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Stratégies de médiation et pratiques plurilingues: le récit de langues dans la migration au féminin en milieu de formation
L'article présente une partie des résultats d'une recherche sur le rôle de l’autobiographie dans un milieu de formation pour femmes migrantes. À partir de
l’observation participante dans un groupe d’entraide mutuelle de futures interprètes médiatrices culturelles et de l’examen de leurs récits de langues, on analyse les stratégies
de médiation et les pratiques plurilingues mises en oeuvre dans le milieu familial dans le but
d’évaluer dans quelle mesure le récit de langues peut devenir un espace narratif de réflexion
et, par conséquent, un dispositif formateur dans le domaine de l'enseignement aux femmes
migrantes. En particulier, on se demande quel rapport s’instaure entre les représentations
sur ses propres langues et cultures et leur usage dans le processus de médiation. On
discute enfin les points de contact et les synergies possibles entre la formation en L2 et la
formation à travers la L2, en rapprochant deux domaines de formation proposés aux femmes
migrantes et généralement cloisonnés
Educazione linguistica, genere e migrazione: il contributo degli studi di genere alla ricerca in didattica delle lingue seconde
By analysing some studies and researches related to the field of gender studies, the paper proposes a reflection on the relationship between gender and language education, with particular reference to the learning and teaching of a second language in a migratory context. The main research trends and some key concepts developed within the feminist and critical approaches to language learning and teaching will be examined, highlighting their possible contributions to the Italian research in the field of language education. Drawing inspiration from a research experience on teaching Italian L2 to migrant women, some critical issues and research perspectives concerning the teaching of second languages will be discussed, underlining the specific contribution that a gender perspective can provide in interpreting sociolinguistic dynamics and learning processes in migratory contexts
Forms of Language and Culture Mediation in Plurilingual and Pluricultural Environments: Towards a (Self)Narrative Methodology in the Teaching of a Second Language
This paper retraces the history of a post-doctoral research project (2008-2010) which was carried out
within the framework of the research group “Politica, educazione, formazione linguistico-culturali” at
the University of Macerata. It focuses in particular on the relationship between self-narration,
language education and identity construction of migrant women in Italy. It discusses the disciplines
which contributed to developing the research design and, thus, to enriching the field of language
teaching methodology, as well as increasing our understanding of female migrants’ shifting identities
and their integration process
Vivere la migrazione tra e con le lingue: funzioni del racconto e dell’analisi biografica nell’apprendimento dell’italiano come lingua seconda
Partendo da un approfondimento degli aspetti metalinguistici e psicosociali relativi all'apprendimento di una lingua seconda in contesto migratorio e delle valenze formative dell'approccio biografico nell'educazione degli adulti, la monografia si interroga sulle funzioni che il racconto e l'analisi biografica svolgono in rapporto al contatto linguistico-culturale e all'apprendimento/insegnamento dell'italiano come lingua seconda. Il lavoro si basa su una ricerca di tipo qualitativo che ha previsto la raccolta di questionari e interviste narrative presso un campione di apprendenti migranti plurilingui per i quali l'inglese, il francese o il russo fungono da lingue di mediazione nella comunicazione esolingue con gli italiani o altri migranti e nell'apprendimento guidato e/o spontaneo dell'italiano L2.
La monografia, corredata di un CD con le interviste narrative analizzate, fa parte della collana "Lingue sempre meno straniere" (coord. da D. Lévy), di cui rappresenta il terzo volume
Migrazione femminile e bisogni di apprendimento in italiano L2. Uno studio di caso presso le donne del ricongiungimento familiare
Il contributo discute i principali risultati di uno studio di caso sull’apprendimento/insegnamento dell’italiano L2 a donne migranti, focalizzandosi in particolare sui bisogni linguistici e formativi delle apprendenti immigrate in Italia grazie al ricongiungimento familiare. Dopo aver fornito una panoramica sulla struttura dei corsi e le procedure didattiche generalmente implementate in questo tipo di formazione linguistica, si propone un’analisi in chiave di genere dei bisogni di apprendimento nella L2 dei migranti adulti. Alla luce di alcune criticità emerse dallo studio condotto, viene infine proposto un quadro metodologico fondato sul task-based learning e il racconto di sé nell’intento di soddisfare i variegati bisogni delle donne migranti
Migrare al femminile: motivazioni, bisogni formativi e aspettative
Il contributo discute alcune caratteristiche specifiche del fenomeno migratorio femminile
nel nostro Paese, focalizzandosi in particolare sui principali bisogni formativi in italiano
lingua seconda (L2) delle donne migranti. Dopo aver presentato brevemente il fenomeno
migratorio femminile in Italia, vengono illustrate le motivazioni che inducono le donne ad
emigrare. A partire da alcuni studi, nonché da un’esperienza di ricerca sul campo condotta
in contesto formativo, il contributo discute quindi i bisogni formativi delle donne del
ricongiungimento familiare e il ruolo svolto dai corsi di formazione linguistica ad esse
mirati. Viene inoltre presa in esame l’evoluzione di tali bisogni e dei conseguenti progetti
di vita nelle donne stabilmente inserite nel contesto italiano, e il ruolo che in essi assume
la conoscenza della L2
Le autobiografie linguistiche a scuola tra plurilinguismo e affettività: dal ritratto al racconto delle lingue
Errare paedagogicum est? Disagio linguistico e percezione dell'errore negli apprendenti universitari di lingue straniere
Nell’immaginario degli studenti come nel linguaggio corrente, il concetto di errore si sovrappone spesso a quello di “sbaglio” diventando potenziale fonte di disagio linguistico nella produzione e valutazione in lingua straniera. Per sovvertire tale “morale linguistica” che implica un’ideologia manichea del “parlar bene/male una lingua”, è importante che gli studenti universitari siano resi consapevoli del proprio grado di disagio linguistico rispetto alle pratiche valutative e correttive nell’insegnamento delle lingue straniere e delle motivazioni che ne possono essere alla base. Dopo aver fornito una panoramica dell’evoluzione del concetto di errore e delle strategie di correzione elaborate dai vari approcci e metodi glottodidattici, il contributo illustra i principali risultati di un’inchiesta condotta presso un campione di studenti universitari di lingue, di cui si discutono le rappresentazioni in relazione all’errore linguistico e alla sua valutazione e correzione nel contesto di apprendimento accademico
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