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    La filologia di Contini. Guida alla lettura

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    Commento e aggiornamento del saggio di Gianfranco Contini sul metodo filologico

    Contini e i classici: Petrarca

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    Il saggio indaga gli studi di Gianfranco Contini su Petrarca, individuando le costanti della sua riflessione sullo stile e sulla lingua del Canzoniere, in relazione con il Dante della Commedia e con gli sviluppi del linguaggio poetico italiano nei secoli successivi. Le difficoltà poste oggi dalla prospettiva storiografica di Contini non intaccano la profondità della sua lettura e l’ampiezza delle sue intuizioni. This essay explores the studies on Petrarch of Gianfranco Contini, by identifying the constants of his reflections on the style and the language of the Canzoniere, in relation to Dante's Commedia and to the developments of the Italian poetic language in later centuries. The difficulties posed today by the historical perspective of Contini do not affect the depth of his interpretation and the extent of his insights

    Contini e i classici: Petrarca

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    Il saggio indaga gli studi di Gianfranco Contini su Petrarca, individuando le costanti della sua riflessione sullo stile e sulla lingua del Canzoniere, in relazione con il Dante della Commedia e con gli sviluppi del linguaggio poetico italiano nei secoli successivi. Le difficoltà poste oggi dalla prospettiva storiografica di Contini non intaccano la profondità della sua lettura e l’ampiezza delle sue intuizioni. This essay explores the studies on Petrarch of Gianfranco Contini, by identifying the constants of his reflections on the style and the language of the Canzoniere, in relation to Dante's Commedia and to the developments of the Italian poetic language in later centuries. The difficulties posed today by the historical perspective of Contini do not affect the depth of his interpretation and the extent of his insights

    Il giovane Contini

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    Il volume (estratto dagli "Annali della Scuola Normale Superiore", Classe di Lettere e Filosofia, s. 5, 5/2, 2013) raccoglie gli Atti della giornata pisana del Convegno del centenario "Gianfranco Contini 1912-2012, Il giovane Contini

    Ritratto di Gianfranco Contini professore

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    Ritratto di Gianfranco Contini professore di Filologia romanza ad opera di un allievo degli anni fiorentini e pisani

    Avvertenza editoriale

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    Storia editoriale della raccolta di scritti, progettata da G. Contini e uscita postuma a cura di G. Breschi

    Ruolo del solvente negli equilibri tautomerici di benzopiranoimidazoli e 2-nitrometil-4-amminopiridine

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    I fenomeni di tautomeria prototropica dei composti eterociclici possono influenzarne la reattività chimica e il comportamento biologico1. Risulta quindi importante poter usufruire di modelli teorici in grado di descrivere correttamente gli equilibri tautomerici in fase gassosa e in soluzione. Presentiamo i risultati di calcoli quantomeccanici ab-initio e DFT condotti sui tautomeri più significativi di alcuni derivati benzopiranoimidazolici da noi sintetizzati (fig. 1).2 Le differenze energetiche tra i tautomeri alfa e beta si riducono drasticamente utilizzando il modello solvente PCM, confermando i dati spettroscopici ottenuti mediante 1H e 13C NMR. Riportiamo, inoltre, i risultati di calcoli ab-initio condotti sui tautomeri di derivati di 2-nitrometil-4-amminopiridine (fig. 2). Gli spettri 1H e 13C NMR registrati in C6D6 e CD3OD mostrano la presenza univoca dei tautomeri alfa nel primo solvente e beta nel secondo. I calcoli condotti con modello PCM non confermano le osservazioni sperimentali. Una migliore descrizione del fenomeno si ottiene considerando le interazioni esplicite tra il soluto e un numero limitato di molecole di solvente. (1) Pospisil, P.; Ballmer, P.; Folkers, G.; Scapozza, L.; Tautomerism of nucleobase derivatives and their score in virtual screening to thymidine kinase, Abstract of Papers, 224th ACS National Meeting, Boston, MA, United States, August 18-22, 2002. (2) Contini, A.; Beccalli, E.M.; Trimarco, P.; Eur. J. Org. Chem., 2003, in stampa

    Les chemins du politique dans la morale de Guyau

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    Annamaria Contini est une spécialiste de la philosophie française du XIXe siècle et notamment de la pensée de Jean-Marie Guyau. Cet auteur a exercé une grande influence sur le débat philosophique de la fin du XIXe siècle et du début du XXe. Ses écrits, traduits dans la plupart des grandes langues européennes, étaient alors discutés par Durkheim, Bergson, Tolstoï, Nietzsche, Kropotkine. Dans l’article « Les chemins du politique dans la morale de Guyau », elle analyse une question soulevée par la nouvelle édition d’un ouvrage de Guyau, l’« Esquisse d’une morale sans obligation ni sanction » (parue en 2012 par Jordi Riba), dans laquelle on publie pour la première fois en français l’intégralité des « Notes » que Nietzsche a consacrées à cet ouvrage, ainsi que le chapitre XIII de l’Éthique de Kropotkine qui porte sur l’Esquisse. La question dont il s’agit est la suivante : existe-t-il un tournant politique de la pensée de Guyau ? Pour répondre à cette question, l’article valorise d’une part les interprétations offertes par Nietzsche et Kropotkine ; d’autre part, il les relativise, considérant que leur présence simultanée fasse émerger l’irréductibilité de la pensée du philosophe par rapport à tous deux. Ainsi si le rapprochement avec Nietzsche nous fait comprendre que l’objectif de Guyau n’est pas de dissoudre mais d’amender la morale, le rapprochement avec Kropotkine nous fait comprendre que la morale anomique et cependant solidariste de Guyau implique effectivement un virage vers le politique, même s’il ne va pas dans la direction souhaitée par Kropotkine. Autrement dit, c’est justement le tournant politique de l’œuvre de Guyau qui est le plus à même de la réinsérer dans le débat philosophique contemporain ; mais cette actualité provient du fait que Guyau indique ainsi une nouvelle façon d’envisager la relation entre la philosophie et la politique, qui connaitra un grand essor dans la pensée du XX° siècle. Annamaria Contini se demande toutefois s’il ne serait pas possible de faire un passage ultérieur, discernant une sorte de « tournant esthétique » de la philosophie politique esquissée par Guyau. L’art, en effet, est une fonction exemplaire sous de nombreux points de vue : par son aptitude à appliquer de façon innovatrice les règles jusqu’alors en vigueur, ou encore à les transformer radicalement, formulant et expérimentant de nouveaux codes, elle devient le point de référence de la créativité sociale et politique attribuée à l’agent moral ; par sa capacité de communiquer, de transmettre à autrui des idées, des émotions et des sentiments, elle devient aussi le modèle d’une sociabilité en mesure de s’intégrer à la pluralisation et la singularisation de la vie pratique. Le détour esthétique, à travers lequel Guyau tente de concilier la créativité individuelle avec la solidarité sociale, peut donc être considéré comme l’enjeu le plus radical de sa morale sans obligation ni sanction

    Postilla a una postilla inedita (di Gianfranco Contini) su Federico II

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    Approfondimenti su due liriche di Federico II attraverso il commento di una nota inedita di Contini

    Da Contini a Montale e "ritorno": complicità critiche e problemi metodologici nel saggio sulle Occasioni

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    Il sodalizio tra Gianfranco Contini e Eugenio Montale dura dal 1933 al 1981, coprendo gran parte delle loro biografie intellettuali. La diacronia non è l’unico elemento notevole: sotto diversi aspetti è possibile parlare di una prossimità culturale, che ha reso possibile una sorta di maturazione condivisa. Contini, rispetto a Montale, ha incarnato la figura del critico davvero “militante”, capace di fiutare la grandezza artistica, di promuoverla, di stimolarne la crescita. Il poeta, da parte sua, rimane ammirato dall’acume del critico, e lo ripaga fin dagli anni Trenta con una straordinaria apertura di credito. La confidenza instauratasi tra i due ha permesso il rapido avvio di varie forme di collaborazione, che spaziano dalla consulenza privata sui testi poetici al “patronato” editoriale, dall’esegesi critica alla promozione sul mercato estero. Il momento più alto di questa “complicità” critico-artistica coincide con la genesi delle Occasioni, a cui Contini collabora sia concretamente sia dal punto di vista “ermeneutico”. Lo stesso Montale, già nel ’33, chiedeva a un giovanissimo Contini di chiarirgli «certi sviluppi» della sua «parabola» poetica. Luigi Blasucci ha recentemente parlato di una «collaborazione di secondo grado», in cui il ruolo di Contini si rivela determinante grazie «al suo stesso modo di porre il problema critico di Montale». Per certi versi si trattò di una speciale forma di coautorialità: il documento principale di questo sodalizio tra letteratura e critica è senza dubbio la recensione ante-litteram alle Occasioni, intitolata Eugenio Montale e pubblicata su «Letteratura» nell’ottobre del ’38 (successivamente ripubblicata col titolo Dagli «Ossi» alle «Occasioni»). Il saggio presenta numerose implicazioni teoriche: viene composto in absentia di un oggetto-libro di riferimento, che a quell’altezza esisteva solo a uno stadio progettuale. "Eugenio Montale" ha inoltre una struttura completamente diversa da quella recensoria: non si riferisce a un testo, anche inteso come oggetto ideale, ancora in costruzione, ma alla correlazione di due testi, o, più precisamente, di due maniere poetiche. La prosa di Contini è fortemente “dimostrativa”: fin dalla dispositio sembra basarsi più sulla deduzione che sul metodo induttivo. Il critico formula le sue chiavi esegetiche e poi le applica con rigore, costruendo un meccanismo estremamente chiuso, in cui l’estro interpretativo si combina alla lucidità teorica. Lo scavo nell’argomentazione critica permette di estrarre i più importanti topoi dell’ermeneutica montaliana di Contini: la memoria come evocazione performativa, la lettura “di parte” tesa a dimostrare la superiorità del nuovo Montale, il metodo differenziale di derivazione crociana, la visione pseudo-teologica della poesia come un’ascesi che ha per oggetto la grazia. L’aggressione metodologica del testo montaliano rivela una combinazione di spinte diversissime, dal crocianesimo alla critica testuale, dalla sensibilità filologico-linguistica fino alla teologia rosminiana. Una ricognizione strutturale e teorica permette anche di valutare la portata di “ipotesi genetiche” basate su fenomeni come la coautorialità e il “commercio” delle interpretazioni, arrivando a classificare la “recensione” di Contini come un vero e proprio “epitesto allografo”
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