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Il capitalismo ascetico, la governance della società e gli spazi di dono e di mercato
Conti esamina il
cambiamento di ethos in economia, alla luce del concetto chiave di
dono, alla base delle moderne ideologie neoliberale e ordoliberale. Tali
ideologie incorporano il managerialismo moderno e l’etica
dell’efficienza, con un rovesciamento radicale di quel che era il senso
della buona vita, distinta dalla vita di affanni della crematistica. Il
capitalismo si è così trasformato in religione mondana, senza culto, ma
che attraverso i riti dell’efficienza giunge a ridurre gli spazi della
“buona vita”, ma anche quelli di libertà e di autodeterminazione
I controlli della Corte dei conti: un libro per spiegarne le ragioni e il funzionamento
Il contributo affronta il tema relativo alla funzione di controllo della Corte dei conti, riflettendo sulla circostanza per la quale la conoscenza dei meccanismi attraverso i quali la Corte dei conti esercita le sue funzioni di controllo sia oggi fattore imprescindibile per assicurare amministrazioni pubbliche più efficienti e con finanze sane
“Scelte politiche e fatti economici” ieri e oggi (trent’anni dopo)
Per un’Italia a sovranità dimezzata e con i problemi storici d’identità e di classe dirigente, l’Europa invece di un’opportunità rischia, in tempi di crisi, di essere una gabbia. L’austerità fiscale alimenta populismi che tentano di cavalcare il disagio sociale e una disgregazione in stato di avanzamento nella società civile. Le tensioni che prima potevano scaricarsi su aggiustamenti ammessi o su opzioni estreme (svalutazione del tasso di cambio) incidono direttamente sulle riserve di risparmio privato. Nel capitalismo controllato d’antan lo stato disponeva di vari strumenti per un’azione di cuscinetto (riserve valutarie, spesa sociale), in quello odierno sono le famiglie con uno stile tradizionale di scelte finanziarie a essere più esposte agli aggiustamenti attraverso una contrazione dei propri averi. La conseguenza è
di assistere a redistribuzioni di ricchezza all’inverso, dal basso verso l’alto. Le due istituzioni più importanti della zona euro, la banca centrale e la moneta, hanno lo stesso marchio d’origine nello stato nazionale il cui progetto era di mettere avanti la società rispetto all’economia. Oggi è difficile stabilire cosa sia rimasto di quel progetto che era proprio anche della costruzione europea. Per incardinare la società europea sui mercati non c’è di certo bisogno degli stati, ma nemmeno delle strutture oligarchico-burocratiche europee, democratiche solo di facciata, feudali nella sostanza.
Il sistema attuale ha finito per intrappolare gli stati deboli, tra i quali l’Italia è forse il più forte, almeno per il momento, e con essi far sopportare alle aree più fragili e agli stessi strati sociali più gracili un peso maggiore e iniquo. È su quelle
stesse spalle che poggia la società libera, solidale e responsabile nella quale Tommaso credeva profondamente. (Dalla conclusione
L’ascesi intramondana e gli spazi di mercato
Il paper esamina il cambiamento di ethos che ha rovesciato il senso di disprezzo verso la
crematistica in contrapposizione alla buona vita secondo la distinzione che risale al pensiero
antico greco-romano e tomistico. Il dono è un concetto chiave di questo profondo cambiamento
di prospettiva ed è alla base delle moderne ideologie neoliberale e ordoliberale. Esse
incorporano il managerialismo moderno e l'etica dell'efficienza, con un rovesciamento radicale
di quel che era il senso della buona vita, distinta dalla vita di affanni della crematistica. Il
capitalismo si è fatto così religione mondana, senza culto, ma con i riti dell’efficienza
giungendo a ridurre gli spazi della “buona vita”, ma anche quelli di libertà e di
autodeterminazione.(The paper investigates some historical and philosophical foundations of the gift. In the neoliberal ideology the gift is like a merchant exchange, and evaluable in a simple scheme of
supply and demand interactions. This approach was in line with an ethical change about the
social consideration of ancient and Thomistic contempt of the chrematistics, opposed to good
life. From this reversal of ancient ethos descends the main aspects of a new way of governance
of society that narrows personal rights.
Discussione del saggio “Le origini storiche dei conti finanziari: negli Stati Uniti e in Italia: Copeland, Baffi, le istituzioni”, di R. De Bonis e A. Gigliobianco
La discussione rientra nel convegno su "I conti finanziari: la storia, i metodi, l'Italia e i confronti internazionali", Banca d'Italia, Perugia, 2005. Il convegno ha presentato lavori di ricerca sui conti finanziari, statistiche che la Banca d'Italia pubblica dai primi anni Sessanta e oggi prodotte e ampiamente utilizzate dall'Eurosistema. Nella prima sessione, dedicata alla storia dei Conti Finanziari, è stato presentato il contributo di De Bonis e Gigliobianco sulle origini dei conti finanziari negli Stati Uniti e in Italia. La discussione riguarda la relazione di De Bonis e Gigliobianco sul processo culturale che portò alla costruzione dei Conti Finanziari in Banca d'Italia nel secondo dopoguerra. Il mio commento è centrato su: 1. il ruolo delle istituzioni di ricerca (e delle banche centrali) nella costruzione dei sistemi di contabilità macroeconomica e in tale ambito dei conti finanziari; 2. Il bilancio monetario di Baffi e la via nazionale ai Conti Finanziari; 3. Dal bilancio monetario di Baffi del 1949 alle matrici finanziarie di Mario Ercolani e Franco Cotula del 1964, 1969: elementi di continuità e di rottura
Rivoluzioni finanziarie e industriali
Dopo la pace di Vestfalia la finanza internazionale si sviluppa in Europa nel solco delle pratiche tradizionali fino a circa la metà del XIX secolo, cioè fino alla prorompente diffusione sul continente dell’industria moderna. Da allora si può far iniziare il tentativo, condotto dalle maggiori potenze, di “nazionalizzare” in maniera sistematica la moneta e, attraverso essa la finanza, definendo gli spazi di pertinenza, legittimando la loro regolazione. La cambiale e le accettazioni restano fino a quel momento gli strumenti privilegiati nei pagamenti internazionali e nelle operazioni bancarie interne fino, appunto, all’avvento nei finanziamenti industriali di nuove forme tecniche che tengono conto di scadenze più lunghe, di altri tipi di garanzie, di attività finanziarie dotate, ad un tempo, di mobilità e di diritti di controllo più sicuri per i creditori riguardo alla destinazione del credito e alle responsabilità dei debitori
Commercio, finanza e stati
Come le antiche cosmologie, anche la storia monetaria non può che iniziare dal caos. L’evoluzione della moneta e dei modi di regolazione dei pagamenti commerciali è molto complessa, discontinua, a volte incerta. Per uscire dal caos “originario” occorre che gli scambi monetari, o i pagamenti differiti, si formino dentro un sistema a rete. Il primo problema e il più difficile è, appunto, creare una rete di scambi; la seconda difficoltà è che gli scambi possono interrompersi, la rete cedere, facendo riprecipitare tutto nuovamente nel caos finché, per tentativi, non si sviluppano percorsi alternativi e si allacciano nuovi rapporti. I sovrani e gli stati non sono sensibili al problema almeno finché non percepiscono vantaggi fiscali e di ordine interno. Di questo ci occuperemo in questo capitolo
Il viaggio verso l'oriente meraviglioso e l'opera di Giuseppe Rosaccio
Il saggio illustra l'importanza che sia nel medioevo, come nell'età moderna, ha avuto l'Oriente. Ciò è illustrato dalla cartografia, ed in particolar modo dall'opera di Giuseppe Rosaccio nel suo "Viaggio da Venezia a Costantinopoli
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