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    Accessibilità e valorizzazione dei beni culturali. Temi per la progettazione di luoghi e di spazi per tutti.

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    Partendo dall'osservazione che la valorizzazione del patrimonio culturale può rappresentare un fattore di traino per dare concreta attuazione alle istanze proprie dell'accessibilità, gli interventi illustrano come la riqualificazione di luoghi, beni e servizi di interesse culturale possa elevare i gradi di accessibilità dell'habitat

    I conti di Gorizia e l'aristocrazia trevigiana. Politiche signorili tra Isonzo e Sile (1160 ca.- 1320 ca.)

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    Nel considerare le relazioni che intercorsero tra i conti di Gorizia e l'area trevigiana, che culminarono nell'assunzione da parte di Enrico II della signoria cittadina nel 1319, occorre fare riferimento al complesso intreccio di motivi che condizionarono l'evoluzione politica nell'area nord orientale della penisola nella matura età comunale e nel primo periodo signorile. Ma il punto di partenza va cercato nella seconda metà del XII secolo, quando in diverse occasioni si trovarono fianco a fianco presso il patriarca di Aquileia i conti di Gorizia (avvocati dello stesso patriarca) e illustri esponenti di famiglie aristocratiche trevigiane. La regionalizzazione dei conflitti maturata nella pianura veneto friulana ad inizio Duecento, con la partecipazione di Venezia, del patriarca di Aquileia, di Ezzelino da Romano, incrementò le occasioni di contatto tra i conti goriziani e gli esponenti di vertice della società trevigiana e avviò forme di solidarietà i cui esiti si videro clamorosamente nella seconda metà del XIII secolo e nella prima parte del secolo successivo. In quella fase storica, infatti, corrispondente all'assoggetamento di Treviso alla signoria caminese, i da Camino e i conti goriziani, assurti al ruolo di 'portinai delle Alpi' grazie all'imparentamento con i conti del Tirolo, strinsero una solida alleanza militare (e famigliare: una figlia di Gherardo, Beatrice, fu data in sposa al conte Enrico) avente per obiettivo il depotenziamento del potere del patriarca di Aquileia nel Friuli Occidentale. Con il successore di Gherardo, Rizzardo, il rapporto tra Goriziani e Caminesi si raffreddò, a causa delle diverse ambizioni dei due protagonisti. Rizzardo andò incontro ad una serie di sconfitte, che, unitamente al suo schierarsi con l'Impero, in controtendenza rispetto alla tradizione trevigiana, gli valsero l'alienazione del favore del l'elite cittadina. Disarcionata la signoria caminese e ripristinato il comune, a partire dal 1313 Treviso si trovò a dover affrontare il Goriziano come minaccioso nemico, senza la protezione derivante alla città dalle buone relazioni che Gherardo da Camino aveva stabilito con i conti friulani. Comiciò così una estenuante fase di trattativa sempre più tesa tra il comune di Treviso ed Enrico II, al termine della quale paradossalmente Treviso dovette darsi al conte, a riprova dell'insufficienza delle istituzioni urbane a districarsi in un contesto politico-militare di dimensioni oramai ampiamente sovralocali

    Discussione del saggio “Le origini storiche dei conti finanziari: negli Stati Uniti e in Italia: Copeland, Baffi, le istituzioni”, di R. De Bonis e A. Gigliobianco

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    La discussione rientra nel convegno su "I conti finanziari: la storia, i metodi, l'Italia e i confronti internazionali", Banca d'Italia, Perugia, 2005. Il convegno ha presentato lavori di ricerca sui conti finanziari, statistiche che la Banca d'Italia pubblica dai primi anni Sessanta e oggi prodotte e ampiamente utilizzate dall'Eurosistema. Nella prima sessione, dedicata alla storia dei Conti Finanziari, è stato presentato il contributo di De Bonis e Gigliobianco sulle origini dei conti finanziari negli Stati Uniti e in Italia. La discussione riguarda la relazione di De Bonis e Gigliobianco sul processo culturale che portò alla costruzione dei Conti Finanziari in Banca d'Italia nel secondo dopoguerra. Il mio commento è centrato su: 1. il ruolo delle istituzioni di ricerca (e delle banche centrali) nella costruzione dei sistemi di contabilità macroeconomica e in tale ambito dei conti finanziari; 2. Il bilancio monetario di Baffi e la via nazionale ai Conti Finanziari; 3. Dal bilancio monetario di Baffi del 1949 alle matrici finanziarie di Mario Ercolani e Franco Cotula del 1964, 1969: elementi di continuità e di rottura

    La retorica dei diritti fondamentali? Intervista di Roberto Giovanni Conti a Baldassare Pastore e Giorgio Pino

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    Il testo, nella forma dell’intervista a più voci, tratta dei seguenti temi: a) il peso dell’interpretazione giudiziale in un sistema dove i diritti fondamentali (nazionali e sovranazionali), nel loro intrecciarsi, svolgono un ruolo centrale, e che impone al giudice un controllo di garanzia prestando il fianco alla critica che lo vede “scendere in campo per fare politica”; b) le insidie che l’attività interpretativa nasconde rispetto all’operato del giudice; c) la soggezione del giudice alla legge in caso di lacune

    I controlli della Corte dei conti: un libro per spiegarne le ragioni e il funzionamento

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    Il contributo affronta il tema relativo alla funzione di controllo della Corte dei conti, riflettendo sulla circostanza per la quale la conoscenza dei meccanismi attraverso i quali la Corte dei conti esercita le sue funzioni di controllo sia oggi fattore imprescindibile per assicurare amministrazioni pubbliche più efficienti e con finanze sane

    An Interview with Judith M. Conti

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    ...there are many lawyers who look at the law as the limits of what they can do. And instead, I feel like my education taught me to think beyond the limits of what the law is and more about what the law should be and how we can achieve that kind of change. -- Judy Conti. ------------------------------------ This interview took place in the Reeder Media Center at William & Mary on March 8th, 2023, from 2:00 to 3:00 pm. The interview began with Conti discussing her Catholic and liberal upbringing which developed a strong need to give back through public service. She decided that she wanted to go to William & Mary’s Law School because it was a school based on community, rather than competition. She then discussed some of the professors and classes that had the largest impact on Conti as a student. Conti then shares why “Big Law” was not for her and how she knew public service was for her. Conti then covers the revival of the Women’s Law Society as a 1L, co-founding the Journal of Women and the Law, and Professor Jayne Barnard’s advice and encouragement for women in the legal field. Finally, Conti shares about her work after law school, describing cases that inspired her passion for labor and employment law and the co-founding of the DC Employment Justice Center. Conti concludes with remarks about how she continues to carry with her the William & Mary tradition of the citizen lawyer and emphasizing community.https://scholarship.law.wm.edu/oralhist_all/1002/thumbnail.jp

    An Interview with Judith M. Conti

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    ...there are many lawyers who look at the law as the limits of what they can do. And instead, I feel like my education taught me to think beyond the limits of what the law is and more about what the law should be and how we can achieve that kind of change. -- Judy Conti. ------------------------------------ This interview took place in the Reeder Media Center at William & Mary on March 8th, 2023, from 2:00 to 3:00 pm. The interview began with Conti discussing her Catholic and liberal upbringing which developed a strong need to give back through public service. She decided that she wanted to go to William & Mary’s Law School because it was a school based on community, rather than competition. She then discussed some of the professors and classes that had the largest impact on Conti as a student. Conti then shares why “Big Law” was not for her and how she knew public service was for her. Conti then covers the revival of the Women’s Law Society as a 1L, co-founding the Journal of Women and the Law, and Professor Jayne Barnard’s advice and encouragement for women in the legal field. Finally, Conti shares about her work after law school, describing cases that inspired her passion for labor and employment law and the co-founding of the DC Employment Justice Center. Conti concludes with remarks about how she continues to carry with her the William & Mary tradition of the citizen lawyer and emphasizing community.https://scholarship.law.wm.edu/oralhist_all/1002/thumbnail.jp

    The radical right in Europe, between slogans and voting behavior. IHS Political Science Series No. 123, July 2011

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    The paper analyzes the radical right‘s attitudes toward the EU focusing in particular on the level of congruence between the programmatic statements of the central office and the voting behavior of their MEPs. It shows that although radical right parties represent a source of opposition to the EU, within the EP they express their dissent making use of the rules of the game, voting with the opposition more than the other forces do, but voting almost as much with the majority. The party public office in the EP is inserted in the legislative process and even more collusive with the other parties of both sides of the political spectrum than the Eurosceptical rhetoric and statements of central office makes the public believe

    Gestire e comunicare i rischi finanziari d'impresa nel nuovo contesto "IAS Compliant"

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    L'articolo si compone di cinque paragrafi. I paragrafi 2 e 3 descrivono alcune importanti novità di contesto nell'impresa. In particolare, il paragrafo 2 si sofferma sulle novità in tema di rappresentazione dei derivati nel bilancio delle imprese mentre il paragrafo 3 analizza i presumibili effetti dell'adozione delle nuove regole di corporate governance e delle disposizioni contenute negli accordi di Basilea 2. I paragrafi 4 e 5 propongono una metodologia che consente di collocare i rischi finanziari di mercato nell'ambito dei rischi sopportati da azionisti ed obbligazionisti e di avvicinare il processo di CFRM all'obiettivo della creazione di valore dell'impresa
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