119,333 research outputs found

    Schede descrittive dei manoscritti Amiatino 1, Pluteo 5 dext. 7, Pluteo 15. 1, Pluteo 15. 13, Pluteo 15. 19, Conventi soppressi 608, Conventi soppressi 630.

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    Sono di pertinenza della Prof.ssa L. Castaldi soltanto le voci codicologico-filologiche delle schede; le descrizioni dei codici si trovano alle pagine sotto indicate: Amiatino 1 (pp. 3-58) Pluteo 5 dext. 7 (pp. 65-75) Pluteo 15. 1 (pp. 188-242) Pluteo 15. 13 (pp. 76-100) Pluteo 15. 19 (pp. 157-177) Conventi soppressi 608 (pp. 285-307) Conventi soppressi 630 (pp. 101-131

    I chiostri dei conventi.

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    Il saggio è un estratto della tesi di Dottorato ed è pubblicato nel secondo numero della collana "Appunti di Progettazione Urbana" del Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Il saggio affronta il tema del rapporto tra monumento e città e più precisamente tra misura e tipologia conventuale e costruzione di isolati urbani. In particolare si descrivono, anche con apparati grafici dell'autore, una serie di conventi napoletani inseriti in diversi tessuti urbani della città. Il numero della collana è dedicato ai sistemi di spazialità urbana

    I conventi degli ordini mendicanti nel Montefeltro medievale

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    Quanto \ue8 rimasto nel Montefeltro delle strutture materiali dell\u27esperienza mendicante medievale costituisce a tutt\u27oggi un inedito archivio di dati utili a fare luce sulle trasformazioni formali e tecnologiche occorse nei primi due secoli della sua storia. Il libro indaga per la prima volta la tipologia degli insediamenti degli ordini Francescano e Agostiniano attraverso l\u27analisi storica, archeologica, storico-artistica e petrografica degli elevati di sei conventi risalenti ai secoli XIII e XIV

    IL RUOLO DEI CONVENTI NELL'URBANIZZAZIONE DELLA COSTA ADRIATICA

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    1) II convento e un'unite sociale autoctona e autarchica di vita comune che ai p ropr i membri garantisceuna vita e lavoro (materiale e spirituale) unica e autosufficiente. E percio esso adempie, oltre all'inf luenza religiosa, a tutta una seire di al tr i inf lussi — d'ambiente, di cultura, sociali ed economici — nelle diverse circostanze storiche e geografiche. 2) Dimodochć il convento diventa spesso modelIo ed esemplare delI'organizzazione degli spazi, e percić non va trattato solamente come architettura semplice o p r imaria (come si usa farlo) bensi come unita (urbanistica) di spazio, perchć in esso vengono risolti, in senso formativo, spaziale e comunicativo, tutta una serie di problemi per la miglior sistemazione degli uomini, dei beni economici e delle attivita in area prestabilita. Quale intervento architettonico relativamente grande e i n q ualita alle sue funzioni principali, il convento rappresenta un elemento importante d'organizzazione delIo spazio, e specialmente qualora i conventi siano sistemati nelle citta, perchć in tali casi la loro erezione ne condiziona I'organizzazione (o la r i organizzazion)e di tntere strutture 3) Nelle diverse epoche storiche tale ruolo del convento neIl'organizzazione spaziale delle sue adiacenze cambiava di carattere. Da quando comparvero daIle nostre parti, cioč dal V' secolo i n p oi , i c o ntenži, tenendo conto di t a nte variazioni sociali, in senso»spazialec possiamo dividerli in due tipi: A — lat ifondiari, e B — urbani. Al primo gruppo appartengono i benedettini e i b asilicani con tutte le di ramazioni e derivazioni inerenti, menžre al secondo gli ordini dei »predicatori-mendicanti« — in primo Iuogo i domenicani e i f rancescani. II genere latifondiario prevale al per iodo del primo feudalesimo e di quello sviluppato (e poi r ivivra relatrvamente alla vigilia della rivoluzione industriale), mentre il tipo urbano prevarra negli ambienti civici e borghesi dal XIII' secolo in poi. 4) I benedettini, ergendo conventi nei lažifondi abbandonati dal V' secolo i n poi , r ivitalizzeranno I'antica organizzazione di spazio rurale. I conventi vengono costruiti solitari nel punto piu adatto del lat ifondo. In un p r imo tempo l i erigono gli stessi monaci, ma poi v i impiegano la mano d'opera esterna (coloni, contadini ecc.), e questi a una certa d istanza costruiscono i p r opr i abi tati che saranno poi i l nucleo di v i l laggi pi u g rossi. Nel t ardo f eudalesimo gli abitati verranno costruiti nelle immediate vicinanze del convento, al margine delle sue mura, e i l convento supplirć a gran parte dei lor o bisogni vitali e s ociali. Anche svIle coste adriatiche della Jugoslavia i conventi benedettini nel primo medio evo saranno oltre alle citta gl i unici »abitatie stabili, mentre t ramite l e colonie dei contadini dipendenti essi conventi, prima dei borghesi feudatari, fonderanno in molti luoghi abitati rurali fissi e saranno i centri principali di vita culturale, sociale ed economica intensa. Tali sono, per esempio, i conventi di San Pietro in Selva, San Michele di Leme, Santa Lucia a Besca (Baška), San Michele sull'isola di Ugliano, Rogovo, Rižinice, San Pietro di Sabbioncello, Meleda, Rosato svI l'Ombla (Rijeka dubrovačka), Lacroma (Lokrum), San Michele presso Antivari (Bar), Ss. Sergio e Bacco alle foci del fiume Bojana — per nominarne soltanto alcuni. 5) Sviluppandosi le citta medioevali vengono a crearsi anche nuovi tipi di monacati — i f rancescani e i domenicani, e con essi anche un nuovo t ipo di c onvento. Mentre nei conventi benedettini si ha generalmente intorno a un volume di spazio imponente (la chiesa) a raggio oppure sparsi gli altri spazi abitabili e f a t toriali, nei conventi cittadini di questo tipo intorno a un centro vuoto (il claustro) si ergono ad anello quadrato volumi paritetici di diverse funzioni e contenuti, mutuamente collegati da corridoi semicoperti (portici) o chiusi (anditi o g a l lerie). Gl i spazi si susseguono gradualmente per l a d i agonale secondo le funzioni: da quelle religiose a quelle culturali, sociali e fattoriali, nonchć (per I'altra diagonale) dagli spazi att i ad a ccogliereuna vasta cerchia di persone fino a quelli destinati a un cerchio ristrettissimo di pensionanti. 6) Questi conventi di c i ttć vengono di r e gola situati accanto alle porte cittadine e spesso poggiano anche svIle mura di cinta. Tenendo conto di cio che significano le porte e le mura per una cittć (come pure del fatto che gli al tri obiettivi non dovevano mai essere poggiati al le mura) si puo dedurre anche quale fosse il ruolo e I'importanza di essi in senso socio-politico per la cittć stessa. Se poi diamo un'occhiata alle planimetrie di tužte le nostre citta costiere, vedremo che in tutte i conventi si t rovano presso le porte cittadine e di solito presso la porta principale della cittć, e questi sono di regola dei francescani. 7) In quei abitati che, invece, nel loro sviluppo non I anno raqgiunto il građo di formazione urbana organizzata, il convento ć I'unitć urbana piu salda — i l germe di una citta che nasce entro una cittć (Ragusavecchia, Mezzo) (Cavtat, Lopud), e talvolta essi svolgono anche il ruolo di un campo di rifugio foržificato (Mezzo e molti altri). 8) Tali conventi inf luiranno, con la loro forma quadrata, spazialmente e a r chitettonicamentesvIlo sviluppo e s ul la rete cittadina ne condizionera la c reazione di a lmeno una, se non addirittura di quattro vie cittadine, e di regola occupera un'area (i n lunghezza) di q uattro unita insulari della cittć. II chiostro stesso ora diventa polimorfo e pol ivalente; esso non č a dibito piu soltanto di rel igiosi, ma durante iil giorno č aperto e accessibilea tutti i c i t tadini, diventando cosi una specie di piazza, sicchč oltre alle due piazze aić esistenti nella citta, quella politica e quella mercantile, il chiostro viene a crearne la terza piazza (o piazze) che potremmo determinare come piazza spirituale o intellettuale. Delle prime due questa si differenzia non solo per determinazione e funzione ma anche per i l f a t t o d i n o n essere transitoria — ha soltanto un'entrata, e ci ć obbliga a circolare a cerchio o a s pi rale (con la terrazza), il che si confć alla funzione spirituale della piazza. urbane

    Influence of yeasts and of their constituents on nucleoside uptake in peritoneal murine macrophages

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    A marked reduction of [3H]-uridine uptake was observed when mouse peritoneal macrophages (pM phi) were exposed to heat-killed Candida albicans or Saccharomyces cerevisiae. By contrast, an increased nucleoside uptake was promoted by yeast products such as zymosan, laminarin, or yeast cell-wall extracts, which are mainly composed of beta-glucans and alpha-mannans. In a search for the active fungal component(s), the uptake process was shown to be differently affected by monosaccharides and polysaccharides. These findings support the view that a specific recognition of a pM phi membrane receptor is mediating the effect of the various substances

    Nucleoside uptake in macrophages from various murine strains: a short-time and a two-step stimulation model

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    Kinetics of [3H]-uridine uptake by murine peritoneal macrophages (pM phi) is early altered after exposure to a variety of stimuli. Alterations caused by Candida albicans, lipopolysaccharide (LPS) and recombinant interferon-gamma (rIFN-gamma) were similar in SAVO, C57BL/6, C3H/HeN and C3H/HeJ mice, and were not correlated with an activation process as shown by the amount of tumor necrosis factor-alpha (TNF-alpha) being released. Short-time exposure to all stimuli resulted in an increased nucleoside uptake by SAVO pM phi, suggesting that the tumoricidal function of this cell either depends from the type of stimulus or the time when the specific interaction with the cell receptor is taking place. Experiments with priming and triggering signals confirmed the above findings, indicating that the increase or the decrease of nucleoside uptake into the cell depends essentially on the chemical nature of the priming stimulus. The triggering stimulus, on the other hand, is only able to amplify the primary response

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Square Dancing with the Stars to Enhance Dynamic Hirschman Linkages?

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    In this Presidential Address, the author takes the reader on a reconnaissance of his life and time as a regional scientist. He points out scenery he found scintillating along the way, hoping that some may pick up the banner and chew on a few of the ideas for a while. He suggests a revisit to Albert O. Hirschman’s notion of key sectors and more empirical analysis related to Marcus Berliant’s and Masahisa Fujita’s notion of knowledge creation and transfer.Presidential Address, San Antonio, Texas, March 29, 2014 (53rd Meetings of the Southern Regional Science Association

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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