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Caratterizzazione della bioclimatologia degli ambienti collinari
Dal punto di vista bioclimatico l'Italia gode di una situazione favorevole che le permette di offrire una vasta gamma di possibilità di soggiorno per villeggiatura o per cura in numerosissime località diverse tra loro per caratteristiche climatiche. Inoltre, a differenza di altri paesi, nella nostra penisola molti centri di cura sono utilizzabili tutto l'anno o gran parte di esso. Infine, la stessa località presenta spesso caratteristiche bioclimatiche che permettono indicazioni di soggiorno diverse col variare delle stagioni. Ciò è dovuto alla particolare situazione geografica del nostro paese che lo pone in piena zona temperata dell'emisfero settentrionale. In questo quadro è di particolare interesse la bioclimatologia degli ambienti collinari, una tipologia di ambiente ampiamente rappresentata in Italia ma poco considerata, fino al punto di definirla come “ambiente dimenticato”. In questo intervento saranno tracciate le linee portanti e caratterizzanti dell’ambiente collinare con specifiche analisi statistiche di climatologia applicat
Preterm delivery and premature rupture of membranes after conization in 80 women. Preliminary data.
Minerva Ginecol. 2008 Aug;60(4):295-8.
Preterm delivery and premature rupture of membranes after conization in 80 women. Preliminary data.
Patrelli TS, Anfuso S, Vandi F, Valitutto S, Migliore M, Salvati MA, De Ioris A, Condemi V, Fadda GM, Bacchi Modena A, Nardelli GB.
SourceDepartment of Obstetrics, Gynecology and Neonatology, University of Parma, Parma, Italy. [email protected]
Abstract
AIM: Cervical intraepithelial neoplasia is most frequently in young women in reproductive age. Cold knife conization, laser ablation, laser conization and large loop excision are conservative methods of treatment to remove the transformation zone and preserve the cervical function. Previous studies have shown conflicting results on the outcomes of pregnancy following these therapies that might increase the risk of preterm delivery. The purpose of this study was to evaluate the outcome of pregnancy after conization and its role as predictive risk factor.
METHODS: A retrospective study was performed. The study group comprised 80 women who had a conization and that had a subsequent singleton pregnancy. Variables considered includes maternal excision date, surgery procedure, previous surgery treatments, time interval between excisional procedure and subsequent pregnancy; duration and week of pregnancy, mode of delivery, histological grading (no cervical intraepithelial neoplasia [CIN], CIN 1, CIN 2-3) and cone excised depth.
RESULTS: In group study 45 women underwent loop electrosurgical excision procedure (LEEP) conization, 32 cold knife conization and 3 laser CO2. The authors found 11 cases of cone tissue depth1 cm. Eight preterm delivery have been reported to data: 5 between 28 and 34 weeks, 2 lower than 28 weeks and 1 between 34 and 37 weeks.
CONCLUSION: In these preliminary data the percentage of preterm birth appears as 10% and in range 6-15% evaluated for women not submitted to excisional procedure
Bioclimatologia medica in ambito Mediterraneo. Esperienze, proposte e ricerche per i Centri Termali
I Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo si collocano geograficamente nella fascia delle medie latitudini dell’emisfero boreale. Risentono quindi di un ciclo annuale caratteristico, con due stagioni estreme alternate da due stagioni intermedie. Si tratta di un mare sostanzialmente chiuso, fatta eccezione per la porta di Gibilterra ove avvengono scambi superficiali con l’Oceano Atlantico. Il Mar Mediterraneo è altresì contornato da importanti rilievi orografici, specie nei sui versanti settentrionali, che costituiscono una valida barriera, seppur non sufficiente, nei confronti delle masse d’aria fredde che provengono dalle latitudini polari.
Per comprendere le sue specificità, osservabili ai vari livelli macro-meso-topo-bioclimatici, sarà condotta una analisi interna al sistema Mediterraneo con specifico riferimento ai sistemi climatici italo-ellenici, anche considerando retrospettivamente ed in prospettiva il profilo delle dinamiche antropiche che hanno introdotto e stanno introducendo tangibili processi di manipolazione dell’ambiente in toto; da questo punto di vista l’analisi si focalizzerà su talune configurazioni demosanitarie di scenario ove il confine tra salute e malattia si traduce, per lo scopo del lavoro, nel turismo della salute ove si mantiene intatto il sottile confine tra benessere e patologia, tra esigenze di recupero psico-fisico ed esigenze di riabilitazione che sottendono processi patologici.
La componente ambientale, se opportunamente sfruttata, può giocare un ruolo importante fino ad assumere caratteristiche di medicina ambientale, in una visione olistica non necessariamente subordinata a concetti di medicina allopatica ma, all’occorrenza, quale risorsa climatoterapica fondamentale.
Alcuni richiami comparativi ad altre strutture bioclimatiche dislocate in altre aree del globo, similari o differenti, possono chiarire meglio alcuni concetti qualitativi che possono essere rappresentati negli Indici di Qualità Meteo-Ambientale - IQMA, quale risorsa fruibile dalle SPA Resorts. Saranno presi in considerazione alcuni importanti grandezze climato-ambientali, principalmente la temperatura superficiale marina, la temperatura dell’aria, l’umidità relativa e la salinità, senza tuttavia trascurare altri elementi e fattori bioclimatici ed in particolare importanti profili rappresentati dalla urban bioclimatology, un modello di confronto fondamentale per la comprensione dei fenomeni: soltanto lo 0,2 % della superficie terrestre e coperta da aree urbane ma il 47% della popolazione mondiale ed il 73% di quella europea vive in aree densamente popolate caratterizzate da quadri ambientali generalmente degradati (Matzarakis, 2001); la sfida del turismo della salute si gioca su questi patterns caratterizzati da situazioni diametralmente opposte tra contesti urbani e contesti ambientali extraurbani, tra degrado e tendenze geriatriche di prospettiva.
Infine, in un sistema complesso ed interconnesso è necessario dare qualche indicazione circa le crescenti evidenze scientifiche emergenti in materia di cambiamenti climatici e la salute umana (Linee-guida WHO) ed in particolare sull’impatto indotto dal global warming nel sistema globale; anche questa analisi di scenario sembra dimostrare che il Mar Mediterraneo, pur mantenendo inalterate intriseche variabilità atropo-climato-ambientali interne al suo stesso sistema, si segnala per le superiori qualità che delineano un “esempio climatoterapico” a griglia differenziata ed un esempio di bioclimatologia del benessere che trova pochi confronti
La città come modello bioclimatico ed ambientale nella valutazione del benessere psicofisico. Problematiche e proposte applicative
Soltanto lo 0,2 % della superficie terrestre e coperta da aree urbane ma il 47% della popolazione mondiale ed il 73% di quella europea vive in aree densamente popolate caratterizzate da quadri ambientali generalmente degradati (A. Matzarakis). Lo studio dei contesti urbani trova quindi ampia giustificazione nel quadro attuale e nella tendenza, ormai irreversibile, alla crescente concentrazione delle attività umane in ambiti ad alta densità abitativa. La città costituisce quindi un modello di riferimento fondamentale per valutare l’impatto che i disastri naturali possono esercitare su strutture, infrastrutture e sulla popolazione in generale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità dedica crescente importanza ai disastri naturali con specifica attenzione per gli eventi meteoclimatici a carattere estremo ove si evidenziano precise connessioni con la salute pubblica, sia dirette, sia indirette in quanto espressione di code macro e microepidemiologiche al seguito degli eventi stessi. Su un piano sottostante si colloca il concetto di benessere psico-fisico, anch’esso legato all’estrinsecarsi di eventi meteoclimatici in generale ed estremi in particolare ma che, tuttavia, non esaurisce il molteplice insieme di fattori che concorrono a generarlo. La stessa OMS definisce cosa deve intendersi per salute: “lo stato di benessere fisico, mentale e sociale ottimale, e non soltanto l’assenza di malattie o di infermità”.
Il well-being è quindi una espressione generale che coinvolge la sfera psicologica e quella fisica dell’individuo che va a legarsi con un rilevante numero di profili ambientali, siano essi di derivazione naturale oppure indotti dall’attività antropica, con i quali lo stesso individuo interagisce con diversi gradi di consapevolezza; il benessere è, in ultima analisi, una definizione sufficientemente valida per valutare la concordanza euritmica tra l’ambiente in cui l’individuo vive ed il profilo psico-fisico che ne consegue. Trattasi di un modello che trova massima espressione se applicato alla città, una metafora complessa che racchiude qualità della vita, benessere e malessere psicofisico, patologia, cioè le diverse caratterizzazioni della salute umana.
In questo contributo saranno messi in luce aspetti, problematiche e proposte applicative per un modello di città finalizzato all’accrescimento del benessere psicofisico in generale
Metallo-beta-lactamase producers in environmental microbiota: New molecular class B enzyme in Janthinobacterium lividum
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Neoplasia intraepiteliale della cervice e livelli di omocisteinemia. Studio caso controllo
Exploring Emptiness: An Investigation of MA and MU in My Sonic Composition Practice
The commentary investigates Japanese aesthetics of space, silence and emptiness - ma and mu - that informed my compositional practice during the research period 2012 - 2015. The portfolio comprises text compositions and sound installations in which forms of micro events and sustained events are employed. Throughout, the emphasis is on my personal engagement with, and manifestation of emptiness that concerns a particular model of listening and perception.
Chapter 1 discusses six primary research areas: ma and mu, material, text, form, listening and perception. Firstly, I introduce ma and mu by examining noh culture and Zeami's teaching of senu hima (where there is no-action) in the context of my personal approaches to music. The following subjects are then used to contextualise my PhD practice by means of examples from various composers and visual artists. Here, these particular and enigmatic concepts are explored through Japanese art as well as Western contemporary works by Alvin Lucier, Eliane Radigue and those of the Wandelweiser collective.
Part 2 provides contextual commentaries on selected compositions from the portfolio that mostly articulate my aesthetics in relation to the topics covered in Chapter 1. koso koso addresses my methodologies to investigate the essence of senu hima, followed by treow that discusses my approach to materials and the importance of space. I move on to grade two and grade two extended in order to examine text scores, and then, look into Espèces d'espaces 03 and 04 as examples of musical forms that I employ.
Finally, listening and perception are investigated through the compositions gnome and con.de.structuring. Throughout, I describe how my works explore emptiness as a result of my particular emphasis on listening over composing
The construction of Karen Karnak: The multi-author-function
This thesis is situated within the comparatively recent developments of Web 2.0 and the emergence of interactive WikiMedia, and explores the mode of authorship within a Read/Write culture compared to that of a Read/Only tradition. The hypothesis of this study is that the role of the audience has become merged with the author, and as such, represents new functions and attributes, distinct from a more conventional concept of authorship, in which the roles of audience and author are more separate. Read/Write and participatory culture, as defined by this study, is focused on collaboration, and includes the influences of D.I.Y. culture, Open-Source practices and the production of text by multiple authors. Multi-authorship presents a re-thinking of several concepts which support the notion of the individual author, since the focus of multi-authorship is not on attribution and ownership of a finished text, but on the continued malleability of a text. Modes of multi-authorship, demonstrated in the use of the pseudonyms Alan Smithee and Karen Eliot, represent declarative authors whose names signify multiple origins, whilst concurrently indicating a distinct body of work. The function of these names form an important context to this study, since primary research involves the construction of an experimental mode of multi-authorship utilising WikiMedia technology and the interaction of thirty nine participants, who are invited to create a body of work under the collective pseudonym Karen Karnak. The data generated by this experiment is analysed using aspects of Michel Foucault's author-function to identify and determine power structures inherent in the WikiMedia context. The interplay of power structures, including concepts such as identity, ownership and the body of work, affect the resulting mode of authorship and contribute to the construction of Karen Karnak, suggesting further areas of research into the emerging multi-author
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