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    Progetto per la realizzazione della segnaletica turistica territoriale per la connotazione e la valorizzazione dell'antico tracciato romano della "Via Annia"

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    Il progetto è finalizzato alla realizzazione di una segnaletica turistica integrata in grado di valorizzare le tracce dell'antica Via Annia nel territorio delle province di Udine, Treviso, Venezia, Padova e Rovigo, da Adria ad Aquileia

    Progetto per la realizzazione di una segnaletica turistica lungo la sponda veneta del Po

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    Il progetto è finalizzato alla realizzazione di una segnaletica turistica integrata nel territorio dei comuni dalla provincia di Mantova al mare, da Melara ad Ariano nel Polesine, in grado di valorizzare i beni culturali (chiese, palazzi, musei) e ambientali (golene, gorghi, oasi naturalistiche) presenti nell'area fluviale

    Progetto di restauro e adeguamento funzionale di Palazzo Roncale a Rovigo

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    Oggetto dell'intervento è il restauro e l'adeguamento funzionale a sede per attività culturali e museali di Palazzo Roncale, ubicato a Rovigo, in Piazza Vittorio Emanuele n. 27, all’angolo tra Via Laurenti e Via Angeli. Il Palazzo si sviluppa su 6 livelli fuori terra, di cui due livelli principali (piani terra e primo), un piano secondo sottotetto, tre piani mezzanini ed un piano interrato. Palazzo Roncale, concordemente attribuito a partire da Tommaso Temanza nel 1778 all’architetto Michele Sanmicheli, è certamente il Palazzo più importante per storia e architettura della città di Rovigo. La necessità da parte della proprietà di intervenire sull’edificio per un adeguamento alla normativa antincendio che garantisse un utilizzo almeno parziale del Palazzo, ha portato nel 2008 alla necessità di mettere in atto un esame complessivo di Palazzo Roncale, valutando le sue più ampie possibilità di utilizzo al fine di restituire alla città di Rovigo uno dei suoi edifici più prestigiosi. Il Palazzo, nelle diverse possibili configurazioni museali, potrà quindi mantenere spazi espositivi sia al piano terra, nello spazio per esposizioni temporanee ricavato nel preesistente atrio, che nell’intero piano secondo, prevedendo al piano primo un’esposizione permanente di collezioni pittoriche o la visita dei principali spazi del palazzo con i suoi arredi, tramite tre ampie sale, di cui due angolari. Nei due ambienti ubicati lungo il portico verso via Angeli sono previste attività commerciali di supporto al museo, da destinare ad esempio per attività di book-shop e/o mediateca specializzata, sia al piano terra che al piano primo ammezzato, quest’ultimo prima del restauro non accessibile

    Progetto di intervento di riqualificazione urbanistica dell'area dello scalo merci e del parcheggio scambiatore a Rovigo

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    Il progetto è finalizzato alla trasformazione urbanistica di una parte dell'area ferroviaria della città, con la previsione di un parcheggio interrato multipiano, nell'ambito di un complessivo intervento di riqualificazione urban

    Progetto di restauro, ristrutturazione e adeguamento funzionale degli spazi interni ed esterni di Palazzo Boldrin Conti Malmignati a Lendinara

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    Il progetto è finalizzato al completo restauro del palazzo cinquecentesco, delle sue pertinenze e del giardino storico, per adeguarlo a sede della Biblioteca comunale esistente, uffici e Museo del Risorgimento in Polesine

    Restauro e ristrutturazione della Casa Museo Giacomo Matteotti a Fratta Polesine

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    Con il progetto della Casa Museo Giacomo Matteotti si sono individuati nei tre livelli principali dell’edificio esistente diverse modalità di attuazione degli interventi in relazione alle diverse attività e ai possibili tipi di utenza: tra questi turisti, studenti delle scuole di diverso ordine e grado, studiosi e ricercatori. Al piano terra è stato realizzato un livello di accoglienza del pubblico, dove sono ubicati gli ambienti di servizio della Casa Museo (informazioni, guardaroba, servizi igienici, vani tecnici), e nella rimanente parte del piano gli spazi domestici (cucina, soggiorno, pranzo e studio), restaurati e arredati con mobili originari, oltre a una piccola saletta per proiezioni e un apparato di didascalie che introduce i visitatori ai diversi spazi della casa. Al piano primo, è stata ricostruita, in base alle fonti disponibili, la fisionomia degli spazi domestici (soggiorno, bagno e camere da letto), attraverso l’appropriata collocazione dei mobili e degli oggetti d’arredo originari. Al piano secondo, è stata allestita un’esposizione permanente dedicata alla vita e alle opere dello statista. I visitatori qui possono accedere a una saletta informatica e multimediale, dove sono allestite alcune postazioni dove selezionare e visionare altri materiali audiovideo legati alla figura di Matteotti, presenti presso istituzioni a livello nazionale e internazionale, potenziale nucleo di un centro studi. Sul fronte ovest sono stati localizzati i nuovi elementi di risalita necessari per la nuova destinazione museale. L’apertura al pubblico di tutti e tre i livelli della Casa Museo ha comportato infatti la necessità di affiancare alla scala interna esistente un secondo elemento di distribuzione verticale, tale da consentire sia il deflusso del pubblico dai piani secondo e primo in caso di incendio, sia l’accesso a tutti i tipi di utenti a tutti i livelli dell’edificio. Il progetto di restauro si fonda infine sulla necessaria e integrale valorizzazione del giardino, anch’esso soggetto a vincolo, considerato quale parte essenziale per la completa comprensione del luogo e delle memorie a esso legate. Dal rilievo del giardino, la presenza di essenze arboree, per lo più alloctone, testimonia della scelta di raccogliere e impiantare in questo luogo nuovi tipi di piante, forse memoria di viaggi, di luoghi cari, o semplicemente delle origini trentine della famiglia Matteotti. Anche per questi motivi, il nuovo ingresso alla Casa Museo consente ai visitatori di accedere a piedi da sud, attraversando il parco nella sua estensione

    Progetto di concorso per il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Ferrara

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    Il progetto è stato presentato in occasione del Concorso internazionale di progettazione del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah, e della relativa mostra svoltasi a Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 8 maggio-12 giugno 2011. Il progetto è documentato nel catalogo della mostra: Carla Di Francesco (a cura di), MEIS architetture per un museo, Ferrara, Sate 2011, pp.354-357

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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