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    La tutela penale dell'ambiente tra passato e futuro

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    The paper analyses the evolution of the Italian environmental criminal law, focusing the attention on the principal issues that jurisprudential practice has traditionally faced. Moreover, the contribution critiques the distortions of the general categories of criminal law (in particular, abstract danger and crimes against the public safety), connected with the judicial effort to ensure – seen the precautionary principle – an adequate protection of the environment, with all its basic elements (soil, air, water). The Author, then, examines the new criminal offences – environmental pollution and disaster – introduced with the Law No. 68/2015 in the Italian Penal Code. While being an appreciable attempt of the Italian Legislator, in order to solve the issues which have raised in the last decades of judicial experience, the reform arouses perplexities not only from a criminal policy perspective, but also for the use of unclear and imprecise legal definitions

    Responsabilità da reato degli enti e rischio d'impresa: prospettive di riforma per una corporate governance efficace

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    Il contributo analizza il tema del rischio-reato nell’attività d’impresa in relazione alla responsabilità da reato degli enti collettivi, soffermandosi sull’opportunità, anche in termini di migliore efficacia della corporate governance, di svincolare la responsabilità dell’ente ai sensi del d.lgs. 231/2001 dal rimprovero penale nei confronti di una persona fisica.The paper analyzes the impacts of the risk of committing crimes while doing business, in relation to the criminal liability of corporate entities: the Author claims the opportunity, in order to ensure effective corporate governance, to separate the corporate liability under the legislative decree 231/2001 from the criminal liability of a specific member of the corporation, identifying specific offenses directly referred to corporate entities

    Reati di bancarotta e ruolo della sentenza dichiarativa di fallimento: la Suprema Corte avvia una revisione critica delle posizioni tradizionali?

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    Il contributo analizza il ruolo della sentenza dichiarativa di fallimento, all'interno delle fattispecie di bancarotta, affrontando l'annoso dibattito circa la sua natura di elemento costitutivo del reato ovvero di condizione obiettiva di punibilità. L'Autore, prendendo spunto da un'innovativa - ma episodica - pronuncia della Corte di cassazione, procede a una revisione critica dei diversi orientamenti interpretativi, accogliendo la tesi che qualifica la sentenza dichiarativa di fallimento quale condizione obiettiva di punibilità, avente natura estrinseca, del delitto di bancarotta fraudolenta prefallimentare

    La Cassazione sul caso Cucchi: ancora un discostamento dalla sentenza Franzese per malintesi fini di giustizia sostanziale

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    Il contributo si sofferma sull'accertamento della causalità e della colpa, partendo dall'analisi critica di una recente pronuncia della Suprema Corte, con la quale è stata affermata la necessità, da parte del giudice del merito, di formulare ipotesi di spiegazione causale anche ulteriori rispetto a quelle oggetto dell'imputazione, allo scopo di verificare l'eventuale esistenza di un nesso di condizionamento tra condotte omissive ed evento lesivo

    Il nuovo art. 217-bis della Legge fallimentare

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    Il contibuto analizza la fattispecie prevista dall'art. 217-bis della Legge fallimentare, che ha introdotto una serie di specifiche esenzioni alle ipotesi di bancarotta

    Pericolo astratto e limiti soglia. Le promesse non mantenute del diritto penale

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    Il volume esamina la discussa categoria dei reati di pericolo astratto e l'evoluzione "moderna" di tale tipologia di incriminazione: il superamento di limiti-soglia ipercautelativi. Dopo aver analizzato il contributo che saperi diversi da quello giuridico offrono all'analisi del concetto di pericolo e a quello di previsione (e decisione) razionale, il volume ripercorre le tradizionali classificazioni dei reati di pericolo, evidenziando come esse, per un verso o per l'altro, presentino aporie e criticità tali da richiedere un'accurata risistemazione della materia. Viene così fornita una proposta di inquadramento della categoria tradizionalmente più problematica, quella dei reati di pericolo astratto, evidenziando in particolare i vincoli interpretativi da osservare al fine di assicurare il rispetto di principi costituzionali fondamentali, primo tra tutti quello di necessaria offensività del fatto. L'indagine esamina poi quelle figure di reato, frutto della contaminazione del diritto penale con le sollecitazioni provenienti dal principio di precauzione, che si imperniano attorno al superamento di valori-soglia fissati in via legislativa a livelli anche molto distanti da quelli di reale potenzialità lesiva delle condotte. Il giudizio espresso dell'autore è che anche questa versione "rivisitata" di fattispecie penale legata all'esigenza di assicurare protezione dai pericoli della società postmoderna, non sia in grado di mantenere adeguatamente le promesse che formula, in quanto troppo distante dagli standard minimi di legalità costituzionale che devono assistere le norme penali incriminatrici

    La certezza del nesso causale: la lezione antica di Carrara e la lezione moderna della Corte di cassazione sull'oltre ogni ragionevole dubbio

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    L'Autore, partendo dall'analisi di due fondamentali sentenze della sezione IV penale della Corte di cassazione, analizza il tema delle regole probatorie e di giudizio nell'ambito del processo penale, evidenziando come la tradizione penalistica italiana, già dai tempi della Scuola classica e del suo più illustre esponente, Francesco Carrara, ha sempre individuato come obiettivo fondamentale del processo quello di raggiungere un accertamento della responsabilità dell'imputato in termini di certezza. In assenza di tale accertamento, il principio di tradizione romanistica "in dubio pro reo" non potrà che comportare la neutralizzazione dell'ipotesi accusatoria e la pronuncia di una sentenza assolutoria

    Regolatori del mercato, enforcement e sistema penale

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    Il volume analizza il sistema normativo posto a tutela del corretto funzionamento dei mercati finanziari, con particolare attenzione per l'apparato repressivo di tipo penale-amministrativo. Il dato comparato, in riferimento agli ordinamenti statunitense e britannico, fornisce significativi spunti per possibili strategie di riforma normativa del sistema legislativo attualmente vigente

    L'oltre ogni ragionevole dubbio nella revisione del processo

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    L'Autore, prendendo le mosse da una interessante pronuncia della Corte di cassazione in tema di presupposti per lo svolgimento del giudizio di revisione, esamina le peculiari caratteristiche della regola probatoria e di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio, individuandone i contenuti e le corrette modalità applicative. Il saggio si concentra particolarmente nell'analisi della giurisprudenza e della dottrina nordamericana, ripercorrendo le tappe più significative del dibattito volto a definire con precisione i contenuti del "reasonable doubt"

    La riforma delle false comunicazioni sociali al vaglio del Giudice di legittimità: davvero penalmente irrilevanti le valutazioni mendaci?

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    L'Autore commenta la prima pronuncia della Corte di cassazione successiva alla riforma del delitto di false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.), intervenuta con la l. 69/2015 ed esprime articolate critiche al percorso esegetico seguito dalla Suprema Corte, che ha condotto il Giudice di legittimità a ritenere penalmente irrilevanti, alla luce della riforma, le valutazioni mendaci. Le critiche sollevate nel lavoro sono state fatte proprie da una successiva pronuncia della Corte, che ha mutato orientamento rispetto alla sentenza commentata, dando vita a una duplicità di interpretazioni che attende di essere ulteriormente sviluppata dalla prassi
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