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    Monitoraggio idrotorbidimetrico per la stima dell'erosione nel bacino montano del Reno

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    Il trasporto solido in sospensione dei corsi d’acqua, detto anche trasporto torbido, può essere considerato un valido indicatore dei fenomeni di erosione del suolo che avvengono ad opera delle acque dilavanti, sui versanti del bacino. L’erosione del suolo è inevitabilmente collegata all’uso agricolo di territori intrinsecamente fragili a causa, principalmente, dei fattori geolitologici e climatici: esemplare è il nostro Appennino ne è un caso esemplare. L’erosione provoca, da un lato, la degradazione del suolo, dall’altro è stata identificata come una delle maggiori cause di deterioramento della qualità delle acque superficiali e di perdita della diversità biologica. Inoltre, tra i più noti effetti del trasporto solido in sospensione si ricordano: i fenomeni legati alle dinamiche costiere, in particolare il ripascimento delle coste basse o l’erosione delle stesse, a seconda che il bilancio dei solidi a mare sia positivo o meno,l’inquinamento e l’eutrofizzazione dei corpi d’acqua superficiali: numerosi studi sui processi di trasporto concordano nell’attribuire ai solidi sospesi il ruolo di veicolo preferenziale per la migrazione di agenti inquinanti e nutrienti,la perdita di efficienza delle opere di approvvigionamento idrico,l’interrimento dei bacini artificiali e degli alvei, con la formazione dei fiumi ad alveo pensile, in pianura.La gravità potenziale di questi effetti ha portato alla promulgazione della legge quadro 183/89 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” dove è stato fatto il primo tentativo di dare una sistemazione organica alla gestione delle acque sia in relazione alla difesa delle acque dall’inquinamento che al loro uso, che alla difesa del suolo, nell’ambito dell’unità del bacino idrografico considerato nel suo insieme di ecosistema naturale . Il controllo e contenimento di tali effetti rientrano nell’ambito della gestione e della protezione dell’ambiente.: Ppoiché una corretta regolamentazione dell’uso delle acque e del suolo passa necessariamente attraverso la conoscenza dei fenomeni fisici, la necessità di dati sperimentali rende il monitoraggio fluviale un basilare tassello nella gestione di unità territoriali complesse quali i bacini idrografici. Un programma di monitoraggio idrologico prevede necessariamente un numero consistente di anni di dati per poterne estrapolare delle considerazioni statisticamente affidabili, a causa sia della variabilità delle precipitazioni, e quindi dei deflussi liquidi e solidi, sia della specificità delle condizioni caratterizzanti ciascun bacino fluviale. Sulla base di tali presupposti si è avviato il monitoraggio del fiume Reno e di alcuni suoi affluenti principali

    Indirect analysis methods to estimate suspended sediment concentration: reliability and relationship of turbidity and settleable solids

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    A key element in a stream-monitoring programme for sediment transport is the choice of the measuring technique for suspended sediment concentration: this can highly affect both project costs and data reliability. The gravimetric method represents the standard analysis to directly measure suspended sediment concentration in a water sample. Indirect techniques are often employed for their inexpensiveness, although they need to be calibrated on gravimetric analysis results. In this study, the reliability of settleable solids in Imhoff cones was addressed as an alternative indirect method to estimate suspended sediment concentration (SSC), verifying the results with the turbidity measures of a laboratory nephelometer. The results show a high correlation of settled solids with suspended sediment concentration. Also, the results from the turbidimetric analysis showed a good correlation with SSC, but limited to water samples that did not need dilution. Measurements were repeated after storing the samples for 1 month: results exhibit an increase in turbidity and settleable solids, probably due to algae growth and anaerobic processes with the production of gases, causing an increase in matter. From our study, the Imhoff cone was shown to be a useful instrument to estimate suspended sediment concentration for the simplicity, the reliability and the low cost of their results. Our results prove how Imhoff cones are preferable to turbidimetric analysis to estimate SSC, specifically for highly turbid samples

    L'azoto totale nelle torbide e relazioni con i parametri idrologici: primi dati

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    Il trasporto torbido dei corsi d’acqua può essere considerato un indicatore dei fenomeni d’erosione del suolo che si manifestano sui versanti, nell’ambito del bacino. Il trasporto torbido è costituito da solidi in sospensione di granulometria variabile, dalle argille alle sabbie, in funzione dei parametri idraulici, litopedologici, vegetazionali del bacino. Numerose sono le indagini sui processi di trasporto che concordano nell’attribuire ai solidi sospesi il ruolo di veicolo per la migrazione degli agenti inquinanti e dei nutrienti . La concentrazione di tali sostanze, nei solidi in sospensione, può arrivare a diversi ordini di grandezza maggiori rispetto alla loro concentrazione nella frazione liquida, in fase disciolta. In particolare è stato provato il ruolo di vettore preferenziale degli aggregati di particelle fini come argilla e limo . Inoltre numerosi studi hanno provato come il tasso di azoto sia tendenzialmente in crescita negli acquiferi e nelle acque superficiali e come il ciclo naturale dell’azoto sia ormai modificato, a causa dei fertilizzanti e degli scarichi zootecnici e fognari . La necessità di dati sperimentali rende il monitoraggio fluviale un basilare tassello nell’ambito della gestione e della protezione dell’ambiente e, nel caso specifico, per il controllo dell’erosione del suolo, dell’inquinamento e dell’eutrofizzazione delle acque di superficie. Nel presente lavoro si riportano i primi risultati conseguiti, nell’ambito di un più ampio progetto, relativamente alle relazioni, in campioni di torbida fluviale, tra la concentrazione dell’azoto totale rilevato nei solidi sospesi, la concentrazione e la granulometria dei solidi sospesi. Si propone inoltre un primo tentativo di stima dell’azoto perso a livello di bacino, attraverso il vettore dei solidi sospesi fluviali.Lo studio si avvale di una rete di monitoraggio fluviale avviata nell’aprile del 1997 dal DEIAgra della Facoltà di Agraria col supporto dell’Autorità di Bacino del Reno, che vede operative le seguenti stazioni di rilevamento idrologico-torbidimetrico in continuo:T. Sillaro, con un bacino di 137,6 km2, avviata nell'aprile 1997, T. Lavino (82,6 km2), operativa dal settembre 1998,T. Savena (168,9 km2 ) dall’ottobre 2000

    Suspended sediment transport monitoring: relationship between hydrological parameters and discharges

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    At the outlet of three different mountain basins (Sillaro, Lavino, Savena) we set up a flow meter in order to measure river stage and command a water sampler. Suspended sediment concentration (S.S.C) and turbidity are measured on the water samples collected. Precipitation height is calculated using data from rain gauges scattered across the basins. Hydraulic level and rainfall height are recorded every 30 minutes. The Sillaro Torrent has been monitored since April 1997, the Lavino Torrent since September 1998 and the Savena Torrent since October 2000. The parameters used in the analysis, calculated on a storm event basis, are as follows: rainfall height (P), maximum rainfall intensity (Imax), mean rainfall intensity (Iave), the product PImax, and the USLE rainfall erosion index (EI), average and maximum water flow (Qave and Qmax), the runoff coefficient, rainfall and discharge duration, and maximum and average suspended sediment yield. Initially, a multiregression analysis has been performed to compare the “sediment-based” with the other variables. For all the three basins, S.S.C and “sediment-based” variables better correlate to rainfall erosion index E.I. and other “rainfall-based” variables, whereas discharge is scarcely correlated to average S.S.C.

    A new indirect method to estimate suspended sediment concentration in a river monitoring programme

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    In order to obtain realistic values of suspended sediment concentration (SSC), an ultrasonic flow meter and an automatic water sampler were installed at the basin outlet for three Reno tributaries (Bologna Apennine, Italy). The basins have a similar geological setting: in the Sillaro basin, however, clays represent the dominant feature; in the Lavino basin, sandstone and clay marl are widely present; and the main part of the Savena watershed is characterised by sandrock, pebbly sandstone and clay marls. These differences are recognisable in the particle size distribution of the suspended sediment samples collected in these basins. The aim of this work is to estimate the SSCs of river water samples with two indirect methods, turbidity measurement and free settleable solids in Imhoff cones, and the relations with suspended sediment concentration and particle size distribution. Alongside these investigations, laboratory analyses were performed in order to validate these methods under controlled conditions. The turbidity measurements were highly significant, but their reliability was influenced by the concentration and the particle size distribution. In order to estimate the SSCs, it was necessary to establish specific regression curves for each stream. The estimate of the SSC obtained through a free settleable solids analysis was not only reliable but also less sensitive to sample characteristics. The measure of the settleable solids after 1 and 24 h presented a constant relationship in all the samples from the three streams, due to the compaction of the sediment. The measure of the settleable solids after 24 h gave a better estimate of the SSC. This last method was shown to be inexpensive, fast, reliable and applicable to all the situations studied

    Stima dell'erosione e bilancio dei solidi del Sillaro: applicazione del modello RUSLE e confronto con il monitoraggio del trasporto in sospensione

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    L'erosione è un fenomeno complesso influenzato da fattori rilevanti quali il clima, il suolo, la morfologia, l'idrologia, la vegetazione e l'eccessiva antropizzazione del territorio da parte dell'uomo. Si stima che, allo stato attuale nella regione Mediterranea, l’erosione idrica possa provocare la perdita di 20-40 tonnellate/ettaro di suolo in un singolo nubifragio e oltre 100 tonnellate/ettaro in casi estremi (Morgan, 1992).Il seguente studio è volto a stimare la perdita di suolo del bacino montano del torrente Sillaro, nell’Appennino bolognese, attraverso due procedimenti:l’applicazione dell’equazione di perdita universale di suolo ( modello RUSLE) al bacino,il trasporto torbido rilevato nel periodo 1997-2004 alla chiusura del bacino montano.Come noto, il trasporto solido in sospensione dei corsi d’acqua, detto anche trasporto torbido, può essere considerato un valido indicatore dei fenomeni d’erosione che avvengono, ad opera delle acque dilavanti, sui versanti del bacino, quali i movimenti di massa, i calanchi e l’ erosione diffusa.La stima dell’erosione del suolo è stata ottenuta applicando la RUSLE implementata in un idoneo Sistema Informativo Geografico (GIS), che consente una gestione efficace della notevole mole di dati richiesti dal modello: piovosità, uso del suolo, caratteristiche pedologiche, e morfologia dei versanti. I risultati di stima della perdita di suolo a scala di bacino ottenuti attraverso le due procedure, modellistica e sperimentale, sono stati messi a confronto e hanno permesso di stimare il bilancio dei solidi a livello di bacino (sediment delivery)

    Uso del suolo e sistemazioni idraulico-forestali nell'alta valle del Reno: cento anni di trasformazioni ed interventi

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    Due fenomeni contrastanti e concomitanti si sono verificati nell’Appennino dagli anni ’50 ad oggi: da un lato l’esodo degli abitanti verso le città e la pianura, dall’altra la diffusione della meccanizzazione agricola. Le conseguenze sono evidenti soprattutto a livello di uso del suolo: l’abbandono dei terreni meno produttivi e più impervi è accompagnato all’estensivazione, introdotta dalla meccanizzazione. L’agricoltura, fino agli anni ’50, era praticata con mezzi che interessavano il suolo “in superficie”, inoltre erano eseguite sistematicamente le opere di regimazione delle acque. Tuttavia, l’apparente sostenibilità dell’uso del suolo risulta spesso in contrasto con la documentazione dell’epoca, che testimonia un grave dissesto idrogeologico, in aree intrinsecamente fragili. Questa situazione critica è confermata anche dalla realizzazione, a partire dai primi anni del 1900, di importanti e diffusi interventi di regimazione idraulica negli alvei torrentizi e di sistemazioni idraulico forestali sui versanti, oltre che da iniziative di tipo “politico-legislativo”. Nel presente lavoro si riporta il caso emblematico di studio: il Rio Maggiore nel bacino montano del fiume Reno, dove, a partire dall’inizio del 1900, sono state realizzate, in un periodo di circa 50 anni, intense opere di sistemazione idraulico-forestale sia negli alvei che sui versanti. Le immagini aeree attuali ci mostrano la copertura vegetale costituita in gran parte da prati stabili, arbusteti in evoluzione, formazioni boschive e seminativi, sebbene i versanti siano tuttora interessati da movimenti di massa, conseguenza della fragilità intrinseca del territorio, più che da un insufficiente regimazione idraulico forestale. L’erosione del suolo è limitata alle pendici del basso Appennino, dove l’agricoltura trova ancora riscontro economico. Gli alvei torrentizi sono sostanzialmente in equilibrio, dimostrando quindi il successo degli interventi effettuati, sennonché gran parte delle opere realizzate, richiedono interventi manutentori più o meno urgenti ed estesi

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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