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    Sequenza di volumi sospesi e corpi aggettanti nella costruzione di uno spazio contemporaneo per l’arte

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    Il contributo è inerente al progetto architettonico riportato graficamente nel capitolo "Sequenza di volumi sospesi e corpi aggettanti nella costruzione di uno spazio contemporaneo per l’arte". Si tratta di una proposta di recupero e rifunzionalizzazione dell’antico Château Barrière, nella città di Périgueux (Francia meridionale)

    Safety and conservation in the historical and architectural building sites. Case studies.

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    Buildings with particular historical-architectural peculiarities are considered as documents-monuments carrying historical, artistic and cultural values, representing the evolution of the global urban community. Such buildings have to be protected in their integrity, particularly if they are affected by a recovery or restoration project, ensuring the transmission of all informations they contain to the future generations. In Italy, they often arise in dense building blocks that complicate the delicate operations of building site. Historic-monumental building needs to be taken care with particular attention through the cooperation of highly specialized professionals and the coexistence of roles and different disciplines. The building site is, therefore, a privileged place for meeting and implementing all the studies as well as the rational organization of times and resources and security becomes not only a tool for the protection of the workmen but also a guarantee for the use of the monumental good even during the execution of the works. Through study cases - Santa Maria del Suffragio in L'Aquila, Trevi Fountain in Rome, Galleria Vittorio Emanuele in Milan and others - it’s proved that the process of building site can be a real stage of the project, in which the security and coordination of operations ensure that the good continues to be admired throughout its monumentality during and after the entire life of the yard

    Il cantiere dei beni culturali tra sicurezza e conservazione

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    Gli edifici con particolari peculiarità storico-architettoniche sono considerati come ‘documento-monumento’ i cui valori storici, artistici e culturali rappresentano testimonianze dell’evoluzione della comunità urbana globale. Necessitano, pertanto, di essere protetti nella loro integrità, garantendo la trasmissione alle generazioni future di tutte le informazioni che essi contengono. L’esecuzione di lavori di recupero o di restauro, quindi, si configura come una fase particolarmente delicata, in cui vanno organizzate e coordinate le diverse professionalità coinvolte al fine di preservare l’integrità e, in alcuni casi, la visitabilità continuativa dell’opera, unitamente all’impiego razionale di tempi e risorse. Attraverso alcune importanti esperienze progettuali - Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, Fontana di Trevi a Roma, Santa Maria del Suffragio a L’Aquila - il contributo mira a dimostrare come il processo di cantiere costituisca una vera e propria fase dell’intero progetto, in cui la sicurezza e il coordinamento delle operazioni assicurano che il bene continui ad essere fruito durante e dopo l’intera vita del cantiere

    THE REINFORCED CONCRETE'S DIFFUSION IN SALERNO IN THE PERIOD BETWEEN THE TWO WORLD WARS: FLOORS BETWEEN EXPERIMENTATION AND RECUPERATION

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    A partire dai primi anni del ‘900 a Salerno si avviarono programmi di trasformazione che consentiranno la ridefinizione in senso moderno del suo assetto urbano, in un periodo particolarmente significativo per l’evoluzione tecnologica nelle costruzioni caratterizzato dal passaggio dall’edilizia tradizionale in muratura alle moderne strutture intelaiate in calcestruzzo armato. Sviluppato il congegno armatura-calcestruzzo in una visione più ampia, l’uso delle nuove tecnologie rimase a lungo limitato solo ad alcune parti strutturali, come plinti di fondazione, singoli pilastri a sostegno di grandi coperture, scale e, soprattutto, solai a soletta piena o misti, che affiancarono e, poi, sostituirono del tutto gli elementi propri della tradizione. Sarà proprio il solaio con struttura in calcestruzzo armato uno dei primi elementi a diffondersi nella realtà locale salernitana, dando luogo ad interessanti sperimentazioni brevettuali messe in luce da una recente ricerca incentrata sull’edilizia realizzata a Salerno nel periodo tra le due guerre mondiali

    Il recupero del centro storico di Salerno tra slancio progettuale e rispetto della memoria storica. The recovery of the old town of Salerno between project dynamism and respect of historical memory

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    Non esiste forma senza vita, non esistono vite senza relazioni, correlazioni e intrecci. Servire alla vita, oggi, domani e sempre, è questo il compito di ogni creativo, come amava scrivere Romano Guardini, scrittore e pensatore del XIX secolo, «La creatività non è arbitraria, bensì subordinata ad un compito». La creatività è trampolino di lancio per la dinamicità progettuale, faro instancabile lungo il faticoso percorso del progetto. Ma fin dove essa può spingersi? Quanto e quando è permesso essere creativi? Nel panorama così vasto dell’architettura italiana con i suoi numerosi ed “intoccabili” centri storici, essa potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo corso esplorando i confini tra traditio e innovatio, senza il timore di inserire testimonianze contemporanee in armonia con la città antica, evitando falsi mimetismi con la responsabilità di un profondo rispetto per la storia, strada attraverso la quale è doveroso passare al fine di preservare la memoria di comunità e territori ma che non può più rappresentare il fine unico. La città di Salerno, ricca di edifici dismessi portatori di memoria storica per tutta la collettività, ha nella creatività la sua àncora di salvezza, affinché l’intera città, i suoi spazi pubblici, di condivisione e aggregazione, le sue strade, ora larghe ora impervie, i suoi abitanti possano essere investiti da un’aria nuova, grazie all’uso creativo di fabbriche storiche ora al tramonto, secondo le linee guida così care ai contemporanei: social vitality ed ecologist quality, aspetti che coinvolgono l’esperienza ambientale, la natura, la cultura e, infine, la dimensione umana del cambiamento globale. Si intende dunque proporre un tentativo per re-abitare la città storica, evitando il rischio che essa diventi insula chiusa e inaccessibile, segregata e alienata, nella più grande città moderna

    Terremoto e costruzione: l’evoluzione di un sapere tecnico e teorico nella città di Salerno. Earthquakes and constructions: the evolution of technical and theoretical knowledge in the city of Salerno.

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    Le ricerche storiche sui terremoti in Italia, a partire dal mondo antico fino al XX secolo, hanno messo in luce, oltre agli ingenti danni subiti dal patrimonio edi-lizio nel passato, anche l’evoluzione di prassi e tecniche costruttive. Queste ultime, prima dell’avvento della normativa tecnica nel 1909, erano contenute in trattati teorici e, ancora prima, tramandati dagli antichi magisteri. Le norme sulle costruzioni hanno avuto la funzione di disciplinare la realizza-zione di opere ed edifici attraverso un insieme di principi e prescrizioni che sono tuttora in continuo aggiornamento. Alcune di esse hanno rappresentato un vero e proprio spartiacque nella concezione strutturale degli edifici, come ad esempio il Regio Decreto n. 640 del 1935 che, introducendo prescrizioni strutturali volte al miglioramento della resistenza al sisma, segna la nascita degli edifici di III classe. Nell’ambito di una ricerca condotta sull’edilizia della città di Salerno, realizzata in particolare nel periodo tra le due guerre, grazie ad una approfondita campagna di analisi e studi sulle tecniche costruttive locali, si è potuto caratterizzare il costruito dal punto di vista della risposta a possibili eventi sismici futuri e verificare la vulnerabilità di alcuni edifici particolarmente rappresentativi e a destinazione pubblica. Sono emerse peculiari correlazioni tra il livello di vulnerabilità sismica e la storia costruttiva degli edifici, molto spesso legata all’imposizione della normativa tecnica ed alla diffusione delle nuove tecniche legate all’impiego del calcestruzzo armato.The historical researches on earthquakes in Italy, from the ancient times up to the XXth century, revealed the enormous damages to the building heritage in the past as well as the evolution of the construction procedures and techniques. These ones, before the introduction of the building regulations in 1909, were all included in theoretical essays and, even before, they were just passed down by the ancient magisteries. The regulations have functioned as a protocol for the realization of buildings through some still now updating principles and previsions. Some of them have represented a real break in the structural concept of buildings, like for instance the “Regio Decreto n. 640” in 1935; this law introduced new regulations for the improvement of the resistance to the earthquake and it marks the origin of the IIIrd class constructions. In a research done on buildings in the city of Salerno, especially in the period between the two World Wars, thanks to thorough analyses and studies about the constructions techniques, it has been possible to characterize buildings looking at their reaction to likely earthquakes in the future and to test the seismic vulnerability of some particularly representative public buildings. Some distinctive correlations between the seismic vulnerability and the history of constructions have emerged; in particular, it has been proved that the buildings history is often linked to the technical regulations and to the spreading of new constructions techniques, such as the use of the reinforced concrete

    Dismissione, riuso, risorsa. Il Palazzo di Giustizia di Salerno

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    The design of the city of Salerno stems from the expansion programs of the last century that already defined starting from the end of nineteenth century and which were fully implemented in the period between the two world wars. To cope with the changed demand for spaces and structures, by resulting from an extraordinary population growth and the different functions that the new century required, during this period were built in Salerno almost all public buildings including the Justice Palace destined to bring together “with decorum and dignity” all the judicial offices present in the city. The construction of the Justice Palace in Salerno began in 1929 with the inclusion of the project into the “extraordinary public works” program and ended with its inauguration in 1939. During this period Salerno tested new building technologies related to the use of reinforced concrete and in the Justice Palace, example of a monumental and passatist architecture, there are some of the more advanced techniques and patents for the realization of reinforced-concrete floors. Following the construction of the new Judicial Citadel designed by David Chipperfield, the ancient building is currently being decommissioned and therefore it is necessary to define the criteria for a reconversion able to protect its historical and material characteristics
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