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    Il futuro del diritto ambientale: il sogno dell’economia circolare

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    L’articolo si propone di analizzare dal punto di vista giuridico il concetto di economia circolare. Si descrive l’evoluzione del concetto nel diritto europeo (settimo programma di azione ambientale; primo pacchetto sull’economia circolare del 2014; secondo pacchetto del 2015). Si propone l’idea che l’elemento caratterizzante dell’economia circolare sia quello di interconnessione o di sistema. Si provano a ricostruire secondo questa prospettiva le fasi dell’economia circolare in relazione alla produzione di prodotti di consumo (progettazione, specifiche tecniche; certificazione) e il ruolo del potere pubblico (incentivi, tasse e divieti). Si evidenzia che gli appalti verdi possano costituire un importante banco di prova per l’economia circolare

    Competition and environment: conflict or confluence? Some reflections on sustainability agreements under article 101(3) of the TFEU

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    The article is based on an analysis of Article 101 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU). This provision sets out the general rule of the prohibition of agreements between companies that may distort competition, with an exception for agreements that contribute to improving the production of products. The author, based on international and European provisions, proposes an interpretation of ‘production improvement’ also in an environmental sense. This interpretation could justify agreements between companies that, while contrary to the application of competition principles, move towards sustainable production (so-called sustainability agreements), even if they do not reflect the application of the competition principle. The competition principle emerges clearly in the Italian Environmental Code and is applied in waste regulation and Extended Producer Responsibility (EPR) systems. The author believes that this principle, on the one hand, is crucial to encourage sustainable production and economic efficiency but, on the other hand, should not be considered an absolute principle. Indeed, sustainable production requires exceptions to the principle itself, but only to the strict extent necessary

    Concorrenza e ambiente: “conflitto” o “concorso”? Alcune riflessioni sui sustainability agreements di cui all’art. 101, par. 3 TFUE

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    L’articolo prende spunto dall’analisi dell’art. 101 TFUE. Tale norma nel porre la regola generale del divieto degli accordi tra imprese che possono falsare il gioco della concorrenza prevede un’eccezione per quegli accordi che contribuiscono a migliorare la produzione di prodotti. L’A. richiama le norme di diritto internazionale e di diritto europeo che legittimano la lettura di tale miglioramento della produzione anche in senso ambientale. Tale lettura consente di confermare le interpretazioni che legittimano accordi tra imprese che, pur contrari all’applicazione dei principi concorrenziali, si muovono nella direzione della produzione sostenibile (cd. sustainability agreements). L’A. ritiene che il principio di concorrenza che emerge ormai chiaramente nel Testo Unico Ambientale (TUA) e che viene applicato nella regolazione dei rifiuti e nei sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), da una parte, sia determinante per incentivare la produzione sostenibile e l'efficienza economica ma, dall’altra, allo stesso tempo non debba essere considerato come principio assoluto. La produzione sostenibile porta, infatti, ad ammettere deroghe al principio stesso ma solo nella misura in cui sia strettamente necessario.The article is based on an analysis of Article 101 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU). This provision, sets out the general rule of the prohibition of agreements between companies that may distort competition, with an exception for agreements that contribute to improving the production of products. The author, based on international and European provisions, proposes an interpretation of “production improvement” also in an environmental sense. This interpretation could justify agreements between companies that, while contrary to the application of competition principles, move towards sustainable production (so-called sustainability agreements), even if they do not reflect the application of the competition principle. The competition principle, emerges clearly in the Italian Environmental Code and is applied in waste regulation and Extended Producer Responsibility (EPR) systems. The author believes that this principle, on the one hand, is crucial to encourage sustainable production and economic efficiency but, on the other hand, should not be considered an absolute principle. Indeed, sustainable production requires exceptions to the principle itself, but only to the strict extent necessary

    Francesco Ferdinando: una linea di successione, un possibile futuro, un casus belli

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    Il saggio analizza la proposta politica dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo

    Il preavviso di provvedimento negativo: la dimensione dell’urgenza tra profili sostanziali e profili processuali

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    Il contributo esamina l’istituto del preavviso di provvedimento negativo evidenziando come la tesi dell’esauribilità del potere e la necessità di attribuire rapidità e stabilità al potere decisionale in capo alla pubblica amministrazione possano trovare nuove giustificazioni nel contesto attuale sempre più complesso ed emergenziale. Il preavviso di rigetto viene collegato sistematicamente, in questa prospettiva, ad altre norme tra le quali quella sul termine di conclusione del procedimento, quella sull’annullamento d’ufficio, quella sull’omissione della comunicazione di avvio. Dopo aver analizzato le varie funzioni del preavviso di rigetto si esamina criticamente la limitazione dell’ambito oggettivo di applicazione solo ai procedimenti su istanza di parte. Si ritiene, ancora, che il dovere di comunicazione dovrebbe avere ad oggetto non solo i motivi ostativi ma anche eventuali prescrizioni dettate dalla p.a. Si passa poi alla parte processuale: il “tendenziale” divieto di riedizione del potere amministrativo a seguito dell’annullamento del provvedimento negativo appare complementare con la logica della sempre maggiore garanzia per il privato che emerge chiaramente dall’affermazione del principio di collaborazione e buona fede.The article examines the institution of “rejection notice”. It highlights that the thesis of the exhaustibility of power and the need to attribute speed and certainty to the decision-making power of the public administration can find new justifications in today’s increasingly complex and emergency context. In this perspective the “rejection notice” is systematically linked to other provisions, including those related to the deadline for the conclusion of proceedings, the ex officio revocation of the administrative measures and the omission of the notice on the initiation of proceedings. After analyzing the various functions of the “rejection notice”, the Author critically examines the limitation of its application only to ex parte proceedings. It is then argued that the duty of notice should not only cover the reasons for the refusal, but also any prescriptions imposed by the public administration. The article moves then on to the procedural part. It is thus argued that the “tendential” prohibition of the rerun of administrative power after the annulment of the negative measure appears to deal with the logic of the increasing guarantee for private individual. This logic clearly emerges through the affirmation of the principle of cooperation and good faith

    Recensione a: F. De Leonardis, Il principio di precauzione nell’amministrazione di rischio

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    Viene recensita la monografia di Francesco De Leonardis sul principio di precauzion
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