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Le scuole romane di filosofia. Appunti e spunti intorno a De Mauro, Calogero e Garroni
In recent years, several scholars have argued that we need to rethink the
roots and history of Italian philosophy. There has been talk of an Italian Thought
to refer to Italy’s distinctive contribution to philosophical research.Within the diverse
and polycentric framework of the history of twentieth-century Italian philosophy,
this contribution aims to explore the different souls of the Roman philosophical
schools, with special reference to the complex figures of Calogero, Gregory,
Garroni and De Mauro. In doing so, it highlights some common threads
running through them: the historical-theoretical method, a focus on meaning and
understanding, and the interweaving of nature and history in DeMauro’s conception of language. This last author, building on a Crocian historicist and idealist
substratum, strikes a middle ground of sorts between the extremes of the linguistic turn, on the one hand, and the structuralist vulgate, on the other
Saussure e gli strutturalismi. Il soggetto parlante nel pensiero linguistico europeo
Recuperando la centralità del tema del soggetto parlante nei testi di Saussure il libro esplora la riflessione linguistica post-saussuriana rivelando sentieri che attraversano la filosofia, la psicologia e l’antropologia. Esso contribuisce così a delineare una sorta di controcanto e di riscrittura della storia degli strutturalismi proponendo una riflessione originale su aspetti trascurati ma estremamente attuali e fecondi del pensiero linguistico del Novecento
L'invention de la sémantique. Bréal et Saussure
L'autrice rilegge la linguistica saussuriana in rapporto a quella di Bréal e agli studi della seconda metà dell'Ottocento, in particolare francesi, al fine di restituire al pensiero di Saussure aspetti trascurati dalla vulgata strutturalistica e di sfatare il diffuso luogo comune secondo cui la sua linguistica mancherebbe di una teoria del significato. Infatti, lungi dal prospettare una semantica incentrata sulla struttura astratta e autonoma della lingua, Saussure intreccia la nozione di "sistema" con quella di "soggetto". Affermando la natura psicologica dei rapporti associativi, non solo egli lega intimamente il sistema della lingua al soggetto parlante, ma riconduce il significato alla sua matrice soggettiva, collegandosi così al dibattito psicologico coevo. Questi elementi, oggi nuovamente di grande attualità - basti pensare al ruolo delle scienze della memoria -, emergono nella grande attenzione che Saussure rivolge alla motivazione che il soggetto parlante impone alla strutturazione del senso e delineano un principio di naturalità del linguaggio dentro cui si inscrive la radicale arbitrarietà delle lingue. Il libro, indagando la trama che collega Bréal e Saussure, affronta analiticamente i nodi in cui il tema del significato emerge con maggiore forza (il segno linguistico, la dicotomia langue/parole, la diacronia). Questo percorso teorico illustra la faticosa conquista del dominio di indagine della semantica linguistica moderna: il senso
L'ellipse en contexte
Traditional linguistic definitions of 'ellipsis' have in common the concepts of 'lack' and 'void'. The missing part of which the traditional model speaks, exists on a logical level and not on an enunciative one. That which appears to be a gap in language, the 'void' indicated by the 'ellipsis', is filled by what Buhler calls 'the deictic field'. By overturning the connection between logic and enunciation, the 'ellipsis' becomes a pseudo-concept. This article seeks to trace this reversal starting from Saussure showing how his innovative force is seized and developed above all by Merleau-Ponty. This non-traditional viewpoint has many things in common with other two non-linguists: Buhler and Wittgentstein
Memoria e significato. Linguistica e psicologia intorno a Saussure, “Cahiers Ferdinand. de Saussure”
Desiderio, soggetto e linguaggio
Il linguaggio è la Lebensform specie-specifica umana che rende uniche e specie specifiche anche le altre attività umane. Ma che rapporto c’è tra linguisticità e attività desiderativa? Si è affrontato il tema del desiderio in relazione al linguaggio a partire dal tema della soggettività nella filosofia del linguaggio postausussuriana. Il rapporto tra linguaggio è desiderio è il filo rosso dentro cui abbiamo collocato alcuni spunti offerti dalla riflessione di Deleuze, di Kristeva e delle suggestioni che la psicoanalisi ha dato a quella stagione compresa tra lo strutturalismo e il cosiddetto post-strutturalimo nel tentativo di tematizzare e agganciare il presemiotico e il prelinguistico. Il processo del desiderio sposta continuamente le frontiere tra ciò che è uomo e ciò che, all’interno dell’uomo stesso, è altro dall’uomo, disegnando sempre nuovi confini tra le sempre diverse soglie biologiche del divenire animale
Il Vocabolario di base a confronto con il Lessico italiano del parlato, in T. De Mauro e V. Lo Cascio (a c. di), Lessico e grammatica. Teorie linguistiche e applicazioni lessicografiche, Bulzoni, Roma 1997;
Saussure: o sujeito falante
L'articolo intende illustrare la centralità del tema del soggetto parlante nella concezione saussurriana. Mentre la svolta linguistica della filosofia di Frege coincide con la cosiddetta espulsione dei pensieri dalla mente per cui nozioni quali quelle di verità, significato, contenuto, devono essere indagate evitando le trappole della psicologia («la mente stessa non aveva cittadinanza»: Di Francesco, 1996, p. 4), la svolta linguistica saussuriana non stabilisce una scissione della lingua (langue) dal rapporto con il soggetto (psicologico, biologico, neurologico) e si concentra sul rapporto tra linguistica e psicologia. La facoltà del linguaggio ipotizzata da Saussure ha sempre bisogno di quello che Frege chiama un portatore. Inoltre, la facoltà di costituire e di apprendere una lingua è per Saussure una facoltà innata, naturale e biologica che non può mai essere separata dal corpo vivente, dall’organismo e dal cervello del singolo locutore. La lingua, come osserva Saussure, riprendendo una formulazione di Bréal, non è «un quarto regno della natura», non ha una natura organica e fisiologica e non è un organismo regolato da leggi indipendenti dall’uomo poiché non ha nessuna esistenza in natura e non esiste al di fuori dell’attività umana e dei soggetti che la parlano
E’ utile oggi dimenticare Saussure?, Resoconto della giornata di studi dedicata a Saussure tenutasi all’università di Salerno (Fisciano, 18 giugno 2004)
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