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Conclusioni
Le ricerche archeologiche nel sito di Jure Vetere, così come articolate, hanno consentito non solo di determinare una sequenza stratigrafica valida sia per i livelli sepolti che per le strutture architettoniche ancora in evidenza, ma anche e soprattutto di costruire un modello insediativo del fenomeno monastico florense nella Calabria medievale. Gli studi sul monachesimo medievale calabrese sono stati fino ad ora prevalentemente incentrati sugli aspetti storico-documentari e architettonici relativi ai monasteri greci e latini, nonché ai rapporti tra l’organizzazione religiosa, culturale ed economica del clero greco con quello latino . Poco rilevante invece appare l’approccio archeologico alle problematiche degli insediamenti monastici; fanno eccezione le indagini sui monasteri fortificati altomedievali dell’alto tirreno calabrese e gli scavi di alcuni complessi monastici nella parte centro meridionale della regione: S. Giovanni Theresti a Bivongi, S. Elia Vecchio a Curinga, S. Elia Speleota a Melicuccà, S. Angelo in Frigillo a Mesoraca, S. Maria di Corazzo . Si tratta in ogni caso di episodi isolati e di interventi parziali, ancora distanti dal costituire dei punti di riferimento per la costruzione di un’”archeologia dei monasteri” della Calabria medievale, così come è stato fatto per altre aree regionali . In questa prospettiva, l’indagine sul sito monastico florense di jure Vetere è stata intenzionalmente indirizzata verso la scoperta e l’interrogazione del documento archeologico, per tentare di chiarire quanti più aspetti contribuiscano a delineare la fisionomia insediativa del sito in oggetto
Introduzione
Di grande interesse per l’archeologia medievale in Calabria é stata la recente scoperta del protocenobio fondato da Gioacchino da Fiore alla fine del XII secolo nell’altipiano silano, nel sito di Jure Vetere Sottano, ubicato a circa 5 km ad ovest dal centro di S. Giovanni in Fiore (CS). L’indagine archeologica, condotta da ricercatori dell’IBAM – Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR (sezione di Lagopesole – PZ) e diretta dal Prof. Cosimo Damiano Fonseca, ha preso le mosse in seguito ad una segnalazione del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti ed è iniziata nel 2001 con una serie di indagini preliminari (prospezioni georadar, fotointerpretazione), condotte in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera (Università degli Studi della Basilicata), grazie alle quali sono state individuate le prime tracce di strutture sepolte e di crolli relativi ad un imponente corpo di fabbrica di forma rettangolare orientato est-ovest.
A queste indagini diagnostiche hanno fatto seguito, dal 2002, quattro campagne di scavo archeologico stratigrafico, realizzate grazie alla proficua sinergia tra l’IBAM CNR, gli Enti di tutela regionali (Soprintendenza per i Beni Archeologici e Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria), il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, il Comune di S. Giovanni in Fiore e resi possibili grazie al sostegno economico del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di Gioacchino da Fiore e del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti
L'insediamento indigeno di Difesa S. Biagio a Montescaglioso. Seconda campagna di scavo 1996
I manufatti dallo scavo di Jure Vetere: i reperti in ceramica, vetro e metallo di età medievale e post-medievale
Le fasi di frequentazione dell’insediamento monastico di Jure Vetere, nonché le sue vicende costruttive trovano significativo riscontro, oltre che nella documentazione scritta, nella documentazione materiale offerta dai reperti ceramici, vitrei e metallici rinvenuti durante le campagne di scavo 2002-2005. Il terreno metodologico sul quale è stato impostato lo studio dei manufatti provenienti dallo scavo di Jure Vetere è partito dall’analisi autoptica sui manufatti, mirata all’individuazione di diversi tematismi quali la seriazione crono-tipologica delle produzioni attestate, le caratteristiche tecnologiche e funzionali dei manufatti, gli aspetti relativi alla produzione e alle dinamiche di circolazione degli stessi, l’individuazione dei bacini di approvvigionamento delle materie prime necessarie alla produzione e gli aspetti legati all’uso e al consumo dei manufatti
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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