1,720,970 research outputs found

    Epigenetic regulation of tumor growth: micro RNA as biomarkers and possible new drugs

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    Micro RNAs are single stranded non-coding RNAs of about 15-23 in lenght that regulate gene expression at the post-transcriptional level. Many of the miRNAs idetified to date are aberrantly expressed in a broad range of different cancer types, indicating that they can function as conventional tumour suppressor and/or oncogenes. The ability to repress many oncogenes at once and across different oncogenic pathways and the ability of miRNAs to circulate in biologic fluids caried by proteins, lipids and exosomes provides a strong rationale for developing miRNA-based cancer therapies

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Pianificazione dei Trasporti e Gestione del Traffico. Seconda edizione

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    Il sistema della mobilità e dei trasporti può essere visto ragionevolmente e contemporaneamente come una conseguenza e una funzione dell’uso del suolo: come da quasi mezzo secolo è stato osservato e dimostrato la distribuzione delle attività umane sul territorio genera e caratterizza la mobilità. La dimensione delle infrastrutture deriva dagli insediamenti; è parte essenziale delle condizioni generali per lo sviluppo sociale e economico, ma non è il fattore determinante della crescita economica: elemento necessario, ma non sufficiente, dunque. Diversi livelli operativi della pubblica amministrazione si preoccupano di fornire le idonee infrastrutture per sostenere la domanda di mobilità e per favorire il moltiplicarsi di relazioni con buona efficienza, ma per quanto la finalità possa essere quella di raggiungere soluzioni utili e praticabili rispetto alle problematiche presenti nei trasporti, questa non può essere perseguita soltanto attraverso un approccio empirico senza pianificazione e senza verifiche. Di fatto i diversi investimenti costituiscono prove, tentativi, parti in attuazione di strategie, ma purtroppo e non sempre sono disponibili analisi e verifiche convincenti di quanto è avvenuto, della bontà e dell’efficacia delle scelte, dell’efficienza degli strumenti con cui si è operato. In altre parole non sempre si dispone di informazioni veramente utili per indirizzare i comportamenti della pubblica amministrazione e dei pianificatori. In questo contesto si inseriscono due elementi importanti: l’istituzione dei Piani urbani del traffico e dei Piani di traffico della viabilità extraurbana e l’ampliamento dell’offerta tecnologica nel settore del controllo del traffico e delle soluzioni di centralizzazione del controllo. I due elementi, se combinati, richiedono comunque che per la costruzione di strumenti di supporto ai loro diversi aspetti operativi si operi per combinare teoria metodologia e manualistica, tre modi di vedere e organizzare il sapere disciplinare. A partire dalla consapevolezza che la definizione degli obiettivi, le procedure e le scelte tecniche derivate da queste esperienze e dalla loro revisione critica sarebbero assai diverse da quelle che potrebbero essere derivate dalle impressioni raccolte quotidianamente viaggiando per ragioni di lavoro o di studio o suggestionati dalla lettura dei giornali si è, quindi, mirato a ricostruire se non un quadro completo almeno un inquadramento e uno sviluppo dei temi che si sono ritenuti critici nella pianificazione del traffico da parte delle Pubbliche Amministrazioni. La questione centrale nella pianificazione e nell’organizzazione dei trasporti e nel controllo del traffico non sta solo, però, nell’evitare le suggestioni suggerite dall’emozione dell’esperienza quotidiana, quanto nel sapere combinare una visione locale con una visione ampia e territoriale capace di formulare strategie a medio e a lungo termine con aspetti tecnici e di qualità delle soluzioni particolari. Infatti, oltre a questa enorme differenza tra scelte suggestionate da accadimenti estemporanei o condizionate da emergenze, poco importa se apparenti o reali, e scelte derivate da un contesto di continua programmazione e verifica, esiste un altro aspetto critico che deriva dalla difficoltà di congiungere visioni locali e visioni a breve termine con inquadramenti generali e strategie a medio e lungo termine. L’organizzazione e la pianificazione nel campo del sistema della mobilità e dei trasporti richiama inevitabilmente l’altro settore della pianificazione territoriale e urbana, governato talvolta dai piani territoriali di coordinamento promossi da regioni e province, ma assai più frequentemente dai piani regolatori generali. La pianificazione del sistema della mobilità richiede però ancora di andare oltre l’orizzonte della singola soluzione tecnica e locale dell’infrastruttura, per arrivare a governare gli aspetti complessivi delle reti, degli uffici della pubblica amministrazione e dei livelli di governo, delle aziende di fornitura e manutenzione dei servizi e delle infrastrutture, poiché il nodo centrale del sistema della mobilità, come peraltro in tutta la questione territoriale, non consiste solo nell’eventuale dicotomia tra pianificazione e attuazione, ma coinvolge tutti gli altri aspetti della Pubblica Amministrazione, in quanto gestore dei servizi erogati. Solo in questa visione ampia e strategica sarà, infatti possibile capire la coerenza tra diverse azioni e la loro possibile efficacia nell’essere risolutrici dei problemi che erano stati individuati come prioritari. Basterà ricordare a questo proposito la complessità di gestione dei porti e dei trasporti marittimi, degli aeroporti e dei trasporti aerei, delle stazioni e del servizio ferroviario, del trasporto merci e dell’approvvigionamento urbano, fino a giungere ai trasporti municipali e alla loro connessione con tutto il resto del sistema territoriale: la ricchezza di un paese dipende dal livello qualitativo dei servizi e dall’entità dei costi che la collettività decide di sopportare. Tuttavia, una risposta seria e matura alla domanda di servizi, presuppone sia una notevole capacità di intervento su una molteplicità di elementi collegati e di connessioni logiche, una grande capacità di coordinamento e di visione strategica, doti che senza dubbio richiamano la pianificazione, la programmazione e la gestione con efficienza. Nello stesso tempo, la gestione dei servizi non può non esigere quantità opportuna e idonea qualificazione degli addetti. Scioperi e disservizi, ritardi e costi elevati in confronto agli altri paesi sviluppati comportano forti penalità rispetto a altri paesi. A proposito di tutto questo, e non solo questo, emergono altri temi che seppure con voci diverse compongono il cruciale argomento della gestione del servizio, le cui modalità possono garantire allo stesso modo il successo dell’opera o la sua inutilità. Tuttavia, privilegiare l’obiettivo dell'aspetto fisico della costruzione e trasformazione delle reti della mobilità, come strumento unico per giungere a migliorare i livelli di servizio e di esercizio del servizio stesso, significa non essere consci che l’oggetto del piano non è limitato all’opera fisica e che non si può fare a meno dell'organizzazione del lavoro, perché proprio questo in realtà è un potente vincolo, capace di condizionare tutto il progetto di trasformazione: gratificare il lavoro, promuovere la mobilità nel lavoro, addestrare il personale per elevare le qualificazioni, abbassare la fatica fisica, informatizzare il processo produttivo, aumentare la produttività: quanti decisori siedono al tavolo dei trasporti disposti a modificare i propri obiettivi per garantire finalità generali? Quale può essere la funzione e il ruolo delle organizzazioni sindacali di fronte ad un processo di trasformazione rispetto al proprio compito tradizionale di difesa del posto di lavoro e del salario? Quali garanzie devono essere chieste e quali punti di accordo si possono trovare tra il dilemma di difesa dello stato attuale e quello di rinnovamento delle condizioni attuali dei servizi definibili pubblici per la loro qualità intrinseca e non per la tipologia dell'ente erogatore? Conseguire il miglioramento della produttività aziendale e permettere la concorrenzialità dei modi di trasporto senz'altro vuol dire attuare radicali trasformazioni, tramite operazioni certo non indolori, ma che sono comunque necessarie se si vuole modificare la realtà dei trasporti in Italia e cogliere l'occasione attuale di transizione del settore industriale e della struttura sociale unitamente alle necessità di realizzare un sistema realmente integrato di trasporti

    Low and Ultra‐Low Temperature District Heating Equipped by Heat Pumps—An Analysis of the Best Operative Conditions for a Swiss Case Study

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    The manuscript analyses the management of low and ultra‐low‐temperature district heating systems (DHS) coupled with centralised and decentralised heat pumps. Operative conditions are defined in order to satisfy the heating needs without overloading the electric grid. The results are achieved by dynamic simulations, based on a real DHS located in southern Switzerland. At the building level, the heating needs are estimated considering real data and simultaneous energy simulations. Two DHS configurations, alternatives to the existing one, are simulated and suitable parameters for the management of the DHS are selected. The global performance of the two DHS is evaluated by KPIs also including the flexibility and the impact on the electric peak due to heat pumps. The achieved results are discussed providing suggestions for the stakeholders involved in DHS management for an optimal matching of the electric grid and thermal networks towards a reduction of the peak power. The rule‐based control strategies defined allow the expected electric peak shaving and load levelling, conversely, the yearly energy consumptions are lightly increased and have to be further investigated. The outcomes demonstrate a global better performance of the ultra‐low temperature DHS in terms of response to the applied control strategies and of energy savings

    Rotonde. Tecnologie per la progettazione, la realizzazione e la valutazione.

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    Le premesse teoriche e metodologiche necessarie per inquadrare correttamente criteri progettuali e tecniche di regolazione del traffico nelle intersezioni sono da ricercare nei temi della pianificazione dei trasporti, del controllo del traffico e della valutazione degli interventi. La diffusione delle rotonde deve essere messa a confronto con altri criteri di regolazione; la sua valutazione riguarderà le aspettative o, quantomeno, la situazione preesistente. La rotonda è allo stato attuale una delle soluzioni con più frequenza invocata e adottata per sistemare le intersezioni, panacea sicura per la regolazione, il miglioramento della sicurezza e la sistemazione urbana. Alla base delle certezze stanno, però, sia la sottovalutazione delle tecnologie nella produzione del territorio, sia la separazione tra progettisti di strade e urbanisti, tipico della situazione italiana, evidente nella formazione universitaria e nei modi operativi delle pubbliche amministrazioni. Per di più, si resta fortemente sorpresi dai frequenti richiami alle opere realizzate in altri paesi o ai loro manuali, come se in Italia fosse impossibile disporre di condizioni operative simili sia per quanto riguarda i costi di adeguamento delle infrastrutture, sia per quanto riguarda le capacità teoriche, metodologiche e progettuali. Alla base delle certezze stanno allora scarsità di valutazioni delle realizzazioni, pluralità di approcci e di sperimentazioni locali, difficoltà a promuovere riflessioni comuni. Per questo è sembrato opportuno avviare e sviluppare l'esame delle controversie nello specifico delle rotonde come strumento di gestione (regolazione e sicurezza). È un contributo per un sistema concettuale unitario, un piccolo passo nella speranza che con altri si possa consolidare una cultura politecnica

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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