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    I Piani Didattici Personalizzati: le percezioni degli studenti con DSA

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    L’Indagine esplorativa sull’utilizzo dei Piani Didattici Personalizzati per gli alunni e gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (Dainese Roberto, Friso Valeria, Emili Angelo Enrico) ha lo scopo di comprendere con quali modalità, a partire dalla Legge 170 del 2010, gli insegnanti stiano elaborando e conducendo i PDP per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendi- mento (DSA)

    Materiali Prof. DAINESE Roberto

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    MODULO 2 - Dainese Roberto

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    "Valorizzare le differenze" per orientarsi, orientare e prevenire la dispersione scolastica = "Enhancing Diversity" to orient oneself, orientate and prevent school dropout

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    L’orientamento si intreccia con gli aspetti di costruzione dell’identità della persona e necessita di essere definito attraverso la sua duplice veste di processo e di progetto. Il processo rimanda a confini temporali circoscritti e limitati, mentre il processo ga- rantisce una interpretazione olistica dell’orientamento allontanando il rischio della frammentazione e della dispersione degli interventi e delle risorse. All’orientamento è attribuito il compito di prevenire decisioni inautentiche indiriz- zando gli alunni a compiere scelte che corrispondano alle loro reali ambizioni, ai loro interessi personali e ai loro talenti, cercando di valorizzare le loro differenze. Una didattica orientante può assumersi il compito di sollecitare la componente for- mativa dell’orientamento valorizzando i limiti e le potenzialità di ciascun alunno

    La coerenza tra prospettive ideali e pratiche didattiche reali per contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico: la parola agli insegnanti.

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    L’inclusione scolastica mira alla promozione del successo formativo di tutti gli alunni e le alunne in modo da favorire il loro processo di crescita, ovvero la più ampia espressione delle loro potenzialità. Agli insegnanti è affidato il compito di tutelare questo progetto di scoperta, che prevede la costruzione di un’alleanza significativa tra i docenti e le persone in apprendimento. Gli interventi educativi e formativi intrecciano variabili soggettive, direttamente riferite agli alunni e alle alunne (motivazione, interesse, passioni) e variabili contestuali (pratiche didattiche, mediatori didattici...). Le connessioni tra queste differenti variabili attivano la partecipazione di ogni singolo alunno e di ogni singola alunna che, in questo modo, rimangono in sintonia con il contesto sentendosi parte di esso ed evitando, così, di disperdersi. La dispersione scolastica assume, in questo modo, un significato non riduttivo perché non si evidenziano esclusivamente problematiche, caratteristiche, atteggiamenti riferiti agli alunni ed alle alunne, per spostare la riflessione sulla scuola stessa, sugli aspetti del contesto che riguardano le strategie e le prassi d’insegnamento, la capacità degli insegnanti di agire all’interno di una rete istituzionale. Il volume, attraverso linee di indirizzo pedagogiche e risultanze di un progetto volto a sperimentare azioni di rete tra scuole, promuove l’opportunità di un cambiamento culturale in grado di innestarsi sulle scelte politiche e organizzative della scuola. Le pratiche didattiche inclusive non possono solo dare risposte compensative e preventive straordinarie ed emergenziali perché dovrebbero tentare di stabilire, piuttosto, un’ordinarietà inclusiva, da attivarsi grazie a ordinarie modalità di collaborazione e cooperazione tra i servizi pubblici territoriali e quelli del privato sociale, che possano assicurare un’opportuna azione di rete che è costitutiva dell’approccio inclusivo

    KUDZIUA: il sapere per i bambini della Zambezia (Educazione Prescolare Inclusiva e servizi Integrati di Integrazione, salute, nutrizione e protezione della Provincia della Zambezia Mozambico)

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    La proposta di progetto si inserisce all’interno di un programma più ampio di Save the Children nella provincia di Zambezia che guarda al benessere olistico del bambino integrando interventi di educazione, salute e protezione. Nello specifico, Save the Children Italia sta realizzando nella stessa provincia un progetto triennale su queste tematiche finanziato da fondi privati, iniziato nel 2016. Grazie ai risultati raggiunti ed alle relazioni costruite con le comunità locali, si è rilevata la necessità di ampliare l’intervento includendo nuove comunità ed espandendo l’approccio multisettoriale a copertura di un maggior numero di beneficiari. La proposta è stata costruita dunque sulla base dei successi e delle buone pratiche del programma in corso, con l’obiettivo di attivare sinergie programmatiche tra i due progetti, volte ad una copertura maggiore delle comunità locali ed all’integrazione di alcune componenti tematiche attualmente mancanti, necessarie per assicurare l’approccio olistico ai bisogni del bambino. STC e UNIBO collaborano alla preparazione degli strumenti e delle metodologie per la realizzazione dello studio di impatt

    Journal of Educational Research

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    Rivista open access gestita da FACULTY OF PEDAGOGY, UNIVERSITY OF TETOVA, TETOVA, REPUBLIC OF MACEDONI

    Recensione: Rosa A. (2013). Il valore aggiunto come misura di efficacia scolastica. Un'indagine empirica nella scuola secondaria di I grado. Roma: Edizioni Nuova Cultura

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    Recensione: Rosa A. (2013). Il valore aggiunto come misura di efficacia scolastica. Un'indagine empirica nella scuola secondaria di I grado. Roma: Edizioni Nuova Cultur

    La rete di relazioni a sostegno della didattica per l'inclusione

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    L’inclusione scolastica mira alla promozione del successo formativo di tutti gli alunni e le alunne in modo da favorire il loro processo di crescita, ovvero la più ampia espressione delle loro potenzialità. Agli insegnanti è affidato il compito di tutelare questo progetto di scoperta, che prevede la costruzione di un’alleanza significativa tra i docenti e le persone in apprendimento. Gli interventi educativi e formativi intrecciano variabili soggettive, direttamente riferite agli alunni e alle alunne (motivazione, interesse, passioni) e variabili contestuali (pratiche didattiche, mediatori didattici...). Le connessioni tra queste differenti variabili attivano la partecipazione di ogni singolo alunno e di ogni singola alunna che, in questo modo, rimangono in sintonia con il contesto sentendosi parte di esso ed evitando, così, di disperdersi. La dispersione scolastica assume, in questo modo, un significato non riduttivo perché non si evidenziano esclusivamente problematiche, caratteristiche, atteggiamenti riferiti agli alunni ed alle alunne, per spostare la riflessione sulla scuola stessa, sugli aspetti del contesto che riguardano le strategie e le prassi d’insegnamento, la capacità degli insegnanti di agire all’interno di una rete istituzionale. Il volume, attraverso linee di indirizzo pedagogiche e risultanze di un progetto volto a sperimentare azioni di rete tra scuole, promuove l’opportunità di un cambiamento culturale in grado di innestarsi sulle scelte politiche e organizzative della scuola. Le pratiche didattiche inclusive non possono solo dare risposte compensative e preventive straordinarie ed emergenziali perché dovrebbero tentare di stabilire, piuttosto, un’ordinarietà inclusiva, da attivarsi grazie a ordinarie modalità di collaborazione e cooperazione tra i servizi pubblici territoriali e quelli del privato sociale, che possano assicurare un’opportuna azione di rete che è costitutiva dell’approccio inclusivo

    Le sfide della Pedagogia Speciale e la Didattica per l'inclusione

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    La Pedagogia Speciale si pone oggi con contenuti trasgressivi e ancora rivoluzionari, perché le prospettive inclusive e solidali che indica appaiono controcorrente rispetto alla tendenza di alcuni a preferire la separazione e la divisione tra “categorie” del genere umano. L’umanità, oggi, ha bisogno di riprendere traguardi umanizzanti che potrebbero generarsi da scelte globalmente condivise, meno individualistiche e più inclusive. La scuola, che da oltre quarant’anni cerca di porsi come contesto accogliente e inclusivo, oggi sente di dover opporre alle spinte avverse che giungono dall’esterno un impegno decisivo e costruttivo verso l’inclusione: questi ideali educativi si esprimono attraverso sfide pedagogiche da cui la scuola non può allontanarsi. Gli apprendimenti e le pratiche didattiche possono indirizzare le azioni inclusive nelle classi, attraverso la partecipazione, la cooperazione, l’interdipendenza e la metodologia laboratoriale. I compiti progettuali che sottendono ai processi inclusivi promossi dalla scuola sono riferibili a due dimensioni, differenti e intrecciate al contempo: una riferita al Piano Triennale dell’Offerta Formativa e al Piano Annuale dell’Inclusività, e una seconda che rimanda alla Programmazione individuale per la classe, al Piano Educativo Individualizzato e al Piano Didattico Personalizzato. I due livelli di progettazione non possono essere separati: non riconoscere questa relazione rischia di ipotizzare un ideale di scuola che potrebbe essere ben delineato nei documenti redatti dalle istituzioni scolastiche, senza rientrare nell’azione inclusiva quotidiana nella/per la classe, ponendosi esclusivamente come ideale non realizzato. La Didattica sostiene i processi inclusivi e l’apprendimento? Il volume cerca di rispondere a questo e ad altri interrogativi inerenti il miglioramento dei processi di apprendimento; vengono presentate anche delle griglie che, sulla base di indicatori sottesi alla Didattica per l’inclusione, possono suggerire una risposta agli insegnanti
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