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Prefazione a 'La città come bene comune'
Il contributo mira a proporre una peculiare prospettiva di analisi del tema dei beni comuni: per un verso, il tema è declinato specificamente in relazione alla dimensione della città; per altro verso, è favorito un approfondimento multidisciplinare, che valorizzi tanto i profili giuridici quanto quelli economici. Nell'insieme, si ricava un quadro critico caratterizzato dalla profonda messa in discussione di tante categorie giuridiche - consegnateci dalla tradizione - che si collegano all’antica idea della monoliticità del diritto dominicale
Le retour de la vache dans les assiettes indiennes
En dépit de nombreuses preuves divergentes, l’Inde est connue et décrite comme un pays dont les habitants ne consomment pas de viande bovine et où le végétarisme est majoritaire. Cette contribution présente le lien historique entre l’hindouisme et l’animal sacré et se concentre sur la situation actuelle, marquée par de nombreuses contradictions entre les préceptes de l’orthodoxie hindoue et les choix alimentaires individuels. Nous décrivons un végétarisme minoritaire, en effet la consommation de viande augmente et remet en question le principe de la non-violence à l’égard de la vache.Nadal Deborah, Dalla Bernardina Sergio. Le retour de la vache dans les assiettes indiennes. In: Manger moral, manger sauvage ? Actes du 138e Congrès national des sociétés historiques et scientifiques, « Se nourrir : pratiques et stratégies alimentaires », Rennes, 2013. Paris : Editions du CTHS, 2016. pp. 129-145. (Actes des congrès nationaux des sociétés historiques et scientifiques, 138-7
La città di Ferrara: architettura e restauro
La Giornata di Studi organizzata nel settembre 2012 dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, è stata un’utile occasione di riflessione sugli studi di storia dell’architettura della città di Ferrara e sulle tematiche conservative della sua edilizia storica.
Per quanto attiene la storia dell'architettura, partendo dalla disamina dell'ampia storiografia ferrarese, ad iniziare dai pionieristici studi di Bruno Zevi, sono state proposte nuove linee di ricerca basate su una metodologia storica che pone al centro dei suoi interessi la 'realtà' dell'architettura.
Sotto il profilo del restauro, invece, sono stati affrontati, da un lato, alcuni studi inediti sulla storia istituzionale della tutela del patrimonio storico-artistico, dall'altro, ad oltre 50 anni dal "Convegno sull'edilizia artistica ferrarese" (prezioso ed altrettanto pionieristico tavolo di lavoro sulla salvaguardia del centro storico della città), nuovi approcci conoscitivi dell'edilizia storica di base di Ferrara finalizzati alla sua conservazione.
Con interventi di Corrado Bozzoni, Giovanni Carbonara, Riccardo Dalla Negra, Rita Fabbri, Vittorio Franchetti Pardo, Alessandro Ippoliti e contributi di Lisa Accorsi, Keoma Ambrogio, Veronica Balboni, Benedetta Caglioti, Francesco Guidi, Aurora Toma, Veronica Vona, Marco Zuppiroli
Dalla globalizzazione dell'indifferenza alla cultura dell'accoglienza
Le relazioni tra le religioni e il diritto e tra le religioni e l’economia costituiscono campi distinti di indagine che interessano da tempo il mondo della ricerca anche in contesti universitari: numerosi e crescenti sono testi e progetti di ricerca e persino tesi di laurea, come frutto finale di un significativo interesse degli studenti. Tuttavia, la dimensione multiculturale delle nostre società e gli effetti della globalizzazione hanno contribuito a mettere insieme religioni, diritto ed economia, che nel loro insieme sono diventati un ambito multiplo di ricerca. Questa relazione tra tre tematiche (le religioni, il diritto e l’economia), che considerate in sé sono luoghi distinti di ricerca, è espressione della evoluzione di una società, che sperimenta in maniera anche conflittuale la complessità di un’esistenza nella quale i valori assoluti sono messi in discussione non tanto nella loro dimensione di astrattezza, bensì nella applicazione pratica. I valori, pur conservando la natura fondante di civiltà, soffrono la pressione dei problemi quotidiani, accentuati dalla pervasività delle manifestazioni globali e delle gravi criticità della prassi esistenziale
La complessità del restauro e le ragioni di un articolato confronto
Il volume raccoglie le sintesi delle conferenze tenute dal 2006 al 2014 nell'ambito dei cicli di conferenze ICAR/19 Restauro della facoltà di Architettura di Ferrara (coordinamento scientifico Prof. R. Dalla Negra
Fine o ricomprensione dei sacrifici? A proposito di Eb 10,18
Several interpretations of Heb. 10 have concluded thaht the author intended discredit the ancient cult to replace it with a spiritual cult. The contribution shows that in the light of the biblical tradition, constantly referred to by the author, it emerges that he also contrasts sacrifice and oboedience, and in so doing he takes part to the discussion spread i Judaism subsequent to the distructon of the Jerusalem Temple
Le lacune urbane tra presente e futuro
Il concetto di 'lacuna urbana' è propriamente contemporaneo e trae la sua ragion d'essere dalla 'consapevolezza' conservativa della città storica, che, nel suo lento divenire, accoglie episodi di trasformazione dei tessuti urbani (concetto anch'esso contemporaneo), puntuali o lineari, che possono essere considerati, a seconda dell'ottica di osservazione, intenzionali (spontanei o indotti che siano) oppure non intenzionali.
Tali trasformazioni generano sempre 'discontinuità' nei tessuti preesistenti, grazie alle quali, peraltro, sono leggibili gli stessi processi evolutivi della città; esse, tuttavia, possono generare episodi urbani, più o meno estesi, irrisoluti, i quali costituiscono, alla luce della nostra sensibilità conservativa, appunto, delle lacune. Lacune, vale a dire, interruzioni nella comprensione del 'testo', che nel caso dell'edilizia storica aggregata, non attengono solo al singolo edificio, bensì all'intero ambiente circostante. La giornata di studio intende avviare un momento di approfondimento su tali tematiche inquadrandole all'interno della riflessione contemporanea, analizzando gli orientamenti operativi che sembrano percorrere strade molto contrastanti
Dal monumento alla città. La Casa degli artisti di Hendrik Petrus Berlage
La Casa degli artisti progettata dall’architetto olandese Hendrik Petrus Berlage nel 1911 nei pressi dell’area dei Musei di Amsterdam riflette sulla possibilità di costruire un frammento di città coerentemente inserito in un contesto urbano storicizzato e identitario. Edificio rappresentativo della cultura artistica del paese, partecipa nella sua veste di monumento civile alla costruzione dello spazio della città.
Il progetto di architettura che qui viene indagato pone l’accento sulla forma come aspetto centrale per risolvere la relazione architettura-città. Una relazione che, ancora oggi, appare contraddittoria, facilmente riscontrabile nelle periferie o nei luoghi centrali della città dove si incontrano architetture moderne spesso percepite come giustapposizioni incoerenti di parti architettoniche monumentali dagli stessi cittadini che abitano questi luoghi, ma in cui non si riconoscono.
La Casa degli artisti rappresenta non tanto o non solo l’occasione per costruire un edificio monumentale che si erge autonomo nel contesto urbano, ma l’opportunità di definire un luogo o frammento urbano in continuità organica con gli spazi della città. La città a cui allude Berlage si manifesta come una successione di spazi concatenati che traggono origine dal medesimo principio. Quello dello spazio finito e delimitato che si ripete come motivo identitario nelle forme della costruzione dei luoghi urbani. In questo senso il progetto si pone in continuità con i principi formali espressi dalla città della storia che vengono interpretati alla luce delle esigenze del proprio tempo, materiali e spirituali. L’architettura così proposta incarna i valori della tradizione senza essere mimetica rappresentazione di forme passate, ma costruzione di forme nuove come sempre esistite
Il falso nella storia. Il ruolo della falsa coscienza e della coscienza falsa nella “scoperta” dell’America
La scoperta dell'America, raccontata dai primi esploratori, è anche una grande serie di invenzioni e falsificazioni della realtà. Motivati da interessi contingenti, dalla necessità di colpire l'immaginario dei loro contemporanei europei, o semplicemente vittime di auto-inganno per il desiderio di realizzare i propri sogni di ricchezza e di fama, autori come Colombo o Vespucci produssero un'ampia serie di falsificazioni storiche, che tuttora segnano la storia del Nuovo Mondo
Le lacune urbane tra passato e presente
Il concetto di 'lacuna urbana' è propriamente contemporaneo e trae la sua ragion d'essere dalla 'consapevolezza' conservativa della città storica, che, nel suo lento divenire, accoglie episodi di trasformazione dei tessuti urbani (concetto anch'esso contemporaneo), puntuali o lineari, che possono essere considerati, a seconda dell'ottica di osservazione, intenzionali (spontanei o indotti che siano) oppure non intenzionali.
Tali trasformazioni generano sempre 'discontinuità' nei tessuti preesistenti, grazie alle quali, peraltro, sono leggibili gli stessi processi evolutivi della città; esse, tuttavia, possono generare episodi urbani, più o meno estesi, irrisoluti, i quali costituiscono, alla luce della nostra sensibilità conservativa, appunto, delle lacune. Lacune, vale a dire, interruzioni nella comprensione del 'testo', che nel caso dell'edilizia storica aggregata, non attengono solo al singolo edificio, bensì all'intero ambiente circostante. La giornata di studio intende avviare un momento di approfondimento su tali tematiche dal punto di vista storico, non ricercando astrattamente anticipazioni conservatrici del concetto dì 'lacuna urbana' bensì interrogandosi sui criteri Integrativi, lacerativi o diradativi che hanno guidato le varie epoche
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