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Inventaire des meubles du cardinal Geoffroi d'Alatri (1237)
Prou Maurice. Inventaire des meubles du cardinal Geoffroi d'Alatri (1237). In: Mélanges d'archéologie et d'histoire, tome 5, 1885. pp. 382-411
Le paralisi laringee
Innervazione della laringe; Classificazione ed eziologia delle paralisi laringee; Sintomatologia; Inquadramento clinico diagnostico; Terapia logopedica; Terapia chirurgica
The speech range profile (SRP): an easy and useful tool to assess vocal limits
This study was carried out to compare the vocal limits obtained by speech range profile (SRP) with those of voice range profile (VRP) in untrained healthy and dysphonic females. Forty-six healthy voice volunteers (control group) and 148 dysphonic patients (dysphonic group) were evaluated using videolaryngostroboscopic assessment and phonetography for voice measurements. For VRP, subjects were asked to sustain the vowel /a/ as soft and as loud possible from the lowest to the highest frequencies using an automated procedure. The SRP was obtained by recording the speaking voice (SV) and the shouting voice (ShV) asking subjects to read a list of sentences aloud and to shout / ehi/ as loud as they could, respectively. All subjects in the control and dysphonic groups were able to perform SRP. fourty of 46 (85%) and 102 of 148 (68.91%) cases, respectively in control and dysphonic groups, were able to perform VRP. Most frequently, the VRP was not recorded because of the inability to perform or, especially in the dysphonic group, for inadequacy of the vocal signal. In the control group, there were no significant differences between the mean values of Fmin, Fmax, Imin and number of semitones (st) of the VRP and those of the SRP (p > 0.05). In the dysphonic group, the mean values of Fmin, Fmax and st SV+ShV for SRP were significantly higher than those of VRP. Our preliminary results suggest that the SRP may be a useful, alternative tool to assess vocal limits in both euphonic and dysphonic females
Decision making, pianificazione terapeutica e implicazioni etiche
Il volume vuole fornire nozioni e informazioni per una corretta gestione clinica dei disturbi di deglutizione. Nasce dalla richiesta sempre crescente di valutazione e
presa in carico clinico-riabilitativa di pazienti in diverse fasce d'età e diversi contesti clinici.
Rispetta l’approccio multidisciplinare al disturbo, considerando la prospettiva valutativa e di presa in carico delle principali figure professionali di riferimento nella gestione del paziente e caregivers. I principali aspetti della presa in carico e i principali strumenti di valutazione clinica e strumentale sono proposti in modo schematico e funzionale, adatto alla pratica clinica e a uno studio accademico
Music identification skills of children with specific language impairment
BACKGROUND: To date very few studies have investigated the musical skills of children with specific language impairment (SLI). There is growing evidence that SLI affects areas other than language, and it is therefore reasonable to hypothesize that children with this disorder may have difficulties in perceiving musical stimuli appropriately. AIMS: To compare melody and song identification skills in a group of children with SLI and in a control group of children with typical language development (TD); and to study possible correlations between music identification skills and language abilities in the SLI group. METHODS & PROCEDURES: This is a prospective case control study. Two groups of children were enrolled: one meeting DSM-IV-TR(®) diagnostic criteria for SLI and the other comprising an age-matched group of children with TD. All children received a melody and a song identification test, together with a test battery assessing receptive and productive language abilities. OUTCOMES & RESULTS: 30 children with SLI (mean age = 56 ± 9 months) and 23 with TD (mean age = 60 ± 10 months) were included. Melody and song identification scores among SLI children were significantly lower than those of TD children, and in both groups song identification scores were significantly higher than melody identification scores. Song identification skills bore a significant correlation to chronological age in both groups (TD: r = 0.529, p = 0.009; SLI: r = 0.506, p = 0.004). Whereas no other variables were found explaining the variability of melody or song identification scores in either group, the correlation between language comprehension and song identification in the SLI group approached significance (r = 0.166, p = 0.076). CONCLUSIONS & IMPLICATIONS: The poorer music perception skills of SLI children as compared with TD ones suggests that SLI may also affect music perception. Therefore, training programmes that simultaneously stimulate via language and music may prove useful in the rehabilitation of children affected by SLI
I più antichi insediamenti dei mendicanti nella provincia civile di Campagna
Mariano D'Alatri, I più antichi insediamenti dei mendicanti nella provincia civile di Campagna, p. 575-585.
Nella provincia di Campagna (Lazio méridionale), domenicani e francescani si stabilirono durante la prima meta del secolo XIII, anche se solo in qualche caso è possibile accertare l'anno d'arrivo nei singoli luoghi. I domenicani fissarono la loro dimora in Anagni almeno alcuni arini prima del 1252, quando nel loro convento di S. Giacomo si celebro il capitolo della provincia Romana. L'insediamento dei frati minori fu favorito dai papi e dalle loro famiglie. Troviamo loro conventi in Anagni (1226), Alatri (prima del 1227), Piglio (molto probabilmente prima del 1253), Ferentino (prima del 1254), Zagarolo (prima del 1277), Valmontone (prima del 1290).
Anche le clarisse sono presenti in Alatri (1233-34), Anagni (prima del 1256), Frosinone e Ferentino (ambedue prima del 1260), Castel S. Pietro presso Palestrina (1274), Valmontone (prima del 1290). Fonti scrittedi vario genere e monumenti architettonici ci informano (per i comuni di Alatri, Anagni e Ferentino) circa il trasferimento dei frati dalle loro primitive dimore, più o meno remote dall'abitato, all'interno oppure a ridosso delle mura cittadine, e circa la loro partecipazione attiva alla vita religiosa e civile delle rispettive comunità.D'Alatri Mariano. I più antichi insediamenti dei mendicanti nella provincia civile di Campagna. In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Moyen-Age, Temps modernes, tome 89, n°2. 1977. pp. 575-585
Disfonie funzionali ed aspetti psicologici
La voce oltre a veicolare in forme linguistiche i contenuti della mente permette anche di trasmettere i sentimenti, gli stati d’animo e le intenzioni del parlante. Chi ascolta decodifica il significato di ciò che viene espresso non soltanto attraverso l’analisi del contenuto verbale (7%), ma anche utilizzando indizi forniti dalle espressioni facciali (55%) e dai tratti paralinguistici della voce (38%) (Mehrabian, 1971). Nella produzione e nella decodifica di quest’ultimi sono coinvolte strutture del sistema limbico (cervello emotivo).
Secondo alcuni Autori la voce è il “barometro delle emozioni” (Aronson, 1990; Roy e Bless, 2000a), ed emozioni negative indotte da eventi stressanti, soprattutto se associate a particolari tratti di personalità che influenzano le strategie di coping allo stress, possono determinare l’insorgenza di un disturbo funzionale della voce (Baker, 2008).
Il termine “Disfonia Funzionale” implica la presenza di un disturbo di voce in assenza di alterazioni della struttura e della motilità laringea. Si tratta di una categoria diagnostica che include un vasto assortimento di disturbi vocali: psicogeni, da conversione, isterici, da tensione, da iperfunzione, da cattivo uso. La differente terminologia utilizzata suggerisce che l’eziologia della disfonia funzionale è eterogenea, anche se non è ancora sufficientemente chiaro quanto questi disturbi siano qualitativamente differenti ed eziologicamente distinti (Roy, 2003). In particolare, mentre alcune etichette diagnostiche presumono la presenza di problematiche psicologiche, altre suggeriscono l’esistenza di un comportamento disfunzionale caratterizzato dalla presenza di tensioni muscolari e cattive abitudini vocali. Attualmente molti Autori, ritenendo che stress e caratteristiche della personalità possano interferire sull’equilibrio della muscolatura laringea intrinseca ed estrinseca, preferiscono utilizzare l’etichetta “Disfonia Muscolo-Tensiva Primaria (MTD I)” (Morrison et al, 1983; Morrison e Rammage, 1994; Roy et al, 1996).
Quest’ultima secondo il “Classification Manual for Voice Disorders - I (CMVD-1)” (Verdolini et al, 2005) è un’alterazione della voce che si manifesta in assenza di lesioni organiche delle corde vocali, non riconducibile a una chiara eziologia psicogena o neurologica, associata a movimenti laringei eccessivi, atipici o abnormi durante la fonazione. Clinicamente la MTD I può manifestarsi in modo diverso. Il termine “ombrello” che la definisce è l’iperfunzione, ma questa può estrinsecarsi sia con l’iper- che con l’ipoadduzione delle corde vocali. L’iperadduzione determina fonotrauma ed è causalmente correlata allo sviluppo di lesioni delle corde vocali. L’ipoadduzione, che sembra maggiormente associata a particolari profili psicologici, si manifesta invece con rigidità delle corde vocali e co-contrazioni della muscolatura adduttoria e abduttoria che ostacolano l’emissione della voce, ma che non determinano alterazioni della mucosa cordale.
Riguardo al ruolo svolto dai fattori psicologici nella MTD I, il CMVD- I (Verdolini et al, 2005) sottolinea che questi non possono essere presi in considerazione in assenza di elementi specifici e rilevanti e che la diagnosi di disturbo “psicogeno” della voce non è mai una diagnosi di esclusione.
È tuttavia opinione condivisa che alla disfonia possano essere associati stati psicologici, come ad esempio quelli legati allo stress, che non costituiscono condizioni di psicopatologia franca, ma che possono comunque influenzare la voce. In generale, infatti, nei pazienti affetti da MTD I i problemi psicologici sembrano essere in relazione non tanto a reali problemi psichiatrici quanto piuttosto ad ansia che non supera la soglia per la diagnosi clinica (House e Andrews, 1987, 1988; Seifert e Kollbrunner, 2005). In quest’ottica appare dunque ragionevole supporre che la MTD I sia un disturbo ad eziologia multifattoriale in cui fattori fisiologici e psicologici interagiscono lungo un continuum (Altman et al., 2005; Roy e Bless, 2000b; Seifert e Kollbrunner, 2005; Verdolini et al., 2005)
The prevalence of signs and symptoms of laryngopharyngeal reflux and laryngeal precancerous lesions in urban taxi drivers
Purpose: Taxi drivers represent a large group of workers employed in the service sector of transport. Many studies found an increased risk of a range of health disorders in relation to their irregular work shifts, inappropriate diet, drinking and smoking habits and their high exposure to gasoline- and diesel-engine exhaust fumes. The aim of the present study was to assess the sample of a larynx from taxi drivers, considering symptoms and endoscopic signs of laryngopharyngeal reflux (LPR) and precancerous lesions. Methods: Taxi drivers enrolled (n = 74) were questioned about their nicotine dependence using the Fagerstrom scale. The Reflux Symptom Index (RSI) was administered to screen LPR symptoms. Each subject underwent videolaryngoscopy with Reflux Finding Score (RFS) calculation. Data were compared with those obtained from the control group (n = 102). Results: Taxi drivers’ group did not show a significantly greater dependence on cigarette smoking (p < 0.05) based on the Fagerstrom scale. RSI resulted greater or equal to 13 (cut-off for reflux disease) for 28/74 (37.3%) taxi drivers and 14/102 (13.7%) controls, with a statistically significant difference between the two groups (p = 0.0015; OR = 3.14). RFS was greater or equal to 7 (95% certainty of having LPR) in 40/74 (53%) cases and 30/102 (29.4%) controls (p = 0.0010, OR = 2.82). Three taxi drivers (4%) had leucoplastic lesions of the vocal cords worthy of biopsy, which turned out to be infiltrating squamous cell carcinoma on histological examination. Conclusions: Taxi drivers resulted at risk of LPR and presented high-prevalence laryngeal precancerous lesions and carcinoma
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