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    Lucio Fontana e Leonardo da Vinci : "Ogni cosa in natura si fa per la sua linea più breve"

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    Il saggio propone un confronto tra Lucio Fontana e Leonardo da Vinci a partire dalla grande Mostra di Leonardo da Vinci e delle Invenzioni Italiane che si tenne presso Palazzo dell’Arte a Milano dal 9 maggio al 22 ottobre 1939, fortemente voluta dal fascismo come celebrazione propagandistica del genio italico e della sua superiorità creativa. In quell’occasione, nell’atrio d’ingresso un bassorilievo con Cavallo rampante dorato di Lucio Fontana venne installato su una gigantografia di un famoso disegno di Leonardo di collezione Windsor raffigurante l’Officina delle Bombarde. Il testo parte da questo episodio a lungo dimenticato e poco divulgato già allora, per cercare di comprendere come un artista del Novecento abbia guardato a un maestro del Rinascimento, quali siano state le suggestioni tematiche e iconografiche, quali quelle formali o metodologiche rielaborate in chiave moderna. La fonte leonardesca del rilievo di Fontana, infatti, sono alcuni disegni della Collezione Windsor (12336 e 12326r) che mostrano un cavallo impennato appartenente alla prima idea del gruppo della “Lotta per lo Stendardo” della Battaglia di Anghiari (1503-04) (Gallerie dell’Accademia di Venezia, foglio 215), soggetto che nella seconda metà degli anni Trenta aveva attirato l’attenzione di Fontana. Il tema del cavallo rampante o del “cavallo lanciato verso il cielo” è una delle varianti di un tema iconografico – quello del cavallo, solo o montato da un cavaliere, in posizione di quiete o nel vortice di una battaglia con cavalli, cavalieri e guerrieri – con cui Fontana, come molti altri pittori e scultori nel corso dei secoli, si è confrontato a lungo, travalicando la specificità dei soggetti e l’occasione delle sue invenzioni. Per Fontana la Mostra Leonardesca fu l’occasione di assorbire nuovi stimoli e nuove suggestioni iconografiche e ideative che rielaborerà con accento personale anche nel secondo dopoguerra. Nel 1952, infatti, Fontana presentò al Concorso di secondo grado per la V Porta del Duomo di Milano, come particolare della formella L’Arcivescovo Antonio da Saluzzo promulga la Bolla, un bozzetto in gesso a tutto tondo di Cavaliere (Cavallo e cavaliere) [52 SC 11]. La scultura riprende in parte la posa del Cavallo rampante dorato del 1939, ma ha un modello nel bronzetto, attribuito a Leonardo, Guerriero a cavallo del Szépmuvészeti Mύzeum di Budapest che era stato esposto alla Mostra Leonardesca. Parallelamente il saggio si sofferma su un altro episodio: il tema del cavallo è il punto di partenza anche di una riflessione da parte del poeta e critico d’arte Emilio Villa che, nel marzo del 1940, in occasione della recensione della monografia Lucio Fontana. 20 disegni con una prefazione di Duilio Morosini, per la prima volta propose il confronto tra Fontana e Leoanrdo. Per Villa il parallelismo tra Fontana e Leonardo non è solo iconografico, ma metodologico (entrambi erano accomunati da un approccio esperienziale e sperimentale) e incentrato su due termini-concetti cardine: “semplicità” e “forza”.The essay proposes a comparison between Lucio Fontana and Leonardo da Vinci, starting from the great Exhibition devoted to Leonardo da Vinci and Italian inventions held at Palazzo dell’Arte, Milan, from 9th May through 22nd October 1939. The Leonardo Exhibition was organized by the fascist regime as a propaganda celebration of the Italian genius and its creative superiority. In the exhibition entrance hall, a bas-relief featuring a Golden Rearing Horse by Lucio Fontana was set up against an enlargement of a famous drawing by Leonardo from the Windsor Royal Collection Trust depicting the Bombard Factory. The text starts from this episode, long forgotten and rarely disclosed even then, is today the occasion to try to understand how a Twentieth century artist might have looked to a Renaissance master, what were the thematic and iconographic suggestions that might have inspired him, what formal or methodological inputs were reworked in a modern key. The source of inspiration for Fontana’s bas-relief is to be found in some drawings belonging to the Royal Collection Trust (RL 12336 and RL 12326r) – on display here as photographic reproductions – featuring a rearing horse sketched by Leonardo for the central portion known as the Fight for the Standard (Gal¬lerie dell’Accademia di Venezia, sheet 215), study for the Battle of Anghiari (1503-1504), a subject that toward the mid-1930’s had drawn the attention of Fontana. The theme of the rearing horse, or of the “horse soaring in the sky”, is one of the variants of an iconographic theme – that of the horse, alone or mounted by a rider, in a resting posture or in the vortex of a battle– with which Fontana, like many other painters and sculptors over the course of centuries, faced for a long time, going beyond the spec¬ificity of the subjects and the opportunity to unfold his inventions. For Fontana, it was an opportunity to absorb new iconographic and creative input that he then reworked with his own style even after World War II. In fact, in 1952, Fontana participated at the Competition for the Fifth Door of the Cathedral of Milan with a full-relief plaster mock-up for the tile Archbishop Antonio da Saluzzo promulgates the Edict featuring a Horseman (Horse and Rider) [52 SC 11]. This sculpture was modelled partly after the Golden Rearing Horse from 1939, and partly after the small bronze statue Horse and Rider conserved at the Szépművészeti Múzeum in Budapest – attributed to Leonardo– which had been displayed at the 1939 Leonardo Exhibition. At the same time, the essay focuses on another event: the theme of the horse was the starting point of the analysis proposed by the poet and art critic Emilio Villa, who, in March 1940 released the monograph Lucio Fontana. Twenty drawings with a preface by Duilio Morosini and, for the first time, he proposed the comparison between Fonta a and Leonardo. For him, the parallelism between Fontana and Leonardo is not only iconographic, but methodological (both has an experimental approach) and focused on two key concepts: “simplicity” and “strength”

    Portraits of Leonardo da Vinci

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    Using an iterative method, applied to image processing, a portrait of a young man, probably a self-portrait of Leonardo da Vinci, is restored. Merging this portrait with the self-portrait in red chalk, we can have the features of a middle-aged Leonardo. This digital portrait can be compared with the image of Plato, depicted by Raphael in the Scuola di Atene, generally considered as a portrait of Leonardo. The iterative method used for the image processing had been developed by the author on previous iterative calculations used to solve the Boltzmann equatio

    Leonardo e il Novecento: dai futuristi alle mostre leonardesche

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    Il saggio in catalogo illustra la sezione 8 della mostra "Leonardo di carta in carta. La costruzione del mito fra Ottocento e Novecento", a cura di S. Alessandri, M. Ceriana, S. Mammana (comitato scientifico: S. Alessandri, F. Barbagli, M. Ceriana, D. Colombo, S. Mammana, F. Tognoni, A. Tura, F. Valli, C. Vecce), tenutasi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF) dal 5 dicembre 2019 al 14 marzo 2020. La sezione della mostra e il saggio sono dedicati a una breve rassegna dello sviluppo del mito di Leonardo a Vinci nei primi decenni del Novecento: dalla irrisione del mito della Gioconda fatto da artisti come Malevic, Duchamp, Picabia, Eluard, Leger e dai futuristi, che, però consideravano il maestro rinascimentale un modello di riferimento, all'influenza esercitata su Balla, Carrà, Fontana, fino alla sequenza di mostre che hanno sancito la definizione del mito di Leonardo scienziato, genio precursore e universale, fatto proprio dalla propaganda fascista, soprattutto con la Mostra Leonardesca del 1939 al Palazzo dell'Arte di Milano.The essay of the catalogue presents the section no. 8 of the exhibition "Leonardo di carta in carta. La costruzione del mito fra Ottocento e Novecento", ed. by S. Alessandri, M. Ceriana, S. Mammana (Scientifi Committee: S. Alessandri, F. Barbagli, M. Ceriana, D. Colombo, S. Mammana, F. Tognoni, A. Tura, F. Valli, C. Vecce), held at Biblioteca Nazionale Centrale in Firenze (BNCF) from December 5 2019 to March 14 2020. The exhibition section and the essay are dedicated to a short portrayal of the development of the myth of Leonardo da Vinci in earlier Twentieth-Century: the derision of myth of Gioconda by artists such as Malevic, Duchamp, Picabia, Eluard, Leger, and by futurists, who, anyway, considered him a model, as well as the influence on Balla, Carrà, and Fontana; moreover the sequence of shows dedicated to Leonardo “scientist”, pioneer and all-round genius, used by propaganda of Fascism, above all thanks to exhibition Leonardesca, held at Palazzo dell’Arte in Milan in 1939

    Lucio Fontana : omaggio a Leonardo

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    La mostra propone un confronto tra Lucio Fontana e Leoanrdo da Vinci a partire dalla grande Mostra di Leonardo da Vinci e delle Invenzioni Italiane che si tenne presso Palazzo dell’Arte a Milano dal 9 maggio al 22 ottobre 1939, fortemente voluta dal fascismo come celebrazione propagandistica del genio italico e della sua superiorità creativa. In quell’occasione, nell’atrio d’ingresso un bassorilievo con Cavallo rampante dorato di Lucio Fontana venne installato su una gigantografia di un famoso disegno di Leonardo di collezione Windsor raffigurante l’Officina delle Bombarde. La mostra parte da questo episodio a lungo dimenticato per cercare di comprendere come un artista del Novecento abbia guardato a un maestro del Rinascimento, quali siano state le suggestioni tematiche e iconografiche, quali quelle formali o metodologiche rielaborate in chiave moderna. Attraverso la presentazione di disegni, sculture e ceramiche di Fontana, la mostra si sviluppa attorno ai temi del cavallo e della battaglia, per i quali l’artista accoglie le suggestioni degli studi di Leonardo per la Battaglia di Anghiari e per i monumenti equestri di Francesco Sforza e Gian Giacomo Trivulzio. Anche l’allestimento è un omaggio alla Mostra Leonardesca con la riproduzione fotografica a grandi dimensioni di alcune sale e con la citazione di soluzioni espositive adottate in quell’occasione.The show proposes a comparison between Lucio Fontana and Leonardo da Vinci, starting from the great Exhibition devoted to Leonardo da Vinci and Italian inventions held at Palazzo dell’Arte, Milan, from 9th May through 22nd October 1939. The Leonardo Exhibition was organized by the fascist regime as a propaganda celebration of the Italian genius and its creative superiority. In the exhibition entrance hall, a bas-relief featuring a Golden Rearing Horse by Lucio Fontana was set up against an enlargement of a famous drawing by Leonardo from the Windsor Royal Collection Trust depicting the Bombard Factory. This episode, long forgotten, is today the occasion to try to understand how a Twentieth century artist might have looked to a Renaissance master, what were the thematic and iconographic suggestions that might have inspired him, what formal or methodological inputs were reworked in a modern key. Through the presentation of drawings, sculptures and ceramics by Fontana, the exhibition develops around the themes of the horse and of the battle, where our modern artist welcomed the suggestions from Leonardo’s studies for the Battle of Anghiari and for the equestrian monuments of Francesco Sforza and Gian Giacomo Trivulzio. The exhibition also aims to pay tribute to the 1939 Leonardo Exhibition thanks to large-format photographic reproductions of some of the exhibiting halls and to the display arrangement that draws inspiration from that major event

    Lucio Fontana e Leonardo da Vinci. Un confronto possibile

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    La monografia “Lucio Fontana e Leonardo da Vinci. Un confronto possibile”, propone un confronto tra due artisti che hanno segnato le loro epoche. Un confronto che si basa sulla comunanza di interessi iconografici per un tema come quello del cavallo o del cavallo e cavaliere – che ancora a partire dall’inizio del Novecento conquista nuovamente molti artisti; su una somiglianza metodologica e operativa all’interno della loro ricerca artistica e nell’uso del disegno; sul parallelismo tra i disegni di Leonardo per la Battaglia di Anghiari e quelli di Fontana per le proprie battaglie, che guardano a quelle del maestro rinascimentale; sull’analisi del “Cavallo rampante dorato” di Fontana esposto all’ingresso della grande Mostra Leonardesca tenutasi al Palazzo dell’Arte nel 1939, omaggio ai cavalli leonardeschi (opera inedita di Fontana). Il lavoro di ricerca è partito da una proposta di confronto tra Leonardo e Fontana avanzata nel gennaio 1940 dal poeta e critico d’arte Emilio Villa, a commento della monografia di Morosini con 20 disegni di Fontana. Da qui si è allargato il discorso evidenziando i punti di contatto e le occasioni in cui Fontana guarda e ragiona sull’opera di Leonardo – all’interno di un rinnovato interesse di artisti del primo Novecento per l’artista rinascimentale –, fino ad analizzare il ruolo della Mostra Leonardesca all’epoca e l’interpretazione della ricerca di Leonardo negli anni ’30, in cui contestualizzare il punto di vista di Fontana. Lo studio si è avvalso di un ampio lavoro di ricerca documentaria d’archivio, sia in Italia, sia negli Stati Uniti (in relazione al trasferimento di una parte della Mostra Leonardesca)

    Lucio Fontana e Leonardo da Vinci : un confronto possibile

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    La monografia “Lucio Fontana e Leonardo da Vinci. Un confronto possibile”, propone un confronto tra due artisti che hanno segnato le loro epoche. Un confronto che si basa sulla comunanza di interessi iconografici per un tema come quello del cavallo o del cavallo e cavaliere – che ancora a partire dall’inizio del Novecento conquista nuovamente molti artisti; su una somiglianza metodologica e operativa all’interno della loro ricerca artistica e nell’uso del disegno; sul parallelismo tra i disegni di Leonardo per la Battaglia di Anghiari e quelli di Fontana per le proprie battaglie, che guardano a quelle del maestro rinascimentale; sull’analisi del “Cavallo rampante dorato” di Fontana esposto all’ingresso della grande Mostra Leonardesca tenutasi al Palazzo dell’Arte nel 1939, omaggio ai cavalli leonardeschi (opera inedita di Fontana). Il lavoro di ricerca è partito da una proposta di confronto tra Leonardo e Fontana avanzata nel gennaio 1940 dal poeta e critico d’arte Emilio Villa, a commento della monografia di Morosini con 20 disegni di Fontana. Da qui si è allargato il discorso evidenziando i punti di contatto e le occasioni in cui Fontana guarda e ragiona sull’opera di Leonardo – all’interno di un rinnovato interesse di artisti del primo Novecento per l’artista rinascimentale –, fino ad analizzare il ruolo della Mostra Leonardesca all’epoca e l’interpretazione della ricerca di Leonardo negli anni ’30, in cui contestualizzare il punto di vista di Fontana. Lo studio si è avvalso di un ampio lavoro di ricerca documentaria d’archivio, sia in Italia, sia negli Stati Uniti (in relazione al trasferimento di una parte della Mostra Leonardesca).The book “Lucio Fontana e Leonardo da Vinci. Un confronto possibile” compares two artists who have marked their own age, analysing their common iconographic interesting in the topic of horse or horse and rider, methodological affinity, same use of drawing, comparing Leonardo’s studies for the Battle of Anghiari with Fontana’s ones for his battles, and analysing the sculpture “Cavallo rampante dorato” produced by Fontana for the great exhibition dedicated to Leonardo in Palazzo dell’arte, Milan, 1939. This research project started from a proposal done by the poet and art critic Emilio Villa, reviewing the volume 20 drawings of Lucio Fontana published by Duilio Morosini in 1940. From this, the analysis has pointed out contact points and the features of Fontana’s study of Leonardo’ artiworks. The book is based on a huge research project tank to archives research activities

    Introduzione. «Arti di pinna»: Leonardo Sciascia Saggista

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    The article presents the main theme of the XIV Sciascia Colloquium - the essay form explored by Leonardo Sciascia in his works - discussing each contribution and the focus each author chose to develop for this volume publication

    Decano Colombo:

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    El Dr. Leonardo Colombo decano de la Facultad de Ciencias Económicas en el período 08-11-1953 al 12-01-195

    La Leonardesca in trasferta a New York : un modello per le mostre delle macchine vinciane negli Stati Uniti

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    All'interno di una pubblicazione dedicata alla costruzione del mito di Leonardo da Vinci attraverso la grande Mostra di Leonardo da Vinci e delle Invenzioni Italiane, tenutasi al Palazzo dell'Arte di Milano dal 9 maggio al 22 ottobre 1939, il saggio ricostruisce attraverso materiali d'archivio americani e italiani l'esposizione delle macchine leonardesche nella mostra Exhibition of the Scientific Achievements of Leonardo da Vinci presso il Museum of Science and Industry di New York, nel RCA Building del Rockefeller Center dal 24 luglio 1940 al 15 gennaio 1941. La mostra divenne il modello per sempre più numerose esposizioni dedicate a Leonardo realizzate negli Stati Uniti durante gli anni Quaranta e Cinquanta che contribuirono ad accrescere il mito di genio precursore e scienziato.This essay – published in a book dedicated to the myth of Leonardo da Vinci thanks to the great “Mostra di Leonardo da Vinci e delle Invenzioni Italiane”, held at Palazzo dell'Arte di Milano (May 9-October 22, 1939) – focused on the “Exhibition of the Scientific Achievements of Leonardo da Vinci” held at the Museum of Science and Industry inNew York, in RCA Building of Rockefeller Center (July 24, 1940-January 15, 1941). Thanks to American and Italian archives material, the text analyzed the show and how it become the model for the following exhibitions in US during 1940s and 1950s, dedicated to scientific production by Leonardo, proposed as genius and scientist

    Dutch space; interview with Arnaud de Jong, CEO

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    Dutch Space, the largest space company in the Netherlands and part of Airbus Defence and Space, appointed a new CEO last year. The Leonardo Times sat down with the CEO Arnaud de Jong for an interview. We discuss his career, developments in Dutch Space, his take on competition in the commercial space domain and his future outlook on European and International space markets.Aerospace Engineerin
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