118,531 research outputs found

    A problematic zygopleuroid gastropod Acanthostrophia revisited

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    SEM examination of the type series of Acathostrophia acanthica CONTI & FISCHER, 1984 from Middle Jurassic of Italy has shown that this gastropod most likely belongs to the family Protorculidae as previously suggested by NÜTZEL (1998). It is also similar to some Jurassic species of Polygyrinidae, which might also be related to Protorculidae. The supposition of KAIM et al. (2008) that Acanthostrophia is an early member of Abyssochrysidae could not be confirmed

    Angelo Conti lettore di Dante

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    Il saggio costituisce l'introduzione a carattere critico e filologico all'edizione di un testo inedito di Angelo Conti (1860-1930), "Nel Paradiso di Dante"

    Rivoluzioni finanziarie e industriali

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    Dopo la pace di Vestfalia la finanza internazionale si sviluppa in Europa nel solco delle pratiche tradizionali fino a circa la metà del XIX secolo, cioè fino alla prorompente diffusione sul continente dell’industria moderna. Da allora si può far iniziare il tentativo, condotto dalle maggiori potenze, di “nazionalizzare” in maniera sistematica la moneta e, attraverso essa la finanza, definendo gli spazi di pertinenza, legittimando la loro regolazione. La cambiale e le accettazioni restano fino a quel momento gli strumenti privilegiati nei pagamenti internazionali e nelle operazioni bancarie interne fino, appunto, all’avvento nei finanziamenti industriali di nuove forme tecniche che tengono conto di scadenze più lunghe, di altri tipi di garanzie, di attività finanziarie dotate, ad un tempo, di mobilità e di diritti di controllo più sicuri per i creditori riguardo alla destinazione del credito e alle responsabilità dei debitori

    Severity of specific language impairment predicts delayed development in number skills

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    The extent to which mathematical development is dependent upon language is controversial. This longitudinal study investigates the role of language ability in children's development of number skills. Participants were 229 children with specific language impairment (SLI) who were assessed initially at age 7 and again 1 year later. All participants completed measures of psycholinguistic development (expressive and receptive), performance IQ, and the Basic Number Skills subtest of the British Ability Scales. Number skills data for this sample were compared with normative population data. Consistent with predictions that language impairment would impact on numerical development, average standard scores were more than 1 SD below the population mean at both ages. Although the children showed improvements in raw scores at the second wave of the study, the discrepancy between their scores and the population data nonetheless increased over time. Regression analyses showed that, after controlling for the effect of PIQ, language skills explained an additional 19 and 17% of the variance in number skills for ages 7 and 8, respectively. Furthermore, logistic regression analyses revealed that less improvement in the child's language ability over the course of the year was associated with a greater odds of a drop in performance in basic number skills from 7 to 8 years. The results are discussed in relation to the interaction of linguistic and cognitive factors in numerical development and the implications for mathematical education

    Commercio, finanza e stati

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    Come le antiche cosmologie, anche la storia monetaria non può che iniziare dal caos. L’evoluzione della moneta e dei modi di regolazione dei pagamenti commerciali è molto complessa, discontinua, a volte incerta. Per uscire dal caos “originario” occorre che gli scambi monetari, o i pagamenti differiti, si formino dentro un sistema a rete. Il primo problema e il più difficile è, appunto, creare una rete di scambi; la seconda difficoltà è che gli scambi possono interrompersi, la rete cedere, facendo riprecipitare tutto nuovamente nel caos finché, per tentativi, non si sviluppano percorsi alternativi e si allacciano nuovi rapporti. I sovrani e gli stati non sono sensibili al problema almeno finché non percepiscono vantaggi fiscali e di ordine interno. Di questo ci occuperemo in questo capitolo

    Social Difficulties and Victimization in Children with SLI at 11 Years of Age

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    Specific language impairment is sometimes thought to be associated with concurrent difficulties in the area of social and behavioral development (N. Botting & G. Conti-Ramsden, 2000; D. P. Cantwell & L. Baker, 1987; M. Fujiki, B. Brinton, & C. Todd, 1996; S. Redmond & M. Rice, 1998). The present study follows a group of 242 children, initially studied at age 7 years when they attended language units in England, and assesses their social and behavioral status at age 11 years. In total, 64% of the children were found to have scores on the Rutter behavioral questionnaire (M. Rutter, 1967) of 9 or above (clinical threshold); 34% scored over the threshold for the Strengths and Difficulties questionnaire (R. Goodman, 1997); and 39% scored below average on the Peer Competence subscale of the Harter Perceived Competence Scale (S. Harter & R. Pike, 1984). On further analysis, these generalized difficulties were characterized mainly by poor social competence. In addition, 36% of the cohort were at risk of being regular targets for victimization compared to 12% of a comparison sample of typically developing peers. Few associations were found between social outcome and other measures, including nonverbal intelligence, overall linguistic skill, gender, and longitudinal measures taken previously. Importantly, however, pragmatic language difficulties measured on the Children's Communication Checklist (D. V. M. Bishop, 1998) were most strongly related to poor social outcome and to expressive language related to victimization

    Prefazione all’edizione italiana

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    Il potere politico e la ricchezza economica sono i due poli entro i quali si sviluppa la storia del commercio nelle sue dimensioni geografiche e nelle varie forme di organizzazione aziendale e sociale. C’è però un altro polo che si confronta e si interconnette con i due precedenti per formare una relazione triadica: la finanza. Su di essa si concentrano le pagine seguenti con l’obiettivo di mostrare come la storia della moneta, della banca e, più in generale, della finanza legano tra loro i poli del potere e della ricchezza molto strettamente. La triangolazione è imprescindibile. Tenerli separati è utile purché non rientri in una visione riduttiva che presuppone la “neutralità” della finanza. La moneta e la finanza non sono solo strumenti che oliano le transazioni dell’economia reale. La metafora della leva si presta meglio a descrivere quel che la moneta e la finanza sono e sono state. Con tutto ciò, le “introduzioni” non ambiscono a interfacciarsi con il testo di Findlay e O’Rourke, ma solo a fornire alcuni punti di riferimento e spunti di riflessione su quel terzo “polo” per permettere una comprensione più piena di processi storici molto complessi. Solo così si può tentare di gettare qualche linea di raccordo tra l’economia “reale” e quella finanziaria, troppo spesso tenute distinte, anche per buone ragioni anzitutto di tipo scientifico-analitico

    Potere e ricchezza. Una storia economica del mondo

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    Il potere e l’economia sono ingranaggi fondamentali per comprendere la logica di uno sviluppo storico su scala planetaria dall’anno 1000 fino a oggi. C’è però un altro polo che si confronta e si interconnette con i due precedenti per formare una relazione triadica: la finanza. La triangolazione è imprescindibile. Potere e ricchezza è una storia di globalizzazione, di integrazione dei mercati, di liberalizzazione per abbandono di una serie di vincoli posti dalle politiche alla libera attività d’impresa. Il potere è essenzialmente inteso come potere politico, potere delle armi e di logiche di egemonia di una classe dirigente su gruppi subordinati, di un’organizzazione sociale politica su altre. L’economia riguarda essenzialmente la produzione di beni e servizi e la distribuzione dei medesimi e del reddito realizzato. Il potere dell’economia è quello della logica di mercato in base alla quale un produttore vende i prodotti che i consumatori domandano

    L’evoluzione storica e l’organizzazione dei mercati attraverso moneta e finanza

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    Fin dalle origini l’economia politica è la scienza sociale che studia la formazione della “ricchezza delle nazioni” basandosi essenzialmente sull’individuazione dei meccanismi della distribuzione del reddito. Oggi prevale una corrente di pensiero, detta mainstream economics. Per molti economisti l’economics è qualcosa di molto di più di una “cassetta di strumenti” alla quale attingere per interpretare la realtà economica (l’economy). Il mainstream si fonda sulla cosiddetta scuola neoclassica dell’economia e sul rendere “assoluto” il concetto di mercato. Ciò, da un punto di vista storico, presenta aspetti ideologici, gli stessi che sono espressi dall’eliminazione dell’aggettivo (l’economia non è più “politica”) per rafforzare la scientificità dell’approccio. La scientificità consiste appunto nel mettere in ombra gli aspetti storici e politici dei fenomeni sociali ed economici. Quel che ci interessa in questa sede è mostrare che gli assunti del mainstream hanno importanti implicazioni per l’analisi storica, perché, necessariamente, anche il paradigma del mainstream non può far a meno della storia e della politica, ma deve poterle “ricatturare” dentro il proprio paradigma interpretativo dei fenomeni sociali. Vedremo come
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