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Storia universale e patologia dello spirito. Saggio su Croce
Il volume costituisce la prima ampia indagine critica sul concetto di “storia universale” in Benedetto Croce.
Generalmente si considera Croce come un avversario dell’idea di “storia universale”. Il volume dimostra invece la sua centralità nell’orizzonte mentale del filosofo napoletano.
Il volume è articolato in tre capitoli, che via via allargano l’orizzonte della ricerca. Il primo (“Storia universale e teoria della storia”) affronta l’indagine entro categorie storico-storiografiche. Il secondo (“Storia universale e storicità”) amplia l’analisi al livello della ricostruzione e dell’analisi filosofica dei concetti di “memoria storica”, “contemporaneità della storia”, “temporalità storica”, della contrapposizione di natura e storia, del rapporto fra storia e preistoria. Il terzo (“Crisi della civiltà e patologia dello spirito”) compie un ulteriore passo in avanti, collegando il concetto di storia universale all’interpretazione crociana della crisi della civiltà europea, ed elaborando l’inedito concetto della “patologia dello spirito”.
Costruito in buona parte sull’utilizzazione di fonti poco note o utilizzate (tra cui la massa impressionante delle recensioni crociane), il volume raggiunge risultati di notevole originalità, rinnovando l’interpretazione di Croce, che ne emerge come uno dei più consapevoli interpreti della crisi della modernità
Esistenza e storia. L'umanesimo di Ernesto de Martino
Tesi di dottorato (XXVI ciclo) del dott. Giuseppe Maccauro, con sede nell'Istituto di Scienze Umane di Napoli.
La discussione finale si è tenuta nel dicembre del 2014 nell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli
A. Boeckh, Alcune parole su Wilhelm von Humboldt, pronunciate nella seduta pubblica della Real Accademia Prussiana delle Scienze in occasione dell'Anniversario Leibniziano del 9 luglio 1835
Il problema della forma nelle avanguardie artistiche del primo Novecento
Il problema della forma e della "Gestalt" nei primi decenni del Novecento tedesco, con particolare attenzione alla situazione monacense (dal George-Kreis a Thomas Mann
Intervento su "Nuovi saperi e nuova didattica nell'Università del nuovo millennio. Dieci anni dopo il D.M. 509".
Albe e tramonti d'Europa. Ernst Jünger e Oswald Spengler
Il volume raccoglie saggi su Oswald Spengler e su Ernst Jünger, considerati come autori di rilevanza centrale per esplorare le regioni ideologiche del Novecento e la crisi dell’idea di Europa.
I saggi si inseriscono organicamente in un più vasto lavoro critico di ricostruzione della crisi della modernità (i volume dell’Autore su Spengler e su Croce) e, dentro di questa, dell’esplorazione del mondo culturale e politico tedesco, esaminato anche alla luce del concetto innovativo di “utopia della stabilità”.
Il volume offre un’interpretazione fortemente originale delle figure di Spengler e Jünger, studiate lungo sentieri poco o per nulla battuti dalla ricerca internazionale: così le analisi sugli scritti postumi di Spengler, dedicati all’esame delle civiltà preistoriche; o l’indagine sull’antidarwinismo, che Spengler che Jünger condivisero, sulle base di motivazioni non solo scientifiche, ma anche politiche e estetiche, a partire dalle quali l’Autore imposta inedite ricostruzioni fondate sul nesso tra il panorama filosofico del naturalismo e biologismo novecentesco e una rinnovata idea di storicità, sviluppatasi anche dalla crisi dello storicismo.
Non solo le opere maggiori di Spengler e Jünger (“Il tramonto dell’Occidente”, “L’Operaio”), ma il complesso della loro vasta produzione, insieme con la più qualificata letteratura secondaria, sono fatti oggetto di ricostruzione critica, nell’intenzione di sondare attraverso di ciò territori essenziali della mentalità e della sensibilità novecentesca
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