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    Cadenas globales de valor y sistemas locales: las dos caras de una misma moneda

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    En un mundo cada vez más complejo, en el que la competencia es cada vez mayor y más global, los clústeres locales podrían seguir desempeñando un papel muy relevante. El desarrollo de estrategias ancladas en un lugar, caracterizado por dinámicas innovadoras, es clave para poder beneficiarse de la integración en las cadenas globales de valor (CGV) y capturar parte del valor generado en ellas. A través del estudio de la coevolución de los clústeres y las CGV, en este artículo se identifican aquellos elementos que son críticos para el desarrollo de las regiones y los clústeres en el ámbito mundial, pudiendo así explorarse con mayor grado de detalle la complejidad que en la próxima década pueda generar la globalización

    La domanda e l’offerta di competenze ambientali: l’esempio del Veneto

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    Se la realizzazione di sistemi di produzione e consumo che concilino aspetti economici ed ambientali è un obiettivo sempre più importante per manager e politici a livello mondiale, si sa ancora poco delle competenze e conoscenze necessarie alle aziende per raggiungere questo obiettivo. Sulla base di interviste nel settore del legno-arredo in Veneto, questa analisi esplorativa identifica tre tipologie di competenze ambientali - tecniche, amministrative e strategiche - e tre modalità attraverso le quali le aziende vi possono accedere - lo sviluppo interno delle competenze, l’interazione con soggetti esterni e l’assunzione di figure professionali specifiche. Inoltre, l’articolo propone un’analisi degli enti che offrono competenze ambientali in Veneto, incluse università, consulenti ed aziende di servizi, in base all’efficacia della loro offerta, così come percepita da manager ed esperti del settore. Infine, vengono discussi i risultati e suggerite indicazioni di policy per migliorare l’offerta di competenze ambientali

    Greening Global Value Chains: the Role of Lead Firms in Fostering Environmental Innovations

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    The importance of the environmental agenda for the industry has been rising exponentially at the international level in recent years. Firms are increasingly challenged to introduce new products or processes that lower the impacts on the environment while consolidating their competitive advantage. The peculiarities of these innovations and the increasing disintegration of production at the global level challenge firms to coordinate with value chain partners in order to successfully reduce their overall environmental impacts. Through mixed method research, this Ph.D. thesis contributes to the literature by addressing how manufacturing firms cooperate with external partners, especially suppliers, on environmental innovation. The thesis comprises two parts: the first analyzes the peculiar importance of cooperation for green innovations using survey data; the second explores how lead firms interact with suppliers and coordinate their value chain’s activities for the greening through a multiple-case study analysis. While keeping constant the unit of analysis – environmental innovations – the thesis is organized so that the focus broadens progressively, concentrating on the firm (chapter 1), on the buyer-supplier relation (chapter 5) and, finally, on the entire value chain (chapter 6). The first chapter explores the impact of firms’ R&D cooperation strategies on their environmental innovation propensity, contributing to the environmental innovation literature using 2008 Community Innovation Survey data on Spanish manufacturing firms. The analysis, controlling for selection bias, suggests that environmental innovative firms cooperate with external partners to a higher extent than other innovative firms. Suppliers and scientific agents emerge as partners which are even more important than for other innovations, corroborating theories on the interdependencies on skills and resources and the on increasing complexity that arise in the development of environmental innovation. Contrast-oriented case studies in the Italian furniture industry support the discussion on green innovation management in value chains in part two. Chapters 2, 3 and 4 are propaedeutic to the followings, discussing, respectively the research questions and the relevant theoretical approaches and concepts, the research strategy used, and, finally environmental innovation and value chain strategies of the two lead firms. Chapter 5 contributes to the Green Supply Chain Management literature by developing a framework to understand how lead firms interact with suppliers to ensure the desired environmental performance. In particular, the cases’ narrative suggests that firms engage, at once, in i) cooperation to the development of new products or processes, especially as far as technical aspects are concerned; ii) direct monitoring activities, or by the mean of standards and code of conducts or by more informal mechanisms, and iii) supporting activities, by disseminating environmental knowledge. Results bespeak a shift from arm’s length relationships toward more complex networks structures. In Chapter 6, I specify those governance structures, pioneeringly applying the Global Value Chain framework to the understanding of greening dynamics in a context of disintegration of production. Based on the empirical analysis, I identify two types of network, namely standard-driven and relational-driven and the main variables determining when one form or the other may arise. The analysis suggests also different tools that lead firms may employ to drive environmental improvements even beyond their first-tier suppliers, and different incentives, which may counteract costs that suppliers have to face to implement environmental innovations. Despite focusing each on different aspects of the greening, the chapters converge on corroborating the peculiar importance of cooperation for environmental improvements along the value chain, with respect to other types of innovations. Case studies research allows completing the evidence of its substitute effect with internal R&D emerging from the quantitative analysis, by suggesting that this is the case for suppliers and sub-suppliers, but complementarities arise for firms leading the greening. Furthermore, analyses agree on the pivotal role of internationalization strategies and the business model in determining environmental innovations performance in value chains.Negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse, a livello internazionale, per gli impatti ambientali delle attività produttive. La sfida per le aziende sta nell’introdurre nuovi prodotti o processi che riducano l’impatto sull’ambiente mentre consolidano il proprio vantaggio competitivo. Le specificità di queste innovazioni e la crescente suddivisione del lavoro su scala globale richiedono alle aziende di coordinarsi con le imprese della propria catena del valore per ridurre l’impatto ambientale complessivo. Attraverso un metodo di ricerca misto, questa tesi di dottorato vuole contribuire alla letteratura indagando come le aziende manifatturiere cooperano con attori esterni, in modo particolare i fornitori, per lo sviluppo di innovazioni ambientali. La tesi è composta di due parti: la prima analizza l’importanza della collaborazione con enti esterni per lo sviluppo di innovazioni ambientali attraverso un’analisi quantitativa; la seconda esplora in che modo le aziende leader interagiscono con i fornitori e coordinano le attività della catena del valore per ridurre gli impatti ambientali attraverso dei casi studio. Mantenendo costante l’unità di analisi – le innovazioni ambientali – la tesi è organizzata in modo che il focus dell’analisi si estenda progressivamente dall’azienda (capitolo 1), alla relazione fornitore-cliente (capitolo 5) e, infine, all’intera catena del valore (capitolo 6). Il primo capitolo sviluppa la letteratura sulle innovazioni ambientali investigando l’impatto delle strategie di collaborazione con attori esterni sulla propensione a introdurre innovazioni ambientali, usando dati relativi alle aziende manifatturiere ricavati dalla Community Innovation Survey spagnola del 2008. Controllando per la potenziale distorsione da selezione campionaria, l’analisi suggerisce che le aziende che introducono innovazioni sostenibili cooperano più di altre aziende innovative. Fornitori, università e altri enti di ricerca risultano partner ancora più importanti che nel processo di sviluppo di innovazioni non ambientali, supportando teorie che affermano l’emergere di interdipendenze in termini di competenze e risorse e l’aumentare della complessità in relazione allo sviluppo di innovazioni a ridotto impatto ambientale. Casi di studio nel settore dell’arredamento in Italia, selezionati per rappresentare esempi contrastanti, supportano la discussione della parte due. I capitoli 2, 3 e 4 sono propedeutici ai successivi, presentando, rispettivamente, le domande di ricerca e gli approcci e concetti teorici rilevanti, la strategia metodologica utilizzata e le strategie di innovazione ambientale e di gestione della catena del valore delle due aziende leader analizzate. Il capitolo quinto contribuisce alla letteratura sul Green Supply Chain Management sviluppando un modello per comprendere le interazioni tra aziende leader e fornitori per il miglioramento delle performance ambientali. In particolare, i casi suggeriscono che le aziende leader si impegnano con i fornitori in tutti e tre i seguenti fronti: i) la cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e processi, ii) il controllo diretto delle loro attività, attraverso standard e codici di condotta o attraverso meccanismi informali e iii) il sostegno del loro sforzo attraverso la condivisione di conoscenze sui temi ambientali. L’analisi suggerisce, inoltre, un passaggio da relazioni di mercato verso più complesse forme di rete di imprese. Nel capitolo sesto approdondisco queste forme, utilizzando in modo pionieristico il framework sulle Global Value Chain per comprendere la riduzione degli impatti ambientali in un contesto di suddivisione della produzione su scala globale. Sulla base della ricerca empirica, identifico due tipi di rete, regolate da standard o da relazioni informali, e le loro principali determinanti. L’analisi identifica vari strumenti che le aziende leader possono utilizzare per ridurre gli impatti ambientali della propria catena del valore, anche oltre i fornitori di primo livello, e incentivi che possono stimolare i fornitori a sostenere i costi necessari per introdurre innovazioni ambientali. Nonostante si focalizzino ognuno su diversi aspetti, i capitoli convergono nel riconoscere la maggiore importanza della cooperazione con la rete di imprese per lo sviluppo di innovazioni ambientali, rispetto ad altri tipi di innovazioni. Se l’analisi quantitativa aveva suggerito la sua sostituibilità con le risorse di R&S interne, i casi studio suggeriscono che questa valga nel caso di fornitori e sub-fornitori, ma vi sia invece un’importante complementarietà nel caso delle aziende che stimolino il processo di riduzione degli impatti. Inoltre, le analisi concordano sull’importanza delle strategie di internazionalizzazione e del modello di business dell’azienda nel determinare come vengano ridotti gli impatti ambientali lungo le catene del valore

    Knowledge strategies for environmental innovations: the case of Italian manufacturing firms

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    Purpose: This paper aims at investigating the rather unexplored issue of how green innovators address the knowledge needs emerging when initiating a sustainability path, comparing their knowledge strategies with those of non-green innovators. Design/methodology/approach: The authors investigate this issue using data from the 2008 Italian Community Innovation Survey (CIS). Focusing on manufacturing firms, they identify the main characteristics and knowledge assets of firms introducing environmental innovations (EIs) as opposed to those of other innovators. Findings: The authors' results suggest that the development of EIs entails a higher recourse to external knowledge, in the form of use of external sources of information, acquiring R&D from external firms and cooperation. Relationships with partners that do not belong to the supply chain - including KIBS, universities, research institutions and competitors - are far more important than for other innovations. On the contrary, differences between the two categories are less marked when it comes to investments in internal knowledge resources. Finally, proactive environmental innovators have very different knowledge strategies than reactive ones, which resemble non-green innovators. Originality/value: The main contribution of this paper is that it investigates the unexplored issue of how firms assess and develop the knowledge needed to develop EIs. By comparing them with the strategies of non-green innovators, the analysis performed in the paper allows understanding the peculiarities of such innovations. Furthermore, the authors contribute to the literature by verifying how knowledge management strategies vary according to the differential importance that sustainability has for the firm's innovative strategy

    L'industria del Nord Est e il suo intorno: crisi e discontinuità evolutiva

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    L’obiettivo dell'articolo consiste nel decifrare la transizione in corso nell'economia industriale del Nord Est. Le dimensioni del cambiamento che allo stato attuale appaiono maggiormente visibili e sulle quali si è focalizzata l'analisi sono cinque. Ciascuna di esse assumeva nel precedente modello di sviluppo una connotazione specifica, fondativa del modello stesso. Nella fase recente questa connotazione si è progressivamente esaurita ed è emerso o sta emergendo qualcosa di nuovo, con qualche punto interrogativo. Nello specifico, si tratta dei seguenti passaggi: 1. dalle attività manifatturiere, come attività centrali nei processi di sviluppo, alle attività terziarie ad alto contenuto di conoscenza; 2. dall’associazione stretta tra risorse familiari, proprietà dell’impresa e sua gestione ad assetti proprietari e manageriali più articolati; 3. da una natalità diffusa e prevalentemente replicativa a una natalità molto più selettiva, ma anche con contenuti più innovativi; 4. dalle innovazioni di tipo spontaneo, informale, basate su conoscenze tacite a processi innovativi pianificati e maggiormente strutturati; 5. dal distretto industriale come rapporto paradigmatico tra impresa e territorio alla rete globale del valore. L’identificazione di questi passaggi evolutivi è stata condotta utilizzando una pluralità di fonti statistiche e di banche-dati. Inoltre, l’analisi ha potuto avvalersi di diversi studi di tipo quantitativo su specifici aspetti, riferiti a singole regioni o all’intero aggregato del Nord-Est , ed anche di un vasto repertorio di case studies, riferiti a imprese manifatturiere di medie o grandi dimensioni o a fornitori di servizi, privati o di natura istituzionale
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