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La passivity rule ai tempi dell’economia sostenibile: spunti per una prima analisi
È di frequente rimarcato, e non solo nell’ambito della scienza giuscommercialistica, come sia in corso di realizzazione un mutamento di prospettiva – se non di vero e proprio paradigma di base – nel moderno capitalismo occidentale volto alla realizzazione di una economia sostenibile. Un banco di prova decisivo del detto approccio è dato dalla disciplina dedicata alle offerte pubbliche di acquisto e, segnatamente, dalla norma che impone la c.d. passivity rule. Lo studio rappresenta un primo spunto per l’analisi della questione
Sulla competenza dell’assemblea di s.r.l. a deliberare operazioni modificative dell’oggetto sociale e dei diritti dei soci
Nelle società di capitali, la delimitazione e il raccordo delle competenze dei soci rispetto a quelle dell'organo gestorio è un problema classico del diritto societario. Le novità introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza hanno ravvivato il dibattito dottrinale sull’argomento. Il tema è qui affrontato in relazione all’art. 2479, comma 2, n. 5, c.c. e nella prospettiva di delimitarne l’ambito di applicazione. A tal fine, è parso necessario il preliminare inquadramento sistematico del concetto di partecipazione sociale e dei poteri assicurati ai soci dalla disciplina dedicata alla società a responsabilità limitata
Il divieto di usura nell’acquisto di partecipazioni societarie a scopo di finanziamento
L’acquisto di partecipazioni societarie allo scopo di realizzare un finanziamento dell’impresa è da tempo una pratica diffusa sul mercato. Al riguardo, oltre al divieto di patto leonino, è da verificare se l’autonomia dei privati incontri l’ulteriore limite del divieto di interessi usurari. La fattispecie in osservazione è parsa ricompresa nell’ambito di applicazione dell’usura presunta e, dunque, sottoposta al sistema del tasso soglia. Così, per il calcolo del TEG bisognerà prendere in esame i flussi finanziari programmati dalle parti in occasione dell’acquisto della partecipazione societaria e del successivo disinvestimento in esecuzione delle opzioni put o call. Gli eventuali oneri accessori all’erogazione del credito, ove non compresi in nessuna delle voci rilevate nel TEGM, vanno intestate allo spread di scostamento dal TEGM attualmente ammesso. Il momento rilevante ai fini della verifica del ricorso dell’illecito usurario sarà quello iniziale della concessione del finanziamento.The purchase of corporate equity for the purpose of financing the enterprise is a widespread practice in the market. In this regard, in addition to the prohibition of “patto leonino”, it is to be determined whether the autonomy of private parties is also circumscribed by the prohibition against usury. The case under observation appears to fall within the scope of so-called presumed usury and, therefore, is subject to the “threshold rate system”. Thus, to calculate the TEG, it will be necessary to consider the cash flows planned by the parties in connection with the acquisition of the shareholdings and the subsequent disinvestment in execution of the put or call options. Any additional costs associated with the grant of credit, if not included in any of the items noted in the TEGM, should be attributed to the spread of deviation from the currently allowed TEGM. The relevant time for verifying the presence of usury will be the initial time of the granting of the loan
Organizzazione dei servizi di investimento e rapporti con la clientela
Chiariti i termini di rilevanza delle regole di organizzazione dei servizi di investimento nei rapporti con la clientela, lo studio, dimostra come sia possibile, nel contesto in esame, accostare l’atto contrattuale alla categoria del fatto, divenendo esso mero presupposto per l’imputazione di comportamenti o risorse all’organizzazione d’impresa. In quest’ottica, le regole di organizzazione oggetto d’indagine sono intese quali regole di tale imputazione, dotate di rilevanza diretta nella disciplina della relazione clienti-intermediari, piuttosto che meri presupposti di regole di comportamento integrate nel regolamento contrattuale. L’analisi prosegue con la dimostrazione della possibilità di attribuire a tali regole una rilevanza sul piano reale, al fine dichiarato di trarre dalla sistematica delle posizioni proprietarie/possessorie delle regole, prima, e dei rimedi, dopo, suscettibili di applicazione nei contesti a impresa e, in particolare, nell’ambito dei servizi d’investimento. Nel terzo capitolo si dimostra come i rapporti intermediari-clienti possano dirsi fattispecie fiduciarie secondo una concezione alternativa a quella di stampo contrattuale. A ciò segue la verifica dei limiti in cui le regole di organizzazione e quelle di product governance possono essere ricondotte al duty of loyalty o al duty of care. Il quarto capitolo è dedicato alle ricadute dei risultati raggiunti sul piano rimediale
Buoni fruttiferi postali e modifica unilaterale delle condizioni economiche
Nonostante la recente sentenza a Sezioni Unite della Corte di cassazione, appare possibile tutt’oggi limitare la sostituzione automatica dei tassi di interesse dei buoni fruttiferi postali all’ipotesi di modifica in melius per i risparmiatori. Negli altri casi, la variazione può ammettersi per mezzo dello schema della modifica unilaterale del contratto di deposito fruttifero ma sempreché: i) il potere di modifica sia stato menzionato negli accordi iniziali fra le parti; e ii) sia stato rispettato lo speciale regime pubblicitario di cui all’art. 173, comma 3, d.P.R. n. 156/1973
Appunti sul diritto di informazione e di consultazione della documentazione sociale del socio di s.r.l.
È assai ricorrente notare come al socio di società a responsabilità limitata sia riservato un ruolo decisivo non solo nella governance societaria ma pure nella gestione dell’impresa. Tra i poteri del socio, che giustificano tale affermazione e danno contenuto alla detta posizione, vanno di certo annoverati quelli ad esso riconosciuti dall’art. 2476, c. 2, CC. L’analisi è volta a ricostruire i contorni e i limiti di operatività del potere di controllo assicurato al socio dalla citata disposizione.It is recurrent noting that the shareholder of limited liability companies has a decisive role not only in corporate governance but also in the management of the enterprise. Among the powers, which justify this assertion and give content to the said position, there are certainly those
recognized by Article 2476, paragraph 2, of the Civil Code. The analysis is aimed at reconstructing the contours and limits of the power of control assured to the shareholder by this rule
La prededuzione della “nuova” finanza e dei crediti professionali nel concordato preventivo
Di recente, l’istituto della prededuzione ha subito un’importante evoluzione: identificato in origine con i c.d. “debiti della massa”, dopo il 2006 è stato sempre più di frequente utilizzato per i debiti acquisiti dall’imprenditore al fine di evitare la liquidazione giudiziaria e superare la crisi. Il cambio registra un certo mutamento nella sua funzione. Oggi, la prededuzione può dirsi rispondere a una esigenza materiale di tutela rilevante a prescindere dallo svolgimento di una procedura. Ciò trova una coerente spiegazione là dove l’istituto sia inteso, anziché quale attributo sostanziale del credito alla stregua di un super-privilegio, quale successiva e dinamica manifestazione di una destinazione di risorse all’impresa in crisi. Alla luce di tale chiarimento, van-no affrontati i problemi interpretativi posti dalla disciplina della prededuzione dei crediti da c.d. “nuova” finanza e da prestazioni professionali nell’ambito del concordato preventivo.Recently, the institution of pre-deduction has faced an important evolution: originally identified with so-called "debts of the mass," after 2006 it has been increasingly used for debts acquired by the entrepreneur in order to avoid judicial liquidation and overcome the crisis. The change records a certain shift in its function. Today, pre-deduction can be said to meet a relevant need for protection regardless of the conduct of proceedings. This finds a coherent explanation where the institution is understood, rather than as a substantive attribute of the claim in the manner of a super-privilege, as a subsequent and dynamic manifestation of an allocation of resources to the company in crisis. In light of this clarification, the interpretative problems posed by the discipline of pre-deduction of so-called “new” finance and professional services in the context of the composition with creditors should be addressed
Il "ritorno" dei buoni fruttiferi postali al cospetto delle sezioni unite della Corte di Cassazione
È controversa l'individuazione delle condizioni necessarie per la variazione unilaterale del tasso di interesse compensativo dei buoni fruttiferi postali, nel corso del rapporto e sulla base di un decreto ministeriale adottato ai sensi dell'art. 173, comma 1, d.p.r. 29 marzo 1973, n. 156. Nel dettaglio, secondo un primo orientamento, l'art. 173, comma 1°, incide in modo diretto sul contenuto disciplinare del contratto stipulato con l'investitore, venendo a costituirne parte integrante, sì che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale è condizione sufficiente per la variazione dei tassi di interesse. A questo si contrappone un secondo orientamento, secondo il quale, per un verso, il potere di modifica unilaterale delle condizioni economiche dell'investimento entra a far parte del contenuto contrattuale solamente in ragione di un'apposita previsione nel contesto del contratto; per l'altro, l'applicazione del nuovo tasso di interesse resta subordinata alla messa a disposizione negli uffici postali aperti al pubblico delle tabelle recanti i tassi aggiornati. La questione ha rilevanza di massima importanza e di novità, vista la diffusione dell'investimento in buoni fruttiferi postali e la mancanza di precedenti specifici della giurisprudenza di legittimità. Per queste ragioni, la Corte rimette la causa al Primo presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ai sensi dell'art. 374 c.p.c. (1)
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