attraversano e a cui dan forma in divenire. La comprensione degli attori e delle dinamiche presenti sul territorio si è raggiunta attraverso un approccio critico interpretativo alla forma della realtà, ottenuta tramite un’indagine sui problemi e sulle potenzialità dell’area, sempre rispetto al centro d’interesse descritto dall’insieme dei principi. La critica interpretativa attuata sul sistema di base del reale ha condotto alla formulazione di un’insieme di strategie che, generando un’organizzazione spaziale fluida e dall’elevata complessità connettiva anzichè gerarchica e specializzata, fosse in grado di prospettare un’alternativa possibile e sostenibile alla progettazione del “paradigma dominante”, capace di calarsi nel tessuto relazionale del territorio e di vincere i problemi. Tale approccio alla disciplina può essere compreso unicamente in seguito al rifiuto della volontà di controllo globale rispetto alle dinamiche future del territorio (per altro vana in quanto irrealizzabile), sostituita dall’accettazione di situazioni mutevoli ed impreviste, di processi dinamici ed autogenerativi, della creatività relazionale tipica di un territorio complesso
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