1,720,981 research outputs found

    Quartieri sulla strada (della rigenerazione)

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    The paper deals with the three year research project LUS “Living Urban Scape”, IUAV University of Venice and University of Roma Tre. The research is about urban regeneration applied at Italian social housing suburbs built between 1960’–1980’ (De Matteis, 2010), when urban growth was often oversized and technicist, and when the “public city” (Di Biagi, 1986) had a central role in the process. These contexts are nowadays characterized by many social and physical problems that, in the age of sustainable cities (Leipzig charter, 2007)and economical crisis, are meant to be solved with effective low-cost and cooperative based strategies (Laboratorio Città Pubblica 2009; De Matteis & Norsa, 2011). By considering “everyday life” landscapes (European Landscape Convention, 2000) as an innovative paradigm that links urban & architectural scale, LUS investigate a form of regeneration that “uses” the two resources always present in the focused residential suburbs: - Physical resource of transformable open space – “third landscape” (Clement, 2005), unfinished residual, missed public space, wasted and deteriorated land, overabundant standard surfaces... - Social resource of local residents, who often, in order to get out from a marginal, depressed situation, spontaneously start local good practices of taking care and appropriation (illegal, too) on open spaces, so that sociable places, new uses and qualities can be created for local communities improvement (Aprile, 2010). LUS is an applied research that experiments participated methods and new design principle and strategies on case studies. It is here showed the “Raibosola Neighborhood” case study in Comacchio. Thanks to good synergies among different local stakeholders, LUS research group has started and conducted a participated process for analysis and urban design. Raibosola is an articulated case study, dealing with many of LUS researched issues such as dead open spaces renovation, landscape and environment valorization, meeting-interaction places and facilities creation, residential densification, social shared practices and population involvement, socioe-conomical regeneration

    Participated projects and processes: new experimental methodologies and applications

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    The paper deals with the transmission of participatory practice as an essential instrument for listening and awareness of citizens about the main themes of sustainability and of urban, socioeconomic, environmental renovation. Here lies the work of Tipus Lab., in Roma Tre University, with some researches about the definition and the experimentation of new participated procedures, in collaboration with the Municipality. The various experiences developed in very different contest, can be attributed to a procedure based on three main phases: diagnosis, vision, project. According to the practical situations, these three phases can be developed with different tools and methods, based on interactive and incremental steps, like as: Strategic Choice, Visioning, A Pattern Language, Planning for Real, etc... often integrated and customized. The paper will illustrate more deeply this innovative procedure through the description of real examples developed in participated processes in Rome

    Nuove metodologie per partecipare la sostenibilità: dalle teorie di Alexander a Quartaccio di Roma

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    Per rendere sostenibili i quartieri odierni è fondamentale attivare processi partecipativi che siano basati sul profondo riconoscimento del contesto in cui si vive in un’ottica di riparazione progressiva e sequenziale. Tra le numerose argomentazioni gravitanti intorno al concetto di “sostenibilità” è molto importante oggi l’attivazione di validi processi finalizzati alla riqualificazione dei tanti settori urbani periferici degradati e segregati. Nell’ampio panorama degli interventi realizzati a tale scopo, quelli che hanno ottenuto i risultati più interessanti da un punto di vista non prettamente tecnico o ambientale ma anche sociale ed economico, sono stati quelli basati su processi di tipo partecipativo. La partecipazione attiva degli stakeholders locali è infatti divenuta uno dei presupposti della sostenibilità ed è stata integrata nella realizzazione di vari progetti, dimostrativi e non, come anche in alcuni strumenti operativi e normativi. Diviene quindi essenziale la definizione di adeguate procedure e metodologie innovative adatte a supportare i processi partecipati, con l’obiettivo di ottenere non solo la riqualificazione urbana ed architettonica dei quartieri in questione ma anche un miglioramento della qualità della vita, integrando con coerenza i fattori locali dei contesti fisico, culturale, sociale, economico, ambientale ed estetico. Verrà di seguito presentata una ricerca sviluppata nell’ambito dell’Università degli Studi Roma Tre , che analizzando le più recenti teorie dell’architetto matematico Christopher Alexander, ne sperimenta un’applicazione pratica nel quartiere romano di Quartaccio, individuando in itinere quali concetti possano essere utilizzati ed adattati con più efficacia nei processi partecipati dell’ambito italiano

    RIGENERAZIONE URBANA E SOCIAL HOUSING Un confronto tra Venezia e Seoul in un'esperienza formativa

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    La rigenerazione urbana si pone nei suoi principi di progetto e processo come un’articolata modalità attuativa della più ampia idea di sostenibilità, mentre il social housing, evoluzione del concetto di edilizia pubblica rivolta ad una fascia sociale “intermedia”, ben si presta ad essere uno degli elementi riqualificanti e rigeneranti brani di città degradati o incompleti. Questo libro testimonia ed approfondisce alcune argomentazioni riguardanti la rigenerazione urbana, il social housing e l’edilizia pubblica, partendo da quelle sviluppate durante il WAVE2011 della Facoltà di Architettura dello IUAV di Venezia nel workshop Residentializing Forgotten Spaces, e ponendo a confronto due territori molto diversi tra loro: l’area veneziana e la Corea del Sud. Il parallelo tra i temi approfonditi e i due specifici territori studiati è qui sviluppato grazie alla testimonianza di diversi esperti, nonchè negli esiti progettuali del workshop. Quest’ultimo ha avuto come tema di progetto la riqualificazione di un’area industriale dismessa a Venezia (area ex-Italgas a Santa Marta) attraverso un nuovo insediamento di social housing. Nel workshop, docenti e studenti, italiani e coreani, hanno lavorato congiuntamente in un confronto costruttivo, sia per l’impostazione culturale che per l’approccio progettuale, riuscendo a trovare nell’architettura e nel progetto urbano il vero linguaggio comune con cui intendersi

    LUS, Living Urban Scape

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    Il giornale IUAV n°135 “LU-LUS” nasce in relazione alla ricerca Firb 2008 “Living Urban Scape” (LUS), che si propone di individuare, attraverso l’indagine su casi applicativi mirati, valide strategie di rigenerazione urbana rivolte ai quartieri pubblici. La ricerca LUS si concentra sul progetto degli spazi aperti e sulla definizione di reali processi partecipati come strategia basilare della rigenerazione. Il ben noto caso studio del Villaggio Laguna a Campalto è qui trattato attraverso l’articolato lavoro di analisi e progetto condotto nel laboratorio di progettazione urbanistica del prof. Venudo, ed è particolarmente significativo per la ricerca LUS per via dei suoi caratteri morfologici, ambientali, sociali, del suo percorso storico e delle opportunità aperte di trasformazione e valorizzazione

    La Natura dell’Ordine come modello per i processi di trasformazione dei territori

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    Il contributo testimonia il più recente lavoro dell’architetto matematico C. Alexander, pubblicato nei 4 volumi di “The nature of order”. Viene presentato il lavoro dell’autore che, attraverso una più che trentennale esperienza di osservazione del mondo e dei sistemi naturali complessi, giunge a estrapolare e sistematizzare le leggi universali che ne governano le forme e l’evoluzione in una innovativa teoria della complessità. Tra gli argomenti trattati vi sono: • la comprensione dell’ordine e delle relazioni nei sistemi “viventi” (non in senso biologico né animistico), attraverso i concetti di wholeness (interezza, totalità) e centri vitali; • le caratteristiche strutturali fondamentali di tali sistemi, identificate in 15 proprietà geometriche: livelli di scala, centri forti, confini, ripetizione alternata, spazio positivo, buona forma, simmetrie locali, connessione, contrasto, gradienti, irregolarità, echi, vuoto, semplicità, non-separatezza; • l’importanza della gradualità e dell’incrementalità dello sviluppo “sostenibile” nelle sequenze generative e nel nuovo concetto di unfolding; • l’unicità che ogni sistema, contesto ambientale o oggetto, possiede, e che deve essere compresa, preservata e rafforzata dalle azioni umane; • la necessità di riscoprire la profonda connessione (spirituale?) che lega gli esseri umani a tali leggi universali proprio attraverso la conoscenza delle proprietà fondamentali e delle dinamiche dello sviluppo. L’autore conclude, o meglio continua, le sue ricerche nel tentativo di definire una valida rielaborazione operativa di queste teorie, affinché possano essere applicate anche dai processi umani di trasformazione e gestione dei sistemi territoriali antropizzati, alle diverse scale. Il già famoso A Pattern Language è stato il primo tentativo di codifica di regole e modelli “positivi” da applicare ad architettura e urbanistica con uno spirito di rinnovata consapevolezza e responsabilità per l’ambiente in cui si vive

    Qualità dell’abitare nello spazio collettivo. Rigenerare la periferia attraverso nuove configurazioni, densità, sostenibilità

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    Nell’ambito generale della riqualificazione urbana, un’attenzione particolare meritano oggi le periferie residenziali pubbliche, luoghi di bassa qualità della vita in cui và definito e stimolato un nuovo concetto di “abitare”. Questo concetto esce necessariamente dall’abitazione privata e si estende alla dimensione del quartiere, in particolare allo spazio aperto pubblico, che in quegli ambiti è quasi sempre luogo di abbandono, degrado, conflitti sociali ed insicurezza. Ma non solo: anche se non facilmente percepibile come tale, può Nel progetto di ricerca triennale qui presentato (finanziato dal Miur per il bando Firb “Futuro in Ricerca”, che coinvolge le Università Iuav di Venezia e Roma Tre Dipsa) l’approccio scelto considera il recupero dello spazio collettivo come fondamentale strumento di una riqualificazione di più ampio respiro e significato. La presenza negli insediamenti periferici di spazi aperti privi di vincoli e qualità, simili a dei “vuoti urbani”, è preziosa risorsa per azioni di rigenerazione locale a vari livelli. Da quello strettamente progettuale, che rinnova la qualità intrinseca di luoghi e spazi, a quello ambientale, che seguendo il principio della sostenibilità valorizza l’uso dei sistemi naturali di diverse scale; da quello sociale, con il coinvolgimento degli abitanti e la creazione di senso d’appartenenza e identità, a quello economico, che attrae l’intervento di nuovi operatori e integra fenomeni di auto-gestione e manutenzione locale. A livello di progetto urbano le tematiche principali affrontate nella ricerca riguardano: - la riconfigurazione degli spazi aperti e la morfologia dell’edificato - la densificazione (densità di volumi, cose, persone; intensità di usi e attività) - la sostenibilità (per una diversa considerazione del verde e dei sistemi naturali). La ricerca è impostata su tre fasi principali, da sviluppare ciclicamente: l’analisi di riqualificazioni esemplari, europee e italiane già positivamente realizzate, da cui estrapolare contenuti e procedimenti; l’applicazione diretta a casi studio italiani, opportunamente selezionati tra le periferie pubbliche, con progetti partecipati e scenari di fattibilità; l’estrapolazione di linee guida e best practices di progetto e processo, utilizzabili anche in altri contesti. Questo soprattutto se si vuole rispettare il principio della “feasibility” delle teorie indagate, per una concretezza delle proposte a livello tecnico, sociale, economico, processuale
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