125 research outputs found

    L'educazione nell'età elettronica

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    Education in the electronic age è un intervento di Marshall McLuhan finora inedito in Italia: un documento storico-pedagogico rilevante poiché certifica la grande attenzione alla formazione dell’uomo da parte di uno dei pensatori più influenti del ’900. Noto come massmediologo, McLuhan ha fondato le sue esplorazioni sull’interdisciplinarità: studioso di letteratura inglese, si è occupato delle tecnologie della comunicazione guardando soprattutto ai loro effetti sui più giovani, intuendo la portata rivoluzionaria dei mutamenti in corso. Education in the electronic age è frutto di una relazione tenuta davanti a un pubblico di docenti canadesi nel 1967 e contiene intuizioni tuttora attuali e attuabili. In un tempo in cui le intelligenze artificiali sfidano le prassi educative, l’idea di una pedagogia della scoperta è una strada ancora percorribile

    Pinocchio senza orecchi

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    Everybody knows that the main feature of Pinocchio is not listening to advice (even less of the “father”), lying, “doing one’s own thing”, following senses and instinct, constantly chasing, like every child, the wonder, which is also the “discovery” of the distraction and, face to face with the same medal, of the lie. But there is one detail of Collodi’s original story that could explain this stubborn tendency of the puppet not to “listen” to adults and their world: Geppetto in Pinocchio did not carve his ears. A non-text that recalls interdisciplinary readings of the story, between art and pedagogy, psychology and anthropology. How can a child listen without ears? Yet Pinocchio hears, he hears loud: then there is a difference between hearing and listening. The article intends to shed light, keeping faith with Collodi’s original text, on the puppet's anatomical-craftsmanlike shortcomings, but above all conceptual, therefore physical and metaphysical, shortcomings that have made this universal history of listening education possible: the ears, but also the "maternal" home and, precisely, the absent motherhood like the ears.Tutti sanno che la caratteristica principe di Pinocchio è non ascoltare consigli (tantomeno del “padre”), mentire, “fare di testa propria”, seguendo sensi e istinto, inseguendo costantemente, come ogni bambino, la meraviglia, che è anche la “scoperta” della distrazione e, faccia di una medesima medaglia, della menzogna. Ma c’è un dettaglio della vicenda originale di Collodi che potrebbe spiegare questa cocciuta tendenza del burattino a non “ascoltare” gli adulti e il loro mondo: Geppetto a Pinocchio non ha scolpito gli orecchi. Un non-gesto che richiama letture interdisciplinari della vicenda, tra arte e pedagogia, psicologia e antropologia. Come può un bambino ascoltare senza orecchie? Eppure Pinocchio sente, sente forte: allora c’è differenza tra sentire e ascoltare. L’articolo intende fare luce, tenendo fede al testo originale di Collodi, sulle mancanze anatomico-artigianali del burattino, ma soprattutto concettuali, dunque fisiche e metafisiche, che hanno reso possibile questa storia universale di educazione all’ascolto: gli orecchi, ma anche la casa “materna” e, appunto, la maternità assente come gli orecchi

    McLuhan l’educatore. L’opera del pensatore canadese nella storia della pedagogia

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    La tesi intende sondare il ruolo di Marshall McLuhan e delle sue principali opere nel campo della storia della pedagogia, una pista poco battuta per un autore considerato soprattutto in qualità di esperto di media. Proprio nei suoi studi sui mezzi di comunicazione di massa (e sulla loro definizione in chiave tecnologica) il pensatore canadese incontra la riflessione sull’educazione, producendo analisi non solo rilevanti (e visionarie) per l’epoca in cui opera, dagli Anni Cinquanta agli Ottanta, ma – e qui risiede l’interesse della presente ricerca – ancora oggi validi. McLuhan sviluppa così quella che lui stesso chiama “pedagogia della domanda”, appoggiandosi a teorici dell’educazione del calibro di John Dewey; la tesi sviluppa altresì una ricerca sulla ricezione delle opere del canadese tra i pedagogisti italiani del secondo Novecento. Particolarmente stimolante risulta, inoltre, rintracciare il “debito” di McLuhan nei confronti della letteratura per l’infanzia, una disciplina caratterizzata da grande libertà espressiva e sperimentazione, come dimostrato dal lavoro, tra gli altri, di Lewis Carroll, autore cui il canadese fa continuo riferimento. La tesi è corredata di un’appendice di articoli scritti da McLuhan e qui presentati in una prima traduzione italiana, particolarmente interessanti in chiave pedagogica

    "Qui ci vuole qualcosa di più visivo”. Questioni visuali nel lavoro pedagogico di Alberto Manzi

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    Il contributo propone una ricognizione del lavoro e dell’opera del pedagogista, “maestro televisivo” e scrittore di libri per ragazzi Alberto Manzi. A partire da alcune scelte operate nella realizzazione della nota trasmissione Rai “Non è mai troppo tardi”, si evince come il “maestro degli italiani” abbia impostato gran parte del suo lavoro concentrandosi sull’importanza dell’immagine come medium in relazione alla parola scritta e parlata. L’educatore romano ha così anticipato temi fondamentali come quello della visual literacy, particolarmente decisivo in un periodo storico in cui i media visuali erodono il potere secolare della stampa, fondando la sua riflessione su studi non solo pedagogici ma anche di stampo iconologico e mediologico

    Registro di classe

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    Scheda relativa all’opera letteraria “Registro di classe” di Sandro Onofri, pubblicata da Minimum fax, Roma, nel 2019

    Marshall in Wonderland. Un’interpretazione del ruolo della letteratura per l’infanzia nell’opera di McLuhan a partire dal capolavoro di Lewis Carroll

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    L'articolo indaga la centralità della letteratura per ragazzi nelle indagini mediologiche e pedagogiche nelle opere di Marshall McLuha

    Il sentiero dei nidi di ragno

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    Scheda relativa all’opera letteraria “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino, pubblicata da Einaudi, Torino, nel 1947
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