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Il trattamento dei dati relativi alla salute. Consenso dell’interessato e tutela della persona
Il progresso tecnologico e l’uso crescente del digitale, che contraddistinguono l’evoluzione della società attuale, si estendono anche al settore sanitario. In questo cammino di modernizzazione e cambiamento, acquista un’importanza sempre maggiore la protezione dei dati personali.
Lo studio ha ad oggetto le regole sul trattamento dei dati relativi alla salute, con l’obiettivo di comprendere il ruolo del consenso dell’interessato, come garanzia dell’autodeterminazione dell’individuo, e di indagare quali strumenti possano impiegarsi per la miglior tutela della persona.
È preso in esame il divieto di trattamento di dati personali appartenenti a particolari categorie, dettato dall’art. 9 del Regolamento generale sulla protezione dei dati e ci si sofferma sull’idea di sensibilità del dato personale, sulla funzione del divieto e sulla struttura della norma. Si considerano le peculiarità del dato relativo alla salute e del suo trattamento e si evidenzia l’esistenza di diversi livelli di sensibilità dei dati sanitari.
Si procede poi con una disamina delle norme sul consenso dell’interessato al trattamento dei dati: dal diritto all’autodeterminazione informativa alla regola del consenso come condizione di liceità del trattamento, distinguendo il consenso al trattamento di dati neutri, dal consenso al trattamento di dati sensibili e dal consenso al trattamento di dati relativi alla salute. Vengono così osservate le relative criticità e le altre soluzioni che sono state pensate per garantire una protezione dei dati effettiva.
Infine, si esaminano alcune questioni legate all’innovazione della tecnica, che costituiscono delle sfide al diritto contemporaneo. Tra queste, la creazione di uno spazio comune europeo dei dati sanitari, il trattamento di dati sulla salute mediante intelligenza artificiale e, soprattutto, la regolamentazione del fascicolo sanitario elettronico.
Scopo della ricerca è interrogarsi su una possibile sintesi rimediale e se possa recuperarsi, in tal senso, la volontà del soggetto, coniugando le istanze del diritto privato e del diritto pubblico in un modo orientato al valore della persona e della sua dignità
Sui diritti della persona minore di età nella scuola. Il ruolo dell’educazione inclusiva
L’educazione civica a scuola: una legge per formare al pensiero complesso, alla comprensione e alla pratica delle leggi, organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara (sede di Rovigo), dall’Associazione Pedagogica Italiana, dal CUR - Consorzio Università Rovigo e da Macrocrimes -Centro studi giuridici europei sulla grande criminalità – e svoltasi dal 4 al 7 luglio 2022 a Rovigo –nella sessione seconda, L’educazione civica, pilastro per una Scuola inclusiva, e in quella dedicata al co-ordinamento del relativo gruppo di lavoro (si v. www.unife.it).L’articolo prende in esame il ruolo che la pedagogia inclusiva e, più in generale, l’inclusione nella scuola svolgono per l’educazione all’inclusività e il rispetto dei diritti. L’analisi procede, dal riconoscimento dei diritti della persona minore di età e dalle loro declinazioni nel contesto scolastico, soffermandosi sul panorama internazionale e sovranazionale e richiamando l’attenzione sull’elemento della vulnerabilità. Il breve saggio conclude considerando la centralità dell’educazione civica – il cui insegnamento è stato istituito con i caratteri attuali dalla l. n. 92 del 2019– come strumento per trasmettere i valori dell’inclusione e dell’inclusività
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