196,492 research outputs found
The Colavita visual dominance effect
Spence C, Parise C, Chen Y-C. The Colavita visual dominance effect. In: Wallace M, Murray M, eds. The neural basis of multisensory processes. 2011
Sensibilizzazione a bassa temperatura di un acciaio inox 17-7PH
Si è cercato di determinare in quale misura un acciaio inossidabile del tipo 17-7-PH (AISI 631) sia suscettibile a fenomeni di sensibilizzazione a bassa temperatura. Lo studio ha evidenziato che, come per altri acciai inossidabili austenitici, la permanenza per un tempo breve a temperature dell'ordine di 800 °C, di per sè non pregiudizievole per le caratterisitiche del materiale, è in grado di indurre una forte sensibilizzazione nel corso di una successiva prolungata esposizione a temperature al di sotto del limite di sensibilizzazione.
Il meccanismo già proposto per tale fenomeno prevede, nel corso del trattamento ad alta temperatura, una fase di sola nucleazione dei carburi di cromo; nel successivo trattamento per tempi adeguati a basse temperature si verifica l'accrescimento di tali nuclei, e con esso la notevole sensibilizzazione del materiale.
I risultati delle misure di EIS hanno confermato quanto ottenuto nel corso dei più collaudati test elettrochimici
Assessing the audiotactile Colavita effect in near and rear space.
The Colavita effect occurs when participants performing a speeded detection/discrimination task preferentially report the visual component of pairs of audiovisual or visuotactile stimuli. To date, however, researchers have failed to demonstrate an analogous effect for audiotactile stimuli (Hecht and Reiner in Exp Brain Res 193:307-314, 2009). Here, we investigate whether an audiotactile Colavita effect can be demonstrated by manipulating either the physical features of the auditory stimuli presented in frontal (Experiment 1) or rear space (Experiment 3), or the relative and absolute position of auditory and tactile stimuli in frontal (Experiment 2) or rear space (Experiment 3). The participants showed no evidence of responding preferentially to one of the sensory components of the bimodal stimuli when they were presented from a single location in frontal space (Experiment 1). However, a significant audiotactile Colavita effect was demonstrated in Experiments 2 and 3, with participants preferentially reporting the auditory (rather than tactile) stimulus on the bimodal target trials. In Experiment 3, an audiotactile Colavita effect was reported for auditory white noise bursts but not for pure tones and selectively for those stimuli presented from the same (rather than from the opposite) side. Taken together, these results therefore suggest that when a tactile and an auditory stimulus are presented from a single frontal location, participants do not preferentially report one of the two sensory components (Experiment 1). In contrast, when the stimuli are presented from different locations, people preferentially report the auditory component, especially when they are spatially coincident (Experiments 2 and 3). Moreover, for stimuli presented from rear space, the Colavita effect was only observed for auditory stimuli consisting of white noise bursts (but not for pure tones), suggesting that this kind of stimuli are more likely to be bound together with somatosensory stimuli in rear space
Protezione offerta da un CIC ad una lega di alluminio
L'efficacia di un Corrosion Inhibiting Compound (CIC) nella prevenzione della corrosione su una lega di alluminio ad alta resistenza meccanica, esposta a diversi ambienti aggressivi, è stata valutata nel tempo utilizzando misure di impedenza elettrochimica (EIS)
Il ciclo litico di EBV e la risposta autofagica in cellule di linfoma di Burkitt
IL CICLO LITICO DI EBV E LA RISPOSTA AUTOFAGICA IN CELLULE DI LINFOMA DI BURKITT
Francesca Colavita, Alessandra De Leo, Fabiola Ciccosanti, Gian Maria Fimia, Elena Mattia
Dip. di Scienze di Sanità Pubblica e Malattie Infettive “Sanarelli”, Univ. di Roma “Sapienza”
Laboratorio di Biologia Cellulare, Istituto Nazionale per le malattie infettive IRCCS ‘L. Spallanzani’, Roma
Il pathway autofagico è coinvolto in numerosi processi cellulari e rappresenta un essenziale meccanismo di difesa contro le infezioni virali. Numerosi virus per sopravvivere e propagarsi all’interno dell’ospite hanno evoluto strategie in grado di evadere e di modulare la risposta autofagica a proprio vantaggio.
Il virus di Epstein Barr (EBV), un γ-herpesvirus umano responsabile della mononucleosi infettiva ed associato a differenti tipi di neoplasie di origine epiteliale e linfoide, è caratterizzato da una infezione latente e una litica produttiva.
Al momento non ci sono informazioni su eventuali alterazioni del pathway autofagico durante il ciclo litico del virus. Scopo di questo lavoro è stato pertanto quello di analizzare l’espressione di proteine markers di autofagia a seguito della induzione del ciclo replicativo attivo di EBV e d’altro canto, di valutare l’effetto di inibitori e promotori di autofagia sulla espressione e sulla replicazione del virus. Sono stati utilizzati due modelli cellulari di linfoma di Burkitt, le cellule Akata e Mutu, in cui il ciclo litico di EBV può essere innescato mediante trattamento delle cellule, rispettivamente con IgG o con TGF β.
I risultati ottenuti dimostrano che l’attivazione della replicazione virale in cellule B infettate dal virus in forma latente, determina a tempi brevi, un aumento della componente LC3 II e della proteina p62, indici della formazione di vescicole autofagiche. Inoltre, la presenza di inibitori di autofagia quali la Bafilomicina A1 e la Spautina-1 durante l’induzione del ciclo litico di EBV provoca una sovra-regolazione dell’espressione dei geni litici e un aumento delle particelle virali prodotte.
Tali dati, indicano che il ciclo replicativo attivo di EBV è contrastato dal processo autofagico e che una inibizione di quest’ultimo, in due diversi steps del pathway degradativo, genera un aumento della espressione e della replicazione del virus. In accordo con questi risultati, cellule Akata in cui beclina-1, la proteina che innesca la risposta autofagica, è stata silenziata mediante trasfezione con lentivirus, hanno mostrato un aumento significativo dell’espressione degli antigeni virali litici rispetto alle cellule trasfettate con la sequenza “scrambled”.
Sono in corso studi atti a valutare la possibilità che EBV interferisca e moduli la risposta autofagica durante il ciclo litico
Is the Colavita effect an exclusively visual phenomenon?
Previous studies have demonstrated that people often fail to report one component of bimodal targets in a speeded response task setting: Participants respond preferentially to the visual component of audiovisual (Koppen Spence, 2007) or visuotactile (Hartcher O’Brien et al., 2008) stimulus pairs. The present study was designed to investigate whether this phenomenon (known as the “Colavita effect”) would extend to the audiotactile modality pairing as well. Participants had to make speeded detection responses to brief unimodal auditory, unimodal tactile or bimodal audiotactile suprathreshold stimuli. Although participants failed to respond correctly in the bimodal trials more often than in the unimodal trials, no imbalance between audition and touch was observed (i.e., participants did not preferentially respond to either auditory or tactile sensory components of the bimodal stimuli). The performance of both naïve and non-naïve participants showed the same pattern of results (Exp.1). The null effect was still observed when different kinds of auditory stimuli (pure tones vs. white noise bursts; Exp.2) were used, and when differing stimulus intensities were presented (Exp.3). These results therefore suggest that the Colavita effect exclusively affects modality pairings involving vision, thus confirming this effect as one of the most striking demonstration of visual dominance over other sensory modalities
Gaining insights into the Bcr-Abl activity-independent mechanisms of resistance to imatinib mesylate in KCL22 cells: A comparative proteomic approach
Imatinib mesylate is a potent inhibitor of Bcr-Abl tyrosine kinase, an oncoprotein that plays a key role in the development of chronic myeloid leukemia. Consequently, imatinib is used as front-line therapy for this disease. A major concern in imatinib treatment is the emergence of resistance to the drug. Here we used the imatinib-resistant KCL22R and imatinib-sensitive KCL22S cells in which none of the known resistance mechanisms has been detected and hence novel Bcr-Abl activity-independent mechanisms could be envisaged. We characterized proteins that were differentially expressed between the KCL22R and KCL22S cells. Using two-dimensional differential gel electrophoresis coupled with mass spectrometry and Western blot analysis we identified 51 differentially expressed proteins: 27 were over-expressed and 24 were under-expressed in KCL22R versus KCL22S cells. Several of these proteins are likely to be involved in such survival mechanisms as modulation of redox balance and activation of anti-apoptotic pathways mediated by NF-kappaB and Ras-MAPK signaling. The data reported may be useful for further studies on mechanisms of imatinib resistance and for the screening of biomarkers to develop new combinatorial therapeutic approaches.Irene Colavita, Nicola Esposito, Rosanna Martinelli, Francesca Catanzano, Junia V. Melo, Fabrizio Pane, Margherita Ruoppolo, Francesco Salvator
Le frodi alimentari: tecniche ispettive, aspetti tecnici e giuridici.
Viene proposta una panoramica, anche di carattere storico, relativa alle principali frodi che vengono perpetrate nel campo degli alimenti di origine animale nelle diverse matrici alimentari, ed effettuata un’analisi della normativa nazionale e comunitaria in materia. Vengono descritti i presupposti tecnico-scientifici sui quali esse sono basate ed i principi tecnici e/o metodologici che possono essere impiegati per la loro rilevazione: vengono pertanto prese in considerazione frodi nei settori delle carni fresche, preparate e trasformate, dei prodotti della pesca freschi e trasformati, nel settore lattiero-caseario, nelle uova e nel miele. Infine vengono descritte in maniera specifica le tecniche ispettive e viene proposto un aggiornamento sugli strumenti e le metodiche di laboratorio utilizzate in materia di frodi alimentari
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